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17 Ottobre 2016, 10.46

La testimonianza

Il valore della testimonianza

di Vera Muffolini
E' toccato a Vera Muffolini quest'anno, per conto dell'IIS Giacomo Perlasca, di intervenire alla cerimonia che a Barbaine di Pertica Alta, ricorda i "Ribelli per amore" della Brigata Perlasca, morti su queste montagne per conquistare la libertà. Ecco il suo discorso
 
Buongiorno a tutti.
Io sono Vera e frequento la terza classe dell'indirizzo di amministrazione finanza e marketing dell'Istituto "G.Perlasca" di Idro che, come ogni anno, più che volentieri, decide di partecipare il più attivamente possibile a questa importante ricorrenza.
 
Negli ultimi due anni ho avuto l'occasione di ascoltare e supportare alcuni dei miei compagni nella funzione, che in questo momento esplico io, di rappresentare ufficialmente l’istituzione scolastica che nel suo nome eterna il valore della LIBERTA’.
Non vi nascondo che in questo momento mi sento piuttosto emozionata, e anche un po' preoccupata, perché temo di non essere all’altezza delle vostre aspettative. 
Non vorrei incorrere infatti nell’errore di dire qualcosa di banale o di già sentito, piuttosto avrei il desiderio di aggiungere qualcosa di personale.
 
Mi sento grata, come studente del Perlasca, nei confronti dei promotori di questa iniziativa che hanno voluto, da alcuni anni, riservarci questo spazio “ufficiale”, e mi sento fiera di questo mio ruolo perché il fatto che voi mi concediate ascolto significa che le nostre opinioni, seppur acerbe,  vi stanno a cuore.
 
Fin da piccola sono sempre stata molto "coinvolta" nel tema della Resistenza e delle lotte partigiane, prima e dopo la Liberazione.
Ho infatti la fortuna di essere la nipote di una staffetta partigiana che oggi si trova qui con noi: Maddalena "Violetta" Flocchini. 
Violetta, oltre a essere stata una ragazza estremamente coraggiosa e responsabile, è -prima di tutto- una donna forte e determinata, una nonna fantastica e travolgente che non ha mai perso la sua voglia di vivere e di comunicare.

Vivendole accanto, giorno per giorno, ho respirato insieme a lei, quell’aria di familiarità con la storia; così io, per fortuna, non mi sono mai avvicinata a questa materia con la noia, che a volte ci connota, ma piuttosto con un interesse vivo perché nelle pagine di un libro posso cercare le risposte alle mie domande e  conferme ai miei dubbi. 
Ascoltando, prima, le testimonianze di mia nonna, poi documentandomi con più oggettività sui testi sono riuscita a comprendere che è la capacità di scegliere che rende l’uomo veramente libero.

Nel momento in cui ciascuno di noi infatti si trova posto di fronte ad un bivio,  è chiamato a decidere, a scegliere che percorso intraprendere, cosa dire in quel preciso momento, cosa fare in quel contesto specifico. 
Da questa sua capacità di discernere e di decidere, l’ho capito, può dipendere la storia. Quanta responsabilità dunque abbiamo nel momento in cui siamo chiamati ad esprimerci!

Troviamo davvero mortificante, per esempio, vedere che, di fronte all’impegno del prossimo referendum, alcuni adulti, chiamati a valutare quesiti –credo- di fondamentale importanza per il diritto, non si premurino affatto di chiarire dubbi o capire bene la posta in gioco. Quasi questo fosse un semplice atto scaramantico e non invece un’occasione di libertà esercitata.
Eppure questi diritti, di scelta, di parola e di pensiero, nascono da una lotta, da un sacrificio, da una abnegazione.
 
Se rivolgo infatti lo sguardo a questi cippi, che silenziosi commemorano un evento di tanti anni fa, mi accorgo che essi non sono più solo pietre (come da piccola pensavo) ma sono respiri, aliti, voci che ancora oggi, umilmente, ci ricordano che noi UOMINI del XXI secolo abbiamo un dovere inderogabile: difendere e tutelare, anche con determinazione e sacrifico, il bene più grande che possediamo: LA LIBERTA’.
 
E' quindi per me una grande soddisfazione condividere con voi questa mia emozione.
Questo mi rassicura, perché se siamo qui è perché sentiamo tutti lo stesso bisogno che è quello di  non dimenticare il passato, di ricordare chi ha partecipato alla costruzione di un mondo migliore, di partecipare ad una ricorrenza civile senza scetticismo ma con speranza,  di imparare dagli errori di altri a diventare più forti, più consapevoli, più coraggiosi, più leali. 

Non possiamo quindi permettere che l’oblio e l’indifferenza abbiano il sopravvento. Dobbiamo avere il coraggio di dircelo!
Loro, i Ribelli per Amore, i martiri della patria, i caduti per un ideale, non meritano questo trattamento.
Chi ha combattuto per la libertà, donando la propria vita, non lo ha fatto per sé stesso ma per me, per noi giovani, che saremmo diventati IL FUTURO.

L'hanno fatto perché era giusto così, senza chiedere nulla in cambio.
A noi resta il dovere della memoria e della gratitudine. 
Tornerò a casa, diversa, oggi, lo sento, perché mi sto convincendo che ognuno di noi, nella nostra quotidianità, può contribuire alla salvaguardia dei diritti acquisiti consapevole del fatto che -  in qualsiasi tempo e in qualsiasi luogo - ci sarà sempre qualcosa di migliore da meritare, per cui esporsi, per cui rischiare: per cui valga la pena essere ribelli, per AMORE.
 
Ringrazio mia nonna Violetta per tutto quello che ogni giorno mi insegna, ringrazio voi per la pazienza con cui mi avete ascoltato e il mio istituto che mi ha regalato oggi questa sana emozione. 
Viva dunque- ovunque-  e sempre-  la LIBERTA’ 
 
Vera 
 
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