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03 Settembre 2009, 10.00
Valsabbia
Adiconsum

Auto: continuano prassi di vendita scorrette

di red.
Adiconsum: bene l’aumento delle vendite delle auto per l’economia italiana, male le prassi di vendita che continuano ad essere fuorilegge.

Furbizie dei concessionari, vessazioni economiche per chi acquista con finanziamento, optional a costi aggiuntivi non previsti, “imposti” al momento del ritiro dell’auto, sono solo alcuni dei comportamenti scorretti praticati dalle Concessionarie Auto.

«I dati resi pubblici dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per Adiconsum - dichiara Paolo Landi Segretario Generale - fanno sperare in una lenta ripresa della produzione, anche se i dati occupazionali vanno in controtendenza».

«Adiconsum denuncia – dichiara il Segretario Nazionale Pietro Giordano – pratiche di vendita che vessano i consumatori che acquistano un’auto: scandalo mai emerso sino ad oggi. Non è più sopportabile che le famiglie che con grandi sacrifici decidono di acquistare un’auto – continua Giordano – subiscano vessazioni di tutti i tipi e in piena violazione delle norme di legge a tutela del consumatore».

I termini di consegna dell’auto sono sempre incerti a fronte di caparre economiche certe, anzi certissime.

Se, poi, dopo mesi di inutile attesa, il consumatore decidesse di rinunciare all’auto, perderebbe sia la caparra che gli oneri accessori quali, ad esempio, l’istruzione della pratica di finanziamento.

Quando infine l’auto arriva il consumatore è immediatamente convocato in concessionaria per il regolamento del saldo del pagamento, ma ancora non ne entra in possesso, pur costretto ad iniziare a pagare le rate e gli interessi del finanziamento ricevuto.

Di fronte, poi, al fallimento del concessionario, il consumatore paga ma non entra in possesso dell’auto.

Sorpresa finale, per il consumatore, è poi la vaghezza dell’equipaggiamento che troppo spesso non coincide con quanto illustrato dai depliant: ruote in lega o autoradio, solo per fare alcuni esempi che da illustrazioni risultano essere inclusi nel modello, diventano improvvisamente optional aggiuntivi da pagare salatamente.

«È ora di finirla con queste pratiche commerciali scorrette – conclude Giordano – le famiglie fanno sacrifici per acquistare un bene indispensabile per la loro mobilità, diritto fondamentale di ognuno, che non è più un lusso come lo poteva essere nel dopoguerra, ma una necessità per tutti. Le Aziende comincino a pensare che gli incentivi all’acquisto dell’auto finiscono e che la fiducia del consumatore è l’unica condizione per lo sviluppo del mercato, che oggi è di pura sostituzione del bene».

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