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Piacevole solitudine

Piacevole solitudine

di Cristina Pellizzoni


26 Febbraio 2017, 10.00
Gavardo
Maestro John

Ridi pagliaccio

di John Comini
Tempo di carnevale. In un mondo pieno di notizie tristi o angoscianti, il carnevale dei bambini è un momento di gioia

E pensare che un tempo si andava a scuola anche l’ultimo giorno di carnevale, e quando insegnavo a Prevalle San Zenone facevamo un corteo per le strade e ci univamo ai bambini di Prevalle San Michele.

E poi ballavamo (ma le balliamo ancora, eh!) alcune canzoni simpatiche, come quella di Pulcinella:
“Io son nato poveretto, senza casa e senza tetto
ho venduto i miei calzoni per un piatto di maccheroni… Trallallallero…
Se avessi un bel palazzo, molto alto e molto vasto
io vorrei che i suoi saloni fossero pieni di maccheroni…Trallallallero…
Un bel piatto d’insalata, quattro uova e una frittata
e 66 vagoni tutti pieni di maccheroni…Trallallallero…
Se vuoi vincere la guerra, sia per mare sia per terra,
fa sì che i tuoi cannoni siano pieni di maccheroni…Trallallallero…”

Oppure c’era la scenetta di Papà Formicola. Un bambino vestito di tutto punto con cappello, giacca e pantaloni del nonno impersonava Papà Formicola, e ogni volta scambiava il proprio vestiario con un altro bambino, finché rimaneva in mutande (sempre del nonno…) e lo inseguiva con un bastone, fra le risate dei bambini (e delle maestre, fintamente scandalizzate).

“Un bel giorno andando a spasso, incontrai Papà Formicola, aveva un bel cappello e me lo regalò, e così m’incappellò Papà Formicola e poi se ne andò…
…aveva una camicia….             e così m’incamiciò…
…aveva una giacchetta…          e così m’ingiacchettò…
…aveva una cravatta…             e così m’incravattò…
…aveva due scarponi…             e così m’inscarponò…
…aveva i calzoni…              e così m’incalzonò…
…aveva un bel bastone…          e così mi bastonò Papà Formicola e poi se ne andò!”

“A carnevale ogni squola vale!” E allora abbiamo fatto uno scherzetto alla maestra Vanna: siccome abbiamo 2 gemelle uguali come due gocce d’acqua in due classi diverse, le abbiamo scambiate di classe. Ovviamente la maestra non se n’è accorta, ed i bambini hanno riso felici. I bambini di prima hanno fatto una piccola sfilata per il paese, ed erano bellissimi con i loro costumi di cavalieri e damigelle. Sabato in palestra tutti i bambini si sono scatenati in danze sudamericane, animati dalla maestra Rosaria Zentilini sempre brava ed entusiasta. Le maestre fanno costruire maschere bellissime e molto colorate, e la creatività dei bambini si apre alla fantasia più sfrenata. Ma non possiamo dimenticare le classiche maschere della commedia dell’arte, da Arlecchino a Brighella, da Pantalone a Colombina, dal dottor Balanzone a Rosaura. Ricordo una scenetta che avevo imparato a memoria, dal titolo “Il furbo Arlecchino e il ghiotto Brighella”.

Arlecchino.- Caro Brighella, senti un po’ qua!
Brighella.- Eccomi, dimmi, che novità?
Arlecchino.- Oggi è domenica di Carnevale, ti offro un pranzetto senza l’eguale! Brighella.- Grazie, l’accetto, ma chi cucina?
Arlecchino.- Dietro ai fornelli c’è Colombina.
Brighella.- Bene, benissimo, che mangeremo?
Arlecchino.- Ecco, antipasto di latte e fieno; poi la minestra di pere cotte, arrosto d’uovo di mezzanotte, peli di gatto con salsa molle, e infine torta d’uva e cipolle. Brighella.- Ah, sì? Non posso… grazie lo stesso.
Arlecchino.- Come? Non vieni? Me l’hai promesso! Guarda, m’offendo. Ti picchierò! Brighella.- Calmati, vengo, ma porterò io stesso i viveri per tutti e tre!
Arlecchino: volevo questo, sciocco, da te!”
E poi si imparava la poesia Gabriele D’Annunzio, il celebre vate (vi lascio immaginare le battute su quest’ultima parola…)
“Carnevale vecchio e pazzo
s’è venduto il materasso
per comprare pane e vino
tarallucci e cotechino.
E mangiando a crepapelle
la montagna di frittelle
gli è cresciuto un gran pancione
che somiglia ad un pallone.
Beve, beve all’improvviso
gli diventa rosso il viso
poi gli scoppia anche la pancia
mentre ancora mangia, mangia.
Così muore Carnevale
e gli fanno il funerale.”

Ai bambini piace indossare il costume di carnevale,
poi magari quando diventeranno grandi indosseranno le maschere di noi adulti, che spesso fingiamo davanti agli altri. Già il grande Luigi Pirandello, nella sua opera “Uno, nessuno e centomila” scriveva che l’uomo si trova nascosto dietro una “maschera” impostagli dalla società. E già William Shakespeare scriveva “Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori. Essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti.”
E il mitico Guccini canta, nella Canzone dei 12 mesi…

“Viene Gennaio silenzioso e lieve, un fiume addormentato
fra le cui rive giace come neve il mio corpo malato, il mio corpo malato...
Sono distese lungo la pianura bianche file di campi,
son come amanti dopo l'avventura neri alberi stanchi, neri alberi stanchi...
Viene Febbraio, e il mondo è a capo chino, ma nei convitti e in piazza
lascia i dolori e vesti da Arlecchino, il carnevale impazza, il carnevale impazza...
L'inverno è lungo ancora, ma nel cuore appare la speranza
nei primi giorni di malato sole la primavera danza, la primavera danza..”

Ci sono mille splendide occasioni
per vivere il carnevale, da quelli famosi di Venezia e Bagolino, passando da Livemmo fino al più piccolo paese dove “semel in anno licet insanire” (per quelli che non sanno l’inglese: “una volta all’anno è lecito impazzire, uscire da se stessi”). Lo so, è già un mondo pazzo, come canta Caterina Caselli…
“Il ballo in maschera finisce qui ma tu divertiti ancora un po’
tanto è sempre carnevale per chi non ha le spine dentro al cuore…
Il carnevale finisce male  e questa maschera ormai non serve più
mi fai morire di crepacuore e le mie lacrime son coriandoli per te…
e mentre cado sempre più, giù ridi sempre di più…ma è carnevale!”

Mi fa ridere la Littizzetto che racconta dei suoi costumi di carnevale… “I miei non mi hanno mai comprato il costume da damina. Io per anni sono stata mascherata da spagnola. Io volevo perdutamente foderarmi di raso azzurro. Volevo la corona di diamanti di plastica. Sognavo i guantoni di pizzo. E invece no. Conciata da spagnola con tanto di neo nero e nacchere legate alla vita. Mia madre mi ripassava col carboncino le sopracciglia. Peccato che così somigliassi di più a Bergomi che a una ballerina di flamenco. Ma bedda madre! Sono pallida? E allora vestimi da fantasma, da Pierrot, fammi la lacrima con la biro. Bea per anni è stata vestita da principe azzurro, costume ereditato dal fratello. Molly da mongolfiera, Clelia da angelo, con tunica bianca e ali da aquila. Elvira non ha ancora superato lo choc. La mamma la vestiva da Pantera Rosa e tutti le strappavano sempre la coda. Betty andava a scuola vestita da fiore di carta crespa e tornava a casa praticamente in mutande. L’anno dopo la nonna l’ha vestita da mummia. Rosabella da fungo di gommapiuma. Una amanita falloide da un metro e dieci. Ettore, gran pacioccone che sarebbe stato un perfetto sergente Garcia, ha dovuto arrendersi alla madre e indossare fino alla prima media il costume di Ape Maia.”
Ricordo che da bambino mi spiaceva buttar via i coriandoli, e con molti dei miei amici li raccoglievamo per strada per conservarli…chissà che fine avranno fatto? Del resto quando c’era un matrimonio si aspettava il lancio dei confetti fuori dalla chiesa, li raccattavamo da terra  e poi ce li pappavamo tutti. Non mi risulta che si sia ammalato nessuno: quanti anticorpi nella nostra infanzia!

“Coriandoli di sogno coriandoli d'amore
io vedo turbinare nel vento, nel vento, nel vento intorno a me….
Nel nostro amore felice è sempre carnevale
e se ti guardo, sorridi e io sorrido a te.
Coriandoli di sogno per questo nostro amore
ho voglia di gridare mi piaci, mi piaci, mi piaci da morir.
Coriandoli di sogno stelline colorate
che volano impazzite nel vento dell'amor” (Mina)

E siccome è carnevale,
vi scrivo un po’ di battute per sorridere…Cominciamo dagli strafalcioni a scuola…
Il passero solitario è una razza particolare di passero, molto grasso; questa obesità lo porta a crisi di depressione perché lo obbliga a starsene sempre solo.
Pascoli restò orfano e gli morirono anche i genitori.
Per domani studiate i Sepolcri, prima vi interrogo e poi, se avanza tempo, ve li spiego.
Sono famose le cataratte del Niagara.
Mamma rassegnata: eh pazienza, anche se verrà bocciato ripeterà, ci sono delle cose più gravi nella vita. E dopo lo picchiava.
Ci sono grandi allevamenti di bovini e di pecorini
Le nubi si dividono in cerri, nembi e Nuvolari
L’arte giapponese di comporre i fiori si chiama karakiri…

E ora alcune battute sparse…
Qui giace mia moglie, e qui lasciamola giacere. Adesso è in pace, e così lo sono anch’io.
Dormiamo in camere separate, ceniamo ognuno per conto proprio, facciamo vacanze separate…insomma, facciamo tutto il possibile per tenere insieme il nostro matrimonio.
Come mai una donna s’impegna per dieci anni a cambiare le abitudini di un uomo e poi si lamenta perché quello non è più l’uomo che aveva sposato?
Quando un uomo ti ruba la moglie, la miglior vendetta è lasciargliela.
Cercava un marito e mise un annuncio sul giornale. Ricevette 200 risposte. E tutte dicevano: puoi prenderti il mio.
L’altro giorno ho sorpreso mio marito con l’amante sul divano!... E cos’hai fatto?... Ho cambiato il divano!
I nostri mariti non sanno mai apprezzare le nostre qualità. Siamo sempre costrette a rivolgerci altrove...
Ogni donna dovrebbe sposarsi e nessun uomo dovrebbe farlo.
Tesoro, ho vinto un miliardo al superenalotto, presto prepara la valigia...Fantastico, e cosa devo metterci, andiamo in montagna o al mare?...Mettici tutto che vai fuori dalle balle!

Ieri sono entrato in casa, ho trovato una moglie affettuosa, una suocera buonissima, dei figli splendidi...avevo sbagliato casa!
Certe donne amano talmente il proprio marito che per non sciuparlo prendono quello delle loro amiche.
Cerca di essere uomo, reagisci. La tu a ragazza ti ha piantato? E piantala anche tu!
I cavalieri antichi, per amore di una damigella, erano disposti a uccidere un drago. Io al massimo per amore sarei disposto a tirerei il collo ad una gallina, ma devo proprio aver perso la testa, non per la gallina, per la ragazza.
Oh signore, se proprio non puoi farmi dimagrire, fa almeno che le mie amiche ingrassino.
All’inizio ero ottimista e mi dicevo: voglio incontrare  un uomo che sia veramente in gamba, veramente dolce, veramente bello, con una bella carriera. Qualche mese dopo, invece dici: O Signore, qualsiasi mammifero basta che respiri!
Io sono un uomo che non deve chiedere mai. Di solito imploro
L’amore più grande è quello che ti sveglia la mattina con un bacio e ti dice: “hai scoreggiato di meno stanotte”.
Adamo sentiva che gli mancava qualcosa, desiderava qualcosa di rosa, che al mattino lo facesse felice, che fosse sempre al suo fianco a fargli compagnia, che lo distraesse dalla noia o dalla solitudine, che lo facesse felice, da portare sempre con sé... Dio allora creò la donna, ma Adamo aveva in mente la Gazzetta dello sport.

Con le donne son sempre stato un disastro
, fin da bambino: quando si giocava al dottore a me facevano guidare l’autoambulanza.
Era il tipo di donna che si incontra una volta sola nella vita. Se sei proprio sfortunato due.
Maggiori sono i seni di una donna, minore diventa l’intelligenza degli uomini.
L’età delle donne si calcola sommando quello che dicono di avere a quella che dà la loro amica e poi dividendo per due.
Non prendertela se ti considerano mezzo scemo. Si vede che ti conoscono solo a metà.
Chi trova un amico trova un tesoro. Chi trova un tesoro se ne fotte dell’amico.
Mio figlio è il primo della classe...entrando.
Tutte le donne dovrebbero sposarsi e nessun uomo dovrebbe farlo.
Moglie.- Un’altra parola e torno a casa!... Marito.- Taxi!
Nella vita contano due cose, la salute e i soldi: io ho la salute, mia moglie lavora, non abbiamo problemi.
Non ho parlato con mia moglie per18 mesi. Non volevo interromperla.
Il panda fa fatica a riprodursi, per forza, tutti gli ecologisti intorno a dirgli: “Dai che ce la fai!”
Mi raccomando, cura di più la toilette...Ma io faccio il bagno tutti i giorni...allora cambia l’acqua.
Se mi guardo indietro non ho pentimenti, dovessi ricominciare farei esattamente tutto quello che ho fatto. Tutto. Mi risposerei anche. Con un’altra, naturalmente.
Arrivati al 6° anno ci siamo separati per evitare la crisi del settimo.
Mio figlio assomiglia tutto a suo padre...un pochino però anche a tuo marito.
Mater certa est, pater dipendem…

Le età di una donna sono 7:
neonata, bambina, signorina, giovane donna, giovane donna, giovane donna, giovane donna, giovane donna.
Quando Gesù Cristo risuscitò si fece vedere prima dalle donne perché la notizia si spargesse più presto.
Honolulu ha tutto: la sabbia per i bambini, il sole per tua moglie, gli squali per tua suocera.
Gli uomini si dividono in due categorie: quelli intelligenti e quelli sposati.
Sei così imbecille che se facessero le Olimpiadi degli imbecilli tu arriveresti secondo, Come perché? Perché sei imbecille.
È così egocentrico che se va a un matrimonio vuol essere la sposa, a un funerale il morto.
I soldi non sono tutto. Ci sono anche gli assegni.
Le donne per me sono come gli elefanti: belle da guardare, ma non ne vorrei uno in casa.
Le donne non hanno mai niente da dire. Ma lo sanno dire così bene…
Pierino, quando si tossisce si mette la mano davanti alla bocca...Ho provato, ma si tossisce lo stesso.
Se incontrerò la donna dei mie sogni, cosa ne farò di mia moglie?
Lei è bellissima, mi vuole sposare?...Dipende, lei russa?...No, ma potrei imparare.
Le ho chiesto di sposarmi e mi ha detto di no. Da allora viviamo felici e contenti.
Mia moglie. è andata da un celebre dietologo. In tre mesi ha perso 300 euro.
Sono appena tornato da un viaggio di piacere, ho accompagnato mia suocera all’aeroporto.
Il marito legge il giornale: “Nel mondo siamo in 5 miliardi” E la moglie: “E proprio te dovevo sposare.” (la battuta si può girare per la proprietà commutativa del matrimonio)
L’amore ti fa fare cose pazze. Io per esempio mi sono sposato…

Dall’opera lirica “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo…
“Recitar! Mentre preso dal delirio,
non so più quel che dico e quel che faccio!
Eppur è d'uopo... sforzati!
Bah! sei tu forse un uom?
Tu se' Pagliaccio!
Vesti la giubba e la faccia infarina.
La gente paga, e rider vuole qua.
E se Arlecchin t'invola Colombina,
ridi, Pagliaccio... e ognun applaudirà!
Tramuta in lazzi lo spasmo ed il pianto;
in una smorfia il singhiozzo e 'l dolor...
Ridi, Pagliaccio, sul tuo amore infranto!
Ridi del duol che t'avvelena il cor!”

E siccome tutti i pagliacci sono malinconici,
termino con una bellissima scena dal film di Fellini “I clown”. “Lo sa, signor Fellini? Una volta facevo un numero con un mio compagno che si chiamava Frufru. Si faceva finta che lui era morto. Io entravo in pista e dicevo: “Indove è Frufru?” “Ma non lo sai? – mi diceva il direttore – E’ morto.” “Ma come, morto, - dicevo io – mi doveva ancora restituire le dieci salsicce e la candela che gli ho prestato l’anno scorso!” “Ebbene, è morto “, mi diceva il direttore. “Dove posso trovarlo?” dico io. “Ma cretino, se ti dico che è morto!” Allora io, che non mi davo per vinto, mi mettevo a chiamarlo: “Frufru, Frufru!” Niente, non rispondeva. “Che sia morto davvero? - dicevo io. – E, se è morto, come faccio a trovarlo?” Uno non può mica sparire così, dicevo io, da qualche parte deve pur stare. “Frufru! Frufru!” Finché non mi viene un’idea: lo chiamerò con la tromba, come quando lavorava con me. E così comincio a chiamarlo con la tromba. Suono le prime note, sto a sentire... niente. Riprovo. Era una canzone molto bella, che faceva piangere. Faceva così: ... “ E parte la tromba di Nino Rota, bella e struggente come quella di Gelsomina e Zampanò. E Frufru arriva davvero, e comincia a suonare insieme all’amico ritrovato…

Papà mi compri i coriandoli?... No! L’anno scorso li hai buttati via tutti!
A carnevale mio figlio si è vestito da uomo invisibile. Lo stiamo ancora cercando.

“L’umanità si prende troppo sul serio. È il peccato originale del mondo. Se l’uomo delle caverne fosse stato capace di ridere, la storia sarebbe stata diversa.” (Oscar Wilde)

Ci sentiamo la settimana prossima,
a Dio piacendo.
                                                                                                       
maestro John Comini

(le foto si riferiscono al carnevale dei Borghi di Gavardo e ad alcuni miei nipoti)
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