Buona presenza di genitori mercoledì 8 febbraio al quinto incontro di Genitori in cammino presso l’Auditorium “Cecilia Zane” organizzato da A.Ge. Gavardo in collaborazione con il Comitato Genitori e l’Istituto Comprensivo con il contributo dell’Amministrazione Comunale. Relatore il dott. Sergio Gelfi, psicologo e psicoterapeuta, esperto in psicologia dell’età infantile, che ha trattato del ruolo dei genitori intrecciando un intenso dialogo con i genitori presenti.
In sociologia il “ruolo” è definito “incontro tra aspettative e condotta”, esordisce il relatore. In qualità di genitori, padre e madre si impegnano a crescere il figlio soddisfacendo quattro grandi bisogni fondamentali: materiale, educativo, affettivo e morale. Per adempiere pienamente a questo compito il genitore deve sapersi nutrire di affetto e di adeguatezza. Nella realtà due persone che decidono di assumere il ruolo di genitore, a livello psicologico, intendono, più semplicemente, fare l’esperienza di dare e ricevere affetto, di essere bastanti per un essere che verrà.
È un aspetto che già la coppia vive al proprio interno. Cosa accade, tuttavia, se il meccanismo di dare e ricevere affetto si inceppa? Accade che il figlio diventa fonte di affetto al posto del partner, ribaltando l’ordine gerarchico.
Oggi, sempre più spesso, assistiamo a genitori insicuri e inadeguati a gestire le delusioni o le sconfitte dei figli (che si tratti di insuccessi scolastici, di relazione, nell’ambito sportivo). Genitori che corteggiano i figli dando luogo a una situazione paradossalmente ribaltata rispetto al passato: sino a 40 anni fa erano infatti i figli a corteggiare i genitori con i buoni risultati a scuola, ad esempio, per guadagnarsi la loro magnanimità (un gioco nuovo, il motorino, la vacanza agognata, ecc.). E ancora: erano i figli ad attirare l’attenzione dei genitori durante un saggio o un evento sportivo affinché li notassero e fossero orgogliosi di loro.
Il corteggiamento del figlio inizia nel momento in cui il genitore è egli stesso bisognoso di affetto, quando evita i conflitti perché teme di guastare la relazione, quando, nel tentativo perverso di conquistare l’amore del figlio, cerca di risparmiagli ogni frustrazione, quando infine ne asseconda i desideri rendendolo “onnipotente”.
Come può un genitore sentirsi adeguato? Chiede il relatore: essendo il genitore colui che deve assolvere al “ruolo”, la relazione genitore-figlio deve essere necessariamente asimmetrica soprattutto dal punto di vista della gestione del potere. I genitori devono sapere esercitare il potere: non possono rimanere impotenti davanti a certe situazioni, ammonisce il dott. Gelfi.
Nella relazione genitore-figlio se il primo abdica al proprio potere, quest’ultimo transita ed è il figlio ad appropriarsene ed a esercitarlo. Si intuisce bene, osserva il dott. Gelfi, che se il potere è gestito dall’adulto si instaura una regolatezza che ha come fine una crescita ordinata e armoniosa della prole, al contrario se il potere passa al figlio quest’ultimo lo eserciterà per sé in modo sregolato.
Un figlio “onnipotente” sarà un adulto frustrato, un adulto immaturo. Già oggi assistiamo al fenomeno di molti giovani che non sono in grado di relazionarsi alla realtà, incapaci di adeguarsi alle varie situazioni: il loro è un impatto continuo che a lungo andare li costringe a ripiegare sull’unico porto sicuro rappresentato dalla casa dei genitori.
A conclusione di un esame attento del problema e in seguito alle molte riflessioni dai presenti in sala il dott. Gelfi esorta ad essere genitori consapevoli del proprio ruolo, a non delegare l’educazione dei figli ad altre agenzie, a supportarsi, infine, all’interno della coppia per adempiere appieno ai quattro bisogni fondamentali dei figli. È quanto chiedono, in ultima analisi, i figli stessi, pure nella loro ribellione: un’educazione solida, fondata su valori e principi sani da parte di genitori all’altezza del loro ruolo.
A.Ge. Gavardo invita genitori, educatori e insegnanti al prossimo incontro di Genitori in cammino che si terrà il 22 marzo presso l’auditorium “Cecilia Zane” della biblioteca Civica di Gavardo. Tema della serata “L’adolescenza e la ribellione (dei genitori ?)”: relatore sarà il dott. Osvaldo Poli, noto piscologo e psicoterapeuta familiare.