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di Cristina Pellizzoni



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05 Gennaio 2017, 07.07
Vobarno
Lettere

Ecco come sarà il «porta a porta»


Il consigliere di riferimento Claudio Zanoni spiega come avverrà il servizio di raccolta differenziata dei rifiuti a Vobarno e la scelta di effettuarlo "spinto"
 
NUOVO SERVIZIO DI RACCOLTA PORTA A PORTA

Colgo questa opportunità per cominciare ad illustrarvi come avverrà il servizio di igiene urbana a partire dal 1° gennaio 2018, a Vobarno ed in tutta la Valle Sabbia (i comuni che hanno scelto il sistema misto sono solo 11 pari a 17.548 abitanti serviti con una percentuale del 25,77%, mentre il metodo PaP è stato scelto da 15 comuni, pari a 50.840 abitanti serviti che corrisponde al 74,34,%).
Non mi addentrerò nei dettagli che avrò modo di illustrare e approfondire negli incontri con la cittadinanza dedicati a questa nuova sfida. 

Come promesso in campagna elettorale, ci siamo battuti e ora siamo impegnati per cambiare completamente il metodo di raccolta e gestione dei rifiuti.  
Questo progetto nato per Vobarno, è stato recepito, accolto e fatto proprio dalla Comunità Montana di Valle Sabbia, che ha dimostrato un approccio serio al tema rifiuti.
Si integra nel più ampio e complesso problema della gestione delle risorse naturali disponibili, mediante la reimpostazione di nuove politiche ambientali.

Le diverse interpretazioni sul corretto utilizzo di un servizio di gestione dei rifiuti e relativa elaborazione di nuovi modelli economici, presuppongono la sostanziale unione tra uomo e natura, rivalutando il valore intrinseco ed insostituibile delle risorse e della loro conservazione. 

Purtroppo questo non è avvenuto con l’attuale sistema di raccolta “a calotta”, nonostante in brevissimo tempo abbia consentito di raggiungere una percentuale di Raccolta Differenziata sopra il 65%.
Anche se gli strumenti disponibili avrebbero potuto funzionare, questi hanno dimostrato un grosso limite nella scarsa qualità del materiale recuperabile, che non consente di avviare ad effettivo riciclo i rifiuti raccolti. 

La vulnerabilità di questo metodo è dovuta quasi esclusivamente alla impossibilità di controllare il comportamento del cittadino.
E’ infatti fondamentale la massima responsabilizzazione di ciascuno di noi, cosa che non è avvenuta.  

Lo sfruttamento energetico dei rifiuti trasformandoli in CDR (Combustibile da Rifiuto), ha costituito nel secolo scorso il modello del ciclo integrato che pretendeva di armonizzare concetti tra loro contrapposti, il recupero della materia da una parte e il recupero dell'energia dalla materia dall’altra. Purtroppo l’utilizzo del CDR impone lo sfruttamento continuo ed illimitato di risorse e porta alla distruzione finale della materia, con gravi impatti sulla salute e l’ambiente. 
Oggi fortunatamente questo modello deve essere applicato solo per la parte indifferenziata che, per ovvi motivi, dovrebbe essere ridotta il più possibile. 

Molti comuni sono già indirizzati a ridurre al minimo ciò che non è differenziabile e questo è ciò che avverrà anche nella nostra valle.
Opporsi al ciclo integrato dei rifiuti e al recupero energetico dal trattamento della materia da rifiuti, ipoteca il futuro dei nostri territori. 
Occorre progettare e realizzare il riciclo e recupero totale della materia, privilegiare la raccolta pulita dell'umido e incentivare il compostaggio domestico. 

Così facendo si aprono nuove opportunità economiche e sociali nelle quali i cittadini, oggi relegati al ruolo di “consumatori passivi” e “produttori di rifiuti”, recuperano la propria dignità di cittadini attivi, padroni del proprio futuro. 
Questo può avvenire solamente attraverso l'organizzazione di raccolte differenziate di qualità che garantiscano davvero il recupero dei materiali. 
Per tale motivo proponiamo il sistema porta a porta spinto perché là dove questo metodo è applicato si ottengono i massimi risultati qualitativi (cioè la minore presenza di impurità nelle frazioni intercettate), la massima percentuale di raccolta differenziata veramente riciclata, finalizzata al riuso.

I dati dimostrano quanto ormai è universalmente riconosciuto, e cioè che la raccolta porta a porta, grazie al possibile e necessario maggior controllo dei singoli conferimenti, obbliga ad una maggiore responsabilizzazione dei comportamenti degli utenti. 
Con la maggiore purezza merceologica dei materiali conferiti (e la conseguente riduzione complessiva dei rifiuti prodotti) si potrà ottenere anche una riduzione dei costi.
Inoltre con il metodo PaP si arriverà, in tempi brevi anche nel nostro comune, all’adozione della tariffazione puntuale.

Ma cos'è la TARIFFA PUNTUALE? 
È l’idea di fare pagare di più agli utenti poco diligenti e meno a quelli virtuosi. L’applicazione di questa semplice regola è possibile solamente se non ci sono di mezzo cassonetti stradali (“più o meno intelligenti”) che impediscono l’attuazione di un metodo ormai super collaudato.
La tariffa puntuale divide la tassa (TARI) in due parti, una parte fissa, come quella esposta sulla bolletta del telefono e una parte variabile, il cui importo è calcolato sul consumo effettivo, (in questo caso in base a quanto rifiuto indifferenziato ogni utenza produce).
Un servizio misurabile quindi, come si fa per il consumo del gas, dell’elettricità e del telefono. 

Per giungere a questo dobbiamo quantificare i rifiuti indifferenziati prodotti da ciascuna utenza e applicare una tariffa in funzione del comportamento più o meno virtuoso.
Si premiano i più attenti e collaborativi e si puniscono coloro che non dimostrano impegno e attenzione. 

Quando si afferma che il PaP è il metodo più costoso si dà un'informazione distorta, incompleta, perché non si valutano i numeri complessivi del sistema, ma solo i costi di raccolta.
La valutazione quindi deve essere fatta non solo su quest’ultimi, ma si devono valutare anche i ricavi dalla vendita dei materiali ed i risparmi che si ottengono per i minori costi di smaltimento del residuo secco. 

Per ridurre la quantità di materiali nelle discariche o negli inceneritori, non bastano gli interventi, è indispensabile la voglia di cancellare la parola “rifiuto” dal vocabolario di noi tutti, rimuovere quel concetto tristemente inventato dall’uomo e mai esistito nel “ciclo naturale”. 
La materia può essere modificata per avere forme e funzioni diverse, ma non deve e non può diventare “oggetto inutile” da nascondere in discariche o bruciare in inceneritori! 
 
SISTEMA MISTO
L'alternativa possibile al PaP sarebbe stata il sistema misto, così chiamato perché costituito da un 70% circa di raccolta domiciliare per le frazioni carta, cartone, plastica, lattine e vetro, ma lasciando i cassonetti stradali, sempre a chiavetta, per i rifiuti organici (FORSU) e quelli indifferenziati. 

La presenza anche di soli due cassonetti stradali comprometterebbe il meccanismo così ben congegnato del PaP, perché progettato proprio per eliminarli.
Il cittadino è ancora libero di buttare ciò che vuole in questi contenitori, in particolare in quello della FORSU. 

La raccolta mista, seppure parziale, sarebbe sicuramente migliore di quella attuale, cioè cassonetti per ogni frazione di raccolta. 
Allora perché non adottare addirittura un sistema PaP completo (spinto)? 
Resterebbe comunque il problema dell’abbandono dei rifiuti nelle aree con i cassonetti a calotta!
Ulteriore aspetto da non sottovalutare è la migrazione dei rifiuti da un Comune all'altro, fenomeno inevitabile se i comuni limitrofi adottano il PaP.
 
A Vobarno la variazione non è solamente l’introduzione del PaP. Questo sarà accompagnata da altre migliorie del sistema:

1. l’apertura dell’isola ecologica passerà dalle attuali 20 h a 32 h comprese 4 h la domenica mattina e  verranno installati nuovi container. Non ci sarà più neppure quello scomodo per il verde, che verrà sostituito con un sistema in muratura costruito su tre lati.

2. Cestini stradali specifici per 4 tipi di raccolta differenziata.

3. Cestini specifici per le deiezioni canine.

4. 5 cassonetti camuffati dedicati per la raccolta dei pannolini e pannolini. 

5. Contenitore da 3 l. per gli oli da cucina esausti per ogni utenza.

6. È previsto il ritiro a domicilio, su prenotazione telefonica da parte dell’utenza, dei rifiuti in-gombranti che non possono essere trasportati con facilità dai cittadini ai centri di raccolta per via delle rilevanti dimensioni.

7. Verrà aperto un centro Info Point, la cui presenza avrà la funzione di svolgere i seguenti ser-vizi:
A. Punto di raccolta per la distribuzione dei contenitori per il PaP.
B. Punto di informazione su qualsiasi argomento riguardante il servizio PaP.
C. Punto di informazione sui specifici tributi (TARI e IMU).
D. Esposizione di un composter per spingere il compostaggio domestico.
E. Una vetrina per l’esposizione di prodotti ricavati dal riciclo degli oli esausti.
F. Altre  eventuali idee verranno nel frattempo.

Nonostante tutte queste nuove introduzioni, si è ipotizzato in base a una media ben ponderata basata sulla percentuale di RD, sulla purezza del materiale raccolto, e una minore quantità di materiale indifferenziato, il comune di Vobarno avrà un aumento dei costi di soli € 1.033,48 al mese, considerando però che nei costi del 2016 non ci sono più quelli della gestione del verde con green service, che ammontavano a € 49.231,04.
Come ben sapete, la raccolta è stata raggruppata in una area dedicata.
Se li dovessimo inserire, i costi risulterebbero inferiori di € 36.829.29.

Si prevedono ricavi dalla vendita dei materiali riciclati di € 68.413,20 per un quantità complessiva di 1.014 t. mentre i costi per smaltimenti e trattamenti compreso il materiale indifferenziato (603,37 t.) sono di €143.499,46, con un disavanzo dei costi di € 75.086,26.
Vi mettiamo a conoscenza di questi dati per farvi capire che se la RD sale e migliora la qualità, i proventi aumentano, di conseguenza si riduce la quantità di raccolta indifferenziata e il gap dei € 75.086,26 diminuirebbe.
 
COMPOSTAGGIO DOMESTICO
Per ridurre la quantità dei rifiuti nel nostro Comune (capoluogo e frazioni), questo progetto pro-pone anche l’incremento del compostaggio domestico. L’Amministrazione vuole stimolare e incentivare questa nuova pratica fornendo, agli utenti interessati, un composter in comodato gratuito. 
Si tratta di una tecnica utilizzabile da parte delle famiglie aventi una superficie a verde. 

Applicata integralmente, questa tecnica evita l'immissione nel ciclo dei rifiuti, di circa il 30-40% del quantitativo complessivo di rifiuto urbano prodotto dalle utenze domestiche quantificabile in 200-300 gr. per abitante al giorno. 
Sono compostabili gli scarti di frutta e verdura, gli scarti di cibo, i gusci d'uovo sminuzzati, i fondi di caffè e i filtri di thè, i fiori recisi, la lettiera di piccoli animali, le foglie e gli sfalci d’erba, le ramaglie ed il legno purchè sminuzzati, i trucioli di legno e fazzoletti o tovaglioli di carta usati non colorati. 
 
Desidero ringraziare la Comunità Montana di Valle Sabbia per l’impegno e lo sforzo profuso nel nuotare controcorrente, per dimostrare con i fatti che un cambio di rotta nella gestione rifiuti è in atto ed è possibile. 
Da parte mia, la soddisfazione maggiore sarà quella di aver contribuito, seppure in piccola parte, a far sì che anche i nostri paesi riescano a porsi su standard virtuosi più alti, e non sentire più parlare di “Comuni Ricicloni” da premiare, come fossero una cosa lontana da noi ed irrag-giungibile.

Ora anche voi cittadini potrete collaborare attivamente alla buona riuscita di questo progetto, alla diminuzione dei costi, migliorando sempre più i vostri comportamenti.
Diventate voi stessi protagonisti, imparate ad essere dei perfetti “ricicloni”, impegnati in una sfida nel fare sempre meglio, in una “gara” virtuosa per conseguire un obiettivo comune qual è la salvaguardia dell’ambiente!

Concludo rubando una frase a Nelson Mandela:
“Sembra sempre impossibile, finché non ce la fai”. 
 
Vi ringrazio per l’attenzione e auguro buon lavoro a tutti perché insieme il cambiamento è possibile!
 
Consigliere Comunale con Delega all’Ambiente 
Claudio Zanoni.
 
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Commenti:

ID70526 - 06/01/2017 09:21:29 (skyrunner968) progetto in sviluppo
Da una parte mi fa piacere che la Vallesabbia diventi per questo progetto un'unica identità.Credo che questo sia il primo passo per arrivare poi a monte del problema. Società ,commercio e politica hanno sempre attraversato "epoche". Ritengo obbligatorio che il cittadino diventi un consumatore "attivo", mentre mi sembra parzialmente errato chiamarlo produttore di rifiuti, in quanto non nascondiamocelo, qualsiasi imballaggio che riveste il prodottoDa noi Acquistato è già di partenza un rifiuto.Da qui deve partire un progetto che coinvolga le industrie con politiche mirate ad eliminare imballaggi non naturali.Il progetto "spinto" inoltre non può non tenere conto della morfologia del territorio valsabbino:laddove vivano famiglie o persone con anziani in zone isolate,è imperativo venire incontro all'utente con un pizzico di elasticità nel programma di raccolta.


ID70527 - 06/01/2017 10:08:15 (ba53) Insieme
Insieme è la base del problema,è ciò che penso ogni volta che guardo nel cassonetto dell'indifferenziato,quel che vedo è da piangere:cassette di legno o di plastica,gomme d'auto,vecchi computer,sedie e imballaggi vari voluminosi che certe persone non si degnano di smontare,se passano dal coperchio loro sono a posto!Sanno pure l'orario migliore perchè, un'ora dopo lo svuotamento,nei luoghi di passaggio piu' comodi,i cassonetti sono già pieni di sacchi enormi da cui spunta di ogni cosa.Vorrei consigliare ai vigili questi punti e orari per multare certe persone disoneste e i forestieri!


ID70528 - 06/01/2017 10:39:01 (ba53) aggiungo
Vorrei aggiungere che sono completamente d'accordo con skyrunner968 sul fatto che andrebbero incentivate le aziende che vendano prodotti con minimi imballaggi,magari con premi che offrano visibilità (pubblicità)alle migliori.Un tema da affrontare è anche quello dei moltissimi corrieri che consegnano prodotti acquistati online,hanno imballaggi esagerati e se ne vedono sempre di piu'.


ID70531 - 06/01/2017 15:31:52 (piedemerda) 1/2
io non sono daccordo, io utente pagante tasse che faccio la differenziata al meglio possibile, se pago al comune la tari/tarsu/tirsu/tersu/acc, pretendo che siano loro a risolvere il problema non io a dovermi sbattere per seguire gli orari del porta a porta che è una boiata tremenda, sperare che non passino canoo ragazzi non educati dai genitori che commettano atti vandalici,


ID70533 - 06/01/2017 15:35:46 (piedemerda) 2/2
e spargano il mio sporco nella strada, se devo buttare l'olio devo girare mezzo comune, come succede tuttora perchè le calotte sono sempre rotte, se hanno le telecamere le usino la targa la vedono se fanno qualcosa di dubbio vai a casa loro e chiedi spiegazioni , allora puoi trovare soluzioni, non imporre delle boiate simili solo perchè sei al potere e ti innalzi un gradino sopra gli altri quando non sei in grado di trovare soluzioni.


ID70534 - 06/01/2017 15:37:15 (piedemerda) non fraintendete
ho solo scritto un mio pensiero visto che dove cè il porta a porta si lamentano per i disagi che comporta il servizio.


ID70537 - 06/01/2017 22:18:10 (skyrunner968) capisco le arrabbiature
È bene quello che dice , che chi gestisce la raccolta dei rifiuti debba risolvere il problema:Innanzitutto complimenti perché lei a suo dire si sta impegnando per differenziare il più possibile.Mentre a tanti ancora manca quella voglia, quel senso civico che ci permette di dividere in modo educato ed onesto i doveri di cittadini.Non lo dico io,ma la realtà: ormai tanti paesi europei e non adottano questo sistema di raccolta perché permette di raggiungere i migliori risultati.Eliminando ogni forma di cassonetto stradale non daremo più la possibilità a quelle utenze pigre o incivili di abbassare qualità della raccolta come ben spiegato nel progetto illustrato.Lamentarsi è umano specialmente quando si predica nel deserto,ma siamo proprio noi, con il nostro gesto di responsabilità a dimostrare che con la buona volontà si può.


ID70538 - 06/01/2017 23:51:52 (giovane) Domande
Come sono i cassonetti camuffato x i pannolini? Cosa c'era di scomodo nel cassone del verde? Dato che si parla di soldo e di risparmio vorrei ricordare, dato che vengo da una realtà dove c'è il pap, che ci saranno costi extra per recuperare e pulire dove i maleducati lasceranno lo sporco. Come si diceva nei commenti sopra, ci vorrebbe una politica diversa sull'imballaggi ma soprattutto un educazione diversa da quella che c'è al momento. Vedremo..


ID70543 - 07/01/2017 22:21:17 (GGA) Rifiuti= businnes
I nostri rifiuti sono soldi sonanti per i comuni, i nostri rifiuti sono soldi sonanti per le partecipate, paghiamo ancora la energia elettrica.Loro per questo ci rendono sempre piu difficoltoso il servizio.Roba da pazzi, altro che abbandonarli....


ID70564 - 08/01/2017 16:12:01 (Claudio Zanoni) Riciclare significa anche produrre meno rifiuto
Siamo purtroppo produttori di materiali (rifiuti) perché siamo vittime e complici di un sistema.C’è un comitato in Italia “Rifiuti Zero” “waste zero” nel mondo, che si batte contro questo spreco e contemporaneamente nello specifico fa cultura. Personalmente vi partecipo perché l’associazione Facciamo Rivivere Vobarno di cui sono presidente è iscritta. È proprio nel comitato presente a Brescia che ho appreso come i comuni devono impostare il servizio di igiene urbana. È vero, a monte bisogna produrre meno imballaggi, e assolutamente non vi devono essere cose non riciclabili.


ID70565 - 08/01/2017 16:22:39 (Claudio Zanoni) Riciclare significa produrre anche meno rifiuto
Queste sono considerate delle anomalie e uno degli errori del sistema. Ma noi cittadini abbiamo uno strumento in mano. Quando facciamo la spesa, evitiamo di comperare cose confezionate nelle vaschette, come frutta, verdura, carne e pesce. Chi usa solamente cialde del caffè biodegradabili e conpostabili? Chi organizza sagre e feste, perché non sceglie stoviglie monouso biodegradabili e compostabili (Ecofeste)? Usare un composter vuol dire produrre il 30% in meno di rifiuti. Perché non tutti gli utenti che hanno orti o giardini non lo usano per porvi scarti di cucina e di giardino? Il Comune di Vobarno li da in comodato d’uso gratuito a chi ne fa richiesta, premiando a chi aderisce all’iniziativa con una riduzione della tassa dei rifiuti del 10%. Ecco cosa intendo quando dico che il cittadino deve diventare lui stesso protagonista, migliorando sempre di più i loro virtuosi comportamenti.


ID70566 - 08/01/2017 16:23:41 (Claudio Zanoni) Olii esausti
Voglio ricordare che gli olii esausti organici e minerali non vanno conferiti nel cassonetto dell’indifferenziato ma vanno portati all’isola ecologica.



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