Brutto incidente quello che ieri sera alle 19 e 30 ha coinvolto due motociclisti a Sant'Antonio, lungo la 237 del Caffaro in Comune di Anfo.
Stava rientrando verso casa in sella alla sua moto quando è stata “agganciata” da un altro motociclista che la stava superando ed entrambi sono finiti in una scarpata.
L’incidente dalla curiosa ed imprevedibile dinamica ha coinvolto ieri sera alle 19 e 30 lungo la 237 del Caffaro una giovane donna residente a Lonato ed un motociclista 35enne di Darzo.
Ad avere la peggio il motociclista trentino, che ha dovuto raggiungere in codice rosso a bordo di un’eliambulanza il Santa Chiara di Trento.
Meno grave la donna, trasportata al Pronto soccorso di Gavardo in codice giallo.
La dinamica esatta dell’incidente è al vaglio della Stradale che è intervenuta sul posto con una pattuglia, prima però hanno dovuto darsi da fare, oltre al personale del 118 intervenuto da Ponte Caffaro e da Vestone, anche i Vigili del Fuoco del vicino Trentino ed il Soccorso Alpino della Valle Sabbia.
La donna in sella ad una Ducati Monster bianca stava scendendo la valle da Ponte Caffaro in direzione di Idro in compagnia del suo compagno di viaggio, che la seguiva su un’altra Ducati.
Stavano percorrendo l’ultima curva in leggera salita che anticipa l’ingresso nel nuovissimo rondò di Sant’Antonio quando sono stati superati dalla Ducati Monster rossa del motociclista trentino, che ha agganciato la donna trascinandola con sé verso la scarpata sottostante, nella quale sono finiti entrambi e anche le loro motociclette.
Dopo essere precipitata per tre o quattro metri la ragazza è rimasta impigliata nei rovi.
Non è andata così bene al 35enne, che è caduto infilandosi nel fitto bosco per una trentina di metri almeno, rimediando ferite ben più gravi.
Per raggiungerli, i soccorritori hanno dovuto infilare la via privata che porta alla località Sant’Antonio e poi risalire verso la strada.
Sul posto sono intervenute la medicalizzata da Vestone, che ha effettuato il rendez-vous con l’elicottero a Storo, e l’autolettiga dei volontari di Ponte Caffaro.
Ha ragione. Io non permetterei neppure la circolazione di moto con certe caratteristiche. In ogni caso, la strada di S. Antonio, purtroppo, con la bella stagione è teatro di tante tragedie. Domanda: si possono evitare? Io penso sì all'educazione stradale, ma forse anche a sistemare delle strade che non sono più in grado di reggere il flusso di veicoli odierno. Prima delle due rotonde, per esempio, io avrei spostato la strada che porta al fiume Liperone da Ponte Caffaro verso il lago, in modo da eliminare la curva a gomito e avrei ritoccato anche il curvone successivo. La cosa migliore, in ogni caso, sarebbe quella di far passare tutto il traffico in galleria. Le nostre strade sono troppo vecchie per la circolazione odierna.
rispettare il codice della strada è soprattutto rispettare gli altri che hanno diritto di andare sulla strada senza essere coinvolti, perchè poi quando succede qualcosa, nella migliore delle ipotesi, sono sempre rogne grandi come una casa...
Sicuramente era colpa della strada, della sabbiolina o del sole che abbaglia! ahahahah!
ID21167 - 19/06/2012 00:33:47 (Esamu) Non è mai...
.. colpa solo di qualcuno, è sempre un insieme di cose.. La strada, la velocità, la testa dell'utente della strada... ecc ecc.. Se a tutte queste cose venisse posta la massima attenzione si ridurrebbero gli incidenti del 50%...
Il tuo intervento non significa niente...allora nessuno di chi assiste ha diritto di commentare? E la libertà di parola? Aggiungerei che l'articolo è chiaro e noi che leggiamo ci fidiamo della serietà di chi scrive e chi controlla...alla luce di questo mi associo a chi ha detto che la strada non è una pista su cui fare quelli che si vuole...da una parte mi auguro che il motociclista si riprenda al più presto (e abbia imparato la lezione,altro che "ben gli sta" come ha scritto qualcuno qui e che non vorrei commentare), dall'altra spero che possa servire a tutti quelli che vanno in giro fregandosene degli altri utenti...
ID21190 - 20/06/2012 21:48:53 (Giacomino) Concordo con Davide,
ma domenica scorsa bastava essere sulla strada anche per pochi kilometri per rendersi conto che erano davvero tanti quelli fuori di testa, sarà stato il primo sole?.
Certo, ogni teoria è buona ma i soldi? Il tempo? La reale necessità? Con migliaia e migliaia di mezzi e moto che passano da lì ogni anno non mi pare che il tasso di incidenti sia così elevato. La maggior parte dei motociclisti e automobilisti hanno la testa sulle spalle e sanno come guidare, pochi invece fanno quello che vogliono sulla strada credendo di essere ad un gran premio....
ID21212 - 21/06/2012 18:07:54 (davidebond) non lo so
Nessuno nega la responsabilità. Uno può avere in mano un'arma, ma è libero di scaricarla contro il prossimo o gettarla via. Tuttavia, le nostre strade non sono più adatte ai mezzi e alla loro quantità di oggi. Io ho solo voluto osservare come spesse volte le cose più importanti vengano lasciate da parte in favore di altre. Tutto qui.