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06 Febbraio 2018, 06.06
Valsabbia
La nostra storia

I primi scioperi in Valle Sabbia

di Giuseppe Biati
Con la costituzione a Brescia nel 1881 del Consolato operaio di ispirazione repubblicano-democratica, le associazioni operaie di mestiere assumono maggiormente la fisionomia di società di resistenza in difesa degli interessi dei lavoratori...

In questo quadro si inserisce il primo sciopero avvenuto in Valle Sabbia.

Dal 21 febbraio 1884, e per quattro giorni, scendono in sciopero 200 operai delle ferriere di Odolo e di Casto: chiedono un aumento di salario e, con il pragmatismo tipico valsabbino, lo ottengono.

Passano undici anni prima che in Valle si promuova un’altra agitazione operaia e, nel frattempo, il Consolato operaio ha dato origine alla Camera del Lavoro.

Il 19 settembre 1895 scendono in sciopero, per cinque giorni, i 31 “fabbricatori di tubi” della ferriera Migliavacca di Vobarno; alla richiesta di aumenti salariali, questa volta, si accompagna la protesta contro la disciplina imposta dalla direzione dello stabilimento.
L’esito è favorevole, ma solo parzialmente: ottennero una modifica al regolamento, ma non il richiesto aumento del salario (rimasto a 5 lire giornaliere per i capi forno, 1.80 per gli operai adulti e 1.25 per i fanciulli).

Nel 1898, quando si profila una crisi ciclica dell’economia italiana, il 19 settembre entrano in sciopero per quattro giorni 296 filatori e filatrici del cotonificio Ottolini di Villanuova sul Clisi: si oppongono alla diminuzione dei salari, e trovano la solidarietà di 369 operai del cotonificio Hefti di Roè, che scendono in sciopero il 22 settembre per due giorni.
Entrambe le azioni operaie hanno una conclusione parzialmente favorevole.

L’anno 1900 vede aprirsi a Odolo una lunghissima vertenza.
105 operai di dodici officine, che fabbricano badili, vanghe, zappe e forche, scioperano per 67 giorni a partire dal 20 maggio.
Le complessive 7.035 giornate di sciopero si concludono con esito relativo.

Il 7 maggio, intanto, nel timore di una riduzione di salario, scendono in sciopero 80 operai (fra cui 30 sotto i 16 anni) del reparto “laminatoi” della fabbrica Migliavacca di Vobarno.
La loro protesta dura solo due giorni con esiti scarsamente rilevanti, ma riprende il 27 settembre, e per un solo giorno, contro la disparità nel saldo del pagamento del salario e contro la minaccia di una diminuzione delle giornate lavorative mensili, che in realtà aumentarono da 20-22 a 26-27, con un aumento della paga giornaliera da una media di 3.50 a 4.50 lire per 12 ore di lavoro.

Il primo anno del nuovo secolo, il 1901, vede l’intensificarsi nella provincia di Brescia degli scioperi operai e contadini, che raggiungono il numero di 69, tra i quali spicca quello dei 512 operai del Lanificio di Gavardo, che si astengono per sei giorni dal 5 ottobre: richiedono la diminuzione delle ore giornaliere di lavoro e ottengono una parziale riduzione.

Circa un mese prima sono scesi in sciopero 40 attaccafili del cotonificio Hefti di Roè, che ottengono un aumento di salario e la sostituzione di un tipo di macchina che si riteneva meno produttiva di altre.

Sempre nel 1902, a Vobarno, sorge l’"Associazione di Miglioramento fra Metallurgici ed Affini", il cui scopo era di sostenere i soci nelle controversie di lavoro e sussidiarli in caso di licenziamento o disoccupazione.
L' associazione è  aperta ai soli lavoratori dipendenti, definiti non più soci - come nelle società liberali - ma compagni.

Tuttavia le condizioni di lavoro permangono dure.
Il regolamento di fabbrica della Ferriera nel 1906 prevede la divisione del lavoro di 12 ore su 2 turni, diurno e notturno, con dei cambi ogni 12 ore; solo gli addetti ai forni avevano diritto di riposo tra una fornata e un'altra.

Il metodo di lavoro era molto fiscale: le assenze ingiustificate sono punite con forti ammende o in casi estremi con la sospensione del lavoro, gli straordinari sono obbligatori e il licenziamento è possibile da entrambe le parti con un preavviso di 8 giorni e senza necessità di motivazione; in caso di minacce o ubriachezza il licenziamento è immediato.

Queste condizioni di lavoro provocano ulteriori scioperi: infatti il 10 Agosto del 1907 una massa di operai (quasi tutti quelli della Ferriera vobarnese) scioperano per ottenere un aumento dei salari e la diminuzione degli orari di lavoro, con il pagamento degli straordinari oltre le 10 ore di lavoro.

Il sottoprefetto risponde allo sciopero mandando i bersaglieri e arrestando ben 7 scioperanti.

(A cura di Giuseppe Biati)

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