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11 Febbraio 2020, 16.53
Vobarno
Lettere

«Accostamento inopportuno»

di red.
All'unanimità per Liliana Segre, con la minoranza assente per Nidia Cernecca, il Consiglio comunale vobarnese ha deciso di assegnare la duplice cittadinanza onoraria. Ecco su questa vicenda la riflessione di alcuni ragazzi

Non c’è peggior modo di ragionare su fatti storici che quello di distorcerli, perché anche i fatti reali vengono stravolti da quelli falsati.
Affiancare Liliana Segre (oggi simbolo dello sterminio ebraico e della violenza cieca nei confronti del diverso,) a Nidia Cernecca (che si fa portavoce delle vicende Istriane di fine guerra) è inqualificabile.
Un goffo tentativo di equiparare le due vicende storiche e di dare pari peso alle due testimoni.

Ci basta citare pochi fatti storici che contraddicono in modo inequivocabile le narrazioni che vengono proposte in iniziative come quelle di Vobarno (ci si limita ai fatti di cui si parla, autunno 1943, nella zona di Pisino, ove il 2 ottobre si racconta sia stato orribilmente ucciso il padre di Cernecca - fatto mai appurato e con una narrazione, a detta di storici, inverosimile):

1) Il 12 settembre i partigiani Jugoslavi hanno combattuto per fermare un treno diretto in un campo di concentramento germanico con 400 marinai italiani (siamo dopo l’8 settembre) della scuola CREM catturati a Pola, che furono liberati e assistiti (testimonianza N.Feresini), mentre i tedeschi furono uccisi. Questo pochi giorni prima di quello che chiamano “genocidio” a Pisino.
Possiamo quindi dire che odiavano gli italiani in quanto tali?

2) Quel territorio era in piena guerra, a fasi alterne sotto il controllo dei nazi-fascisti che avevano la mano pesante e i fatti di quei giorni vanno letti e verificati in quel contesto: ne risultano diversi punti assolutamente improbabili.

3) La signora Cernecca non è definibile testimone, essendo al tempo piccola, ed avendo assorbito e poi riportando i racconti degli adulti del suo contesto, e in seguito è stata strumentalizzata da interessi politici ben precisi.

4) La famiglia Cernecca non era vicina al regime Fascista?
Quando furono a Gargnano lo zio era capitano della Guardia confinaria al seguito di Mussolini e la zia era insegnante dei figli del Duce. (C. Cernigoi) Non si danno questi incarichi, a quei tempi, a chi non fosse fidato.

La faziosità della presenza della Cernecca è eclatante: l’incontro programmato alla scuola di primo grado ha come titolo: “La storia dei confini orientali 1943-1975. ieri, oggi e domani: persecuzioni esodo e conseguenze storiche”, come se quegli episodi cominciassero nel 1943 e non nelle politiche di segregazione fasciste e nella pulizia etnica adottata sistematicamente dagli italiani contro quelle popolazioni nei 23 anni precedenti.

Alla piccola Nidia, strumentalizzata allora come dopo
, faranno scrivere una lettera di auguri pasquali a Mussolini (che alleghiamo) molto ossequiosa ove nulla fa emergere, pur citando l’Istria, come siano stati testimoni di fatti tanto tragici.
Un'altra bambina ha scritto una lettera, un discorso che ha avuto modo di pronunciare al parlamento Europeo pochi giorni fa e che ha lasciato un segno indelebile nelle coscienze dei popoli europei che hanno saputo, dovuto e voluto fare i conti col proprio passato.

“Coltivare la Memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l'indifferenza e ci aiuta, in un mondo così pieno di ingiustizie e di sofferenze, a ricordare che ciascuno di noi ha una coscienza e la può usare.” Liliana Segre Bruxelles 2020.
Lei, bambina, ha vissuto le conseguenze di quelle politiche delle scelte prese e ha voluto in questi anni, col suo esempio e la sua esperienza raccontare cosa sono state quelle politiche.

Quindi non è possibile ed è assolutamente inopportuno accostare le due vicende
come ha fatto il Comune di Vobarno attribuendo la doppia cittadinanza alla sig.ra Segre e alla sig.ra Cernecca.

Ricordare le vittime civili delle guerre, di ogni nazionalità, ricordare eventi cruenti ingiustificabili è necessario, ma solo se con criterio.
Lo si deve fare partendo dalla guerra e dai contesti politici, senza i quali nulla di tutto quello che vogliamo ricordare sarebbe accaduto.

Lettera firmata

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