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17 Settembre 2018, 06.46
Idro Vobarno Valsabbia
Una valle, la sua scuola

Quando la quotidianità non premia, bisogna osare

di Alfredo Bonomi
Dal Polivalente all'Istituto di Valle e poi al futuro, con quali prospettive e progettualità? Se lo chiede e ce lo chiede il professor Alfredo Bonomi con questa disanima che lancia il cuore oltre l'ostacolo

A settembre del 1986 gli studenti delle ‘Superiori’ iniziarono l’anno scolastico presso la nuovissima sede del “Polivalente di Idro”.
Il 19 dello stesso mese, al secondo giorno di scuola, la Comunità Montana di Valle Sabbia ed il Distretto Scolastico nella ‘Prima Conferenza sulla scuola’, organizzata nel nuovo Istituto, fecero il punto sulla situazione e, per la prima volta, si confrontarono pubblicamente più voci per ragionare sulla scuola.

Fu l’atto finale di un processo durato parecchi anni, che aveva visto le forze amministrative valligiane assai attive intorno alla questione dell’istruzione in Valle ed intente  a portare in Valle Sabbia la sede di Istituti scolastici superiori.

Per comprendere il clima del tempo bastano pochi cenni, che però sono indispensabili per entrare meglio nelle scelte adottate.
L’idea della Programmazione, vale a dire lo sforzo di calare ogni decisione amministrativa di rilievo in una progettualità più ampia del semplice contingente, era non solo condivisa da tutti, ma ritenuta indispensabile.

Le delibere assunte, a partire dai primi anni ’60,
prima dal ‘Bacino Imbrifero Montano del Chiese’, poi dalla ‘Comunità Valsabbina’, e dal ‘Consiglio di Valle Sabbia’, quindi, a partire dal 1972, dalla ‘Comunità Montana di Valle Sabbia’, si muovevano tutte nell’ottica di inquadrare i problemi da risolvere in una visione d’insieme.

La scuola, in questo quadro, era considerata assai importante perché la Valle aveva un tasso di scolarizzazione superiore bassissimo, non avendo Istituti superiori.
L’idea di fare dell’istruzione un forte volano di sviluppo e di opportunità per i giovani era assai avvertita.

Gli organismi pubblici locali, ben consapevoli che il compito di  disegnare le opportunità scolastiche era di loro competenza, anche se i ‘Programmi’ di insegnamento erano ministeriali, si confrontarono a lungo sino a quando la ‘Comunità Montana’, dopo il 1970, si orientò per la costruzione in Valle di un Istituto superiore che potesse ospitare più indirizzi scolastici diventando il Polo formativo culturale della Valle.

Gli amministratori di quel tempo ebbero l’avvertenza di chiamare i giovani e di farli sedere intorno ad un tavolo a ragionare.
Era attivo un consistente ‘Gruppo Universitario’, sorto in Valle  sull’onda delle inquietudini e del ‘desiderio di parlare’ portati dal movimento giovanile del 1968, partecipò attivamente al dibattito.

Fu una stagione assai intensa con momenti di forte impatto emotivo e amministrativo.
Gli studenti frequentanti le Università, i giovani laureati, in due giorni di permanenza presso l’Hotel Idro, contribuirono a disegnare una mappa scolastica di Comunità.
Nel loro entusiasmo, peraltro assecondato da quasi tutti gli amministratori locali, maturarono la convinzione che senza una adeguata istruzione i giovani della Valle, specialmente quelli dell’Alta Valle, più lontani dalle sedi degli Istituti Scolastici della città e del Garda, sarebbero stati fortemente penalizzati nel costruire il loro futuro personale.

Si impose così l’idea di costruire quello che verrà poi chiamato  ‘Il Polivalente’, in quel di Idro, uno dei pochissimi casi in Italia di Istituto con indirizzi scolastici diversi.
A quel tempo si immaginava la Valle come una vasta Unità urbana con territori di specificità ben definite, raccordati da una veloce arteria viaria.

In questo periodo programmatico la scuola non poteva che essere collocata in una zona paesaggisticamente forte, non congestionata, tale da essere adatta al mestiere di studiare e di imparare.
Da qui l’idea della localizzazione sul Lago d’Idro, nella convinzione che il sistema stradale valligiano sarebbe stato ammodernato in fretta (rivelatesi poi illusoria), cosa che non avvenne, diventando un serio elemento di criticità per la localizzazione scelta.

I Consigli Comunali della Valle (tutti tranne uno) approvarono la proposta e così ebbe inizio l’avventura del Centro Scolastico Polivalente di Idro composto all’inizio da sezioni staccate di Istituti con sedi fuori Valle, diventato autonomo con l’anno scolastico 1990/91, nuovamente grazie ad un gran fervore amministrativo comunitario ed alla vivace e convinta spinta degli studenti e di ‘gruppi di opinione’locali.
Il percorso successivo è più recente e noto.

Dal ‘Polivalente’ di Idro e dalla sezione dell’Itis di Vobarno, attiva dal 1970, staccatasi dall’ultima casa madre, l’Itis di Lonato, a partire dall’anno scolastico 2003/2004, ancora grazie ad un notevole sussulto di convinzioni e di partecipazione, è nato l’Istituto di Scuola Superiore di Valle Sabbia Giacomo Perlasca con le sedi di Idro e di Vobarno, che svolge un ruolo educativo e formativo indispensabile per la Valle.

Questi brevi accenni servono ora a guardar meglio oltre il presente.
Dopo una ‘storia scolastica’ nella quale la Comunità locale, attraverso i suoi organismi amministrativi, ha tracciato la strada (e non poteva essere diversamente) a cinquant’anni dai primi dibattiti e dalle prime concrete realizzazioni alla fine degli anni ’60 con le sezioni staccate dell’Itis a Vobarno e della ‘Ragioneria’ a Vestone, alle quali è seguita la costruzione del ‘Polivalente’, probabilmente è nuovamente il tempo di riflettere per cercar di comprendere gli scenari che si affacciano, per meglio affrontarli.

Un dato è certo: il ‘Polivalente’di Idro ha l’incontestabile merito di essere stato determinante per l’innalzamento del tasso di scolarità superiore in Valle Sabbia ed ora l’Istituto di Valle, nelle sue molteplici articolazioni, grazie al grande impegno dei Dirigenti, del corpo insegnante e di tutte le componenti scolastiche, è una realtà assai positiva e pure affascinante, una fucina operosa che dà abbondanti risposte formative di alto spessore.

Da quando è nata l’idea e si è realizzata non è trascorso moltissimo tempo, ma è come se fosse trascorsa un’epoca.
La società è profondamente mutata, la Valle pure.
La solidità economica è più precaria e le crisi sempre pronte a manifestarsi.
Le modalità di convivenza sociale sono così mutate che possiamo affermare di trovarci di fronte ad un’altra società.
La crescita demografica che si pensava illimitata, frena in modo chiaro e l’invecchiamento della popolazione locale è un dato di fatto.

Si potrebbe continuare a lungo ma è evidente che lo scenario che si presenta oggi è del tutto diverso da quello di trent’anni fa.
Se questo è vero, è però altrettanto certa un’altra constatazione: più semplicemente il fatto che l’istruzione e la ricerca scientifica saranno determinanti per il futuro dei valligiani, così come lo sono per il futuro degli Italiani e degli Europei.

Tutti i più acuti uomini di pensiero economico e culturale sostengono che per sconfiggere la crisi economica e per costruire un futuro migliore del presente, bisogna puntare sulla scuola e sulla ricerca scientifica, i pilastri per il vero sviluppo della società. Naturalmente questi pilastri necessitano di risorse. Si tratta di operare scelte chiare e coraggiose, dimenticando i si dice e le banalità.

Probabilmente è giunto il momento di interrogarsi sul futuro dell’Istituto di Valle, in special modo della sede di Idro, per condurre, con sguardo positivo,una valutazione rivolta al suo futuro, naturalmente nel contesto degli affollati indirizzi scolastici egregiamente condotti nella sede di Vobarno del medesimo Istituto.

In primo luogo bisogna considerare con attenzione la demografia locale per stabilire un rapporto fra le offerte scolastiche ed il numero degli effettivi potenziali utenti.
Compiuto questo primo passo, rimane aperto tutto un percorso più impegnativo, ma obbligato.

Bisogna ragionare (ragionare non vuol dire lasciarsi prendere dall’emotività, ma coniugare pensieri e sentimenti) per valutare se l’attuale offerta formativa elargita dalla sede di quello che fu il ‘Polivalente’ sia ancora in linea con le richieste e le necessità della realtà locale e se risponda ancora ad uno sguardo formativo progettuale di largo respiro.

Per rispondere a questa domanda è necessario esercitare la dote della riflessione affiancata ad una acuta osservazione della realtà.
Potrebbe essere utile iniziare questo nuovo percorso, ben consapevoli però del preziosissimo servizio svolto per la Valle dal ‘Polivalente’ di Idro.

L’edificio si presta a molte possibilità. La localizzazione è splendida e può ambire a diventare sede di qualche iniziativa scolastica e formativa, non solo rivolta alla realtà locale.
Ci sono tutti gli ingredienti per pensare ad un nuovo grande progetto che solleciti intelligenze e creatività, scomodando, se necessario, fondi europei, perché a Idro si possono coniugare iniziative educative e culturali di alto livello con un contesto territoriale di pregio, non lontano dai centri nevralgici della Lombardia.

Certamente bisogna essere mossi dalla consapevolezza che necessita ‘osare’ perché la sola ‘quotidianità’, in un contesto valligiano problematico, quale è l’odierno, non premia più.

Settembre 2018 
Alfredo Bonomi


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Commenti:

ID77492 - 17/09/2018 14:28:14 (gioica) Bel l'articolo....
Sono la mamma di uno studente del Polivalente e mi complimento col prof. Bonomi per l'articolo. Concordo su un punto in particolare: l'ampliamento dell'offerta formativa. Sono certa che questo obiettivo è già in studio, per rispondere alle esigenze sempre più variegate della nostra irrequieta gioventù. L'unico auspicio è che i tempi non siano troppo lunghi...Insomma, non come quelli per la viabilità.... mi spiego?


ID77498 - 17/09/2018 19:08:29 (Giacomino) Come non concordare
con le puntuali parole del professore. Se però l'interesse dei giovani genitori valsabbini nei confronti della scuola in parola sarà pari all'interesse dimostrato dagli stessi valligiani per la viabilità non ci consentirà di ben sperare



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