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26 Giugno 2015, 06.57
Valsabbia
Pensiero

Imbecille fra imbecilli

di Dru
Un approfondimento sul tema dell'imbecillità del nostro tempo, il tempo del laicismo ingenuo

Scrissi nel mio ultimo che Per Eco uno dei grossi drammi del nostro tempo è l'incapacità di controllo dello strumento, in questo caso Internet, che farebbe la parte della forza dominante, da parte di chi è depositario della verità (non contraddizione) nella società, e cioè giornalisti, professori, accademici di ogni scienza e cattedratici di ogni filosofia.

Per la cultura laica, fin dal dopo guerra, il leitmotiv è la negazione di ogni assolutismo che infine risulta essere una pretesa di appoggiarsi a una verità assoluta.

Contro questa pretesa i realisti alla Umberto Eco, supportati dalle istanze del criticismo propugnate nella filosofia della scienza da Popper e nel diritto da Kelsen, hanno argomentato in questi termini: chi crede di possedere la verità assoluta e di sapere quindi qual è il vero bene per la società, è anche convinto che tutti coloro che hanno opinioni diverse si trovino nell'errore e nel male, e si ritiene quindi in diritto di eliminare male ed errore imponendo la propria volontà. Tutti i grandi metafisici e l'anima più profonda della Chiesa sono nemici del laicismo.

Eppure questo argomento è equivoco.
Il suo presupposto è che, chi crede di avere la verità, in effetti si illuda di averla: sì che la sua opinione, senza verità in quanto illusoria, non differisce dalle opinioni altrui.

Ammettiamo invece per un attimo che questa verità esista e che qualcuno la possegga, magari lo stesso Umberto Eco. Ovvio che a questo punto il possessore di questa verità avrebbe tutto il diritto di ammettere gli imbecilli nell'errore e nel male e anche di toglierli di mezzo, infatti quali diritti avrebbe l'imbecille da rivendicare contro la verità, cioè contro la "rettitudine" che sta alla base di ogni "diritto"?

Ma esiste qualcuno che possegga davvero la verità?

Einaudi diceva questo: "deve prevalere l'opinione di chi sa sopra quella dell'ignorante, del buono sopra il cattivo, dell'intelligente sopra lo stupido, ma chi distinguerà gli uni dagli altri? Come impedire che i furbi cattivi e ignoranti non prevalgano sui buoni e sui sapienti? Altra via non c'è fuor del contar le teste, che è metodo, per esperienze anche recenti, migliore del farle rompere dai più forti decisi a conquistare o tenere il potere".

Con questo egli appunto scartava un criterio sufficiente per poter distinguere senza incertezze i buoni dai cattivi o gli imbecilli dai non imbecilli, insomma il bene dal male.

Senonché si può replicare:
Quale criterio registra come "metodo migliore" contar le teste invece che romperle, si che questo stesso non sia il discorso di un furbo cattivo e imbecille?

La Democrazia, afferma Einaudi nelle "Prediche inutili" è un "mito" "razionalmente non dimostrabile": non è una verità assoluta. Tutto il suo valore sta nella sua forza pratica. Nell'ultima guerra mondiale essa ha prevalso sull'altro "mito" del totalitarismo nazionalfascista.

Speriamo che la gente continui a "credere" in essa.

Siamo giunti al centro della terra, qui, se avete seguito il mio discorso, avviene il passaggio determinante alla comprensione del laicismo ingenuo, dove Umberto Eco non può guardare, perché "imbecille" fra "imbecilli" appunto.

Quando uno "crede" di avere la verità assoluta, ciò che in effetti si trova in mano è, appunto, soltanto un "credere", una "fede", d'altra parte, quando un altro dice di avere una certa fede (ad esempio quella nella carta stampata), egli dà sempre un valore di verità assoluta in ciò in cui crede.

Anche se non lo dice.
Anche se non se ne rende conto.

"Credere" significa infatti voltar le spalle a ogni dubbio, trattare (nell'atto in cui si crede) come indubitabile, cioè come verità assoluta, ciò in cui si crede.
Ciò vuol dire che chi crede in Umberto Eco si trova relativamente alla volontà di imporre la verità nella stessa condizione di chi crede di essere in possesso della verità assoluta.

Se l'imbecillità è conseguenza di questa convinzione,
allora anche Umberto Eco ha come conseguenza l'imbecillità, cioè la negazione di se stesso.

La differenza tra Umberto Eco e l'imbecille allora, come conseguenza del laicismo ingenuo, non è tra ragione e fede, ma tra due diverse forme di fede, o credenza appunto.

Si che è lo stesso Umberto Eco, in quanto fautore del pensiero laico ingenuo, che definisce se medesimo un imbecille:
se l'imbecille è appunto colui che non è fermo di mente, esser fermi di mente è appunto quella verità assoluta che si vorrebbe negare, lo stesso criterio che, all'atto della fede, è un voluto e non un saputo.

.la foto ritrae, appunto, una soluzione imbecille


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Commenti:

ID58780 - 26/06/2015 08:17:02 (sonia.c) gli imbecilli,attraverso internet..
divulgano menzogna. internet,non consente l'oblio..una menzogna ripetuta tante volte ,diventa una verità.è questo il punto. nessuno ha la verità in tasca ma,il "non imbecille",almeno ha i mezzi per cercarla. l'imbecille "crede" alla menzogna,auto-precludendosi la possibilità di cercare ..e dato che,gli imbecili sono in numero superiore..l'ha detto un grande matematico hè? con internet,il disastro è servito..ciao.


ID58781 - 26/06/2015 08:19:56 (sonia.c) Luciano Violante:politica e menzogna.
la verità sta alla democrazia come la menzogna sta alla sua assenza.ri-ciao


ID58782 - 26/06/2015 08:37:54 (Dru) Manca mezzo articolo
ora il mio editore risolverà.. Così l'articolo dispone solo della parte destruens, la parte costruens tratta del motivo per cui Umberto Eco non può, se non solo formalmente, ritenersi diverso da un imbecille. La parte costruens dell'articolo non mira a mostrare l'imbecillità di Umberto Eco, che con un poco d'intuito dovrebbe ormai esser chiara, ma piuttosto a definire dove stia la ragione dell'imbecille.


ID58785 - 26/06/2015 10:29:18 (mark) mah...
una menzogna ripetuta tante volte diventa verita' in tv, alla radio... nei media monodirezionali. Non certo in internet dove dopo 5 minuti puoi essere smentito dal "cosiddetto" non imbecille. Probabilmente al professorone di turno infastidisce la consapevolezza di partire dallo stesso livello di tutti... quindi non si mischia alla massa perch son tutti imbecilli... cio' in nome del confronto che vale solo quando lui parla dall'alto verso il basso. Ecco, non mi meraviglierei se la maggior parte di questi individui appartenesse ai radical chic "sinistroidi" convinti di una presunta (molto presunta) superiorita' morale e culturale nei confronti della tanto vilipendiata massa, dalla quale ci si creda o no, c'e' anche da imparare.


ID58786 - 26/06/2015 10:59:26 (ubaldo) Fatto, integrata la parte mancante
Chiedo scusa all'estensore dell'articolo e ai lettori per i caratteri rimasti nel mouse.


ID58791 - 26/06/2015 11:54:02 (E.Vezzola) Mi piace Einaudi!
Trovo significativa la citazione di Einaudi del quale mi piace molto anche questo pensiero: "Con l'eccesso di statalismo si rischia di "impigrire" l'individuo. Portato a disinteressarsi e a non assumersi responsabilità, si lascerà "trasportare dalla corrente", accettando con fatalismo anche illegalità e cattivi servizi, percependoli come prassi. Il liberalismo, diversamente, è una pratica più dura, ma attraverso l'autorealizzazione riesce a responsabilizzare i cittadini. Una società libera ha bisogno di istituzioni minime e basate sulla trasparenza, in modo che siano più vicine al cittadino e da lui facilmente utilizzabili o contestabili: federalismo e decentramento rispondono bene a queste esigenze. Non posso non notare che oggi, dopo una stagione (sprecata per gravi colpe anche dei loro stessi sostenitori) in cui si parlava e si tentava la strada del federalismo e del decentramento, si torna ad un fortissimo accentramento i cui danni


ID58792 - 26/06/2015 11:56:05 (E.Vezzola) Mi piace Einaudi
sembra ci siamo già dimenticati e siamo pronti a ripetere gli stessi errori.


ID58804 - 26/06/2015 15:39:03 (sonia.c) non è la sinistra che si crede superiore..
è la destra che si qualificana da sola.se un politico di destra dice corbellerie manipoaltrici.. la massa insegna? si. molto..è importantissimo imparare dagli errori.anche altrui.la massa è il popolo bue.la sinistra si è sempre impegnata a renderlo meno bue. la destra,delle sue "lacune",ci campa. oggi come ieri vediamo i danni che fa. anche se il non imbecille smentisce,l'imbecille non vuole ascoltare. la logica gliela meti dentro tè a forza?


ID58805 - 26/06/2015 15:44:03 (sonia.c) e da vero destro..
hai ceato di insultare la sinistra portando argomenti ,più che sconfessabili. hai fatto il solto giochetto dell'emotività senza razionicidio. saluti . chiudo grazie.


ID58807 - 26/06/2015 16:06:36 (mark) emotivit, parzialit e livore
la destra non stata neanche nominata nel mio precedente intervento. Non mi ritengo di dx tanto quanto non mi ritengo di sin ma l'arroganza tracotante sinistroide, sempre attuale, ritiene di avere il diritto di etichettarmi sull'onda (in questo caso s!) dell'emotivit. Parlare di individui "sinistroidi" non equivale a parlare (tantomeno insultare) di(la) sinistra ma parlare di chi di sinistra vuol apparire. W il popolo bue ed imbecille. I buoi "di razza" ed i non imbecilli stiano nei salotti buoni...rigorosamente senza internet, magari rilasciando interviste preconfezionate, dove nessun imbecille possa fare interventi non all'altezza. Se la cantino e se la suonino da soli


ID58808 - 26/06/2015 16:33:13 (DODECA) destra...sinistra...centro
in una gara di imbecilli il più imbecille di tutti arriva secondo perchè.... è imbecille! vi saluto con la destra e con la sinistra... le mani intendo... lo specifico ne caso ci fosse qualche imbecille che legge... ;)


ID58809 - 26/06/2015 16:37:05 (sonia.c) si. hai ragione sul fatto di ch sinistra vuol apparire..no dovevo seguirti su questo tema. errore mio.
qui si parla degli imbecili su internet . ..un mezzo che ne amplifica e ne ripete all'infinito le imbecilità,senza che le voci "non imbecilli" possano arginarlo..il problema è che "la massa" s-ragiona in termini di "numeri" e di preferenze. i numeri fanno si che, a forza di "parificare"contando il numero le corbellerie insieme alle logiche o verità-realtà,la gente del solito popolo..dubita.non ha più neanche una base solida a cui attingere..dubita nel modo peggiore:con il cinismo di chi non crede più a nulla..e non conosce nulla. una carta bianca su cui chiunque può scrivere.. la filosofia va bene per chi la sa fare.. il popolo bue "filosofo dilettante da bar,e da tolk show,è ,invece,ancora più ignorante di prima.non ha più neanche la saggezza antica che si basava almeno ,sul buonsenso-logico.


ID58810 - 26/06/2015 16:46:05 (sonia.c) ps : c'è gente che filosofa..
e crede di avere una mente "aperta" perchè parifica le voci "democraticamente". la critica costruttiva e la correzione m argomentata ,la vede come una mancanza d democrazia o un sopruso nei confronti dele sue "idee"..da qui ,il dileggio verso chi cerca di arginare le corbellerie! il famoso "io la penso cosi"..fne tombale. probabilmente ho allungato anche io,la lista delle corbellerie..ma se me lo farete notare,non vi dileggerò.giuro.


ID58813 - 26/06/2015 19:40:40 (Dru) Interessante la sua disamina Vezzola
anche se ritengo che il decentramento non sia mai davvero avvenuto. Sono assolutamente convinto che in Italia l'unico vero risparmio logicamente pensato durante il pallido federalismo è stato il biglietto aereo dei nostri onorevoli, che, da quando esistono Regioni più potenti, spartiscono bende e prebende senza il bisogno di frequentare la capitale, se non solo per rimpolpare il sodalizio. La contraddizione insita in un centralismo decentrato non si risolve solo all'atto di una velina chiamata federalismo, sarebbe come se, per il solo fatto che un ladro si permette una vacanza nello stesso luogo di una guardia, reputassimo tra ladro e guardia risolta ogni tipo di loro interna contraddizione.


ID58814 - 26/06/2015 21:16:05 (Leretico) L'imbecille e il criterio
esistono gli imbecilli? Dipende dal criterio che discrimina chi lo è da chi non lo è. Allora trasponiamo la domanda: esiste un criterio? E qui dobbiamo stare attenti alla risposta. Se l'uomo è volontà, questa volontà agisce nel solo modo in cui può agire, ponendo il criterio. Notare che ho formulato un'ipotesi. Su questa base gli imbecilli esistono, perché c'è una volontà, un gruppo sociale che stabilisce il criterio e secondo quel criterio giudica. Il criterio di cui parlo non è valido per distinguere destra e sinistra, tanto che si possono avere imbecilli in ambo gli schieramenti. Una cosa è certa, gli imbecilli sono dannosi perché scriteriati e sebbene ci siano quelli che per ragioni ideologiche li difendono, li adulano li corteggiano forse perché di imbecilli ce ne sono tanti, tuttavia preferisco che prevalgano gli uomini di buon senso, ossia quelli che pur avendo un criterio sanno che esso


ID58815 - 26/06/2015 21:16:54 (Leretico) continua
è frutto di una volontà.


ID58817 - 26/06/2015 22:23:58 (Capitano) Forrest gump ci offre una soluzione semplice..
Imbecille è, chi imbecille fa.


ID58823 - 27/06/2015 19:13:50 (turk182) CVD
e poi ci troviamo che uno come Schettino (16 anni di galera in primo grado per aver schiantato una nava contro un'isola e ucciso 32 persone) scrive un libro, qualcuno lo comprer e allora anche il pensiero di Umberto Eco Carta = Buono Internet = cattivo....vacilla..


ID58824 - 28/06/2015 09:42:12 (Dru) Il processo logico del mio scritto
Umberto Eco si ritiene un laico a volte pertinente,ma il più delle volte impertinente. Il laicismo combatte ogni forma di verità assoluta, costituendosi come forma di scetticismo. "Ritenersi" è atto di fede(Umberto Eco si ritiene..), è quella forza che mantiene il proprio pensiero nella "rettitudine", che è credere di essere nella verità, in questo caso la verità dello scettico, anch'essa assoluta, anc'essa con i suoi nemici né più né meno della verità della chiesa o della verità della scienza. Si che ritenere qualcuno imbecille significa "predicare" appunto una verità assoluta, quella dell'imbecille, di qualcuno. Impropriamente (ipocritamente)e non propriamente, a differenza appunto di chi questo lo sa.


ID58849 - 30/06/2015 08:07:05 (sonia.c) si deve odiare il male e non il peccatore! ci sono azioni imbecilli!
anche la parola è un azione nò? e i danni delle parole sono una realtà.e il tacere su queste azioni ,il non agire,è anche questa una azione dannosa. è molto semplice.se si divulgano ignorantate che gli imbecilli-ignoranti prendono come verità...c'è sta una "evoluzione" dell'incosciente:non si vergogna più! il web gli permette poi,quella teribile fama da "auditel" dove il numero degli "inscoscienti" ,conta a discapito del reale,obietivo e ragionevole. ha ragione Eco:una volta restava nei bar e veniva azzitita subito! ma non dal "numero" ,ma dalla vergogna di sentirsi riprendere anche da uno solo.


ID58850 - 30/06/2015 08:49:01 (Dru) Il bar come metafora del mondo
cara Sonia, il tuo sforzo per comprendere è encomiabile, davvero! Il mio proposito non è quello di dichiarare assolto l'imbecille e nemmeno di negare l'efficacia dei vecchi modi di riconoscerlo per stanarlo e per così azzittirlo. Ma siamo in un mondo che ha rinunciato, in nome e per conto dell'efficienza, all'autorità della verità. Se un tempo, non molto lontano a guardare Eco, si regimentava la conoscenza sul principio di autorità, oggi che la fa da padrona è la tecnica, tecnica supportata dalla filosofia che gli dice, corri tu che hai gambe per correre... E ti sembra che tutto questo possa essere messo in discussione da un discorso da bar come quello pronunciato da Eco a quei pochi a cui ancora al suo di bar fa paura? Povera Sonia, si vede che hai ancora bisogno di maestri... Molto meglio internet per il nuovo mondo, credimi...


ID58977 - 04/07/2015 14:52:59 (sonia.c) ha su questo hai ragione! non sarà il "discorso da bar" di Eco ..
a mettere in discussione o smuovere coscienze..la potenza del "cretino web" ,è la potenza dela tecnica che questo "cretino"omo "inabilis"non sa più gestire.come quasi più nulla di sè stesso..non disturbarti a rispondermi..sei stato anche troppo gentile e ,ormai,lo sai che seguo le mie corbelerie a randa senza curarmi di stare a tema..ciaooo



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