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26 Novembre 2017, 07.00
Idro Villanuova s/C Valsabbia
Eridio

La gestione del lago d'Idro da parte di Aipo

di ing. Luigi Mille
Grazie a una gestione accorta da parte di Aipo, nonostante la siccittà di quest’anno, nel corso dell’estate è stato garantito il deflusso minimo vitale

Riportiamo integralmente la relazione sulla gestione dei livelli del lago nel corso di quest’anno (2017), inviata al convegno degli Amici della Terra e di Legambiente dall’ing. Luigi Mille, coordinatore dell’Area Lombarda di Aipo, responsabile della gestione dei livelli dell’Eridio


Premesse


L’Agenzia Interregionale per il Fiume Po, da 15 anni, gestisce i livelli del Lago di Garda, a seguito di assegnazione, da parte dello Stato, di tutte le funzioni già proprie del Nucleo Operativo di Mantova dell’ex Magistrato alle Acque.

I risultati di quella gestione hanno indotto la Regione Lombardia e la Provincia autonoma di Trento, due delle tre Regioni di riferimento del Garda, ad individuare l’Agenzia quale soggetto gestore anche del Lago d’Idro. Ciò è avvenuto a partire dal giugno 2017, attraverso la dgr Lombardia n. 6659 del 29 maggio 2017. La responsabilità della gestione fa riferimento al Coordinamento dell’Area Idrografica Lombarda.

Riferimenti gestionali

La regolazione del lago d’Idro avviene sulla base di quanto previsto dal “Regolamento marzo 2002”, che stabilisce i valori del deflusso possibile da attuare e l’escursione del livello del lago.

In base al citato regolamento l’escursione consentita è di 3,25 m a partire dalla quota di massima regolazione che è stata fissata pari a 368,50 m s.m. dal Servizio Dighe di Milano.

A partire dal 2008, al fine di garantire il transito del deflusso minimo vitale (DMV), nel tratto di fiume Chiese compreso tra l’incile del lago e la restituzione in alveo della galleria di scarico di fondo del lago stesso, pari ad almeno 1,20 m3/s, è stato imposto il livello di minima regolazione pari a 367,20 m s.m., riducendo di fatto l’escursione da 3,25 a 1,30 m, che, in termini di volume di regolazione, significa rinunciare a 20,5 Mm3 (milioni di metri cubi) sui 34 Mm3 originari, essendo 1 cm di lago equivalente ad un volume di circa 105.000 m3.

La gestione 2017

L’anno idrologico 2017, (comprendendo il periodo dicembre 2016 – novembre 2017), è stato caratterizzato da una condizione di severa siccità che ha riguardato sia la parte di pianura, sia quella di montagna del bacino imbrifero del lago d’Idro.
Il mese di dicembre 2016 è stato completamente asciutto, mentre a gennaio si sono registrati mediamente, all’interno del bacino imbrifero del lago d’Idro, 15 mm di pioggia.

Soltanto il mese di febbraio è stato abbastanza ricco di precipitazioni, 170 mm, entità non tale, comunque, da colmare il deficit di precipitazione.
Complessivamente nell’inverno 2017, (comprendente i mesi di dicembre 2016, gennaio e febbraio 2017), sono caduti soltanto 185 mm di pioggia ed in quota 150 cm di neve.

Dopo un inverno siccitoso è succeduta una primavera caratterizzata da una ulteriore maggior carenza di risorsa.
Gli unici eventi di pioggia significativi si sono verificati a cavallo dei mesi di aprile – maggio, quando sono caduti circa 120 mm di pioggia con quota neve relativamente bassa per il periodo, e nel mese di giugno, con valori di precipitazione complessivi di 110 mm.

Complessivamente nel periodo dicembre 2017 – 30 giugno 2017 si sono registrati, nel bacino imbrifero del lago d’idro, soltanto 590 mm di pioggia, contro una media dello stesso periodo di circa 750 mm. Si è verificato, quindi, un deficit di 260 mm di pioggia, pari al 22 %.
A seguito di quanto sopra descritto, la regolazione del lago è stata improntata al massimo risparmio della risorsa idrica, con momenti, in occasione degli eventi di pioggia di fine aprile 2017 – inizio maggio s.a., in cui il livello del lago è stato mantenuto sopra la quota di massima regolazione.

A seguito delle operazioni di riempimento coordinato e delle precipitazioni, verificatesi a cavallo dei mesi di giugno – luglio, al 30 giugno la situazione era la seguente:
•    quota lago d’Idro: 367,85 m;
•    volume invasato nel periodo 11/04 – 30/06 nei serbatoi dell’Alto Chiese (Lago di Malga Bissina, Lago di Malga Boazza): 21,9 Mm3.

Ai sensi del “Regolamento 2002”, il volume invasato nei serbatoi dell’Alto Chiese (21,9 Mm3) è divenuto disponibile per il lago d’Idro come volume di mancato riempimento.
Il valore medio del mese di giugno del deflusso rilasciato dal lago d’idro, comprensivo del DMV, è stato pari a 24,3 m3/s, contro i 26 m3/s previsti dal regolamento, con un deficit dell’8% rispetto al regolamento e 24% rispetto alla concessione.
In termini di apporto naturale al lago, nel periodo 11 aprile – 30 giugno 2017 si è verificato un deficit idrico di circa 22 Mm3, percentualmente pari al 11%, rispetto all’anno statisticamente più siccitoso.

All’interno del bacino imbrifero del lago d’Idro, durante i mesi di luglio e di agosto 2017, si sono verificate piogge di valore leggermente superiore alla media, in virtù di diversi fenomeni temporaleschi che, ancorché “a macchia di leopardo”, hanno interessato buona parte del territorio del bacino.

Purtroppo però, a causa della assenza di neve in quota e delle piogge di primavera, gli effetti di tali piogge sono stati di breve durata e non hanno modificato sostanzialmente il valore dell’apporto naturale al lago d’Idro.
Il valore dell’apporto naturale nel periodo 1 luglio – 20 agosto 2017, nonostante i temporali verificatisi, è stato di 26 Mm3, ossia inferiore del 27% rispetto a quanto previsto nell’anno statistico maggiormente siccitoso, ovvero al valore corrispondente al decimo percentile.

Complessivamente dall’11 aprile al 20 agosto il deficit di apporto naturale è stato di 48 Mm3 rispetto a quanto previsto nell’anno statistico maggiormente siccitoso, ovvero al valore corrispondente al decimo percentile.
Il valore del deflusso medio effettuato dal lago, comprensivo del DMV, nel mese di luglio è stato di 24,2 m3/s, mentre nel mese di agosto di 16 m3/s, quindi inferiore rispettivamente del 20 % e del 47 % rispetto a quello previsto dal regolamento e del 25% e 50 % rispetto ai dati di concessione.

Come concordato con la società HDE S.p.A. (Hydro Dolomiti Energia), società mista controllata dalla Provincia di Trento e partecipata da Enel, preposta alla gestione delle risorse idriche trentine e alla produzione idroelettrica, il valore del deflusso medio giornaliero rilasciato dai serbatoi Alto Chiese è stato di 15,5 m3/s.
Il volume di 21,9 Mm3 di competenza del lago d’Idro ai sensi del Regolamento, presente in Alto Chiese alla data del 30 giugno, è stato esaurito il giorno 2 agosto 2017.

A partire da tale data, i programmi di produzione degli impianti idroelettrici prevedevano il rilascio garantito del solo volume naturale. Un eventuale surplus nel rilascio poteva essere deciso giorno per giorno, in virtù delle richieste del Gestore Servizi Energetici (GSE).
La regolazione del lago, quindi, a partire dal 3 agosto 2017, è stata impostata tenendo conto del solo apporto naturale proveniente da monte.
Il valore del deflusso è stato ridotto a 16 m3/s, con conseguente sacrificio per le utenze irrigue che hanno dovuto adottare gli orari di emergenza.
Nella stagione in corso la collaborazione con HDE durante le fasi critiche sia a giugno che a luglio è stata corretta e proficua. Dai serbatoi Alto Chiese è stato puntualmente erogato il volume richiesto, ancorché di competenza delle utenze di valle, con le modalità concordate. La richiesta di un incremento della produzione elettrica richiesta ad HDE da parte del GSE nei primi 15 giorni di agosto ha determinato in quei giorni un afflusso al Lago superiore rispetto a quanto strettamente previsto. La quota del lago non è quindi mai scesa al disotto della quota 367,20 m s.m. che garantisce il deflusso minimo vitale immediatamente a valle della traversa di regolazione del lago.
 
Conclusioni

L’anno che si sta per concludere è stato uno dei più siccitosi della storia. Nella parte orientale della Lombardia è, tra l’altro, piovuto, nel periodo primaverile ed estivo, circa il 20% in meno rispetto alla parte occidentale. Anche la gestione del lago di Garda ha sofferto a causa di questa problematica, anche se, il suo volume utile regolabile pari a 500 Mm3, costituisce una grande capacità “volano”, capacità di circa 37 volte superiore a quella del Lago d’Idro (13,5 Mm3).

Le piogge del periodo estivo non sono riuscite a compensare il deficit idrico dei mesi invernali e primaverili.

L’utilizzazione delle risorse idriche del lago, nella presente stagione ha visto la mancata possibilità di utilizzare un volume di 10 Mm3, pari al 30 % della capacità complessiva di invaso del lago, di competenza delle utenze di valle ai sensi del vigente Regolamento 2002.
La deroga concessa da parte dell’Autorità di Bacino Distrettuale del F. Po, pari a 40 cm non si è dovuta applicare, per effetto dei livelli del lago che, a seguito dei maggiori rilasci di HDE, non sono mai scesi sotto la quota di 367,20 m s.m.. Le utenze irrigue di valle, anche a causa degli obblighi relativi alle turnazioni impostate su base decadale, avevano comunque, come detto, avuto una riduzione delle portate erogate a 16 m3/s, pur essendo in presenza di una stagionalità che, nel mese di agosto, è stata caratterizzata da temperature ben al di sopra della media stagionale.

Pertanto, il complessivo deficit di utilizzo per le utenze di valle nella stagione 2017 è dato dalla sommatoria dei mancati apporti naturali nel periodo aprile agosto (48 Mm3) e dei 10 Mm3 che, per effetto della situazione del lago, non potevano essere utilizzati nemmeno con la deroga concessa dall’Autorità di Bacino. La deroga conteneva, peraltro, una serie di prescrizioni in ordine alla complessiva tutela ambientale dell’ecosistema fluviale il cui rispetto sarebbe risultato assai “complicato” a parere di Arpa Lombardia. 
Nei grafici allegati si riporta l’andamento delle grandezze idrologiche, nonché il valore del deflusso effettuato dal lago e l’andamento della quota del lago stesso.

La gestione si è comunque conclusa con il Lago che, di fatto, non è mai sceso sotto la quota di 367,20 m s.m., fatto questo che si ritiene non trascurabile, garantendo così il DMV anche nel tratto immediatamente a valle dell’incile. Questo risultato è stato determinato, come detto sopra, principalmente da due fattori:
-    la riduzione del deflusso disponibile per l’utilizzazione agricola, con conseguenti disagi per la relativa produzione e l’adozione di orari d’emergenza per l’irrigazione;
-    l’imprevista maggiore disponibilità di afflussi al lago nel periodo centrale di agosto dovuta al surplus di produzione idroelettrica da parte di HDE.

Il Coordinatore dell’Area Lombarda di AIPo
       dott. ing. Luigi Mille
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