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Cielo di fuoco a Idroland

Cielo di fuoco a Idroland

di Gianpaolo Capelli

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04 Dicembre 2019, 08.08

Dossier: A spasso nel tempo...

Alla scoperta del Cotonificio - parte 1°

di Fabio, Sara, Serena, Lorenzo, Simone
Anche quest'anno, le classi seconde della Scuola Media F. Odorici, insieme ai ragazzi del CSE dei Tormini, hanno iniziato il loro percorso di conoscenza del territorio attraverso il laboratorio "A spasso nel tempo"
 
Ogni lunedì, alle 10, alunni e utenti si immergono nella storia del proprio territorio, sia incontrando insieme e di persona i luoghi vicino a loro, sia – ciascuno nelle proprie "sedi" – rielaborando ciò che hanno osservato e ascoltato tramite disegni, cartelloni, testi e poesie.
Sono guidati in questo viaggio dalle maestre Ornella e Marida, dall'educatrice Elena, dal volontario Sergio Bortolotti e dalla professoressa Mariangela Comini.

L'esperienza è cominciata il 7 ottobre.
I ragazzi del CSE si sono recati alla scuola di Roè e hanno conosciuto gli alunni. Poi, insieme, hanno ascoltato la maestra Ornella, che ha raccontato loro la storia di un luogo che ha segnato la storia del comune di Roè Volciano: il cotonificio.

Eccone un assaggio...

UNA CATTEDRALE NEL DESERTO
 
La storia del Cotonificio di Roè Volciano è una bellissima storia, anche se non a lieto fine, ma è una storia che i ragazzi devono conoscere perché possano guardare con occhi nuovi quell’enorme costruzione, testimonianza del lavoro dei loro nonni e bisnonni.
Probabilmente doveva davvero sembrare una Cattedrale nel deserto quel grande Cotonificio che gli svizzeri Hefti edificarono nel comune di Volciano nel lontano 1884.

Lo costruirono nella frazione del paese chiamata Roe’, dove allora la ditta Pozzi-Streif aveva iniziato a realizzare nel 1882 un opificio per la filatura e la torcitura del cotone e dove, prima di allora, esistevano solo un mulino, una fucina per la lavorazione del ferro e una segheria.
Ma lì scorreva la vera ricchezza di quella zona: il fiume Chiese!
Così, insieme, Cotonificio e acque del fiume portarono davvero ricchezza al paese per molti anni, e non solo a livello economico!

Le novità portate dal gruppo elvetico e la conoscenza di una cultura diversa dalla propria creeranno dinamismo e favoriranno un'importante apertura di idee negli abitanti.
Fu tale l’importanza che assunse il Cotonificio che il Comune di Volciano dovette cambiare il proprio nome in Comune di Roè Volciano: era l’anno 1928!

Cosa rimane ora di quel grande stabilimento?
Portiamo i ragazzi alla scoperta di ciò che è rimasto ancora intatto come una volta e successivamente visiteremo gli spazi “trasformati”.
Ma, prima di tutto, vogliamo far scoprire la vecchia zona industriale di Roè, la’, in via Bellini, dove sorgeva una volta un mulino, una segheria e una fucina e dove, ora, troviamo la casa della maestra Angiolina Calderan e, poco distante, il Condominio Flora.

Come non dare una risposta concreta a questo quesito?

Il 14 ottobre i ragazzi sono stati portati dunque alla scoperta di ciò che è rimasto ancora intatto come una volta per poi, successivamente, visitare gli spazi “trasformati”.
Ma, prima di tutto, hanno visitato la vecchia zona industriale di Roè, la’, in via Bellini, dove sorgeva una volta un mulino, una segheria e una fucina e dove, ora, si trova la casa della maestra Angiolina Calderan e, poco distante, il Condominio Flora.

Ecco una sintesi di quella uscita!

IL VECCHIO MULINO

La maestra Angiolina
ci fa entrare con gioia nella sua casa; lì, a fianco del giardino, scorre silenzioso il fiume.

“Mio papà arrivò dal Friuli per lavorare nel Cotonificio verso la fine del 1800, era uno dei pochi che sapeva parlare in italiano ed ebbe il compito di andare nelle varie città confinanti a reclutare manodopera.
-Nom a laura’ ale roe- così si diceva allora perché questa parte del comune era conosciuta con il nome “roe”, per indicare le ruote del mulino che qui metteva in funzione la macina per i vinaccioli, il maglio, la sega ad acqua.
E mio papà, quando venne ad abitare in questa casa, seppellì nel giardino le vecchie ruote che aveva trovato( mi ha pure indicato il luogo!)”
Con la casa della maestra Angiolina confina il Condominio Flora e sulla vecchia mappa che abbiano trovato leggiamo che il numero di mappale 778 la fa corrispondere al maglio per la lavorazione del ferro e alla segheria ad acqua".


Dopo questa bellissima esperienza, grazie all'aiuto della sig.ra Daniela,i ragazzi hanno potuto conoscere indirettamente la storia di una delle ex operaie del cotonificio: la signora Maria Medeghini.

La signora Maria era una operaia che lavorava al Cotonificio di Roè Volciano. Aveva 14 anni quando iniziò a lavorare in tessitura: alle 5, insieme alle due sorelle e alla mamma, si recava da casa a piedi all'opificio, dove 3 colpi di fischio segnavano l'inizio della giorata lavorativa.
Si arrivava affamati alle 8, momento nel quale si poteva gustare la colazione basata sul latte scaldato sulla stufe.
La tessitura si trovava dove un tempo sorgeva l'asilo, mentre la filatura aveva sede presso l'attuale Metalfer e i due luoghi erano uniti da un sottopassaggio.

Il cotonificio è stato un posto che ha segnato la vita della signora, che ha ricordato con emozione che lì ha conosciuto il marito, che lavorava alle spedizioni.
Recarsi al lavoro significava per lei poterlo incontrare! Si sposò con lui a 22 anni.

Dopo aver spiegato in cosa consistesse la propria mansione, è stato affascinante ascoltare da Maria alcuni annedotti: i padroni dell'azienda le regalarono una bicicletta e una macchina da cucire.
Grazie a quest'ultima, ella realizzava vestiti a righe che adorava, anche perchè la moda del tempo così li proponeva!
E poi, ancora, i giorni alla colonia estiva di Bagolino, occasione per le giovani di operaie di sviluppare le difese immunitarie.

Ma uno dei ricordi ancora vivi nella sua lucida memoria rimane l'esperienza da "attrice" presso il teatro che sorgeva vicino alla fabbrica.
Eh sì, perchè non tutti sanno che in quegli anni gli abitanti di Roè, grazie ai padroni del cotonificio, potevano assistere agli spettacoli di una struttura teatrale oggi demolita. Il papà di Maria faceva il suggeritore e per questo lei e le sue sorelle avevano iniziato a recitare nelle operette in una locale compagnia teatrale!
A partire da questi stimoli, gli alunni hanno realizzato i cartelloni nelle foto, mentre i ragazzi del CSE hanno ricostruito con grande precisione la storia del cotonificio. Ecco quanto hanno scritto.

IL COTONIFICIO DI ROE’

Il Cotonificio è stato completato dagli svizzeri Hefti nel 1884 a Roè, accanto al fiume.
Proprio il fiume dava l’energiaper fare andare i macchinari ed avere l’illuminazione. Vi lavoravano centinaia di operai, chearrivavano con ogni mezzo, anche in bicicletta, da tutti i paesi vicini: Vobarno, Volciano,Villanuova, Polpenazze (come la nostra volontaria Domenica Avanzini) ecc.

La prima sirena suonava alle 4:30 del mattino, la seconda alle 5.
Era un lavoro duro, i primi annisi lavorava anche 12 ore al giorno, ma gli operai erano fortunati perché non mancava nulla.
Accanto all’entrata c’era un edificio che ospitava la biblioteca, il servizio medico e c’era anche ildeposito biciclette.

Dove c’è il negozio “Hao Mai” si trovava il convitto gestito dalle suore per chi abitava lontano e tornava a casa solo il fine settimana e lì accanto c’è ancora oggi la bella Cappella. In questa si svolgeva la messa per tuttala popolazione la domenica mattina alle 9; c’era addirittura il riscaldamento!

Dove ora hanno realizzato il parcheggio esterno c’era il cinematografo/teatro: c’era una compagnia teatrale chemetteva in scena operette.
Al posto della Metalfer c’erano la tessitura del cotonificio, l’asilo, la palestra, due campi di bocce,di tennis, il dopolavoro con salone con biliardo, il bar con la televisione. Molti servizi per queglianni!

Parlare adesso di Cotonificio e di tutto questo sembra strano, si torna indietro nel tempo ascoltando i ricordi delle persone che abbiamo incontrato e che ci hanno raccontato le lorostorie: il nostro volontario Sergio Bertolotti (il cui padre Valentino era uno dei pompieri del
Cotonificio), la signora Maria Medeghini, le nostra volontarie Clara Mapelli ed Angiolina Calderan e altri.
Ascoltando le loro storie sembra che il 1958, anno della chiusura definitiva, sia stato solo ieri.

Visitare con i ragazzi e gli insegnanti della Scuola Media di Roè quello che fu una volta il Cotonificio, vedere effettivamente quanto si estendeva la fabbrica e scoprire tutto il mondo che vi girava attorno è stato davvero molto interessante.
Una curiosità: anche la vecchia ferrovia Rezzato – Vobarno (costruita tutta con soldi di privati) è stata voluta, tra gli altri, dai proprietariHefti del Cotonificio!
Il nostro pensiero va a tutte le centinaia di operai che hanno lavorato e faticato lì, come ricordaanche il monumento che si trova dall’altra parte della strada.

Fabio, Sara, Serena, Lorenzo, Simone

Ma le scoperte non sono finite qui!
Il viaggio continua!
A presto

.in foto: una vecchia stampa; la maestra Angiolina Calderan; la signora Maria Medeghini; la signora Maria tra le compagne di lavoro.


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