25 aprile 2012
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Emozionato, ma fiero di essere oggi qui, alla celebrazione del 67° anniversario della Liberazione, saluto tutti voi e ringrazio in particolar modo le Autorità civili che, invitandomi ad intervenire, hanno voluto dare fiducia alla mia generazione, che molti giudicano costituita da bamboccioni indifferenti.
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Io sono Nico, uno studente di classe terza Ragioneria e rappresento, con la mia compagna Akotat, l'istituto scolastico "Giacomo Perlasca" di Idro; non sono dunque una personalità ma semplicemente un ragazzo fortunato, che studia nella scuola della Valle, uno dei tanti che, proprio perché frequentano un istituto che porta il nome del fondatore delle Fiamme Verdi, dovrebbe conoscere bene anche il significato di "resistenza e amor di patria".
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Utilizzo il condizionale perché, anche per me, non è sempre stato così; tutti noi studenti infatti studiamo storia, magari anche bene, ma troppo spesso ci limitiamo a memorizzare date senza soffermarci troppo su quelle che sono le motivazioni intrinseche di un evento, o le ragioni che hanno portato qualcuno ad agire in un modo piuttosto che in un altro; a volte addirittura conosciamo meglio la storia nazionale di quella locale.
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Per questo io sono felice di avere avuto l'opportunità di approfondire alcuni aspetti della resistenza valsabbina; fin da bambino ascoltavo con interesse le storie degli anziani, anche nella mia stessa famiglia, che parlavano di guerra, di arbitrii, di violazioni di libertà , di asservimento alla dittatura ed ora da studente mi sono documentato meglio e grazie alle mie letture ho capito davvero quanto valgano i miei diritti di cittadino e quanto siano costate -in termini di sacrificio e di vite umane- la mia democrazia, la mia pace, la mia libertà di pensiero e di parola.
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Oggi per me essere qui a celebrare una data così importante per la nostra storia, come quella del 25 aprile, significa concretizzare quanto ho studiato come principio teorico in diritto; mentre sto parlando a Voi in questo luogo denso di memorie significative per la nostra Valle io sto infatti esercitando, forse per la prima volta, la mia cittadinanza attiva e consapevole.
Quello che sto provando come cittadino mi spinge a dirvi ciò: continuate a promuovere giornate come queste perché, anche se purtroppo non riescono a coinvolgere molto i giovani, noi, le nuove generazioni, quelle cioè venute dopo quegli avvenimenti (e quindi meno coinvolte emotivamente da questa pagina, che cambiò radicalmente la nostra storia), abbiamo bisogno di forti stimoli e di esempi di impegno politico puro.
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La nostra libertà , ce lo dice la Storia, è nata dal sacrificio di tanti uomini, partigiani, soldati, semplici cittadini, e di tante donne, madri, mogli, sorelle e figlie dei combattenti per la libertà e noi non possiamo ignorarlo!
E' nostro dovere morale tenere viva la memoria di quel particolare periodo, chiamato Resistenza, soprattutto in questo momento storico in cui la crisi finanziaria ed economica sembrano volerci togliere le sicurezze per il nostro futuro e il dilagare di confusione, volgarità , prepotenza e corruzione rinforzano la nostra tentazione di arrenderci e di lasciare andare le cose per inerzia.
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Il 25 aprile invece ci insegna che non bisogna scoraggiarsi,
il 25 aprile ci dimostra che gli italiani sono un popolo tenace
il 25 aprile ci rincuora perché ricorda agli italiani che, se si hanno idee, si possono ritrovare le energie perse e trasformarle in risorse.
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Per questo dobbiamo impegnarci tutti, noi giovani in primis, a difendere la nostra Costituzione, a lavorare per un mondo dove non regnino solo l'indifferenza e l’ignavia di fronte all'offesa della dignità dei popoli, ovunque si compia, perché là dove c'è oppressione ci sono anche sofferenza, sottosviluppo, distruzione e guerra.
Come giovani italiani dobbiamo avere fiducia nella nostra cultura, nella nostra arte, nella nostra identità perché siamo stati un popolo capace di ribellarsi ai soprusi e di regalare ai posteri valori insostituibili e inalienabili.
Sta a noi posteri allora ritrovare il coraggio delle idee per rinsaldare la nostra unità nazionale e ricominciare, con la stessa forza dei giovani ribelli per Amore.
Non sarà facile, lo so, ma noi giovani vogliamo sperarlo.
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Grazie dunque a nome mio e dei tanti studenti che rappresento per averci dato l'opportunità di vivere emozioni diverse dalle nostre abituali e di averci fatto incontrare, perché qui oggi vedo gente che crede fermamente nei valori della Costituzione e lo manifesta con fermezza. Noi abbiamo bisogno di questo!
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Grazie
E viva il 25 Aprile!
Nico
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