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08 Agosto 2016, 07.43

BLOG - Eppur si muove

Perché consiglio il metodo antistronzi

di Leretico
Robert Sutton ha scritto un agile libretto intitolato "Il metodo antistronzi - Come creare un ambiente di lavoro più civile e produttivo e sopravvivere se il tuo non lo è" (Elliot - 2007)

L'occasione di riprenderlo in mano, dopo alcuni anni che con una certa soddisfazione lo avevo letto, è stata la conversazione con un amico che aveva da poco lasciato il lavoro dopo aver vissuto anni in un ambiente molto difficile per la presenza di personaggi a dir poco aggressivi se non addirittura molesti.

Mio malgrado, e solo perché l'autore spiega in maniera molto convincente perché usa una parola volgare in questi casi, ho accettato anch'io di trascendere alle buone maniere allo scopo di far immediatamente capire il concetto a cui volevo riferirmi.

Subito ho ricordato una frase citata da Sutton nel libretto,
riferita da un certo Roderick C. Hare amministratore delegato della Mission Ridge Capital: "per gran parte della mia carriera sono andato dicendo a tutti che sono in grado di lavorare con qualsiasi tipo di persona, con una sola eccezione: gli stronzi.
E voglio usare proprio questa parola. Per quanto creda nella tolleranza e nella correttezza, non ho mai perso neanche un minuto di sonno a causa della mia totale intolleranza verso chi si rifiuta di mostrare rispetto per gli altri
".

Al mio amico ho aggiunto che avevo collegato il testo di Sutton alla sua vicenda non solo perché anch'io ero intollerante a chi manca di rispetto al prossimo, ma anche perché ero particolarmente sensibile e maldisposto nei confronti degli arroganti e dei presuntuosi, forse per ragioni profonde, legate in un certo modo anche allo pseudonimo con cui qui mi firmo.
Seguendo Sutton, se volete riconoscere uno stronzo fate i due test qui sotto riportati, rispondendo alle domande in essi incluse:

Test 1: dopo aver parlato con il presunto stronzo, il "bersaglio" si sente oppresso, umiliato, sgonfiato o sminuito? In particolare la vittima si sente a disagio con se stessa?

Test 2: il presunto stronzo sputa veleno sulle persone che hanno "meno potere" rispetto a lui, piuttosto che su quelle che hanno più potere?

Se entrambi i test danno risultato positivo
, potreste essere seriamente, e forse pericolosamente, davanti a uno stronzo.
Ma per riconoscerne con sicurezza uno, dovreste verificare se nel comportamento abituale del presunto tale ci siano manifestazioni come:

1.    Insulti personali
2.    Invasione del "territorio" del prossimo
3.    Contatto fisico non richiesto
4.    Minacce e intimidazioni, sia verbali che non
5.    "Battute sarcastiche" e "prese in giro" usate come scorciatoie per l'insulto
6.    E-mail violente e distruttive
7.    Attacchi allo status con l'intento di umiliare la vittima
8.    Mortificazione pubblica o "riti di "degradazione sociale"
9.    Interruzioni sgarbate
10.  Attacchi ipocriti
11.  Occhiatacce
12.  Trattare qualcuno come fosse invisibile

Basta che il comportamento della persona che volete valutare corrisponda a tutti, o quasi, questi punti per essere certi di trovarsi di fronte ad uno stronzo.
Tuttavia vorrei subito chiarire che non è corretto chiamare qualcuno stronzo basandosi su un singolo episodio, bisogna sempre distinguere tra stronzo "temporaneo" e stronzo "patentato".

Il primo tipo, il "temporaneo", potrebbe essere vittima di una cattiva situazione contingente, una notte insonne, una situazione difficile a casa oppure potrebbe aver malauguratamente calpestato un escremento canino sul marciapiede prima di entrare in ufficio.

Il secondo tipo invece, quello "patentato", segue un modello coerente, ha un curriculum di episodi in cui c'è sempre una vittima che si sente umiliata, disprezzata, oppressa e demotivata.

Attenzione inoltre a non confondere gli stronzi con persone che difendono le proprie idee con passione e determinazione.
A volte quest'ultime ingaggiano discussioni accese a questo scopo, ma sempre le fanno sulle idee e sui fatti, non trascendendo mai sulle persone.
Discutono e argomentano le proprie tesi imparando a difenderle se credono fermamente in esse.

Il criterio per distinguere i determinati e gli appassionati dagli stronzi è quindi semplice, ma troppo spesso lo si ignora volontariamente quando non si è in grado di supportare con ragioni fondate le proprie posizioni accusando di arroganza gli altri e nascondendo in questo modo la debolezza dei propri argomenti.

Questa precisazione è importante per non cadere nella stucchevole posizione polemica di chi contesta all'impostazione che si sta dando al discorso, la pusillanimità, il buonismo, ossia l'elogio del debosciato.
Qui invece si fa tutt'altro.

Insomma gli stronzi si comportano seguendo più o meno tutti i dodici punti sopra detti e soprattutto si comportano diversamente quando hanno a che fare con persone più potenti di loro rispetto a quelle che lo sono meno.
È su questa base che Sutton nel suo libro dichiara necessario trovare un metodo che possa difenderci da queste persone pericolose e, soprattutto, dannose per le comunità in cui vivono e le aziende in cui lavorano.
I danni che provocano sono alla salute delle persone e delle organizzazioni e, fatti i dovuti conti, tali danni sono molto costosi.

Ai costi diretti derivanti da cause legali per mobbing o discriminazione sarebbero da aggiungere costi indiretti e nascosti derivanti da: abbassamento dell'attaccamento all'azienda da parte dei dipendenti, demotivazione, occultamento degli errori che impedisce il miglioramento, clima di paura e conseguente attitudine allo "scaricabarile" connesso alla ricerca continua del capro espiatorio di turno, maggior assenteismo, eccetera eccetera.
Tutti segnali negativi pesanti, visto il costo emotivo ed economico che determinano.

Ma c' una speranza: l'applicazione del "metodo antistronzi". Esso prevede l'allontanamento del bullo prima che diventi un problema.
Nelle aziende serie i personaggi aggressivi, soggetti a scatti d'ira, anche se talentuosi, vengono subito allontanati. Non si transige assolutamente rispetto a bulli, arroganti, violenti, presuntuosi e sbruffoni, ma, intendiamoci, sto parlando delle aziende serie.

E se gli stronzi sono i proprietari? Non resta che andarsene. Subito se è possibile, studiando un piano, invece, se l'immediatezza della fuga non è possibile.

Il concetto del metodo antistronzi è semplice:
non tollerarli in nessun caso, non lasciar loro il tempo di fare danni.
A questo metodo gli stronzi "temporanei" spesso reagiscono ammettendo i propri errori e scusandosi, gli stronzi "patentati" invece di solito non si scusano e se ne vanno. Se poi falsamente si scusassero, essendo il loro difetto congenito, non andrebbero molto avanti comunque, cadrebbero molto presto nello stesso errore pagandone l'immediato fio. Anche se bravi, geniali, vincenti, gli stronzi vengono considerati degli incompetenti e quindi allontanati.

A volte il comportamento negativo emerge imprevisto solo quando la persona assume un ruolo di potere.
"Comincia a straparlare, a prendersi quello che vuole, a ignorare le parole e le esigenze altrui, a non tenere in considerazione le possibili reazioni dei suoi subalterni, a comportarsi in maniera scortese e, in generale, a vedere ogni situazione o persona come uno strumento per soddisfare i propri bisogni.
Ma soprattutto, quando qualcuno si trova in una posizione di potere, diventa cieco di fronte al fatto che sta facendo lo stronzo (pag. 93)". Inoltre tende a assegnarsi meriti eccessivi per i risultati ottenuti, grazie anche al lavoro altrui.

Sutton precisa che in questo caso molte ricerche dimostrano che tali comportamenti sono simili a quelli del babbuino che si comporta in questo modo quando, nella sua comunità, si crea molta distanza tra maschi dominanti e resto del gruppo.
I più forti escludono femmine e altri babbuini, considerati subalterni, dall'accesso al cibo, li tiranneggiano, li allontanano, li maltrattano. Nella comunità scimmiesca i litigi e la tensione aumentano, così come aumentano le ferite e le morti.

Insomma se l'uomo si comporta come un babbuino le cose non vanno certo bene.

Lo scopo di un leader, di chi guida una comunità, in una piccola organizzazione come in una grande aggregazione sociale, dovrebbe essere diverso.
Egli dovrebbe desiderare di creare una comunità morale, come ben scrive Alberoni nel suo "L'arte del comando" (Rizzoli - 2002), attraverso l'esempio di virtù. Così il leader, per essere seguito, dovrebbe dimostrare non a parole ma con comportamenti concreti, di essere sincero, non dedito alla falsità e alla doppiezza; di essere obiettivo senza farsi influenzare da pregiudizi e maldicenze; di avere grande forza d'animo che lo rende sereno e lucido anche nei momenti più difficili; di essere umile ossia di avere la capacità di ascoltare gli altri e di ammettere e correggere i propri errori; di avere il coraggio necessario per prendere decisioni difficili e assumersene le responsabilità; di avere la generosità di pensare agli altri, al loro benessere e infine di essere giusto, ossia di frequentare la difficile arte dello scegliere i veramente capaci, gli onesti, i sinceri e scacciare i disonesti, i falsi, i calunniatori e chi perseguita e prevarica gli innocenti.

Purtroppo assistiamo invece a spettacoli di leader improbabili, arroganti, presuntuosi, falsi, violenti, indisponenti, narcisi, iracondi, sprezzanti, impertinenti, volgari e pieni di sé e poco possiamo fare per cambiarli.

Ma, se appena possiamo, teniamoli lontani dalla nostra vita, se invece proprio non possiamo immediatamente liberarci di loro, creiamoci uno spazio alternativo nel quale i valori in cui crediamo siano corrisposti, siano di ausilio per resistere fino al momento della libertà.
Sì la libertà, il vero metodo antistronzi è frutto dell'amore per la libertà, quella di decidere con chi stare e con chi lavorare.

Leretico
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Commenti:

ID67617 - 08/08/2016 15:26:58 (Dru)
Se entrambi i test però danno risultato negativo lo stronzo siete voi. E come fate a dirimere questa indirimibile questione? CHi decide cosa è uno stronzo. Voi del test? Che begli stronzi che siete... si fa per ironizzare naturalmente, ma con il fatto che ogni ironia porta dentro di sé una buona dose di verità. Scusa Leretico, ma questa volta ti ho letto solo fin questo punto e poi ho desistito e veramente mi scuso con te per questa mia maleducazione che però vedrò di compensare con l'integrale lettura rimandata solo a questa sera.


ID67624 - 08/08/2016 20:03:38 (Tc) ...
scusate la spartanita'e la grossezza,ma se ho a che fare con degli stronzi veri, ga do 2 pesade nei coi@ni se mi tratta male,state pur sicuri che almeno nei miei confronti diventa un agnellino...purtroppo c'e' che con i chiari di luna che ci sono,con certi stronzi che ti pagan lo stipendio,a volte bisogna tacere,ma nonostante mi abbiano insegnato alcune volte la direzione del cancello,sono ancora li... credo che nonostante tutto,se non si fa la pecora,ma si reagisce nel modo giusto,se ne rendon conto anche loro,i titolari,diverso con i loro stronzi sottoposti,con cui ho avuto il piacere di confrontarmi piu' volte,a discapito loro pero'...;-)


ID67630 - 08/08/2016 22:18:10 (Dru) Ho letto il seguito Leretico
Sembra sempre che voglia polemizzare, ma mi sembra tutta fantascienza, ma in quale azienda delle meraviglie lavori tu, che così seguo il tuo consiglio e chiedo un posto di lavoro?


ID67631 - 08/08/2016 22:31:51 (Dolcestilnovo)
E quelli che ammirano gli stronzi cosa sono? Stronzi al quadrato?


ID67633 - 08/08/2016 23:06:30 (Tc) Dolcestinovo...
Quelli sono i peggiori...


ID67634 - 08/08/2016 23:10:34 (Tc) Dru
se ti riferisci a me...sul posto di lavoro,fatti intendere con le dovute maniere con chi avrai davanti e non sottomettere,ne dagli stronzi ne dai titolari stronzi (che ci sono e neanche pochi) e vedrai che non ne avrai bisogno di cercar altro...


ID67645 - 09/08/2016 16:58:53 (Marione)
Io con uno che scrive questi manualetti da giovani marmotte sarei molto più che stronzo


ID67677 - 11/08/2016 12:15:38 (Dru) Beh, insomma amico Vallini
noto, con sommo dispiacere che gli stronzi, e il loro esser stronzi, appaiono nelle notizie in evidenza, mentre l'argomentazione di spessore, quale la mia ultima filosofia, ma anche le precedenti, fanno sempre capolinea in terza pagina senza esser mai notate. Tutto questo deriva dall'ignoranza editoriale o da altro? TI conosco e conosco anche la tua indolenza perciò rispondo che più facilmente ti sollecita Leretico alle pubblicazioni "notevoli", ma resto offeso, anzi a restar offesa è la vera argomentazione.


ID67681 - 11/08/2016 22:30:05 (Leretico) Ipse dixit
Vuolsi così, colà dove si puote, ciò che si vuole e più non dimandare...


ID67685 - 12/08/2016 10:14:10 (Dru)
beh! se Dante l'avesse davvero pensata a questa maniera, e non l'avesse pensata solo per la Commedia, come mai invece di dedicare una vita per essa non si faceva gelataio?


ID67686 - 12/08/2016 10:15:42 (Dru)
o, meglio ancora per ciò che concerne l'indicazione dantesca, monaco? E' per i dannati ciò che non è per Dante? almeno ipocrita in questo.


ID67687 - 12/08/2016 10:32:59 (Dru) spiegazione delle due proposizioni sopra
Se Dante avesse inteso ascoltar le sue parole, come quelle scritte per dannati, non avrebbe cantato le lodi del signore per scrivere la Commedia, ma avrebbe scritto la Commedia per cantare le lodi del signore. Dai Vallini, non fare lo gnorri... capisco che "stronzo" è una parola che fa colpo, ma c'è ben altro a tua disposizione per pensare.. ;-)



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