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22 Novembre 2016, 08.13

Eppur di muove

Trump e la vera antipolitica

di Leretico
Impresentabile e forse proprio per questo supervotato dagli americani. E in Europa? Leretico prova a comparare le due realtà e ne vien fuori un quadro a dir poco inquietante
 
Il ciclone Trump è arrivato e le previsioni del tempo hanno clamorosamente sbagliato.
È incredibile come decine di giornali americani, intesi come i migliori conoscitori della propria terra e della propria cultura, abbiano errato in modo così marchiano su quanto si stava preparando: una schiacciante vittoria di "The Donald" nei confronti di Hilary.
Pioggia e dolori sui democratici, sorrisi ironici e mea culpa tra i repubblicani.

La incredibilità non è nella vittoria del miliardario ma nell'abbaglio preso dai media.
Tutti tesi a raccontare l'impresentabilità di Trump, il suo sessismo, il suo razzismo, il suo equivoco rapporto con la Russia di Putin, il suo imprevedibile e inconciliabile programma dei prossimi quattro anni di "impero", soprattutto in politica estera.

Trump ha vinto e tutto è cambiato. Hilary ha perso e tutto è cambiato.
Gli americani hanno scelto l'antipatico, il ricchissimo immobiliarista, l'amante delle bionde statuarie, preferibilmente russofone, e delle supercar che non guida, e forse non sa guidare.
Lo hanno scelto con convinzione nel momento in cui l'establishment repubblicano si è unito all'establishment democratico nella critica al Tycoon. Impresentabile dicevano, inguardabile, immorale, eppure alla fine vincente.

La sua vittoria ha creato un certo imbarazzo in molti paesi europei i cui governi si erano presuntuosamente esposti, compresa l'Italia renziana, provincia dell'impero come la Palestina ai tempi di Tiberio e Ponzio Pilato.
Ormai si dava per scontata la vittoria della Clinton, Renzi sognava l'appoggio definitivo al "sì" al referendum costituzionale: ha dovuto incassare invece una piccola sconfitta, forse prefigurante una sconfitta più grande il prossimo 4 dicembre.

L'antipolitica italiana ha esultato, la politica italiana ha nascosto il viso dietro il lenzuolo con cui ha creduto di potersi difendere dalle sferzate di vento freddo che arrivavano direttamente dalle steppe siberiane. E si sa che quando l'aria fredda arriva dall'est come minimo nevica.

L'elezione di Trump sembra prefigurare un nuovo ruolo di Putin nello scacchiere mediorientale e quindi europeo.
L'Europa forse continuerà ad indugiare, aspetterà un'altra volta che gli interessi continentali siano tutelati dall'imperatore americano di turno, prima di fare la prima mossa.
Nel frattempo in Germania e in Francia è cominciata la campagna elettorale per le politiche e in Italia, se prevarrà il "no" al prossimo referendum, succederà altrettanto.

Non è uno scenario simpatico quello che traspare dalla nuova situazione in Occidente.
Sulle nazioni fondatrici dell'Unione Europea incombe lo spostamento verso l'antipolitica e verso la destra più radicale.
Anni di crisi economica e di immigrazione incontrollata spingono i ceti medi alla risposta più estrema.

La frustrazione e l'insicurezza provocano fatali semplificazioni e inevitabili rese dei conti in cui la vittima designata sarà la libertà, barattata con la sicurezza, mentre il vincente cercherà di affibbiare la responsabilità di tutto il male del mondo al perdente.
Niente di nuovo in questo senso, ma tutto in un clima molto più teso, fatto di manovre militari nei paesi baltici e di missili puntati verso est, in vero stile guerra-fredda.

Anche in Italia, confine geografico incontrollabile e incontrollato, si profila l'orizzonte sulfureo dell'antipolitica.
Angelo Panebianco, in un ottimo articolo sul Corriere (La cattiva coscienza della nostra politica - 31 ottobre 2016) ha saputo ben descrivere la differenza tra antipolitica "vera", contrapposta a quella "falsa": la prima chiede allo Stato di non immischiarsi nella vita economica della nazione, la seconda ne chiede l'intervento e una maggiore ingerenza.

L'antipolitica italiana è di questo secondo tipo: falsa e "statalista", condita di "reddito di cittadinanza" che dovrebbe insensatamente incastrarsi con la "decrescita felice"; quella che spaccia la magnifica idea "e progressiva" dei parlamentari segnaposto, acre negazione di qualsiasi rappresentanza democratica, integrandola con il movimentismo dell'"uomo qualunque" capace di guidare una nazione meglio di qualsiasi politico.

Quella che crede che il candore politico sia la qualità giusta per la santità populista e risponde alla iper-complessità del mondo con la tecnica della democrazia diretta via web, il nuovo "leviatano" che ci vuole inutilmente persuadere che, in un regime di tal fatta, i detentori, padrini e padroni dello strumento tecnico di trasmissione del dato "democratico", non sarebbero mai i veri, nuovi e incontrastati colonnelli del potere.

Se avessero letto Sant'Agostino avrebbero capito quanto la santità sia legata alla malvagità e quanto si debba conoscere la seconda per scegliere consapevolmente la prima.
L'onestà senza conoscenza piena degli strumenti di funzionamento della democrazia è una parola vuota buona per i buonisti, stucchevoli ma sempre troppo presenti in ogni farsa che si rispetti.

Ma questi sono discorsi troppo difficili per l'attività di segnaposto a cui sono destinati i rappresentanti dell'antipolitica italiana.
A loro basta qualche immagine ben costruita, la novella "via crucis" per gli analfabeti 2.0, quelli che non hanno più voglia di leggere e si lasciano guidare dall'immediatezza di una immagine miracolistica, e traumatica al contempo, per sentirsi parte di un movimento che vuole salvare il mondo.
Suggerirei a codesti invasati del web che, nonostante internet sia un mezzo moderno, sono arrivati circa cinquant'anni in ritardo: vorrei renderli consapevoli che quei tempi ormai sono definitivamente andati, ma sarebbe fiato sprecato.

E sono così anacronistici gli antipolitichini-grillini che stanno dando luogo, inconsapevoli liquidi figli della dea onestà, a una situazione pre-referendaria così paradossale che nessuna spiegazione credibile potrà mai essere opposta a cotanta contraddizione: il M5S si trova alleato della Lega di Salvini e di FI di Berlusconi e Brunetta.
Tutti sognano uniti la caduta di Renzi e a nessuno interessa come: basta che si tolga dalle scatole.

Anche a noi non interessa se Renzi resterà o se ne andrà, ma del merito del referendum costituzionale ci importa eccome.
Non sappiamo come finirà, ma una cosa è certa: l'Italia dopo il referendum non sarà più la stessa e pochi avranno capito profondamente perché.

Trump ha sfidato l'establishment, il mondo della borsa, quello delle banche (forse) che hanno messo in difficoltà l'intera classe media americana ed è probabile che si toglierà molti sassolini dalle scarpe.
In Italia l'antipolitica promette l'apriscatole per il Parlamento, la rivelazione dei segreti di Stato, la fine della corruzione, la lotta ai giornalisti di regime.

Nessuno gli ha fatto sapere che anche le Brigate Rosse dicevano le stesse cose negli anni Settanta e sparavano su politici e giornalisti?
Per fortuna quel periodo è passato, ma certe idee sono rimaste e sono ancora pericolose sé lasciate a pascolare nei campi avvelenati della falsa antipolitica, perché purtroppo fanno tragicamente parte di quella retorica intransigente che storicamente finisce sempre in violenza.
 
Leretico
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Commenti:

ID69706 - 22/11/2016 10:19:54 (Dru) la vera antipolitica è la minoranza
Punto! cercarne altre ragioni fuori dalla decisione popolare nelle democrazie è non capire il mondo (il significato che dà senso a questo mondo) in cui viviamo. Nel tuo racconto affiorano i significati, ma tu li contrasti invece di vederli. SI, dici bene sull'abbattere il nemico da parte di chi vuole il No. SI chiama democrazia caro, si chiama democrazia e di anacronistico in questo c'è solo appunto quell'anacronistico da te scritto, che vorresti puntuto, che vorrebbe esso uccidere il "tuo" nemico grillino, quel nemico che ti sei costruito in anni di convincimento personale, quel convincimento che ti dona, che guai abbandonarlo, ti farebbe stupido, quell'anacronistico che, di fronte ai significati di fondo che ancora disconosci, fa sorridere chi questi significati invece li conosce da tempo.


ID69709 - 22/11/2016 13:05:40 (VENTONORD11) Democrazia
Ennesima dimostrazione che la democrazia come metodo per eleggere i rappresentanti politici che ci devono governare e' ormai un metodo superato fallito. Vengono , che sia per protesta , che sia per voto di scambio , che sia per ignoranza del popolo , elette persone una peggiore dell'altra . A questo punto penso sempre peggio del popolo ( di quasi tutti i paesi ) lo paragono ad un gregge di pecore , ( le pecore se non sapete se non hanno chi le gestisce , che sia un cane che sia un uomo , fanno sempre una brutta fine . Io non ho soluzioni , ma questo metodo , la democrazia , ci porta nell'abisso . La storia gia' insegna che spesso il popolo pensando di stare meglio , si e' poi trovato molto peggio. In Germania Hitler aveva amche all'inizio , molto popolo a suo favore. Esempio che dimostra che il popolino non puo' votare in massa.


ID69710 - 22/11/2016 13:38:56 (gvx) cosa e' l'antipolitica
La prima definizione di "politica" risale ad Aristotele ed è legata all'etimologia del termine; secondo il filosofo, "politica" significava l'amministrazione della "polis" per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano. Cosa e' l'antipolitica? se chi governa non fa l'interesse e il bene comune ?interrogati ..e riflettici ..trovo il tuo ragionamento ..prevenuto schematico ..se la politica che governa l'europa crea masse di disadattati di esclusi di esodati ..chi è o meglio cosa e' l'antipolitica se non il meccanismo che crea tutto questo ..interrogati ..e riflettici seriamente ..


ID69711 - 22/11/2016 15:04:17 (gvx) esempio di antiplitica
Qualche esempio di antipolitica..1)COMMISSIONE EUROPEA ...Organo non eletto DA VOTO POPOLARE che propone leggi al parlamento europeo ..il presidente della commissione non viene scelto dai cittadini . il parlamento non ha funzione di proposta ma solo di ratifica 2) TRATTATO DI LISBONA . e' la ratifica di un trattato deciso nelle stanze dei palazzi senza passare ne per decisione dei singoli stati , ne tantomeno da consultazione referendaria dei singoli stati , è bene ricordare che il trattato di Lisbona nasce nel 2007 ed entra in vigore nel 2009 conseguentemente al rifiuto di due stati quali Francia e Olanda che nel 2005 bocciarono lo statuto della commissione europea proposta ai cittadini tramite referendum nel 2005.. la commissione Europea dopo questo sonoro flop decide di non presentare l'approvazione agli altri stati di un referendum confermativo e di calare dall'alto il trattato di lisbona..evitando i referendum


ID69718 - 22/11/2016 16:54:59 (gvx)
a si nessun potere in piu' questa e' bella .... con l'italicum legge piu' bella del mondo (secondo voi ..fino a tre mesi fa ora vi accorgete che e' brutta perche' rischiate di perdere ) un partito con il 20% può avere in mano il parlamento con una maggioranza abnorme ..piazzando secondo questo calcolo avulso senatori presidenti di Regione o Sindaci di Corrente ..che votano legge di bilancio dello stato ed usufruiscono di immunità parlamentare ( De luca sarebbe il primo senatore a goderne scommettiamo ? ) altri senatori li elegge il Presidente della republica ...risultato ?? uno stato completamente in mano a una minoranza che non rappresenta e non rispecchia quanto scaturito dalle urne ..se per te e' nessun potere ..........questo ..cambia marca di vino il gropp..fa malissimo


ID69720 - 22/11/2016 17:05:58 (gvx) Pduinoc-pane-evino
La proposta di legge dei 5 stelle arriva in Aula a Montecitorio e gli onorevoli fanno le barricate con una lunga serie di giustificazioni che vanno dal "populismo" alle note spese controverse dei grillini (che però sono gli unici a restituire la diaria non rendicontata). Grillo ai deputati dem: "Siate generosi, non deludete i cittadinI". A sorpresa è arrivato anche il sostegno del presidente Cei Bagnasco: "La riduzione degli stipendi sarebbe sicuramente un segnale positivo"--A DIO QUESTI POPULISTI CHE VOGLIONO IL MALE DELLA NAZIONE


ID69722 - 22/11/2016 18:00:50 (Veronica2) ...
quello che credo che i cittadini siano stufi di vedere sempre le stesse persone al comando. secondo me gli americani non hanno dato il voto a Trump.. non hanno votato Clinton e non restando altro.. Parlate tanto di democrazia ma chi ha votato Renzi e i 2 precedenti? sperare che "gli amici del no" possano fare qualcosa per cambiare in meglio impensabile.. Ci sono gi stati tutti al governo.


ID69724 - 22/11/2016 18:11:19 (Giacomino) Trump non parlava il politicamente corretto
eppure in tanti lo hanno capito ugualmente.


ID69726 - 22/11/2016 20:07:35 (bernardofreddi)
Trump ha vinto grazie al balordo sistema elettorale americano: ha preso meno voti della Clinton ed ha perso in Stati come la California e New York. Detto questo, penso che sia la vittoria dello stomaco sul cervello: quando te la passi male e hai una paura terribile dell'immigrazione incontrollata, ti vergogni a dirlo ma sei disposto a votare per chi ti promette di sparare sui barconi (o su chi attraversa la frontiera messicana), non per chi cerca di convincerti che poi non è quella minaccia che sembra ...


ID69728 - 22/11/2016 20:11:18 (Marione)
Almeno lui è stato Votato ! Non come il buffone fiorentino


ID69740 - 23/11/2016 13:04:33 (VENTONORD11) VOTARE CHI ?
Personalmente non me ne frega niente se chi ci governa non e' stato votato , nel mondo il voto al popolo sta' dimostrando che ormai spesso eleggono degli imbecilli.Io non voglio piu' il voto , voglio che a governare siano scelti i migliori , con metodi diversi del voto al popolo , fate voi , selezioni , esami test , dove tutti si possono presentare. vedreste che i scilipoti , i Razzi , Cicciolina , non li vedremmo al parlamento , ma vedremmo brave persone , probabilmente laureate , e normalmente queste hanno anche piu' buon senso degli idioti. Tu pensa se le migliori aziende italiane o mondiali avessero come ammonistratore delegato uno eletto dai dipendenti, 3/4 sarebbero fallite . Magari era pure onesto , ma se e' incapace !!!


ID69743 - 23/11/2016 15:39:23 (bernardofreddi)
Un politico di fine Ottocento - non ricordo chi - scrisse: "Non lamentatevi dei politici, perché il parlamento è lo specchio del Paese".


ID69745 - 23/11/2016 16:05:50 (gvx) se mandiamo degli incompetenti
be scusami Vento del nord ..se mandiamo degli incompetenti che scegliamo noi..la colpa e' solo nostra ..poi ..competenza per fare cosa ??..gli interessi propri o quelli di una nazione?? ...l'onestà comunque e' sempre una qualità da non disdegnare ed un requisito che dovrebbe essere irrinunciabile per amministrare i soldi di tutti .fa piu' danno l'intelligenza usata male ..credimi che l' ignoranza alle volte ..


ID69748 - 23/11/2016 19:37:53 (Tc) ventodelnord11
come puoi solo pensare in una nazione come l'Italia,si possan mettere a governare persone capaci e preparate nello studio,quando si sa benissimo che in uno stato mafioso come il nostro,la meritocrazia e' nemmeno nell'anticamera del pensiero,sempre ne abbia uno...e' pura utopia...non la cambiamo piu' l'italia anche se andra' al governo il 5 stelle,che sembrerebbe il futuro alternativo,ma basta veder i brogli firme di cui si sta parlando ora e alla fine non e' diverso da tutti gli altri...solo dei mafiosi,corrotti,puttanieri,cocainomani ecc.,ad ognuno la sua categoria...ci vuole una RIVOLUZIONE,stile Francia 1789,da parte del popolo,ma ormai troppo piegato da anni o decenni di 90° e talmente assuefatto che e' sufficiente dargli un i-phone ultimo modello,illuderlo di vivere bene e il gioco e' fatto...per loro pero'...i signori dei pupazzi...che saremmo noi...naturalmente non tutti,ma purtroppo una minoranza,che sta perdendo pure lo stimolo di combattere...amen



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