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Valerio Corradi, sociologo territorialista, nell'ambito di progetti europei, nazionali e locali si occupa di modelli di sviluppo locale; innovazione organizzativa e formazione al lavoro; buone pratiche di qualità della vita e bilanci di sostenibilità sociale.  

Tra le sue pubblicazioni:
Per uno sviluppo locale sostenibile (Milano, 2009);
Le incerte vie della sostenibilità (Milano 2011);
Nuove società urbane (Milano, 2013);
Solo chi sogna può volare (Mantova, 2016)
Il blog si propone di riflettere su alcuni temi emergenti che rendono evidente l’intreccio tra spazio dei flussi e spazio dei luoghi ovvero tra globalismo e localismo.
In un quadro segnato da crescenti squilibri sociali, effetti ecologici negativi, crisi di sviluppo, ma anche da nuove opportunità di “crescita” e da forme sociali emergenti diventa fondamentale saper coniugare l’azione locale con un modo di pensare globale.

 
 

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10 Gennaio 2018, 06.06

Blog - Glocal

Cronache di ordinarie paure... e di speranze

di Valerio Corradi
Periodo di Natale, sto visitando un bellissimo borgo in Trentino. Nella affollata via principale un giovane italiano incrocia un coetaneo di colore, ben vestito, forse uno studente, e si lascia sfuggire: "vattene al tuo paese negro"...

...Il ragazzo di colore torna velocemente sui propri passi chiedendo a voce alta: "ho sentito cos'hai detto; ma non capisco perché mi hai chiamato in quel modo? Bianchi o neri siamo tutti uguali!" porgendo poi una mano, in segno di amicizia, all'incredulo e imbarazzato interlocutore.

Sono in un supermercato, assisto a una scena: una commessa si alza dalla cassa imprecando contro una donna di colore e accusandola di aver nascosto un prodotto.
I toni si alzano: da una parte la cassiera utilizza epiteti a sfondo razziale e invoca un intervento della sicurezza, dall'altra la cliente cerca di spiegare di aver pagato anche quella confezione insieme al resto della spesa e di non aver fatto nulla di male da quando è in Italia.
L'addetto alla sicurezza interviene, analizza lo scontrino e verifica il già avvenuto pagamento. La cassiera prosegue nel proprio lavoro, la cliente, sconsolata, si reca verso l'uscita.

Sono a casa e ricevo la telefonata di un conoscente.
Durante il colloquio mi informa che iscriverà il figlio in una scuola diversa da quella del paese di residenza perché "avrebbe troppi immigrati in classe e correrebbe il rischio di rimanere indietro col programma".

Mi collego a Facebook e leggo il post di un amministratore di un comune della Repubblica Italiana che condivide la fotografia di un personaggio della storia passata del nostro Paese con riportata la frase: "ho dato la sanità gratuita, ora la fanno pagare ai disoccupati. Ho dato il sussidio alle mamme italiane ora lo danno ai clandestini".

Mi chiedo cosa stia succedendo.
La tautologia della paura del migrante sta davvero prendendo il sopravvento?
Il rancore dichiarato verso lo straniero lascia spazio a quello agito?

Il timore è che
stiamo iniziando a raccogliere i frutti avvelenati di una rappresentazione in prevalenza allarmistica e distorta della società multiculturale che dura da alcuni anni.
Come evidenzia la Relazione finale della Commissione parlamentare "Jo Cox", oggi i discorsi d'odio vengono continuamente costruiti e ricostruiti nella vita quotidiana (e sui social media) producendo conseguenze pratiche sempre più rilevanti.

Il rischio è di perdere la cognizione della realtà e di smarrire, insieme al buonsenso, i valori universali dell'umanità e della tolleranza, indispensabili per la civile convivenza.

Nel quotidiano multiculturale (per fortuna) non mancano segnali in controtendenza, meno visibili ma significativi.
Allora noto: l'amicizia profonda tra ragazzi di paesi diversi, classi scolastiche plurali e inclusive, volontari che senza distinzione di categorie aiutano chi è in difficoltà, buone pratiche di comunicazione, amministratori e cittadini che ogni giorno sono impegnati a costruire comunità locali aperte e solidali.
E torna la speranza.

Valerio Corradi - dal Giornale di Brescia

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Commenti:

ID74779 - 10/01/2018 11:50:14 (agostina62) CONCORDO PIENAMENTE
Sembra di essere ritornati indietro all'epoca del Cu-Cus- Clan.... il razzismo stà tornando?? abbiamo perso il senso della solidarietà?


ID74780 - 10/01/2018 13:34:43 (sonio.a)
Sar che da noi entrano tutti senza controlli e molti scappano dalle galere dei loro paesi?sar che andiamo a prenderli perch qualcuno si arrichisce coi soldi dello stato e poi li lascia allo sbando senza prospettiva che quella di delinquere per sopravvivere.e poi ci rimettono anche quelli onesti?


ID74785 - 11/01/2018 04:14:01 (armandoilias)
Sarà che qualche politico arrivista inganna qualche creduloni con la diffusione di troppe disinformazione per avere qualche voto in più per arricchire la sua carriera senza mantenere niente degli sue promesse ???


ID74786 - 11/01/2018 08:25:45 (rosanna)
Provate a fare un giro in stazione a Brescia (e non solo) e poi capite perché abbiamo perso il senso della solidarietà


ID74790 - 11/01/2018 14:39:56 (Tc) rosanna
c'e' anche anche questa faccia della medaglia...



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