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22 Aprile 2017, 07.01
Vestone Valsabbia
Inclusione

«Incontro in arte» in Via Glisenti 43

di Andrea Barretta
Diversità a confronto in via Glisenti 43 a Vestone. Sul proseguo di questa straordinaria esperienza, vi proponiamo il post su Facebook postato dal giornalista, scrittore ed esperto d'arte, Andrea Barretta, anche lui presente alla più recente della iniziative 

E’ stata una giornata strabiliante a Vestone per il progetto “Includere è …. un’arte” promosso dall’Associazione Culturale Via Glisenti 43 e dalla Cooperativa Gestione Servizi Sociali (Co.Ge.S.S.).
Una soddisfazione per tutti e per me insieme al poeta Umberto Chiusi e gli artisti Riccardo Prevosti ed Ezio Zingarelli.
Un incontro in “arte” iniziato con il saluto del presidente di “Via Glisenti 43”, Gianfausto Salvadori, mentre a riceverci è stato il dott. Sergio Monchieri e a tenere gli onori di casa il moderatore Giovanni Parco Zani. 
 
Ma al di là della nostra presenza l’accento va sul concetto di “inclusione” - estrinsecato dalla coordinatrice dell’attività sociale della Co.Ge.S.S., dott.ssa Alessandra Bruscolini - che abbiamo visto realizzarsi passo dopo passo per l’intera giornata con diversi partecipanti diversamente abili. 
 
Poi, nel pomeriggio, si è raggiunto l’apice nel veder lavorare insieme “loro”, i “diversi” per molti, e i bambini della locale scuola d’infanzia: uno affianco dell’altro, fin quasi ad aiutarsi a vicenda. 
Roba, insomma per “gente speciale”, come recitava il titolo dato all’incontro, tant’è che c’è stata come ospite anche la “Cooperativa Sociale La Rete”. 
Non solo. A dare attestazione di vicinanza c’è stata la presenza di Sabrina Paola Tengattini per l’Aab, e degli artisti: Valerio Betta, Marco Cappa, Paolo Melzani, Elio Roberti, Ivan Vimercati Solaro. 
 
Ecco, allora, che i “diversi” hanno dato lezione di “normalità” e, come spesso accade in questo ritrovarsi insieme, abbiamo lasciato Vestone più ricchi dentro di quanto siamo arrivati al mattino presto, perché in un conto di opportunità c’è da annotare che abbiamo ricevuto più che dato.
No, forse non potrete capire da queste scarne parole l’emozione provata, la bellezza trovata, la gioia e la serenità coinvolgenti, quel piccolo gesto compiuto (che questo sì potrete vedere nelle foto) che sembra una montagna superata. 
Comunque voglio cercare lo stesso di trasmettervelo, insieme ai sorrisi e, ad ogni carezza ricevuta o data, l’impressione di essere e avere tutto dalla vita. 
 
Loro … sono state le forze in campo per superare attraverso l’arte e la poesia un momento, indiscutibilmente, ricco di domande che ci poniamo, anche per un inevitabile disagio comportamentale.
Perché sono proprio le difficoltà e le problematiche, credo, a dare la forza per un’accoglienza totale, ma il viaggio verso una diversità inclusiva desta non poche preoccupazioni, e la paura di non farcela può portare a un crollo psicologico, emotivo, fisico e non di rado spirituale.

Ben vengano, allora, gli appuntamenti ogni mercoledì da aprile a giugno con innumerevoli artisti, in collaborazione con l’Associazione Artisti Bresciani (aab), che si ritrovano in “Via Glisenti 43” a parlare e fare arte con l’altrimenti noi, tra storie in cui vi sono persone piene di energia, insieme anche a quanti prestano la loro opera nel volontariato, come per la signora Maria Rosa Marchesi che ha curato il ricordo in immagini.
 
Ecco, dunque, che le risposte sono state visibili e vivibili, e la testimonianza di una giornata indimenticabile ci guida alla realtà con nuova visione, nel ritrovare la dignità e un senso dato alla vita, la scoperta di aver avuto in dono un tesoro, di aver accanto persone disposte ad aiutare, di non essere soli e che tutti hanno il diritto di stare in società. A queste consapevolezze, e non ad altre, mira questo progetto: per parlare, per raccontarsi, per proporre a chi si isola per scelta - e penso alle famiglie in difficoltà - ad aprirsi al mondo, perché l’handicap non ha bisogno di essere giustificato. 
 
Allora questo stare insieme, e questo “includersi” a vicenda, è il contributo che si è inteso offrire come esempio di civiltà in un’assemblea corale In “Via Glisenti 43” che fa onore alla stessa comunità locale, e che ha visto insieme le componenti di quella società che risponde a un invito, che ascolta e condivide, e che non resta cieca e sorda al richiamo di condivisione. 
 
Un esempio che non va disatteso. 
L’inizio di un cammino verso la vera comprensione, avendo come guida un’associazione culturale e uomini schivi e riservati a dirigerla, come solo chi ha il senso del prossimo può esserlo, come solo chi depone il mostrare l’alternativa dialettica della solidarietà nella direzione chi l’ha persa. 
Verso l’uomo d’oggi che evidenzia la dicotomia in diverse azioni che si svolgono in luoghi diversi, suscitando perplessità e riducendo l’accettazione dell’altro a morale sbrigativa. Soprattutto verso i disabili adulti, per i quali ci sono molti stereotipi e ipocrisie. 
 
La scelta, qui, di una lettura di storie di persone che incarnano la visione del diversamente abili anche in lavori e professioni di impegno, è per mettere in rilievo la capacità dell'individuo di ritrovare se stesso in una società in cui si pensa all’handicap come a un settore che non dà ma che chiede innanzitutto assistenza, mentre sono punti luminosi in un orizzonte che ci dice di un sistema socio-culturale possibile con i disabili. 
 
Certo non esiste un profilo, ma tanti profili, ma ognuno con il proprio vissuto e il proprio modo di essere, cui va offerta una relazione con quanto è nelle loro possibilità, per interagire in maniera autentica, per scoprire insieme risorse, valorizzarle e contribuire al potenziamento, facilitando quel percorso di crescita che porti ogni disabile alla piena costruzione e alla percezione consapevole del proprio sé. 
 
Un presente da essere vissuto ed accettato se conduce verso una meta così grande da giustificare la fatica del cammino. 
Chi non è aperto alla vita, non ha speranza, perché la civiltà di un popolo si misura dalla sua capacità di servire la vita, e perché una società che desse spazio solo per i membri pienamente funzionali, del tutto autonomi e indipendenti, non sarebbe una società degna dell’uomo, né la vita un dono straordinario in un mondo ancora più straordinario che vale la pena scoprire.
 
Il senso di queste giornate è tutto qui, e non è poco, se solo pensiamo alle energie spese nella realizzazione, quando il fine è quello di presentare un arricchimento spirituale, il miglioramento della qualità di vita, di stare vicino ai portatori di handicap e valorizzarne la ricchezza interiore che nulla ha a che vedere con l’aspetto esteriore. 

E sono sicuro, siamo certi, che il compito assunto da “Via Glisenti 43” non si esaurisce qui, con l’aiuto dei patrocinatori che sono, oltre la già citata Associazione Artisti Bresciani, la Fondazione Vittoriale degli Italiani, Garda Musei, Unione Cattolica Artisti Italiani, Associazione le Stelle, Rotary Club Valle Sabbia, Comunità Montana Valle Sabbia, Fondazione di Partecipazione StefyLandia.
 
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