29 Novembre 2007, 00.00
Treviso Bs
Storia

La peste a Treviso Bresciano - terza parte

Un male oscuro che periodicamente falcidiava intere comunità. Questa era la peste. Così era anche a Treviso Bresciano, dove alcune tristi vicissitudini sono state narrate da don Sandro Gorni.
Un racconto che abbiamo diviso in quattro puntate.

Attraversare la Valle dei Morti a Treviso Bresciano equivale ad esplorare il fondovalle a tratti paludoso sul quale si affaccia il paese, guardando verso i monti che lo separano da Provaglio. Con la consapevolezza del buio, della paura, del disgusto misto a terrore che deve aver sopraffatto le semplici anime montanare che hanno visto più volte falcidiati dalla peste i propri cari gli amici e conoscenti, in un crescendo che ha ridotto più volte l’abitato a poche famiglie sopravvissute. Sono trascorsi i secoli, il tempo ha creato in sé altre selezioni e scelte rispetto all’andamento demografico del paese. Resta testimoniato nel libro di Don Sandro Gorni quello che fu la peste nelle due ondate più poderose che il tempo ricordi: nel 1577-8 e quella di manzoniana memoria del 1630.
(terza parte di quattro – le altre sono state pubblicate il 15/11/07 e il 23/11/07)


------La valle dei morti
Il racconto di Don Sandro Gorni prosegue con la descrizione della Valle dei morti ed il Lazzaretto.

“ L’Autorità civile in seguito ai Bandi del 22 aprile e del 26 maggio del 1630 dell’Ufficio Sanitario della Serenissima Repubblica di Venezia, doveva provvedere alla rimozione dei cadaveri e al loro trasporto per essere sepolti nelle fosse comuni. Inoltre gli appestati dovevano essere ricoverati nei Lazzaretti, luoghi nei quali erano curati alla meglio secondo le cognizioni mediche del tempo ed erano preparati cristianamente ad affrontare la morte.
Il Comune di Treviso Bresciano era allora rappresentato dai Sigg. Domenico fu Pietro Micheli, Console, Pollonio fu Martino Pratello, Antonio Bondono fu Giacomo e Francesco Pasini, Consoli e Consiglieri.
A loro venne affidato il compito di provvedere alla bisogna, scegliendo il posto per il Lazzaretto, per le fossi comuni, necessarie per le numerose sepolture, e organizzando il trasporto degli appestati e l’assistenza sanitaria. Era sicuramente un incarico ingrato, difficile, pieno di rischi e di responsabilità.
Il Comune scelse la Valle dei Morti; è facile capirne i motivi: prima di tutto il posto era vicino alle tre frazioni di Vico, Trebbio e Facchetti; da Vico si poteva scendere agilmente per sentieri e mulattiere; da Trebbio e dai Facchetti si poteva arrivare con una comoda strada (per quei tempi!) tutta lastricata di pietre e che ancor oggi è rimasta praticamente intatta, come nel 1630. Quindi il luogo era vicino, comodo, ben servito dalle comunicazioni, e al tempo stesso era appartato e nascosto. Inoltre c’era abbondanza d’acqua corrente; infatti da Vico scende il canale Molsino (molsì) tributario del canale Càrpeni, che vuol significare “morbido, contrario di duro, aspro, aggettivo quindi applicabile per traslato anche a un corso d’acqua”.

Un altro corso d’acqua scende dalla Valle Faègole ed insieme ad canale Molsino a al canale Càrpeni e ad altre sorgenti formano il torrente Gorgone (gorgù), tributario di sinistra del fiume Chiese a Vestone. Il luogo inoltre possedeva certamente delle costruzioni, dei fienili; basti pensare ai fienili di Roncaif, già presenti all’epoca. I fienili quindi saranno serviti come luogo di riparo e di accoglienza, e avranno funzionato da Lazzaretto.
Su uno di questi fienili, proprietà oggi Filosi-Vitali, c’è sulla facciata una grande croce di mattoni a vista, richiamo ai morti appestati; il fienile accanto è pure antico ed è proprietà Togni (gòlge). Dove vennero sepolti i morti è difficile dire; sicuramente non vennero funerati e portati nel cimitero, attorno alla chiesa parrocchiale antica di S. Martino. Possiamo arguire che furono sepolti in fosse comuni nei pressi della Santella dei Morti, o vicino al fienile del defunto Micheli Antonio (maringù). Sulla costruzione contadina ancor oggi è ben visibile un affresco raffigurante l’Arcangelo S. Michele, attorniato dalle anime purganti, e sotto si legge questa scritta, tratta dal profeta Gioele: “ Quel dì che l’Angel suonerà la tromba i morti sorgeranno dalla loro tomba e in Giosofatte sentenza udranno d’eterno gaudio e d’eterno affanno”.

La sepoltura secondo voci popolari doveva essere nel prato “Faègol”, andando verso il Calevèt (monte Gallo). Per altri forse le fosse comuni sono state scavate nella spianata del “camp de piàse”; difficile dire con precisione il luogo: probabilmente ci sono state più fosse comuni e in luoghi diversi. Inoltre la storia insegna che i familiari seppellivano spesso i loro morti, quasi furtivamente nell’orto, nel prato, vicino ai fienili. Dobbiamo considerare il momento molto tragico; la morte ha bussato tutti i giorni e per più persone, per circa 4 mesi: grande quindi lo sconquasso, lo sconforto, lo smarrimento, la disperazione”.

(-continua)


Aggiungi commento:
Vedi anche
08/12/2007 00:00:00

La peste a Treviso Bresciano - quarta parte Un male oscuro che periodicamente falcidiava intere comunità. Questa era la peste. Così era anche a Treviso Bresciano, dove alcune tristi vicissitudini sono state narrate da don Sandro Gorni.
Un racconto che abbiamo diviso in quattro puntate.

23/11/2007 00:00:00

La peste a Treviso Bresciano - seconda parte Un male oscuro che periodicamente falcidiava intere comunità. Questa era la peste. Così era anche a Treviso Bresciano, dove alcune tristi vicissitudini sono state narrate da don Sandro Gorni.
Un racconto che abbiamo diviso in quattro puntate.

15/11/2007 00:00:00

La peste a Treviso Bresciano - prima parte Un male oscuro che periodicamente falcidiava intere comunità. Questa era la peste. Così era anche a Treviso Bresciano, dove alcune tristi vicissitudini sono state narrate da don Sandro Gorni.
Un racconto che abbiamo diviso in quattro puntate.

23/01/2012 07:33:00

La peste a Treviso La peste di manzoniana memoria, quella che con i lanzichenecchi entrò in Lombardia nel 1630 a Treviso Bresciano fece strage di almeno 1000 morti?

13/06/2018 08:36:00

Anche ad Anfo e Treviso Bresciano La “bomba d’acqua ha colpito nella notte anche ad Anfo. Ieri a Treviso Bresciano sono state chiuse una decina di strade secondarie



Altre da Treviso Bs
07/05/2020

Consiglio record a Treviso Bresciano

Duecentonovantaquattro accessi. Tanti quelli registrati sulla pagina ufficiale facebook del Comune di Treviso Bresciano per la diretta del Consiglio comunale

06/05/2020

L'Unità pastorale sul web

È quella di Santa Maria ad Undas che raggruppa le parrocchie di Anfo, Capovalle, Idro e Treviso Bresciano che ha sfruttato gli strumenti online per mantenere i contatti con i fedeli durante questo periodo di distanziamento forzato

19/04/2020

Per Liliana e Giovanni nozze di diamante+

Un giorno speciale oggi per Giovanni e Liliana di Treviso Bresciano, che festeggiano il loro 62° anniversario di matrimonio: classe '33 la sposa, classe '29 lo sposo, dissero il loro sì nel lontano 19 aprile 1958

13/04/2020

Mascherine sartoriali

A Treviso Bresciano l’impegno per il contenimento della pandemia denominata Covid-19 passa anche attraverso le mani delle sarte del piccolo comune valsabbino.

10/02/2020

Le fiamme sopra Treviso

Un “barec” distrutto e un uomo ustionato, pare in modo non particolarmente grave, è l’epilogo di un incendio che si è scatenato nel tardo pomeriggio di ieri sopra l’abitato di Vico, frazione di Treviso Bresciano

09/02/2020

Incendio a Treviso Bresciano, distrutto un fienile

Il fuoco al fienile della Coca, sopra l’abitato del paese, sarebbe stato appiccato da ragazzini che giocavano nelle vicinanze. Fortunatamente le fiamme non hanno raggiunto la vicina pineta

30/12/2019

Fra appalti e sorprese

Vincono la gara al massimo ribasso poi quando hanno incassato a sufficienza svaniscono. E i lavori pubblici restano al palo, per la disperazione di sindaci e cittadini. E' successo anche in Valsabbia, a Capovalle e a Treviso Bresciano

28/12/2019

Arriva la Stella, si illuminano i presepi

Ad illuminare il percorso dei presepi di Bagolino, nella giornata di Santo Stefano è arrivata anche la Stella di Sabbio Chiese e di Treviso Bresciano, portando questa antica tradizione nel borgo montano valsabbino, dove non è conosciuta

25/12/2019

«È nato per noi», a Treviso Bresciano i presepi artistici

Fino al 6 gennaio nel piccolo paese valsabbino si potranno ammirare i presepi di quadri famosi ispirati alla Natività, nel 25° anniversario della rassegna. Tanti anche gli eventi “collaterali”

20/12/2019

Scambio di auguri in piazza a Vico

Musica, vin brulè e delizie culinarie in piazza, a Treviso Bresciano, per scambiarsi gli auguri di Buon Natale. L’appuntamento è per domani, sabato 21 dicembre