05 Agosto 2020, 09.15
Gavardo Valsabbia Garda
Lettere

Le mamme del Chiese e del Garda confidano in una soluzione di buon senso

di Redazione

Mamme del Chiese e mamme del Garda, unite per il buon esito della questione depurazione del Garda, in risposta ad alcune affermazioni lette a seguito del rinvio del Tavolo Tecnico, ritengono necessarie alcune puntualizzazioni. Pubblichiamo volentieri


Il Tavolo tecnico della Cabina di regia, previsto per il 31 luglio e che avrebbe dovuto evidenziare se ci siano aspetti AMBIENTALI tali da rivedere o meno il progetto della collettazione del lago di Garda, presentato da Acque Bresciane ad agosto 2019, è stato rinviato al 2 settembre.

Bene ha fatto il Ministero ad optare per un rinvio, di modo che Sindaci e tecnici dell’asta del Chiese possano analizzare le controdeduzioni alle loro osservazioni, rese disponibili su richiesta, solo un paio di giorni prima della convocazione ufficiale. Noi mamme abbiamo apprezzato la decisione del Ministro, frutto del buon senso, nel vagliare bene tutta la situazione, evitando decisioni affrettate e non risolutive!

Il rinvio della data ha scatenato il disappunto e la levata di scudi di chi con troppa fretta si apprestava a concludere un’operazione che, come ribadito in ogni sede dai comitati e dalle associazioni che si oppongono, non tutela il lago e devasta il bacino del Chiese, (individuato come sede di due maxi depuratori a servizio dei reflui della sponda bresciana del lago con il fiume Chiese quale corpo recettore).

A questo proposito, negli articoli apparsi sulla stampa la scorsa settimana, abbiamo letto le seguenti dichiarazioni del Presidente di Ats Garda Ambiente (Associazione temporanea di scopo) Giovanni Peretti, e del segretario della Comunità del Garda Lucio Ceresa:

“I sindaci del Garda e i gardesani si sentono presi in giro”
“questo rinvio è una mancanza di rispetto”
“Spiace per l’ulteriore perdita di tempo: basta tergiversare”

Frasi che lasciano l’amaro in bocca a chi negli ultimi anni, dall’opzione Visano fino all’attuale ipotesi Gavardo - Montichiari, si è adoperato per contrastare un progetto, che così come è stato ideato, non tutela adeguatamente le acque del Lago di Garda.

Senza voler alimentare la polemica, crediamo però che sia giusto rinfrescare a tutti la memoria perché:
-     “presi in giro”! finora ci siamo sentiti noi del bacino del Chiese, in quanto senza essere interpellati, ci siamo visti calare dall’alto le varie opzioni nel corso degli anni, partendo da Visano fino a Gavardo e Montichiari;

-     “Presi in giro” perché per troppo tempo ci è stato impedito l’accesso a documenti importantissimi relativi al progetto di fattibilità tecnico economica.

-     “Presi in giro” perché l’importantissimo studio di maggio 2018 del Prof.  Bertanza dell’Università di Brescia è rimasto SECRETATO fino a poche settimane fa e qualcuno dovrà ben spiegare il vero motivo di questa segretezza.

-     “Presi in giro” per la mancanza di considerazione, spesso sfociata in derisione da parte di alcuni esponenti di istituzioni ed enti nei confronti delle tematiche che abbiamo portato a difesa del nostro territorio e alla nostra ferma volontà di evidenziare nel contempo le criticità del lago e dell’urgente necessità di porvi rimedio.

Il rinvio non è “una mancanza di rispetto” nei confronti di qualcuno, ma il riconoscimento da parte del Ministero del diritto di chi abita lungo il fiume Chiese a far sentire la propria voce e di farsi parte attiva del processo decisionale (cosa che a Brescia ed in Regione finora non è stato possibile fare!)
Prendersi il tempo necessario al fine di analizzare le questioni in tutti i suoi molteplici aspetti, valutando seriamente gli impatti futuri, non può essere mai considerato “una perdita di tempo”, bensì un dovere nei confronti della collettività e delle generazioni future!

Infine vogliamo ricordare al Segretario della “Comunità del Garda”, che si lamenta per l’ulteriore perdita di tempo causata dal rinvio, che da ben sette anni si parla della depurazione dei reflui del  lago di Garda sponda bresciana, ma ancora una volta siamo costrette a rimarcare che il progetto di Acque Bresciane non depura una sola goccia delle acque del lago, non risolve i gravi problemi che lo attanagliano e non si limitano in alcun modo i fattori inquinanti che lo deturpano.

Sono ben altre le questioni che andrebbero risolte con tanta urgenza se davvero si volesse il bene del lago, come in più occasioni abbiamo ribadito e ben documentato.

I ritardi si trascinano non certo per le sacrosante proteste di chi non vuole vedere il proprio ambiente devastato, bensì da scelte inconcepibili che si vogliono imporre, prive di qualsiasi logica ambientale ed economica.



Per le mamme del Chiese                                Per le mamme del Garda
Piera Casalini, Roberta Caldera                         Paola Pollini



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