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11 Giugno 2018, 07.54

Eppur si muove

Scusate, mi sono pensato addosso

di Leretico
A tutti sarà capitato quel terribile momento in cui la propria pancia diventa ingovernabile. Un colpo di freddo, un’intolleranza alimentare, determinano un’improvvisa incontinenza e spesso proprio nel momento meno indicato...

... In quei momenti si scopre la profonda verità insita nella legge di Murphy (se qualcosa può andare male, andrà male), a cui ci si meraviglia non sia stato ancora elevato monumento imperituro, in un paese dove ormai anche i cani ne hanno uno.
E si sta parlando di un bisogno fisiologico che non ammette dilazione, si impadronisce totalmente del corpo e dello spirito, rende urgente ciò che normalmente può essere governato più strategicamente.

Non affronterei questo argomento con codesta leggerezza
se non ci fosse un’urgenza altrettanto impellente che mi spinge.
È che i tempi si stanno così preparando al temporale (speriamo di sola acqua) che mi è venuta immediata la comparazione del bisogno di pensare, così importante ora come non mai, con il livello a cui tale bisogno è stato invece tristemente destinato, nell’era della semplificazione assoluta, la più politicamente premiante.

Mi scuso quindi da subito, hic et nunc, con i post-moderni benpensanti, quelli che odiano le élite, quelli che il nuovo è meglio del vecchio a prescindere, quelli dei congiuntivi un tanto al chilo basta abbondare, quelli che nascono dal fallimento altrui e vanno al potere solo perché l’onda li ha trovati voltati di schiena, su cui hanno potuto galleggiare senza sforzo portati dalla corrente populista, là dove mai sarebbero arrivati mettendoci la faccia.

Mi scuso di quanto leggeranno, anche se ciò che scrivo su questo foglio virtuale subirà per mano loro la stessa destinazione poco eroica della carta igienica.
Avverto che sono comunque preparato: visto che la maggior parte dei buoni pensieri finisce oggi nello stesso luogo di scarto, di deiezione, mi accorgo che quanto vado dicendo è in buona compagnia ed è l’unica cosa che non mi fa disperare.

Mi sento anch’io come quei disadattati, e un po’ emarginati, che, ragazzini delle scuole elementari, timidi e introversi, dopo lunga resistenza per non chiedere il permesso di uscire, e quindi di esporsi, non essendo riusciti ad arrivare in tempo nel luogo funzionale migliore dove recuperare la pace intestinale e quindi mentale, devono confessare alla maestra al rientro in classe, non senza grande imbarazzo e abbassando gli occhi: “Scusi maestra, mi sono pensato addosso!”

Questo insulso accrocchio di parole che vado qui dispiegando alla meglio, mi è venuto leggendo un pezzo di Brancati del 1946 dal titolo “I fascisti invecchiano”.
Ogni riferimento alla situazione odierna è puramente “non casuale”, anche se il nostro credere assoluto nel divenire ci costringe a pensare, ahinoi, che la storia non possa ripetersi, ci costringe ad affermare che non ci si può bagnare due volte nella stessa acqua di un fiume (acqua speriamo non inquinata, s’intende).

Ho conosciuto Brancati leggendoDon Giovanni in Sicilia” (1941), tuttavia me lo sono ritrovato più volte, nel mio percorso di girovago culturale, in veste di giornalista durante gli anni del fascismo imperante, presso la redazione del Tevere e del Quadrivio di Telesio Interlandi.
Testate giornalistiche, il Tevere e il Quadrivio, fascistissime, che mal si comparavano con l’idea che mi ero fatto di Brancati dalle pagine della sua letteratura, dall’uso tragicomico dell’ironia.

Venendo al pezzo I fascisti invecchiano”, scritto nel primo dopoguerra, ricordando che il rifiuto di Brancati del fascismo avvenne in tempi non sospetti e precedenti il 25 luglio 1943, mi preme qui sottolineare la parte dell’articolo in cui egli riporta i motivi per cui, giovanissimo, aderì al fascismo.

Scrive Brancati:
“Sui vent’anni, io ero fascista sino alla radice dei capelli. […] mi vergognavo sinceramente di ogni qualità alta e nobile e aspiravo ad abbassarmi e invilirmi con lo stesso candore, avidità, veemenza con cui si sogna il contrario. Forse a causa della mia gracilità (e un poco alle letture: Ibsen, Anatole France, Pirandello, Bergson, Gentile, Leopardi frainteso…) io guardavo con stupita ammirazione, come a statue di Fidia, a quelli fra i coetanei che erano più robusti e più idioti, e avrei dato due terzi di cervello per un bicipite ben rilevato.

Davo al Pensiero (studio, meditazione, esame di coscienza, disamore per il pratico e l’utile) la colpa della mia magrezza, e lo ripagavo con una fortissima antipatia. Una parola mi abbagliava e riscaldava come un sole: ‘istinto’, e dietro le veniva, più filosofica ma meno luminosa, l’altra parola di moda: ‘intuizione’. […] Provavo per Croce l’acuto fastidio che il dormiglione e poltrone prova per colui che lo scuote e sbatte per i capelli: sentivo in Croce l’unico serio pericolo, esistente a quei tempi, per i miei velenosi e ormai piacevoli sogni. […]

Il fascismo lo reputai una religione; e in verità non potevo trovare un culto più macchinoso e fervido della bassezza e un odio più sincero e meglio armato per le cose alte e nobili. L’Italia fascista la reputai un tempio: nessuna società infatti aveva mai dichiarato, con tanto concorso di popolo, grandiosità e strepito, dalle sue piazze, dalla sua radio, dai suoi giornali, dalle sue Camere, dalla sua scuola, guerra al Pensiero.

Quel ‘credere’, non si sa bene a che cosa, mentre non era moralità per il fatto che non era a Gesù Cristo né al Bene e dunque non imponeva alcuna altra rinunzia, era un gradevolissimo e sicuro antidoto del pensiero.
Quel ‘credere’ si risolveva nel categorico invito a ‘non pensare’”.


In questo testo mi colpisce non solo il fatto che Brancati scriva Pensiero con lettera maiuscola, come pure fa con la parola Bene, ma anche il collegamento del successo popolare del fascismo con la violenta negazione del pensare, in nome di alcune parole d’ordine che anche oggi sento ripetere con tragica inconsapevolezza: intuizione, istinto.
L’abolizione del pensare dichiarato in nome dell’idiozia manifesta, supposta concreto strumento di cambiamento del mondo. Anche allora, come oggi, si fa dell’idiozia un valore, e come tale lo si fa arrivare al potere.

Brancati ci fa sapere ciò che lo ha salvato rispetto a ciò in cui aveva religiosamente creduto durante la gioventù: proprio l’odio per quella cultura che oggi diremmo classica, proprio l’odio per quel Benedetto Croce, che aveva osato lanciare e sottoscrive il Manifesto degli intellettuali antifascisti il 1° maggio 1925, proprio quelle letture, quelle personalità della cultura gli iniettarono l’antidoto della consapevolezza e della ribellione contro il regime dittatoriale di Mussolini.
E diciamo anche contro chi crede che il pensiero sia da abolire, sia scomodo, sia flatulenza (per rimanere in tema).

Così, quando ci troviamo con gli amici a parlare di potere e di politica, quando sul tavolo arrivano argomenti come l’ignoranza della prassi costituzionale in tema di nomina dei Ministri da parte del Presidente della Repubblica, quando il Primo Ministro si lascia sfuggire ai microfoni supposti spenti la domanda: “Luigi, ma questo lo posso dire?” rivolta a Di Maio vice Primo Ministro, il mio pensiero (ebbene sì credo di pensare, quale arroganza!) comincia a formare in me una rappresentazione di collodiana memoria: alla fine, tra i frizzi, i lazzi e i cotillon della vittoria elettorale giallo-verde, festeggiata nel Paese dei Balocchi, ci siamo trovati di fronte all’”onagrocrazia” più arrabbiata di mai, schierata a battaglia.

Tutti mi dicono di non disturbare con le mie invadenti affermazioni i manovratori al comando, di non illudermi con la mia circoscritta importanza, più supposta che reale, di poter far passare il mio messaggio.
Ma io rispondo con orgoglio, e anch’io in tempi non sospetti, che se Brancati, con intelligenza e sensibilità ha potuto capire, anche per me, nonostante mi sia malamente “pensato addosso”, c’è una concreta speranza.

Leretico

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Commenti:

ID76360 - 11/06/2018 20:50:03 (Dru)
Diffidare da chi crede di pensare al quadrato, solito intellettualismo che non ha nulla di eretico.


ID76362 - 12/06/2018 07:08:38 (Dru) La prassi è conseguenza della teoria o è contro la teoria
se mia madre mi diceva di fare i compiti e io facevo gli aeroplanini, era prassi che mi bocciassero.. vai tu poi da mia madre a dirgli che era prassi istituzionale il farli tra gli allievi. Ma a scuola ti bocciano mentre nella società della prassi a fare l'opposto ti applaudono pure.. dunque non dico che Mattarella abbia sbagliato, è prassi appunto sbagliare, dico che sono idioti coloro che difendono la teoria a suoncdi picconate...


ID76363 - 12/06/2018 07:22:13 (doc) Bravo Leretico
Il Pensare è davvero una brutta Bestia, ti rimescola le idee che hai, te ne fa aggiungere altre sempre diverse tra loro, ti impedisce di credere che esista il più bravo, il più grande, il più giusto. Come sarebbe bello avere un guru, un maestro, un capo che ti dicesse sempre cosa fare e che ti desse un continuo alibi alla tua insipienza! Come sarebbe bello avere un cervello impermeabile ai pensieri ma sempre pronto ad accettare acriticamente le fanfaronate dei masaniello di turno! Forse la soddisfazione che leggo, in questi giorni, nello sguardo di molte persone è dovuto a ciò. E allora io grido " Viva il pensiero al quadrato, anzi, ancor meglio, viva il pensiero al cubo!"


ID76364 - 12/06/2018 08:36:08 (Pseudosofos) Pensiero e resistenza
Mi pare ci sia un legame fra il coltivar ragione pensante e resistere a chi vorrebbe che si rinunciasse al pensare. Chi si sforza come Leretico di pensare le questioni politiche, si mostra in questo senso un resistente non violento. Che si condivida o meno ciò che pensa, la sua testimonianza è un consolante esempio di esercizio del filosofare in ambito politico... in tempi in cui molti al posto di pensarsi addosso, si “pisciano addosso” dalla paura verso chi pare diverso o dalla rabbia verso chi pare nemico. Grazie.


ID76365 - 12/06/2018 08:41:36 (Dru)
naturalmente sopra per idiota intendo Il dotto Cassese


ID76366 - 12/06/2018 08:46:17 (Dru) domando, perché solo ora ho letto...
Come mai accosti l'intuizione e l'istinto all'idiozia? e perché al contrario riflettere (che è pur sempre una parola) invece dovrebbe essere il contrario?


ID76367 - 12/06/2018 08:49:54 (Dru) Poi
Chi sarebbero questi untori del pensiero oggi???


ID76368 - 12/06/2018 08:53:48 (pluto) Bravo L'eretico
Bravo l'eretico Così il blu si incazza ancora di


ID76369 - 12/06/2018 08:53:48 (Dru) Sembrerebbe e fuor di Dubbio, dunque senza riflettere alcunché...
che tu ti accosti a Brancati... ma come giustamente afferma doc sopra, il pensare è davvero una brutta bestia e indomabile, infatti non basta uno scritto per distinguersi da questo che è il pensiero... con affetto.


ID76370 - 12/06/2018 08:57:31 (Dru)
chi è blu, dru? non adoperare Leretico per vedermi incazzato (che caro mio è cosa assai difficile in pensiero), si troverebbe nella scomoda posizione di sentirsi mezzo...


ID76371 - 12/06/2018 09:06:10 (Dru) Ho la netta sensazione che Leretico
abbia la spocchia di non rispondermi e di passare (atteggiamento che ha la sua origine dal pulpito, certo non dal volgo), lo assume l'atteggiamento come unguento liberatorio da eczemi pruriginosi. Cerca così di fare il superiore (di guarire) e questo è fatto increscioso per chi ama l'umiltà e la polvere agli altari e la gloria.


ID76373 - 12/06/2018 09:43:41 (Pseudosofos) L’umiltà non è presunzione
Leretico non è umile è la presunzione dell’eretico. Vedi Dru: per pensare la presunzione di Leretico (e discuterne con noi) devi pensare non solo l’identità fra Leretico e la sua presunzione, ma anche e contemporaneamente il suo contrario, cioè che Leretico non sia umile. Non ti accorgi, Dru, che anche se pensi l’immobile identità, l’unico modo che hai di comunicare con Leretico è contrapposti a lui. La tua pragmatica comunicativa nega ciò che ti ostini ad affermare. Buona giornata.


ID76377 - 12/06/2018 10:53:59 (Dru) bingo
è quello che penso e che da anni porto avanti... non solo mi accorgo, ma ci rifletto. Ad esempio rifletto sulla spocchia che Leretico tiene quando dice "l'ho già scritto o l'ho già detto", rinunciando di dare al povero viandante (metafora del sottoscritto o di chi lo incontra) la possibilità di capire il contenuto di quell'affermazione dogmatica del proprio pensiero, che in quest'articolo e nel proprio nome viene cosi bistrattata (che in effetti non pensa alcunché), tipica espressione di quel potere che a parole si combatte ma nei fatti si tenta di gestire, che nasconde evidenti lacune nell'argomentare... Se qualcuno nella mia storia trova un mio l'ho già scritto o l'ho già detto, giuro che mi impicco ad istante.. Io non amo il pulpito e se sono nella possibilità dono al viandante quello che posso del "pensare" senza spocchia e senza arroganza alcuna, non ritraggo la mano, non l'ho già scritto... ;-)


ID76378 - 12/06/2018 10:56:50 (Dru) Questo Pseudosofos
.. è il modo per non essere untori del pensiero.


ID76379 - 12/06/2018 11:18:27 (Dru) L'altro
.. è il modo per non pensare.


ID76380 - 12/06/2018 12:01:42 (Pseudosofos) Per Dru sono due persone contemporaneamente
Dru, mi stai simpatico... pensi che io sia contemporaneamente identico a me stesso e contrario a me stesso. Ti appaio scisso. Mi viene da domandarmi quale Pseudosofos per te sono in questo momento, se questo o l’altro. A proposito, ti ho risposto alla richiesta di chiarimento sulla differenza fra identità e corrispondenza. Non in questo articolo, ma nell’altro. Quindi, questa è la mia conclusione: non c’è vera identità fra me e me stesso nella tua mente che afferma l’identità di ogni cosa tranne di Pseudosofos. Con simpatia.


ID76381 - 12/06/2018 12:02:40 (Leretico) Rispondo
Se e quando rispondo "l'ho già scritto. l'ho già detto" lo faccio per forma di difesa rispetto a chi fa del bombardamento di parole un'arma per sfiancare l'interlocutore.Ma veniamo alle risposte che dovrei. Non è certo ignota la mia posizione rispetto ai 5S (si vedano i miei http://www.vallesabbianews.it/notizie-it/Grillo-politico-potenziale-22185.html e il più recente http://www.vallesabbianews.it/notizie-it/Roma-a-«cinque-stalle»-39754.html) e in questo articolo ho voluto far riflettere sul parallelo possibile tra motivi del successo del fascismo connessi alla esaltazione dell'idiozia e contro il pensiero, e la caratteristica principale delle due forze ora alleate di governo, ossia l'impreparazione e la poca cultura, non solo politica, dei suoi rappresentanti. Essere degli improvvisati non è una colpa di per sé, ma diventa questione pericolosa quando è spinta al potere dal malcontento della popolazione.


ID76383 - 12/06/2018 12:16:07 (Leretico) continua
Alla domanda "Come mai accosti l'intuizione e l'istinto all'idiozia?" rispondo dicendo che Brancati considera le parole intuizione e istinto come parole chiave per capire il successo del fascismo. Certo bisogna intenderle conoscendo lacultura di Brancati e la cultura dell'Italia di allora. Erano diventate fascisti entusiati quelle persone che si sentivano culturalmente inferiori e manifestavano la loro rabbia lungamente repressa negando quella cultura che non capivano. Secondo loro la fatica di studiare di capire era inutile, bastava l'"istinto" per poter sopravvivere, e a loro non serviva pensare perché erano dotati di "intuizione". L'intuizione era il modo per oltrepassare il pensare, ossia la razionalità, il ragionamento, la riflessione sulla complessità. L'intuizione come modo per esaltare l'idiozia che ignora superficialmente la complessità delle cose del mondo, nell'illusione del dominio (altra parola chiave del fascismo) semplificato del mondo.


ID76384 - 12/06/2018 12:36:23 (Leretico) continua
Insomma le parole "istinto", "intuizione" e "dominio" sono le parole dell'idiozia al potere. Ma, si badi bene, diventano parole chiave per capire i nostri tempi, come per capire il successo del fascismo, se si associano alla pochezza, alla pusillanimità, alla ignoranza, alla superficialità, al desiderio di potere e di rivalsa che vengono dopo ogni crisi economica prolungata. Ci fu una lunga crisi dopo la prima guerra modiale, ce n'è una dal 2008 che ha colpito l'Italia e l'Europa e ancora dura.


ID76385 - 12/06/2018 13:45:12 (Dru) Pseudofosos
contraccambio e ti dirò, non è banale quello che hai appena scritto... parola di dru


ID76386 - 12/06/2018 13:48:05 (Dru) Leretico l'umile ha appena sentenziato
che il povero viandante in realtà è un cacciabombardiere.. ebbene si, fattene una ragione.. Sulla storia come scuola di vita dissento completamente.


ID76390 - 12/06/2018 14:25:50 (Pseudosofos) L’imbecille non banale
Pseudosofos non banale è la saggezza di Pseudosofos. Allora sono diventato sapiente per te o resto stolto? Non comprendo.


ID76392 - 12/06/2018 14:33:35 (Dru)
anche lo stolto può esser illuminato, nel linguaggio triviale, dalla filosofia.. non so se per "culo" o per che cosa, ma sopra lo stolto ha detto cose non stolte... tu continua a ragionare con me e poi ti saprò dire di che pasta sei fatto...


ID76393 - 12/06/2018 14:35:50 (Dru)
di sicuro lo stolto non può diventare il sapiente..


ID76398 - 12/06/2018 20:57:01 (Dru) Sulla questione politica a Leretico
Si nota chiaramente che sei un televisivo e informato quotidianamente,. Il tuo livore per le persone finalmente per bene che oggi ci governano non danno fastidio a te ma a quel potere che solo nominalmente accusi ma che esercita su di te una pressione tale da farti dire idiozie degne di quelle di una beghina che affermi: l’ha detto la televisione sai? Cosa ne sai tu delle rispettabili e professionali persone che oggi ci governano, cosa davvero ne sai che la Gruber e C non ti abbiano suggerito.. rifletti davvero quando ti ispirano, critia Leretico, critica vera non bell e confezionata, non gettarti a capofitto nella stupidità del giudizio altrui..


ID76399 - 12/06/2018 21:06:17 (Dru) ..e comunque e sovunque
una persona che si professa umile e gentile dovrebbe adoperare un atteggiamento prudente nei confronti di persone che ha solo letto e ha solo visto in televisione tramite il commento di altri e bassi individui... che adoperano le persone per fare business. Durante il fascismo di tutti i tempi la propaganda schiacciava uomini e idee, questo del fascismo avresti dovuto sapere...


ID76400 - 12/06/2018 22:06:41 (Leonardo10) Chi può conoscerli
Diventare ministro o addirittura superministro non può non cambiare chi per anni ha inseguito questo obiettivo,cercando negli onori la felicità. Giudicare oggi della loro onestà' e' prematuro, ciò che possiamo valutare e' la loro professionalità e sotto questo aspetto le carenze di molti appaiono evidenti.


ID76401 - 12/06/2018 22:16:56 (Dru)
Palle. Ma degne di nota come quelle che sta dicendo ora Del Rio. Giudicare oggi della loro onestà non è prematuro è umanoe fino a prova contraria lo sono per me che non mi schiero a bandiera.


ID76402 - 12/06/2018 22:19:36 (Dru)
Pensa te che lo era anche Renzi per me prima delle porcate con le banche.. Renzi il protagonista di Gira la Ruota, grande professionista...


ID76404 - 12/06/2018 23:24:46 (Leonardo10) Profumi
Rimango dell' opinione che l'onestà di un politico possa essere valutata solo nell'esercizio del potere, e' difficile che chi si trova all' opposizione si lasci corrompere. Quando poi sento che qualcuno governa perché lo vuole il popolo sento un buon profumo di palle.


ID76406 - 13/06/2018 06:03:09 (doc)
Credetemi non voglio entrare in polemica con nessuno. Due partiti politici, con programmi quasi del tutto antitetici, dopo una campagna elettorale feroce, condita di insulti e anatemi reciproci, ottengono un buon risultato elettorale. Hanno una cosa in comune( forse l' unica): sono antiregime. Che fanno a questo punto? In nome del popolo che li ha eletti stravolgono i loro reciproci programmi e fanno un contratto. Bene! A parte la dubbia coerenza dell' operazione sono certo che abbiano perfettamente diritto di governare. Orsù abbassatemi le tasse, datemi servizi migliori, date un stipendio a milioni di disoccupati, trasformate l' Italietta nel paese di Bengodi. Che pacchia! Governate. Il mio intervento centra poco con il bell' articolo di Leretico ne con i successivi commenti ma mi venuto così, d'istinto. Scusatemi.Alle prossime elezioni.


ID76407 - 13/06/2018 07:10:52 (Dru)
boh, queste ultime considerazioni, accese da Leretico e dalla mia risposta a quelle sulla dimensione politica italiana, mi rattristano e sinceramente mi sembrano esercizi sterili telecomandati da visioni anch'esse sterili. Leretico sa come nessun altro parlare dell'ovvio e dello sterile. Questa mia considerazione si non è banale. Io parlo di identità, intuizione, riflessione e mi si tira sul movimento5stelle. Che palle.. ciao


ID76409 - 13/06/2018 08:41:11 (Leonardo10)
Di intuizione e riflessione ben ha parlato Leretico. Anch'io trovo alcuni commenti sterili e fuori luogo.


ID76410 - 13/06/2018 09:22:59 (Dru)
Si parla tanto di difendere le istituzioni, le si difende sempre e solo quando fa comodo alla forza capitale europea, cioè se Mattarella è allineato con Draghi allora può picconare la costituzione e la si chiama Prassi, altrimenti se è Salvini a farlo allora si difende la Teoria... signori, questo servilismo della politica al capitale ha i suoi soloni nei Saviano che trovano le notizie preconfezionate in La Repuubblica, istituzione marcia fino al midollo e che trova ragion di vita nel difendere i propri privilegi e vitalizi... ma non volevo sconvolgere le vostre già delicate coscienze


ID76411 - 13/06/2018 09:25:27 (Dru)
.. non è un male essere conservatori, come qui mi sembra di notare lo siete tutti, basta esserne coscienti..


ID76412 - 13/06/2018 09:42:21 (doc)
Per completezza di informazione , caro Alessandro, io tiro in ballo anche la ex lega nord oltre al m5s. Non traggo le mie informazioni dai noiosissimi e anacronistici dibattiti televisivi ma mi piace molto ascoltare e vedere i vari personaggi politici nelle dichiarazioni pubbliche e nelle interviste. Mi piace guardarli in faccia, oserei dire, e l'impressione non rassicurante.


ID76413 - 13/06/2018 09:44:51 (Leretico) Il televisivo
Mi chiedo come faccia uno che dice a tutti di non guardare mai la televisione ad accusarmi di essere "televisivo". Ovviamente ai suoi occhi è termine altamente dispregiativo perchè significa "non pensare con la propria testa". Credo invece che il televisivo sia chi non riesce a scorgere la profonda differenza tra quanto vado dicendo e appunto quanto affermano i televisivi. Un esempio è l'uso della parola "intuizione". Benché questa parola sia filosofica, se ne fa oggi un uso distorto, proprio perché non is conosce cosa sia la sua storia e l'uso tecnico che se ne dovrebbe fare. Si scimmiotta ripetendola in continuazione ma non si sa cosa significa. Per esempio ci sono alcuni che la confondono con il vero pensare, ma cadono nell'errore che ho nell'articolo indicato: appoggiano alla loro ignoranza ciò che veramente non sanno.


ID76414 - 13/06/2018 09:44:59 (Dru)
Quando In italia si smetterà di difendere i Della Valle che vanno quotidianamente in televisione o i De Benedetti, sul culto Germanico dei grandi agglomerati capitali.. non è in questi scoreggioni che si cela la potenza capitale italiana, ma nella sua visone creativa e dunque distruttiva.. Se siamo da tutti invidiati e odiati ci sarà un perché, sveglia...


ID76415 - 13/06/2018 09:53:29 (Dru)
Ma caro DOc, avresti dato un penni tu a Danton o a Robespierre, avresti mai appoggiato Napoleone? quegli sporchi borghesi incapaci di parlare con giudizio e servi del profitto, contro la Nobile forma divina della dimensione Regale.. Insisto, alzate lo sguardo oltre il naso che si china sul quotidiano che vi si presenta come la solita minestra, andate oltre... Dante benché monarchico non viene ricordato che per la Divina Commedia e lo viene perché non ha scritto un opera per Dio ma ha usato Dio per fare un opera...


ID76416 - 13/06/2018 09:55:58 (Pseudosofos) Governo e potere
Ci si potrebbe domandare semmai sia possibile esercitare governo senza desiderio del potere. Che ne pensate? A me sembra che Leretico presupponga la possibilità di prendere decisioni politiche che non siano collegate al desiderio del potere da parte di chi ha la responsabilità di prenderle. Per questo critica la forma di governo che storicamente si è data nel fascismo, ma non solo. Infatti, possiamo sostenere che il comunismo storico russo o cinese attuale è esercizio di governo senza desiderio del potere? L’ambizione politica presupposta da Leretico va pensata.


ID76417 - 13/06/2018 10:02:34 (Dru) ppoggiano alla loro ignoranza ciò che veramente non sanno
perché tu cosa sai... questo modo di vedere oltre che antifilosofico è tipico del sentimento conservatore... antifilosofico in quanto nella filosofia moderna ciò che è vero è interpretato e la dimensione del mago Merlino che sa e fa magie è stata abbondantemente superata dal concetto di potenza o "prova se vuoi andare" certo non ti fermare. Sentimento conservatore perché si prospetta una categoria di illuminati che resiste al tempo e resiste ai fatti quelli si privi di qualsiasi interpretazione..


ID76418 - 13/06/2018 10:08:59 (Dru)
.. sveglia.. la forma di potere non per il potente è la forma politica dei 5stelle, forma che appare nei minimi dettagli quando si parla di piattaforme tecnologiche che devono prendere le decisioni, ma siamo ancora a troppa forma e poco contenuto, ma appare.. nei 5stelle appare il futuro... poi che si buttino nel presente e nel passato perchè si vuol fare i potenti poco importa di fronte a queste visioni gloriose


ID76419 - 13/06/2018 10:10:20 (Dru)
.. ma certo, non ci si deve piegare alle logiche quotidiane e alzare un pochino la testa china..


ID76422 - 13/06/2018 10:55:29 (doc)
Per completezza di informazione , c


ID76423 - 13/06/2018 11:05:43 (Pseudosofos) Potere e filosofia
Dru, la ricerca del vero, scopo del filosofare, potrebbe non essere una forma di volontà di potenza, come Nietzsche ha affermato. Sono, anzi, persuaso che volere il vero è identico a non voler esercitare potere. Chi vuole il vero, si lascia volere dal vero, non lo può impugnare, nè incatenare. Per i cristiani impugnare la verità conosciuta è un peccato contro lo Spirito Santo, Spirito di Verità, oltre che di Consolazione. Noto echi nietzscheani nel tuo modo di pensare. Ci vedo bene? Penso che generare consenso politico affermando con la forza le proprie vedute sia la suprema falsità del ricercare verità socialmente, in quanto non si addice ad esseri razionali. Non è che le tue intemperanze nel dialogare filosofico siano il riflesso di una volontà che si esercita cercando di imporsi? Perché ti è difficile dire ciò con cui concordi? Perché ti contrapponi sempre?


ID76424 - 13/06/2018 11:21:21 (Leretico) Nietsche voluto ma negato
Dru vive nella perenne contraddizione di voler essere nietzscheano pur d'altro canto volendo essere severiniano. Cose che fanno a pugni tra loro, ma tant'è. Pensa che la democrazia diretta sia invenzione dei 5S e l'apprezza solo perché è anarchicamente distruttiva, crede che Severino inneggi alla gloria della tecnica mentre invece Severino afferma che solo con la velocità dell'avvento della tecnica, con il paradiso della tecnica, massimamente angosciante, si possa avvicinare il momento del suo tramonto come cosa lontanissima dal vero. Ma questo a Dru non piace, gli piace solo vedere quello che vuol vedere e leggere in Severino ciò che gli sembra conciliare la sua visione. Fa un guazzabuglio di teorie e usa quella che al momento gli sembra utile. Ma la verità non può essere influenzata dall volontà, nemmeno da quella di chi fa queste enormi confusioni di campo.


ID76425 - 13/06/2018 12:16:15 (Pseudosofos) Azzardo interpretativo
Se quanto dici Leretico corrisponde a verità, è proprio un azzardo. Sai già che non posso essere severiniano. Ma dire di Severino che esalti la tecnica è tradire quanto egli ha inteso affermare. Inoltre, alla base della metafisica nietzscheana c’e l’esplicita fede nel divenire contraddittorio di Eraclito. Come è possibile generare identità fra l’essere di cui Severino parla e la volontà di cui Nietzsche è sventurato profeta? È vero che Severino cita Nietzsche (o meglio Leopardi) come profeta tragico del declino della fede occidentale nel divenire, ma non considera tale fede corretta. Tutt’altro! Dru, che pensi? È corretto quanto dice di te Leretico?


ID76426 - 13/06/2018 12:50:48 (Dru)
boh, se così pensate (di me), sarà vero (per voi).. mai pensato che al sorgere della pax tecnica non ci sia, ossia sia negato l'insorgere della verità della pax tecnica, questo è quanto affermi tu Leretico quando affermi che la contraddizione appare, ma è inutile che ti spinga a vedere, un cieco non può vedere..


ID76427 - 13/06/2018 12:53:48 (Dru)
L'esercizio del potere è l'esercizio dell'errare, ma chi erra di più è chi nell'esercizio del potere vuole correggerlo, questa la lezione magistrale di Severino a cui purtroppo Leretico e vedo qui anche Pseudofosos rinunciano per ristretta visione del suo di discorso.


ID76428 - 13/06/2018 13:02:34 (Dru)
In Nietzsche la volontà di potenza non è un fine da perseguire ma la natura dell'essere.. chi costruisce opinioni non è degno della mia presenza, se mi si accosta a Nietzsche voglio sapere perché e dove nelle mie parole, altrimenti rimando gli sputi a chi mi ha sputato... altrimenti si resta ancorati alle proprie idiozie giovanili e non le si vuole mollare per cui quando affermo che l'amore è violenza mi si indica come l'apologo della violenza per poi sfumare un pochino nell'opinione e arrivare alla volontà di potenza perché si vuole restare in un argomento troppo più grande di se stessi e anche in piedi ossia non si vuol tradire quell'immagine fanciullesca in cui il sottoscritto prendeva a scopellate e argomenti sonori le ragioni di quella violenza, un poco come quel povero Odifreddi con Severino.


ID76429 - 13/06/2018 14:24:50 (Pseudosofos) In cosa Dru dice il vero per me
Sono concorde con te Dru che per Nietzsche la volontà di potenza è espressione dell’essere. Ma perciò stesso non si identifica con la visione dell’essere severiniana. Quell’essere che “può” essere, è in potenza rispetto al suo atto (non rispetto ai suoi fine). Ma, come immagino tu sappia, Severino rifiuta l’aristotelico passaggio dalla potenza all’atto, perché per lui sarebbe divenire, cioè “non essere”. Sei sicuro Dru di aver compreso Severino? È se mi sto sbagliando, puoi per favore mostrarmi in cosa mi sbaglio, anche se sono per te o saggio o imbecille a seconda dell’umore del tuo pensiero. Grazie.


ID76435 - 13/06/2018 14:45:07 (Dru)
Caro Pseudosofos, non si tratta di umore ma si tratta di ragione, se sragioni non posso affermare che ragioni, non sono uno che tifa io..


ID76436 - 13/06/2018 14:47:10 (Dru)
non affermo affatto le differenze di Nietzsche e Severino, non mettermi parole in bocca che non ho detto, comincio ad essere anziano del pensiero, sii corretto un poco altrimenti mi stufo... io caro stolto (è tornato lo stolto), non mi riduco alle tue volontà...


ID76437 - 13/06/2018 14:47:52 (Dru)
non nego affatto le differenze...


ID76441 - 13/06/2018 15:04:51 (Pseudosofos) Ho finalmente compreso
Dru che pensa Dio è il pensare l’esser Dio di Dru. Se funziona così, mi spiace, ma il Dio in cui credo è un’altro e non sono io. Capisco, tuttavia che ad alcuni dèi dia fastidio non esser compresi. Tuttavia, la filosofia non è nata sull’olimpo, ma è nata per sgretolare l’irragionevolezza degli dèi che vi abitavano. Se, quindi, sono considerato sragionatore perché non posso abitare nella mente di Dru, continuerò ad abitare la terra dei poveri e sciocchi mortali, di cui mi sento ragionevolmente parte.


ID76442 - 13/06/2018 15:30:59 (Dru)
se dici che non sei Dru dici che sei insiemr Dru.. 8n qualche modo, ne modo della negazione, in te appare Dru


ID76443 - 13/06/2018 16:00:55 (Dru) Dru che pensa Dio è il pensare l’esser Dio di Dru
perché come può funzionare diversamente secondo te Pseudofos?


ID76445 - 13/06/2018 17:14:30 (Pseudosofos) Semplice
Io non sono il Dio cui sto pensando. Non c’è identità fra il mio pensare a Dio è il mio essere Dio pensante. C’è corrispondenza, invece, fra il mio essere pensante Dio e il mio essere non il Dio cui penso. Facile, una volta compreso. Ma forse questo non lo condividi. E allora non corrisponde a ciò che tu credi vero per fede, anche se lo intendi identico a me nel comprenderlo. Siccome credi vero che tu sei tutto ciò che pensi, se pensi che Dru si sbaglia su qualcosa, potresti pensare l’identità fra te che pensi erroneamente e l’errore cui pensi. Ma è possibile questa identità fra Dru e l’errore? Per me sì.


ID76448 - 13/06/2018 21:01:01 (Dru)
nemmeno il primo A è il secondo A in A=A e allora? come la metti?


ID76451 - 14/06/2018 05:49:17 (doc)
La disfida epica tra Pseudosofos, Dru e Leretico si fa sempre più interessante. Nietzsche, Severino, Aristotele,, Parmenide, Plotino e tutta l' enorme pletora dei grandi pensatori che avevo relegato in un angolo remoto del mio cervello vengono a galla e tornano ad ossessionare i miei pensieri. Teorie importanti, profonde,spesso antitetiche: la vita, la morte, la verità, la razionalità, il pensiero debole, l' uomo forte, da dove veniamo, dove andiamo, Dio, il bene, il male etc.etc. Sullo sfondo l'uso e l'abuso che ii potere politico ha sempre fatto e continua a fare delle grandi idee. Vergognosa l'ignoranza culturale e l'arroganza dei nostri attuali politici.


ID76452 - 14/06/2018 09:21:45 (Dru) aPseudofosos chiedo
sai cosa è una proposizione analitica?


ID76453 - 14/06/2018 10:30:12 (Dru)
sai cosa significa A=A?


ID76454 - 14/06/2018 10:30:48 (Dru)
sai di identità di certezza e verità?


ID76455 - 14/06/2018 10:31:10 (Dru)
sai di identità di pensiero ed essere?


ID76456 - 14/06/2018 10:31:31 (Dru)
come si concilia che il diverso è uguale?


ID76457 - 14/06/2018 10:34:07 (Dru)
se il diverso è solo diverso, come fa ad essere anche identico ad altro?


ID76458 - 14/06/2018 10:35:28 (Dru)
se il pensiero è solo una possibilità del reale (Kant) come può l'in sé del pensiero affermare l'altro da sé?


ID76459 - 14/06/2018 10:36:01 (Dru)
tu che con me fai lo spiritoso e non sai che stai ballando sul precipizio dell'orrido..


ID76460 - 14/06/2018 11:40:36 (Leretico) A Pseudosofos
Mi rivolgo a Pseudosofos. Vedi, il dramma di uno come Dru è quello di aver letto qualche pagina della Struttura Originaria e di Tautotes di Severino e poi di andarsene in giro come quel tale che comprato il martello andava in cerca di chiodi da martellare. Ora lo scopo finale del martellatore non è certo quello di condividere o di capire, ma appunto di martellare. Finché si martellano i chiodi potrebbe ancora essere giustificato un martellatore provvisto di martello, ma quando chiodi da martellare non ce ne sono, si arriva a martellare ben altro.


ID76462 - 14/06/2018 12:28:57 (Dru) Mi rivolgo a Leretico
Vedi che cominci a vedere qualche chiodo? dovresti solo ringraziarmi e invece hai la spocchia dell'idiozia..


ID76463 - 14/06/2018 12:36:02 (Dru) Metafora
in cordata i vili al primo chiodo si avvinghiano e non lo mollano più. Ci vuole coraggio per progredire in scalata


ID76478 - 14/06/2018 16:18:14 (Pseudosofos) Che cosa so qui con certezza?
Dru mi chiedi cosa so. Ti rispondo volentieri. Da questa conversazione ciò che so con certezza è che:Dru crede di sapere che cos'è una proposizione analitica presupponendo che io non lo sappia;Dru crede di sapere meglio di me cosa significa A=A;Dru crede di sapere l'identità fra pensiero ed essere e fra certezza e verità e che io non capisca questa identità;Dru pensa che ballo sul precipizio dell'orrido (questa metafora mi piace molto).Questo è ciò che qui io so, mentre ballo su un orrido precipizio... ma danzando, sono felice, sapendo che il mistero del cielo stellato sopra di noi non può essere spiegato nemmeno da quell'immobile sapienza razionale grazie a cui Dru si sente sapiente. Perché simile a derviscio, che gira in tondo col pensiero, è chi balla con la sua povera ragione... Ma simile ad un tronco è colui che la identifica con l'essere genericamente inteso.


ID76479 - 14/06/2018 16:20:01 (Pseudosofos) Grazie Doc
Della stima che hai verso di noi. Ma sappi che, nel mio caso, non ho alcuna ambizione di ordine politico. Condivido solo la gioia dell'usar parole che paiono sensate ad alcuni e stolte ad altri.


ID76480 - 14/06/2018 16:25:34 (Pseudosofos) Grazie Leretico
Tranquillo. Grazie della tua vicinanza. La cosa che mi stupisce e mi meraviglia e che con te ci si comprende anche se le nostre fedi metafisiche sono contrapposte. Sarà forse perché vediamo entrambi che logicamente sono fedi, cioè fede=fede? Evviva l'esser determinato dei chiodi, del martello, del martellatore, perché tutto sta ad ogni istante meravigliosamente fuori dal nulla di sè! Con vera amicizia e stima.


ID76481 - 14/06/2018 16:30:43 (Dru)
solita poesia


ID76482 - 14/06/2018 16:41:16 (Dru)
se vedi che "qualcosa è fede" vedi appunto qualcosa che non lo è di quel qualcosa che è fede FEDE, in quanto altrimenti non vedresti alcunché. Ma è così difficile da superare la poesia?


ID76483 - 14/06/2018 16:42:03 (Dru)
se invece ti vuoi differenziare sul principio di fede, sei un idiota. Ma spero che tu non lo voglia essere.


ID76484 - 14/06/2018 16:42:35 (Dru)
vero?


ID76485 - 14/06/2018 16:43:33 (Dru)
Poi puoi ringraziare chiunque che non ha alcun interesse teoretico...


ID76486 - 14/06/2018 16:49:12 (Dru)
scusate l'italiano ambiguo qui, il soggetto è "ringraziare" e non "Chiunque", anche se l'ambiguità che colgo mi interessa...


ID76487 - 14/06/2018 16:54:14 (Dru) ti basti pensare che la fede
è la negazione dell'opposizione che naturalmente è autonegantesi e nega dunque sé ossia è il tentativo mal riuscito di qualcuno di affermare che la contraddizione appare.


ID76489 - 14/06/2018 17:58:32 (Pseudosofos) Adesso so la definizione di fede di Dru
Se è come tu dici, ho fede in te Dru (cioè mi appare contraddittorio ciò che affermi), perché a me sembra che il tuo scrivere sia un tentativo ben riuscito di affermare che nessuna contraddizione appare e non appare, perché essere è contemporaneamente identico ad apparire e non apparire di ciò che è e non è, qui e là, sa e qua, ecc... Considero, invece, un complimento che tu giudichi le mie parole poetiche. Grazie. Nemmeno mia moglie lo pensa. ;-)


ID76492 - 14/06/2018 18:19:51 (Dru)
sei un buon satirico, hai origini napoletane? mi hai fatto ridere e questo è buono


ID76500 - 14/06/2018 19:24:05 (Leretico) A me sembra
A me sembra che la fede, la mia fede, appare. E questa fede, la mia fede, che è contraddizione appare. E so che non posso che avere fede. Per questo non credo di essere superbamente superiore a chi ha un’altra fede. Compiango quei lettori di Severino che usano la sua filosofia contro gli altri invece di arricchire gli altri con la condivisione e si mettono in cattedra e cercano con violenza di imporre il loro tristissimo punto di vista. Quelli che bombardano, martellano, rilanciano in continuazione pur di rimanere al centro della scena. Sull’identità (A è A), già problema aristotelico e poi di molta della filosofia occidentale, tra cui anche quella gentiliana, ne sappiamo tanto quanto della posizione severiniana e del perché il pensiero separante non riesce a conciliare A predicato e A soggetto, così come separa il ciò-che dall’è nel “ciò che è”. Ma non imponiamo nulla a nessuno. Solo


ID76501 - 14/06/2018 19:25:30 (Leretico) Continua
chi brama il potere pensa che questa attitudine sia debolezza.


ID76515 - 14/06/2018 20:00:40 (Dru) Il brutto anatroccolo ha sentenziato
.. attitudine che invece è forza e prevaricazione tanto come quegli imbelli a cui vorresti porre distinguo e da cui affrancarti.


ID76517 - 14/06/2018 20:05:08 (Dru) Sappiamo?
Il povero fedele e solo qdopera il pluralia maestatis? Ma chi ti credi di essere? Perché non lo sai tu allora non lo sappiamo? Ma chi per piacere rompe un po di specchi in casa de Leretico?


ID76518 - 14/06/2018 20:08:02 (Dru) Eih, balordo, parla di te
.. e non compromettermi per piacere che durante affermi anche di essere umile... sappiamo, non si capisce, questo arrogarsi la lingua, la società e tutto è tipico degli umili?


ID76519 - 14/06/2018 20:08:55 (Dru)
:-)


ID76520 - 14/06/2018 20:11:01 (Pseudosofos) L'ideosincrasia di Dru
Caspita Dru, ma ogni cosa che Leretico dice non ti sta proprio bene! Saresti più contento se lui non scrivesse più nulla? A me piace il modo in cui scrive, lo trovo elegante, modesto, non presuntuoso. Anche ciò che dice mi pare equilibrato. Semplicemente espone ciò che pensa, senza pretendere di ottenere consenso. E spero che continui a scrivere.Oggi ho fatto terna: buon satirico è il terzo complimento che ricevo da te Dru. Mi sento onorato della tua stima, anche se pensi che sono imbecille cioè sapiente. Sono contento di riuscire a farti sorridere Dru. La gioia è la verità dell'anima umana.


ID76529 - 14/06/2018 20:43:46 (Dru)
Come lo chiamavano Socrate?


ID76530 - 14/06/2018 20:45:44 (Leretico) Ma l’uomo non è solo fede
L’uomo non è solo fede e nel suo credere, pur essendo il credere una contraddizione, compaiono le tracce della verità. Ma essa non compare perché un Dru qualsiasi vuole che appaia, oppure perché un Dru pieno di prosopopee la fa in qualche modo apparire. Essa appare ovunque un essente qualsiasi appare, malgrado gli insulti velatamente razzistici o biechi. Ci fa le domandine? Vuole le rispostine? Vuole forse poterci bacchettare urlando: “Hai sbagliato!”. Ma Dru tutti sanno che sei il più intelligente, perché vuoi confrontarti con noi idioti e stolti? Perché ne hai così ossessivamente bisogno? Chi mai ha osato mettere in dubbio la tua intelligenza? Certo prendi ogni tanto, e sempre più spesso, delle cantonate micidiali, ma il mortale è soggetto ad errore. Ah, dimenticavo! Tu, oltre che grande filosofo, dici di essere immortale, ma allora come mai prendi cantonate così eclatanti?


ID76531 - 14/06/2018 20:53:24 (Dru)
quali? Orsetto dalle mani piene di miele? Che hai inteso che se Pseudofosos non le dice tutte sbagliate come te allora significa che ho preso delle cantonate?


ID76532 - 14/06/2018 20:54:04 (Dru)
Cosa ti fa pensare questo immediato orsetto dalle mani impiastricate?


ID76533 - 14/06/2018 20:56:13 (Dru)
Lo so che tu invece pensi di essere il più stupido, ma a questi problemi l’aiuto non sono io...


ID76534 - 14/06/2018 21:00:04 (Dru)
Ossessivo? direi di no. Direi piuttosto divertito, sai come fanno quei bambini con la coccinella, poverella. Non direi ossessivi,mla dimenticano subito quella, direi piuttosto spietati.


ID76535 - 14/06/2018 21:01:24 (Dru)
ma ogni cosa che dico io a Leretico va bene? Pseudofosos?


ID76536 - 14/06/2018 21:50:51 (Dru) Al dunque caro leretico
Io ti ammiro e non ti abbandono, ti scriverò ancora quando scriverai le tue solite sciocchezze, non come prometti tu e non mantieni mai, io son onesto non poeta.


ID76607 - 17/06/2018 21:42:42 (guidoassoni) ottimo pezzo, complimenti!
Parafrasando il titolo del libro di Emilio Zanetti "La gioia del pensare", questo articolo pone due interrogativi, uno che riflette l'attuale situazione politica sul quale non voglio commentare anche perchè la situazione è in continua evoluzione e il pezzo è stato scritto già da qualche giorno. Ritengo invece più interessante affrontare il tema storico proposto ovverso se Brancati lo possiamo considerare vittima del regime o un fiancheggiatore (o fiancheggiatore come dir si voglia). L'amico "L'Eretico" cita due giornali in voga all'epoca: il "Tevere", quotidiano voluto espressamente da Mussolini per contrapporlo all'ufficialità del suo quotidiano personale "Il popolo d'Italia" e il successivo "Quadrivio", settimanale estremista entrambi diretti dal razzista per antonomasia, Telesio Interlandi e dal suo braccio destro Giorgio Almirante cui la benpensante Giorgia Moroni vorrebbe dedicare una via o piazza di Roma.


ID76608 - 17/06/2018 22:00:40 (guidoassoni)
Sulla terza pagina de il "Tevere" si cimentò il fior fiore dell'intellighenzia dell'epoca. Non sto a citare questi intellettuali perchè sarebbe una lunga e noiosa sequela di nomi. D'altro canto non si poteva fare altrimenti, in quanto la stampa dell'epoca era asservita al regime come strumento per la creazione del consenso. Vitaliano Brancati invece si espose ulteriormente diventando anche capo redattore del "Quadrivio" e, in un certo senso lo si potrebbe accostare a Guido Piovene convinto recensore del farneticante libello "Contra Judaeos" di Interlandi. Brancati, va ricordato scrisse "Everest" un elegia a Mussolini ed altri libri inneggianti al regime e di cui in questo momento mi sfuggono i titoli, testi reperibili solo dai collezionisti. Francamente si fa molta fatica a considerarlo un "non pensante" e che la sua cultura in età giovanile fosse limitata dall "istinto" e dalla "intuizione".


ID76609 - 17/06/2018 22:05:30 (guidoassoni)
E' altrettanto vero, come tra l'altro viene riportato nell'articolo, che Brancati fu uno dei primi intellettuali a dissociarsi dall'ideologia di regime. Dopo la guerra ebbe modo di spiegare questa sua sorta di redenzione e allo stesso Interlandi che gli rinfacciava il fatto che rinnegasse le sue opere (e idee) giovanili ebbe a scrivere in modo pacato ma per questo non meno incisivo "ho paura che fra poco in Italia ci sarà proibito parlare male di se stessi, perchè i propri difetti saranno sacri alla Patria".



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