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01 Febbraio 2018, 08.33
Vobarno Valsabbia
Lettere

«A pagare sono i lavoratori»

di Ernesto Cadenelli
Ormai ci siamo! A giorni parte il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti in Valle Sabbia. L'auspicio è che sia un successo e che la collaborazione dei cittadini e dei lavoratori sia costruttiva in questa fase di rodaggio, che mi auguro sia breve. Ma...

Al contempo mi lascia perplesso e preoccupato il fatto che i lavoratori sia Aprica, sia nuovi, siano assunti con contratto a tempo determinato.
Soprattutto i primi, che per effetto di scelte politiche dei Comuni si trovano a regredire nei diritti come quello del posto di lavoro a tempo indeterminato che fino ad oggi hanno avuto.

Non mi pare una buona partenza per un rivoluzionamento di sistema della raccolta rifiuti che necessità, proprio per le difficoltà iniziali, del massimo impegno, collaborazione e serenità per gli addetti. Il nostro Gruppo Consiliare INSIEME PER VOBARNO, ha sollevato il problema ritenendo un'ingiustizia quella subita dai lavoratori.
Ci auguriamo che analoga iniziativa venga assunta anche in altri Comuni e che i Sindaci si impegnino per la soluzione del problema.

Leggendo alcune affermazioni a commento della notizia, pregherei gentilmente di evitare discorsi da bar Sport e di approfondire invece la situazione, cosa che cercherò di fare.

a) I lavoratori ex-Aprica, sono già dipendenti da anni e effettuano questo lavoro con esperienza e conoscenza.

b) Noi abbiamo sollevato il problema del passaggio dei lavoratori ex-aprica e dei nuovi assunti già nel 2016 e poi nel giugno 2017.
Ci è stato detto ufficialmente in Consiglio Comunale che per gli ex aprica non ci sarebbero stati problemi nel passaggio alle medesime condizioni, mentre per i nuovi assunti si stava ancora valutando.
Da allora siamo arrivati alla vigilia del nuovo sistema col problema risolto in malo modo.
Evidentemente per i nostri amministratori (Comunità Montana in primis), il problema dei lavoratori era l'ultimo dei loro pensieri.

c) La giustificazione che si porta, sarebbe il decreto governativo del 23 dicembre 2017, che impedirebbe l'assunzione nelle società pubbliche o controllate.
Qui però casca l'asino, ed emerge tutta la superficialità di chi ha progettato la soluzione della gestione rifiuti.
Infatti il decreto attuativo fa riferimento alla legge 175/2016 relativa alla necessità di risparmio della spesa pubblica con riduzione e chiusure di tutta una serie di società pubbliche divenute carrozzoni.
Questo significa che i rischi di un possibile intervento governativo erano presenti sin da allora.

SE FOSSE VERO CHE TUTTE LE SOCIETA' PUBBLICHE, COMPRESE LE SOCIETA' IN HOUSE, POSSONO RISCHIARE A BREVE O MEDIO TERMINE LA CHIUSURA, PERCHE' SI E' FATTA QUESTA SCELTA E NON INVECE UNA TRADIZIONALE GARA DI APPALTO PER L'ASSEGNAZIONE DEL SERVIZIO?

Qualcuno sarà pur responsabile della scelta!
Se questa ipotesi (forse estremizzata) si realizzasse sarebbe un bel guaio per i cittadini valsabbini, che si vedrebbero un'altra volta rivoluzionato il sistema.

d) Si è pensato di aggirare momentaneamente il decreto ricorrendo alle assunzioni a tempo determinato, peggiorando le condizione dei lavoratori ed esponendoli anche a ricatti e pressioni.
Vi pare questo il futuro a cui pensare per i giovani? Lavori saltuari e precari come alternativa di vita?

Tutti parlano di lotta alla precarietà
, la campagna elettorale imminente è lapalissiana, e intanto a partire dagli enti pubblici si fa il contrario.
Ricordo che nella modalità del nuovo servizio non stiamo parlando di assumere ingegneri nucleari o geometri più o meno affermati, bensì lavoratori che svolgeranno un lavoro faticoso e non sempre in condizioni climatiche ottimali, per l'appunto garantire un servizio essenziale come la raccolta di rifiuti. A ciò non si può aggiungere anche un'ulteriore precarietà, che non avrà nessun riflesso sui costi ma semplicemente un arretramento nei diritti.

Finitela coi luoghi comuni, per cui i lavoratori pubblici sono tutti fannulloni e invece i liberi professionisti tutti brillanti sgobboni e mettetevi nei panni di chi passa dalla sera alla mattina dalle tutele al precariato.
Tra l'altro questi lavoratori non sono tutti giovanissimi.

Esiste poi una osservazione strettamente legata alla politica industriale.
Vi pare possibile che una società non abbia neanche un operaio fisso e quindi mancante di una struttura portante definita della sua organizzazione?

Io non ne conosco, se non per l'appunto quelle che sfruttano i giovani, con contratti da fame e sottopagati, che spariscono da un giorno all'altro. Poi quando capita qualche incidente ci lamentiamo, senza pensare che il continuo svilimento del valore del lavoro porta a queste conseguenze.

A chi la fa facile suggerisco per un attimo di pensare a cosa potrà essere il futuro di figli o nipoti, se questa china non si ferma.
Ora di fronte al problema io non credo che sia ineluttabile destino non poter fare nulla.

Va approfondito il decreto sul piano giuridico, consultando anche sentenze della Cassazione in materia.
Occorre però soprattutto una azione politica per sollevare le contraddizioni di questa situazione, mettendo assieme i soggetti Pubblici, i sindacati, la Prefettura per porre rimedio a tutto ciò acquisendo le sacrosante garanzie.

Solo cominciando a parlarne è possibile costruire un fronte che affermi le ragioni del lavoro, e non per pietismo, ma per giustizia.

Cadenelli Ernesto
Vobarno 31 gennaio 2018

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Commenti:

ID75037 - 01/02/2018 09:39:54 (Otto)
Caro signor Cadenelli, visto che mi sembra molto informato e visto che mi sembra molto vicino ai lavoratori (credo pure comunità montana) le chiedo un commento su suoi amici sindacalisti che hanno permesso questa cosa come dice lei eludendo la legge.


ID75042 - 01/02/2018 11:45:38 (sentinella) BAR SPORT
ECCO...QUESTA E' LA CLASSICA RISPOSTA DA BAR SPORT DI CHI NON SA COSA FARE PER OCCUPARE IL TEMPO!!


ID75043 - 01/02/2018 11:53:30 (Tc) ...
difficile capire cosa siano per lei i ''discorsi da bar''...qui c'e' poco da discutere,i lavoratorti (tutti) sono sempre la parte piu' debole,ci han tolto (perche' anch'io sono un lavoratore) col tempo,molti diritti e questo grazie a quella parte di sindacato senza palle,che si e' venduto alla politica 'berlusconiana' prima e 'renziana' poi...invece di stare tutti uniti a difendere quei diritti che i nostri padri sudarono con il proprio sangue...e finche' non si scendera' di nuovo nelle piazze a combattere,sopratutto da parte dei giovani,non ce se ne verra' fuori...come succedera' per questo caso dell'articolo...


ID75045 - 01/02/2018 12:44:32 (Otto)
Al bar sport si chiede ... poi c'è chi risponde e chi no! Poi ci sono le sentinelle che parlano parlano parlano parlano ..... che ci vuoi fare alla fine siamo al Bar Sport!


ID75047 - 01/02/2018 13:58:29 (ulisse46) Il solito discorso comunistoride
si parla di diritti ancora prima che abbiano compiuto il loro DOVERI! Ed e' ora di finirla.Non saranno tutti fannulloni, sicuramente, ma altrettanto sicuramente ci sono anche quelli. Ben venga una scrematura.


ID75048 - 01/02/2018 14:12:27 (ubaldo) Prima di dare del fannullone a qualcuno, ulisse46...
...che ne dici di firmarti con nome e cognome, così poi vengono a spiegartela direttamente loro com'è la faccenda? Questa è gente che quel lavoro lo fa da anni, per una ditta privata. Se fossero stati dei fannulloni sarebbero già a casa. Non dico che questa faccenda sia di facile soluzione, ma non ci sto a chi è capace solo di dare aria alle dita sulla tastiera sputando sentenze a vanvera. Non qui su Vallesabbianews.


ID75049 - 01/02/2018 14:19:28 (Tc) ulisse46
ma che comunistoride,e' un discorso diverso...queste persone lavoravano tutte prima...vuol dire che andavan bene tutte...ora perchè fargli contratti determinati se pur lavoran bene e hanno magari mutuo e famiglia? Ti auguro che il tuo titolare domani non venga a dirti,dopo magari 20 e piu' anni di lavoro,che improvvisamente non sei piu' capace di far nulla,inizia a non piu' considerarti e pian piano ti elimina dall'azienda subdolamente,magari aiutato da qualche tuo collega ruffiano e leccaculo,per poi sostituirti con un altro a contratto determinato facilmente ricambiabile e riccattabile...poi vedi dove lo poni il comunistoride...in caso invece tu sia un titolare,capisco il tuo ragionamento...


ID75051 - 01/02/2018 15:45:43 (ulisse46) Mi scusi. Ma!
Il fatto di mettere nome e cognome perche' cosi mi vengono a prendere suona come una minaccia, sinceramente non mi e' piaciuta e mi dispiace che mi venga fatta proprio da lei. Non e' proprio cosi automatico che i fannulloni si possano mandare a casa e comunque non ho dato del fannullone a nessuno. Ho scritto che la nuova azienda ha, a mio avviso, giustamente la possibilita' di valutare i dipendenti. punto. Se saranno tutti super bravissimi come spero, visto che anche io pago, non credo ci saranno problemi ad assumerli definitivamente. Nella speranza a questo punto per loro che SAE VALLE SABBIA duri per sempre e qualcuno decida, anche questa volta al posto nostro, che la calotta era meglio... Saluti


ID75053 - 01/02/2018 16:33:46 (ubaldo) Quello che ha scritto, ulisse46...
...è lì da leggere: lei afferma che "sicuramente" ci saranno dei fannulloni. E visto che non fa nomi lo sono potenzialmente tutti. Sono una trentina di lavoratori, facilmente individuabili, che hanno una reputazione da salvaguadardare, oltre che un posto di lavoro. Quanto all'invito di dichiarare il suo nome non è una minaccia: è la condizione minima per poter giudicare delle persone, almeno qui su Vallesabbianews. Se avessi voluto minacciarla avrei detto che il suo nome lo rendevo noto io.


ID75077 - 03/02/2018 14:09:34 (blurex)
Mi si corregga se sbaglio, ma mi sembra di ricordare che la soluzione "in House" era stata presa in considerazione nel lontano 2009 e messa da parte perchè legalmente non percorribile. Non so se da allora è camiato qualcosa, ma se i "rottamatori dell'ultima ora" si fossero presi la briga di andare a vedere il perchè di certe scelte, forse ci saremmo risparmiati qualche dispiacere.


ID75078 - 03/02/2018 14:28:50 (blurex)
...Cambiato...



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