01 Luglio 2020, 07.00
Valsabbia Val del Chiese
Lettere al direttore

Fusione Rurali, fra dubbi e certezze

di Lettera firmata

Ma siamo proprio sicuri che la fusione in programma fra le Rurali 'Giudicarie Valsabbia Paganella' e 'Adamello', nei tempi e nei modi, sia stata studiata bene? I dubbi di un lettore


ASSEMBLEA STRAORDINARIA DELLA CASSA RURALE: FRA DUBBI E CERTEZZE

E’ stato da poco consegnato e inviato a tutti i soci della Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella un corposo fascicolo contenente la convocazione dell’assemblea straordinaria per decidere la fusione con la Cassa Rurale Adamello (sede a Tione di Trento).
Questa seconda convocazione segue quella pervenuta ai soci nelle scorse settimane riguardante l’approvazione del bilancio 2019 che si è chiuso in maniera positiva.

Anche per questa importante decisione i soci non sono chiamati a riunirsi in assemblea tutti insieme, causa divieto di assembramento per emergenza Covid-19. Infatti a partecipare all’assemblea straordinaria sarà un solo “rappresentante designato al quale i soci possono “dare la delega” indicando il loro voto sui vari punti all’ordine del giorno.

Abbiamo quindi provato, armandoci di santa pazienza, a leggere le 48 pagine del fascicolo illustrativo a cui si aggiungono le 16 pagine riguardanti le indicazioni di voto che ogni socio può esprimere “da casa”, e non possiamo non apprezzare ancora una volta lo sforzo fatto per spiegare i vari passaggi (dall’esame del sito della Cassa Rurale Adamello la documentazione ci pare molto più scarna). Dopo un’oretta di faticosa lettura ci pare di aver maturato alcune certezze e molti dubbi.

Abbiamo provato a confrontarci con altri soci che ci hanno confermato molti interrogativi e quindi abbiamo deciso di provare a scriverli, anche per conto loro.

CERTEZZE E DUBBI SULLE MODALITÀ DI QUESTA ASSEMBLEA


Abbiamo capito con certezza che l’assemblea per l’approvazione del bilancio aveva un termine improrogabile per essere stata convocata entro i mesi di giugno/ luglio (1^ e 2^ convocazione). E poiché non è ancora possibile fare gli assembramenti si è dovuto procedere con questa modalità “innovativa” del rappresentante designato. Ma con altrettanta certezza (e qualche dubbio) abbiamo capito che l’assemblea straordinaria non aveva un termine di scadenza.

Perché non si è aspettato di poter riunire i soci (ragionevolmente fra pochi mesi) rispetto ad una decisione così delicata? Dai fascicoli è emerso “su indicazione della Capogruppo”. Abbiamo capito che con l’adesione al nuovo gruppo la nostra Cassa avrebbe perso un po’ di autonomia ma non comprendiamo perché non si siano ascoltati i soci rinviando l’assemblea all’autunno. Ci era stato detto che i soci mantenevano l’autonomia sulle decisioni importanti. Ma non è una decisione importante una fusione con un’altra Cassa?

Sta di fatto che se l’assemblea straordinaria fosse stata spostata avanti anche solo di qualche mese ci sarebbe stata la possibilità di un confronto fra i soci prima nelle assemblee territoriali (che prevedendo una partecipazione locale e numeri più contenuti dell’assemblea generale, hanno sempre consentito un maggior confronto, anche informale, fra i soci ed i vertici della Cassa) e poi nell’assemblea generale.

Sfogliando attentamente il fascicolo è prevista la possibilità per i soci di fare domande via email o telefonando: penso sia chiaro che questo può soddisfare i dubbi di un singolo ma è cosa molto lontana dalla partecipazione democratica dei soci ad un momento così importante per la nostra cooperativa.

CERTEZZE E DUBBI NEL MERITO DELLA FUSIONE

Nell’esame del fascicolo (da pag. 15) appare chiaro e certo che le due Casse non hanno stesse dimensioni e caratteristiche nel fare la Cassa Rurale. Per quanto riguarda i numeri la nostra Cassa è circa il 50% più grande della Cassa Rurale Adamello: 150 Dipendenti la Cassa Rurale, 104 la Cr Adamello; 31.620 clienti La Cassa Rurale, 24.307 La Cr Adamello; 1223 milioni di raccolta La Cassa Rurale, 887 milioni la Cr Adamello; 620 milioni di prestiti la Cassa Rurale, 433 milioni la Cr Adamello. A proposito di prestiti dal fascicolo emerge che la Cr Adamello ha più prestiti deteriorati della nostra Cassa rurale e quindi una incidenza sul totale dei prestiti molto più rilevante. L’utile della nostra Cassa è di 5,8 milioni, più del doppio della Cr Adamello (2,7 milioni). Queste le certezze.

Nel fascicolo si illustra poi come dovrebbe diventare la nostra Cassa.
Nome: Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella
Sede e direzione generale: Tione di Trento
Consiglio di Amministrazione: 11 amministratori (6 Adamello + 5 La Cassa Rurale)
Presidente: eletto fra gli amministratori della Cr Adamello
Presidente del Collegio Sindacale: eletto fra i sindaci della Cr Adamello
Presidente Comitato Esecutivo: eletto fra gli amministratori della Cr Adamello
Direttore Generale: indicato nella figura dell’attuale direttore della Cr Adamello

E qui vengono i dubbi.

La Cr Adamello opera in Val Rendena, in Val del Chiese ed anche in Val Sabbia con 2 sportelli (Salò e Gavardo).
È quindi una realtà probabilmente conosciuta: così come probabilmente vi sono clienti e soci della nostra Cassa che sono diventati nostri clienti e soci dopo aver lasciato la Cassa Rurale Adamello.  Perché?

Perché questa è una realtà evidentemente diversa che interpreta (legittimamente) in modo diverso il fare la Cassa Rurale rispetto al lavoro ed alle azioni compiute dalla nostra Cassa da molti anni.
Evidentemente vertici diversi hanno portato avanti politiche diverse.

Ma se a guidare la nuova Cassa Rurale non ci saranno né il nostro Presidente né il nostro Direttore, né la maggioranza dei nostri amministratori, chi ci garantisce che si continuerà a fare le tante cose che la nostra Cassa ha compiuto a favore dei soci, associazioni e giovani del nostro territorio?

A noi risulta che la Cassa Rurale Adamello pur avendo 2 sportelli in Valsabbia non abbia mai fatto iniziative di sostegno al territorio, né abbia mai investito risorse per bandi o progetti del territorio.
Sono dubbi profondi che mettono in crisi la fiducia.

A fronte di una scelta così strategica, possono i soci, democraticamente, esprimere le proprie preoccupazioni votando NO?

Un socio fedele della Cassa Rurale
Convinto sostenitore della cooperazione e della democrazia partecipativa




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