Skin ADV
Venerdì 15 Dicembre 2017
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 
    

MAGAZINE


LANDSCAPE






12 Ottobre 2017, 11.54

Calcio

L'ultimo fuoriclasse

di Luca Rota
Fuoriclasse. Di solito si chiamano così le cose o le persone che presentano doti al di fuori della media...

Trattandosi in questo caso di calcio, fuoriclasse è chi fa la differenza, ergo decide le partite con giocate improvvise, tiene in ansia intere difese già con la propria presenza nella lista dei convocati, oppure per lo stesso motivo, innalza notevolmente le capacità dei propri compagni di squadra. Per un fuoriclasse spesso, conta soltanto esserci.

Si scrive fuoriclasse, si legge (in italiano) “Divin Codino”, alias Roberto Baggio. L’ultimo fuoriclasse. Perché magari i vari Totti, Del Piero, Zola e compagnia bella sono stati certamente dei magnifici campioni. Ma non dei fuoriclasse. Quella è una categoria riservata a pochi. Fuoriclasse è chi senza differenza di avversario, tiene in ansia qualsiasi difesa (se attaccante). Fuoriclasse è chi viene temuto indistintamente da dove giochi. Fuoriclasse è chi decide le sorti di una partita, più spesso che volentieri, o di un torneo (Mondiale, Europeo o Coppa che sia) senza particolari affanni.

Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter, Brescia. Sembrerebbe questa la carriera, cronologicamente elencata, di un giocatore illustre, ma non per forza di cose eccellente. Eccezion fatta per Roby Baggio, leggenda che sia in Nazionale che nelle grandi o in provincia la differenza l’ha sempre fatta. Stessa cosa non possono dire i già citati campioni.

Indelebile il ricordo delle sue gesta nei Mondiali del ’94, dove ci trascinò in finale, e causa un infortunio alla coscia, non riuscì ad incidere in quella maledetta partita. Ancora oggi viene ricordato, in maniera infame, per quel rigore sbagliato. Ci si rammenti però che quello fosse il secondo, o forse il terzo rigore sbagliato in una carriera intera, dove ad occhio e croce di rigori ne avrà calciati (e segnati) più di cento. Quattro anni prima, ai Mondiali di casa non sfigurò mai (come del resto avrebbe fatto continuativamente in carriera), e sempre nel torneo più prestigioso, ma in Francia nel ’98, ci andò da “ripescato” dopo 21 gol messi a segno a Bologna, mentre tutti lo davano per bollito. Pareggiò su rigore contro il Cile e quasi rischiò di eliminare la Francia con un gran tiro al volo. Il resto è storia (calcistica).

La mancata convocazione del 2002 a favore di Corradi, sancì quanto mediocre fosse la visione calcistica di Trapattoni, nonostante le ottime stagioni trascorse dal Divin Codino tra Milano (sponda nerazzura) e l’amata Brescia. Perché nonostante sia stato il più grande calciatore italiano di tutti i tempi, Roby Baggio di certo non è mai stato l’idolo degli allenatori edonisti; vedi Lippi alla Juve, Capello al Milan e lo stesso Trap in azzurro.

Quest’ultimo gli concesse l’addio in azzurro, mentre quello ufficiale se lo concesse a Brescia, lì dove (secondo molti) approdato sul viale del tramonto, seppe sciorinare calcio d’alta classe e giocate indelebili (impossibile dimenticare il dribbling su Van der Sar, con uno stop a seguire, in un Juve - Brescia), che per poco non provocarono seri danni fisici a spettatori ed allenatori (come non ricordare la corsa di Mazzone sotto la curva bergamasca, dopo il 3a3 messo a segno al 93esimo in un concitatissimo derby).

Si scrive Baggio, Roberto Baggio, ma si legge Calcio, Grande Calcio italiano. Come le finte di destro con conseguente aggiramento del portiere e palla in rete, o le punizioni sotto il sette quasi mai sbagliate, o il rientro sul destro e calcio verso la porta. Duecentocinque col in serie A, più diversi in Europa, più ventisette reti (in cinquantasei partite) in Nazionale, tra cui i nove gol realizzati nei Mondiali, cosa che lo rende il miglior marcatore italiano nella competizione iridata (a pari merito con Paolo Rossi e Christian Vieri), e l'unico ad aver segnato in tre diverse edizioni. Senza tralasciare i numerosissimi assist per le punte al suo fianco, delle quali spesso ha fatto la fortuna (vedi Toni a Brescia).

Definirlo un numero dieci, una seconda punta, un trequartista, un attaccante, o più in generale un giocatore è poco se si parla di Baggio. Si chiama fuoriclasse. Si scrive così, ma in italiano si pronuncia Baggio, Roberto Baggio. E se vogliamo, perché no, anche in inglese o in qualsiasi altra lingua conosciuta.
Invia a un amico Visualizza per la stampa




Commenti:

ID73721 - 12/10/2017 15:42:10 (bernardofreddi)
Venire al Brescia è stato il suo capolavoro. Altro che quei fighetti di oggi che si credono Maradona e fanno i capricci perché se giocano nell'Atalanta vogliono la Juve, e quando arrivano nella Juve vogliono il Real e poi si fanno legnare dalla Macedonia.



Aggiungi commento:

Titolo o firma:

risposta a:

Commento: (*) ()





Vedi anche
14/07/2008 00:00:00
Quello di Vallio alle fasi finali Prosegue con una folta cornice di pubblico il 14° torneo notturno di calcio a 6 giocatori organizzato dal Gruppo Sportivo Vallio Terme alla memoria degli amici “Roberto, Mirko, Andrea e Roberto”.

20/09/2017 08:13:00
Cambio della guardia al C7 Conclusa l’era governata da Roberto Betta, durata 22 anni, la guida del Comprensorio passa a Roberto Monera

07/07/2008 00:00:00
Zambelli dà il via al quadrangolare esordienti Entra nelle fasi finali il 14° Torneo notturno di calcio, organizzato dal Gruppo Sportivo Vallio Terme alla memoria degli amici Roberto, Mirko, Andrea e Roberto, che questa sera vedrà la presenza del forte calciatore del Brescia Marco Zambelli.

30/06/2007 00:00:00
Fase due per Vallio Terme Con una folta partecipazione di pubblico si è conclusa la prima fase del 13° Torneo notturno di calcio organizzato dal Gruppo sportivo Vallio Terme, alla memoria degli amici Roberto, Mirco, Andrea e Roberto.

03/05/2009 00:00:00
Prevalle ringrazia don Roberto Guardini Questo fine settimana le due comunità parrocchiali di Prevalle hanno salutato don Roberto Guardini. Don Roberto è stato per dieci anni parroco di San Zenone e per otto mesi anche amministratore parrocchiale di San Michele.



Altre da Blog - Figurine di provincia
11/12/2017

Numero 5

Eugenio Corini nasce sia calcisticamente che fisicamente in quel di Brescia, a Bagnolo Mella, dove esordisce alla fine degli anni Ottanta. Del numero di maglia poco gli importa; lui gioca, e lo fa anche piuttosto bene… 

01/12/2017

Esuli (del pallone)

Di loro ricordiamo quelli “famosi”, o che magari hanno avuto carriere più gloriose. Molti non sono noti ai più, e di certo non stiamo parlando di emigranti “standard”, quelli in cerca di un futuro migliore in terre lontane...

22/11/2017

Senza categoria

Quando le categorie non contano. Potrebbe essere questo lo spot riguardante la “figurina” di questa settimana. Sì, perché fare quello che ha fatto lui, non è roba da tutti, né di bassa categoria. Al massimo di un’altra categoria!

15/11/2017

Uomo (non identificato) di fascia

Stagione 2001-2002. Tra i nuovi approdi nella massima Serie, un quartiere di Verona, il Chievo. Quattro quattro due solido, tanta corsa, concretezza e pochi nomi noti... (1)

03/11/2017

L'uomo della trequarti

Anni Novanta, primi anni Novanta. I gloriosi Anni Novanta del calcio italiano...

Eventi

<<Dicembre 2017>>
LMMGVSD
123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031



  • Valsabbia
  • Agnosine
  • Anfo
  • Bagolino
  • Barghe
  • Bione
  • Capovalle
  • Casto
  • Gavardo
  • Idro
  • Lavenone
  • Mura
  • Odolo
  • Paitone
  • Pertica Alta
  • Pertica Bassa
  • Preseglie
  • Prevalle
  • Provaglio VS
  • Roè Volciano
  • Sabbio Chiese
  • Serle
  • Treviso Bs
  • Vallio Terme
  • Vestone
  • Villanuova s/C
  • Vobarno

  • Valtenesi
  • Muscoline
  • Garda
  • Salò
  • Giudicarie
  • Storo
  • Provincia