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08 Febbraio 2015, 12.00
Prevalle Muscoline
Giustizia

Supplemento d'indagine

di Cesare Fumana
Il gip Lorenzo Benini ha accolto l'opposizione della mamma di Sara Comaglio alla richiesta di archiviazione per l'incidente mortale sotto il cavalcavia di Prevalle dando

Il gip Lorenzo Benini si è opposto alla richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero Antonio Chiappani in merito all’inchiesta sull’incidente mortale di Sarà Comaglio, la 22enne di Muscoline morta in un incidente stradale sotto il cavalcavia di Prevalle il 22 maggio 2012.

Il giudice ha accolto la richiesta della mamma di Sara, Maria Luisa Massardi che si opponeva all’archiviazione.

Nel corso delle indagini è emerso che le pompe idrovore, che avrebbero dovuto impedire al sottopasso di allagarsi, quella sera sono andate in avaria, ma anche che il loro malfunzionamento è stato comunicato con largo anticipo ai quattro dipendenti Anas, poi iscritti nel registro degli indagati.

Fu lo stesso impianto a segnalare il black out. Il 21 maggio lo fa attraverso 4 sms: uno inviato poco prima delle 14, l'altro attorno alle l5.30, il terzo poco dopo le l9.30 e l'ultimo (che segnala lo spegnimento di una delle due pompe e dovrebbe far scattare l'emergenza) a pochi minuti dalle 21. Otto ore prima dell'incide, ma nessuno dei destinatari si muove. Perché? Non toccava a loro, diranno. Nessuno così neutralizza il segnala il pericolo.

In particolare nell’ordinanza del gip viene detto: «Circa le cause di tale incidente, sulla scorta degli accertamenti compiuti dal consulente del Pubblico ministero va ritenuto sussistente il nesso causale tra l'allagamento della SS45 bis nel tratto suindicato al momento del fatto (presenza sul manto stradale di "pozza d'acqua lunga 47 m e alta 10 cm") nonostante la velocità non prudenziale e non consentita (112 Km/h) tenuta da Comaglio Sara nell'occasione: seppur Comaglio avesse tenuto una velocità di 90Km/h (massima velocità consentita nel tratto stradale in questione) non avrebbe potuto comunque arrestarsi ed evitare così il fatale urto».
Ancora, nella relazione del Consulente si leggeva: "Solo viaggiando alla velocità di 73 Km/h Comaglio avrebbe potuto arrestarsi entro il punto d'urto".
 
Per il giudice la velocità con la quale l'auto della 22enne è piombata nell'immensa pozzanghera da sola non basta a spiegare l'incidente, o quanto meno ad escludere l'eventuale responsabilità di chi doveva garantire la sicurezza della strada.

Il gip non è convinto si sia fatto il possibile per verificare quelle dei quattro indagati, e ha dato tre mesi di tempo alla Procura per acquisire l’organigramma di Anas con tanto di deleghe, regolamento delle reperibilità, protocolli d'intervento e rapporti di lavoro fatti sulla stazione di pompaggio. A maggio poi li valuterà.

Particolarmente soddisfatta della mancata archiviazione e il supplemento d’indagine  è la mamma di Sara, Maria Luisa Massardi, che in questi anni si è battuta perché si facesse piena luce sull’incidente e perché l’Anas intervenisse ammodernando l’impianto e tutto il protocollo d’intervento, come poi ha fatto.

«Ho atteso con tanta tensione il giorno della pronuncia del Gip Lorenzo Benini – ci racconta la mamma di Sara –. Quando il 29 gennaio scorso mi è stata data la comunicazione, volevo diffonderla ma si è fermato il tempo come nella giornata del 22 maggio 2012. Una voce dentro di me diceva “Ci hanno ascoltato! dopo 2 anni e mezzo di parole scritte”. Ma i fatti erano così già il 22 maggio 2012: il nesso di causa era ed è quello dichiarato! Ho  dovuto attendere, e questa attesa è "Il silenzio che ha urlato e urla ancora"».

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Commenti:

ID54790 - 08/02/2015 13:08:36 (snaf)
qui c'è anche d capire se davvero 22 km/h in più non hanno fatto la minima differenza... vero che la pozza c'entra ma se almeno si fossero rispettati i limiti magari non usciva illesa, ma nemmeno morta...allora sì che avrebbe ragione piena...


ID54812 - 08/02/2015 17:57:24 (Valsabbino) Siamo sinceri...
Quel tratto si è sempre allagato in caso di pioggia forte... e nessuno si è mai mosso prima che ci scappasse il morto :( Siamo alle solite, il processo durerà anni e non si concluderà un bel niente! Ai 4 avvisati non spettava farlo? Allora perchè sono stati avvisati? Chi dovevano chiamare? Dai dai! 1-2-3 e 4 tutti colpevoli! Ma non lo diranno MAI!


ID54813 - 08/02/2015 17:59:06 (carla.c) Un grazie...
..a Luisa che con la sua tenacia è riuscita ad arrivare ad un punto fermo di questa triste storia. Grazie a nome di tutti quelli che giornalmente usano quel tratto di strada e sanno e sapevano della pericolosità di quel sottopasso.


ID54814 - 08/02/2015 18:17:21 (genpep)
son passato circa un'ora e mi son preso un'imbarcata paurosa. ero forse a 80 kmh. Luisa non mollare.


ID54818 - 08/02/2015 18:56:34 (Giacomino) Encomiabile
la perseveranza della mamma, si fanno indagini e processi per molto meno, certo criminale é stata l'idea di fare quel sottopasso che purtroppo resterà sempre così.


ID54822 - 08/02/2015 20:00:03 (steANO)
cioe` questa correva in macchina oltre i limiti consentiti e cerchiamo altri colpevoli? se ammazzava qualcun altro a chi davamo la colpa..alla pozza d^acqua?itaGlia dei mie stivali


ID54827 - 08/02/2015 20:39:15 (ubaldo) Per snaf che giustamente vuol sapere di più e per steANO che farebbe meglio a collegare cuore e soprattutto cervello quando commenta
Tratto dalle 6 pagine dellordinanza del GIP: “Circa le cause di tale incidente, sulla scorta degli accertamenti compiuti dal consulente del Pubblico ministero (fig 405) va ritenuto sussistente il nesso causale tra l’allagamento della SS45 bis nel tratto suindicato al momento del fatto (presenza sul manto stradale di “pozza d’acqua lunga 47 m e alta 10 cm”) nonostante la velocità non prudenziale e non consentita (112 Kmh) tenuta da COMAGLIO SARA nell’occasione: seppur “Comaglio avesse tenuto una velocità di 90Km/h (massima velocità consentita nel tratto stradale in questione) non avrebbe potuto comunque arrestarsi” ed evitare così il fatale urto”. Ancora, nella relazione del Consulente si leggeva: “Solo viaggiando alla velocità di 73 Km/h Comaglio avrebbe potuto arrestarsi entro il punto d’urto”.


ID54837 - 08/02/2015 23:04:38 (Leonardo10) Piena solidarietà
Piena solidarietà a questa madre coraggio. Non deve essere facile lottare portando un dolore così grande. Certi commentatori potrebbero rileggersi prima di pubblicare.


ID54841 - 08/02/2015 23:29:06 (sonia.c) totale solidarietà a questa madre e famiglia!
che lotta per la propria giusta causa e quella di tutti ! GRAZIE!


ID54844 - 09/02/2015 00:19:56 (vanpelt) per chi ha memoria corta
E' doveroso ricordare, per il rispetto che si deve alla vittima, che la "pozza d'acqua alta 10 cm." non era dovuta alla pioggia, perchè non pioveva da almeno dieci ore. Infatti, non era la strada che era allagata, ma c'era solo quella pozza, in quel particolare punto della carreggiata, pozza dovuta certo all'acqua, ma di ben altra provenienza: da qui la sua imprevedibilità per qualsiasi autista si fosse trovato a transitare. Quanto al motivo del formarsi della pozza, lo si può forse dedurre dalle opere di drenaggio realizzate dopo l'incidente (come sempre, troppo tardi).


ID54845 - 09/02/2015 00:44:22 (snaf)
ok, ma appunto capendo che l'urto si poteva EVITARE a 73 kmh, tra farlo a 112 e a 90 poteva invece passarci una differenza pari tra l'uscirne a pezzi ma viva e la morte?Che il risarcimento da parte di chi doveva curarsi del problema ci voglia, nessun dubbio, solo commisurato all'effettivo danno producibile al limte massimo cioè i 90 kmh.. a mio parere. Cioè se c'è un buco profondo in strada e in un tratto a limite 50 ti ammazzi perchè fai i 120...chiedere risarcimento intero mi sembra indebito...


ID54847 - 09/02/2015 04:25:56 (carla.c) Per snaf
Se hai seguito l'intera vicenda sin dal giorno dell'incidente e conoscessi di persona Luisa te ne guarderesti bene di fare certe affermazioni. Quando si perde un figlio in un incidente stradale quello che ti aiuta più di tutto ad andare avanti è solo la voglia di far valere la ragione. Ti possono anche coprire d'oro dalla testa ai piedi, non c'è cifra che ti possano dare per farti trovare un po di felicità. L'impegno di Luisa servirà anche a cercare di evitare altri incidenti causati dall'acqua e dal mal funzionamento delle pompe. Rinnovo la mia stima a Luisa per tutto il lavoro che ha fatto in questi anni .


ID54853 - 09/02/2015 10:25:23 (alil) steANO...
Non perdi mai l'occasione per stare zitto. Non hai rispetto per le persone neppure davanti alle tragedie. Poveretto, mi fai quasi pena... la forza d'animo di questa mamma dev'essere d'esempio per tutti noi.


ID54854 - 09/02/2015 10:36:36 (ubaldo) Per alil
E' forse troppo chiedere di rispondere a chi provoca senza porsi sullo stesso piano?


ID54859 - 09/02/2015 11:12:56 (alil) per ubaldo
No. Non chiedi troppo... Come e' giusto che sia , a voi la scelta di lasciare pubblicate certe idiozie.


ID54885 - 09/02/2015 19:01:57 (snaf)
per carità carla c., che chi non fatto funzionare le pompe sia il primo responsabile è fuor di dubbio e se ne deve assummere tutte le responsabilità. Se non è ancora scritto da nessuna parte che que menefreghismo ha dato luogo a una trappola mortale per troppi che ci fossero capitati dentro, è bene che qlcn lo scriva. I legali poi scrivono cose che possono far pensare alle strategie e agli scopi più diversi...


ID54933 - 10/02/2015 20:03:13 (astrolabio)
Il menefreghismo di dipendenti che considerano il lavoro uno strumento per ritirare uno stipendio a fine mese. Il servizio da svolgere un fattore ininfluente.In galera,chi non ha fatto ciò che doveva.



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