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Valerio Corradi, sociologo territorialista, nell'ambito di progetti europei, nazionali e locali si occupa di modelli di sviluppo locale; innovazione organizzativa e formazione al lavoro; buone pratiche di qualità della vita e bilanci di sostenibilità sociale.  

Tra le sue pubblicazioni:
Per uno sviluppo locale sostenibile (Milano, 2009);
Le incerte vie della sostenibilità (Milano 2011);
Nuove società urbane (Milano, 2013);
Solo chi sogna può volare (Mantova, 2016)
Il blog si propone di riflettere su alcuni temi emergenti che rendono evidente l’intreccio tra spazio dei flussi e spazio dei luoghi ovvero tra globalismo e localismo.
In un quadro segnato da crescenti squilibri sociali, effetti ecologici negativi, crisi di sviluppo, ma anche da nuove opportunità di “crescita” e da forme sociali emergenti diventa fondamentale saper coniugare l’azione locale con un modo di pensare globale.

 
 

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11 Luglio 2017, 08.10

Blog - Glocal

Camminare con gli altri nella natura

di Valerio Corradi
Tra Garda e Valle Sabbia sono molti i gruppi che nei mesi estivi organizzano camminate collettive in zone rurali o montane per stare insieme nella natura. Vediamone alcuni
 
C’è qualcosa di speciale nello stare in mezzo alla natura e nell’immergersi in essa.
Oggi ce lo ricordano, indirettamente, quelle pubblicità che promuovono linee di prodotti e di beni di consumo che fanno leva, ad arte, su immaginari naturalistici o su rappresentazioni patinate di paesaggi bucolici.
La natura viene sempre più ricercata, esibita, celebrata dopo che si sono attraversate fasi storiche nelle quali essa è stata oggetto di timore e di fughe oppure, dopo che per effetto del disincanto operato dalla scienza, essa è stata considerata mera materia da manipolare e da sfruttare. 

La grande attenzione che oggi le si dedica è forse una reazione alla stringente razionalizzazione che, malgrado tutto, caratterizza il vivere moderno, oppure è un’esigenza di tornare a qualcosa di primigenio e incontaminato a fronte del caos e delle distrazioni nelle quali siamo quotidianamente immersi. 

Una delle modalità più semplici ma forse anche più profonde di riattivare una relazione con la natura è il camminare in mezzo ad essa.
Camminare non vuol solo dire muovere un passo dopo l’altro ma è un modo di guardare il mondo da una prospettiva diversa e forse anche un modo originale per iniziare a cambiarlo.
Questo perché, come diceva John Muir (1838-1914) “in ogni passeggiata nella natura l’uomo riceve molto di più di ciò che cerca” oppure perché, come diceva in anni più recenti Mario Rigoni Stern (1921-2008), il passeggiare nella natura consente di vedere cose di cui si può ancora godere “purché si abbia desiderio di vita, volontà di camminare e pazienza di osservare”.

Interpreti odierne e originali di questo “ritorno alla natura” possono essere considerate anche alcune associazioni del comprensorio gardesano e valsabbino. Tra le molte, a titolo di esempio, si possono citare: Ass. Roverella di Padenghe, Ass. Scordium di Polpenazze, Ass. Scuola del Cammino di Desenzano, Ass. I camminatori di Vallio. Queste ed altre realtà associative, da alcuni anni, organizzano camminate collettive in zone rurali, collinari o montane per far conoscere le bellezze paesaggistiche ma anche per sensibilizzare direttamente alla salvaguardia dell’ambiente.

In molte di queste iniziative, la ricetta proposta è molto semplice: convocazione online dei partecipanti, ritrovo in una luogo e avvio di una passeggiata comunitaria secondo un itinerario prestabilito.
Conclude l’itinerario un breve momento conviviale.

La crescente partecipazione a iniziative di questo tipo conferma quanto sia forte oggi la ricerca di ambienti e di spazi verdi o poco antropizzati.
Sembra esserci una maggiore consapevolezza delle ricadute negative sull’uomo del degrado ambientale, ma anche che l’uomo ha bisogno di immergersi nella natura forse per riscoprire parti di sé fondamentali che sente di aver dimenticato e di relazioni che faticano a rigenerarsi.

Per questo il valore aggiunto di tali iniziative è quello di fare sintesi tra lo stare nella natura e lo stare con gli altri con la speranza di continuare a camminare “finché un giorno il sole splenderà più luminoso di quanto non abbia mai fatto, e illuminerà le nostre menti e i nostri cuori, e rischiarerà l’intera nostra vita con una grande luce che ci ridesterà, calda, serena e dorata come un raggio autunnale sulla riva di un fiume” (H.D. Thoreau)
 
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