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Cosa succede ad un pensiero quando scivola nell'inconscio?
Si aggrega a contenuti mentali di analoga caratteristica emotiva: il pensiero del terremoto, con la sua carica emotiva di paura e terrore, si aggrega con la paura di perdere tutto, di non riuscire a sopravvivere, della morte, del lutto, dello sciacallaggio e così via; mentre per i pensieri che portano positività l'esempio di quando siamo innamorati ci riporta anche a pensieri che riguardano la fortuna, il sentirsi amati, benvoluti, potenti, leggeri, invincibili.
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L'aggregazione delle memorie inconsce va a costituire dei “paesaggi” interni (cfr. contributo “I paesaggi dell'anima” del 21/5/2012), paesaggi sommersi, popolati di vita: emozioni, pensieri, ricordi, sensazioni, sentimenti, affetti. Potremmo paragonare il tutto al mondo sub-marino, profondo, buio, sconosciuto, e palpitante di vita.
Una volta scivolato nell'inconscio, l'oggetto mentale diventa autonomo rispetto al soggetto pensante e può agire inaspettatamente anche contro la sua volontà .
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E' così che si sviluppano anche le allergie.
Una persona fa una certa esperienza intensa e significativa per lei, legata ad una qualsiasi modalità sensoriale, come un rumore forte, un colore, un sapore, una sensazione tattile o un odore.
Le emozioni intense si legano al vissuto sensoriale ed ogni qualvolta lo stimolo sensoriale si ripresenta, viene accompagnato dall'emozione alla quale si è legato.
L'emozione può essere piacevole ed allora un certo profumo di fiori ci riporterà alla nostra infanzia facendoci fare un tuffo nel passato; oppure spiacevole e in questo caso il soggetto farà di tutto per non ricordarla, evitando quindi l'oggetto sensoriale che la ricorda e sviluppando appunto un'allergia al rosso, piuttosto che ad un profumo di violetta o un sapore di gorgonzola.
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Esistono livelli di inconscio più o meni profondi.
Il pensiero registrato può appartenere alla categoria più superficiale d'inconscio; in tal caso non è raro che la coscienza riesca a visitare questo tipo di condizionamento psichico e trarne il contenuto nella forma del ricordo, ritrasformandolo dunque in pensiero corrente.
Durante una psicoterapia il ritorno alla coscienza di un'emozione o pensiero rimosso determinano lo sblocco di un'energia imprigionata.
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Quando l'energia inconscia si trasforma in pensiero corrente si libera e nutre il nostro fare, pensare e sentire, restituendoci vitalità .
I condizionamenti psichici più difficili da bonificare sono quelli radicati più in profondità , dove è difficile accedere; da essi derivano quei disturbi della personalità più ardui da superare a causa di patologie e problematiche anche gravi in varie sfere della vita: alimentare, sessuale, relazionale, umorale, ecc.
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Ma dove avviene tutto ciò, ovvero dove abita questo sconosciuto?
Parliamo di profondità per esprimere, con un concetto, una collocazione, e fare in modo che questo concetto possa avere un posto dove stare e non essere più clandestino a noi stessi.
Passando dal piano dei concetti a quello materiale, questa profondità non ha un posto specifico, ne ha molti: le emozioni ed i pensieri inconsci abbiamo il potere di collocarli in qualsiasi punto del nostro corpo, oltre che immagazzinarli in aree specifiche del cervello; così in un arto possiamo aver depositato un'emozione negativa, oppure in un osso, in un organo interno e questo deposito condiziona il funzionamento di quella parte fisica, causando poi anche malattie.
La psicosomatica e la kinesiologia hanno sviluppato precise conoscenze a riguardo e tecniche di guarigione.
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Ad ogni modo, in qualsiasi posto fosse calata questa profondità , possiamo pensarla abitata da forze formidabili.
La formidabilità di queste forze dipende dal fatto che cambiano il mondo, cambiano noi stessi, ci distruggono come ci elevano, ci salvano e ci condannano. Inoltre sono formidabili anche perché caratterizzano l'individualità di ciascuno, sono qualità dell'anima e nessuno è capace di amare, di sbagliare, di inventare, di soffrire e di gioire come un altro. Infine sono forze che hanno una caratteristica ben precisa: sono sconosciute alla coscienza.
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Come non sappiamo di un movimento continuo e costante sotto i nostri piedi, sotto la crosta terrestre, ma c'è e ce ne rendiamo conto quando avvengono purtroppo i terremoti; così di queste forze ce ne rendiamo conto in situazioni estreme: durante una malattia, quando abbiamo dei problemi o soffriamo, quando stravolgiamo la nostra vita, attraverso l'arte, le terapie.
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Potevamo accorgercene prima?
Sì, sono tanti i segnali e gli indizi che lo sconosciuto che abita in noi ci manda, non è che è fermo, imbavagliato e blindato, ma è piuttosto agitato più che immobile.
Dotarsi di strumenti per auto-osservarsi diventa oggi una necessità di sopravvivenza, proprio oggi che il pensiero, la cultura e la tecnologia hanno – almeno per noi del primo mondo – aumentato le opportunità e le responsabilità della nostra evoluzione, di quella degli altri uomini e del pianeta.
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Se è così importante riappropriarsi di queste forze vediamo come possiamo farlo?
Attraverso lo studio dei nostri sogni, che vengono utilizzati anche in psicologia come materiale per svelare l'inconscio; i lapsus nel linguaggio ci parlano di sbagli-veri, ovvero di errori che commettiamo sopra-pensiero, perché sotto, nelle profondità , il pensare è diverso dal sentire.
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Ancora, i tic nervosi, le manie, le ossessioni, l'ansia, le nostre piccole o grandi stranezze, le nostre incoerenze tra dire, fare, pensare e sentire, le nostre produzioni artistiche, e purtroppo le malattie e le sofferenze sono come i sassolini di Pollicino, che avvicinano al sentiero che ci ricondurrà a casa.
Lì ci sono le nostre radici.
Questo ritorno a casa è un tornare alle nostre radici che sono radicate nell'inconscio.Â
“Senza radici non si vola” diceva B. Hellinger: un concetto che svilupperemo nel prossimo contributo.
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Dott.ssa Sandra Vincenzi
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