In occasione dell’incontro pubblico di Idro durante il quale si è parlato del progetto navigazione c’è stato anche il tempo per un rimando storico, col ricordo del primo esperimento in questo settore, risalente al lontanissimo 1915.
Anche allora si era deciso di istituire un servizio di collegamento navale tra le diverse località costiere dell’Eridio, ma poi l’operazione era stata abbandonata; probabilmente per le successive e pesanti alterazioni dei livelli del lago, trasformato letteralmente in un invaso artificiale, causate dagli impieghi irrigui e idroelettrici che risalgono proprio a quegli anni del Novecento.
Allora, all’inaugurazione del battello a vapore arrivarono in pompa magna numerosi parlamentari del Regno d’Italia, che si fecero ovviamente un giro sull’acqua e che si fermarono più tardi nell’albergo «Stella» di Anfo per un lauto pranzo.
Romeo Seccamani, presidente della Pro loco di Anfo e cultore di storia locale, conserva ancora un articolo di giornale che racconta dell’evento di quella giornata.
«Quella del 1915 - ha commentato l’assessore Prignachi - era un’idea che rientrava nel grande e precedente progetto asburgico di un collegamento ferroviario con Madonna di Campiglio». Già dalla fine dell’800, infatti, erano sul tavolo numerosi progetti per un collegamento ferroviario fra Brescia e Trento passando dal territorio valligiano.
Comunque sia il battello a vapore venne varato, questo è certo. E si ha anche notizia del suo funzionamento per qualche tempo. Poi il buio.
«L’ipotesi più probabile - aggiunge Seccamani - è che gli eventi che dopo qualche anno hanno travolto il nostro lago abbiano reso impossibile la navigazione di una grossa imbarcazione».
Nel 1917, infatti, venne emanato un decreto luogotenenziale registrato dalla Corte dei conti che concedeva alla Seb (Società elettrica bresciana) e al Naviglio grande bresciano la facoltà di eseguire le opere progettate per la riduzione del lago. I livelli iniziarono così a oscillare di circa 3,50 metri. Poi, negli anni Venti subentrò la Sli, Società lago d’Idro, e nel 1934 i metri di escursione diventarono ben sette. Con questi saliscendi un battello di dimensioni consistenti non poteva certo navigare, e così la breve parentesi dei collegamenti pubblici sul maltrattato Eridio si chiuse.
Fino al possibile rilancio auspicato in questi giorni dalla Provincia.
Da Bresciaoggi