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Profumi nella roccia

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10 Giugno 2018, 13.28
Gavardo
Blog - Maestro John

Regalami un sorriso

di John Comini
Pare che don Lorenzo Bacchetta, ordinato sacerdote nella Cattedrale di Brescia, abbia già fatto un miracolo. Sì perché, nonostante il tempo difficile che stiamo vivendo, in questi giorni vedo gente più contenta, più serena.

E soprattutto vedo in giro molta gente che sorride. Sarà perché don Lorenzo ha un sorriso contagioso?

Leggo il periodico “Il ponte” e scopro che, oltre ad aver vissuto intensamente il cammino di vita scout, fatto di gratuità e di accoglienza, don Lorenzo ha la passione per la lettura e per il buon mangiare e il buon bere (del resto è prete…novello!). Il film preferito è “Il pranzo di Babette” (e ti pareva!). Inoltre è appassionato di montagna. Del resto le beatitudini non sono chiamate il discorso della montagna?

Ma forse non tutti sanno che il suo sport preferito è la bicicletta e che i suoi miti sono Pantani e la Juve! Ma che meraviglia! Ama la bici come il nostro Monsignor Cesare Polvara, che ora percorrerà le strade di Rovato (parroco di sei comunità, quindi avrà tanto da pedalare!). Inoltre don Lorenzo, come mi informa Arturo Tebaldini (interista dal cuore d’oro) è sempre stato un donatore dell’Avis, come don Giorgio Rosina e don Giorgio Comincioli.

Il nostro sacerdote novello ha sempre fatto parte, tra un impegno e l’altro, del gruppo ciclistico avisino, condividendo la fatica, sotto il solleone o la pioggia sferzante. Pedalando in bicicletta si affronta la sfida delle salite, ma il tempo è rallentato e allora ci sono momenti che aprono l’animo alla solidarietà, all’amicizia, a ristabilire un dialogo con se stessi, con la natura, condividendo con gli altri la magia di quella scoperta. Pedalando s’impara a vivere le emozioni ed a lasciarle entrare dolcemente nell’animo, a vedere le cose da un altro punto di vista, a sentire la vita che scorre secondo le stagioni del cuore, a percepire l’affetto degli altri, l’amicizia della gente che ti circonda. E poi si vedono all’improvviso paesaggi meravigliosi, gli spazi infiniti che vorresti scolpire nella memoria perché “la bellezza ci salverà”.
 
“Ma dove vai don Lorenzo in bicicletta,
così di fretta pedalando con ardor.
Le gambe snelle, tornite e belle,
m’hanno già messo la passione dentro al cuor.
Ma dove vai con i capelli al vento (?!)
col cuor contento e col sorriso incantator
se tu lo vuoi, o prima o poi,
arriveremo sul traguardo dell’amor.”

L’amore per il Signore e per i fratelli, come da programma!
Arturo ricorda che quando anni fa don Lorenzo aveva raggiunto in bici da solo la cima dell’Alpe d’Huez (una salita affascinante ma quasi impossibile, sulla quale Marco Pantani aveva vinto una delle tappe più leggendarie) gli aveva mandato una foto per testimoniare l’impresa. E ieri, al termine della Messa solenne in Duomo celebrata dal Vescovo Tremolada, Arturo gli ha chiesto “Hai fatto prima a fare l’Alpe d’Huez o la Messa?”

E don Lorenzo, sempre sorridendo “Prima l’Alpe d’Huez!” E poi il gruppo Avis ieri in Piazza Duomo gli ha regalato un bellissimo casco dorato, come ricordo ad un donatore dell’Avis e ciclista. Si tratta di un casco personalizzato, opera dell’artista decoratore di Roè Volciano Gallina Manuel (Gallo Design), che  ha rielaborato vari telai bici corsa e MTB, caschi di bici e moto, come la Bici della polizia locale Valle Sabbia ed il casco del Ciclista bresciano professionista Sonny Colbrelli
(per la Milano-Sanremo, per il Giro d’Italia ed i Mondiali Doha del 2016)

Ed è stato sorprendente vedere apparire nella piazza del Duomo un nugolo di scout e di amici, vestiti da preti, che hanno circondato don Lorenzo con sorrisi e regali!
“Regalami un sorriso che mi rimanga impresso/ come la prima volta che ho visto l’universo/come la prima volta che ho visto il tuo bel viso/ regalami un sorriso, lo porterò per sempre con me…”

Sempre da “Il Ponte” traggo alcune bellissime frasi dedicate a don Lorenzo.
“Gli auguriamo di essere un uomo di comunione, un uomo di pace, un uomo di gioia, un prete di Cristo” (don P. Luigi)
 “Il sacerdote è l’uomo del mistero perché ha un contatto “ravvicinato” con Dio e sappiamo che Dio è mistero, non perché inconoscibile ma perché inesauribile.” (don Italo)
“La saggezza dei nostri padri ci ricorda che le strade del Signore non solo sono misteriose ma anche infinite. Così infinite che, finché siamo su questa terra, siamo pellegrini, sempre in viaggio.” (don Fabrizio)

 “Ti auguriamo di porti sempre la domanda di Padre Pino Puglisi: “Sì, ma verso dove?”, dimostrando così la tua disponibilità alla volontà della Chiesa e la consapevolezza della Meta a cui tendere.” (Seminaristi Francesco e Luca, che ha celebrato l’Ammissione, ossia quel passaggio grazie al quale la Chiesa riconosce la chiamata alla vocazione presbiteriale.)
“Lorenz o Don Lorenzo è stato e rimane un Capo Clan…Non “insegna” Gesù ma lo testimonia continuamente, nella cura di tutte le cose, della buona cucina, nell’onestà e disponibilità per i suoi incarichi, nell’innamoramento per la bellezza, per la montagna, per il valore profondo della fatica, nella simpatia e allegria inconfondibili” (La Co.Ca. gruppo scout Gavardo 1)

Alberto, un amico, ricorda “quando siamo usciti in bici la prima volta. Passo Tremalzo partendo da Gavardo, con due biciclette da corsa –forse meglio definirle “reperti archeologici” una borraccia di acqua e 5 quadretti di cioccolata a testa. Tu sei uno che punta in alto e che avrebbe fatto molta strada, in cima ci sei arrivato. Io no.”

“Sembra ieri, ma sono passati oltre 5 anni da quando ci hai comunicato, con una gioia indefinibile, la straordinaria notizia della tua nuova scelta di vita. Ti auguriamo che, con l’aiuto del Signore, la tua vita diventi un giardino di opportunità per te e per chi ha e avrà la fortuna di incontrarti!” (da tutti i tuoi colleghi di Secoval srl)

“Durante i soggiorni a Bose quante mattinate abbiamo trascorso insieme lavorando nelle serre del nostro grande orto anche scambiando riflessioni sui temi decisivi della nostra fede.” (Fratel Vincenzo del Monastero di Bose)

“Partiremo con te per l’Islanda! Di te, don Lorenzo, ci ha colpito subito la tua voglia di fare, di proporre iniziative: dagli incontri di preghiera fino ad aiutare concretamente alcuni poveri nelle strade innevate di Brescia, quest’inverno” (Il gruppo giovani di Villanuova sul Clisi)

“Don Lorenzo voleva giocare in porta quando si facevano le squadre per fare due tiri…Voleva giocare in porta non perché fosse il più scarso, ma per lasciare a noi il divertimento più grande. Al campo invernale ti è stato chiesto di improvvisare all’istante una poesia su cosa volesse dire per te Dio. Hai iniziato il tuo parlare ad occhi chiusi dicendo che Dio per te era un paio di pantofole, qualcosa di comodo, domestico, accogliente, ospitale.”
(il gruppo adolescenti di Villanuova sul Clisi)

Sono commoventi le parole dei suoi familiari: “Ecco, sembra che quel bambino costruttore di casette e di stazioni ferroviarie abbia imboccato una nuova via di costruttore, non più nelle sue stanze da gioco ma nel mondo. In questi anni è stato bello osservare da fuori questo suo cammino, sempre con la precisa sensazione che ogni passo, ogni pausa, ogni curva fosse con lo sguardo avanti e sempre più in alto. Noi ne siamo felici e come ogni scout gli auguriamo Buona Strada.”

E finisco con una frase scritta da don Lorenzo Bacchetta: “Comprendere la propria vita come un dono significa riconoscere che ci è stata data e che siamo chiamati a darla per gli altri, così qualsiasi cosa incroci il cammino della nostra vita potremo vederla come un dono e riportarla a colui che è il Donatore di tutte le cose.”

“Pellegrino io cammino cammino
lungo i sentieri incerti della vita
come un ruscello sconosciuto
vado in cerca del mare infinito”
è una canzone dello spettacolo “Racconti di un pellegrino russo” del Gruppo teatrale Gavardese, che in W il parroco” finiva così…

“L’è la vita dela Parochia, coi so momencc bei e i so momencc bröcc. Som una comunità che camina ensema, töcc coi noss vese, i noss difecc e le nose magagne. Però en font ghom amò erghota de bù. Certo, anche me ghò i me difecc, farò le prediche longhe, dele olte sbaglierò a parlà con verghù… Però se dele olte me sente sul, ghò de pensà a töta la zent che me vel bè e al Signur che dal ciel el me dà una mà, e così sia.”

Finendo con un sorriso…
Ho sentito una ragazza dire: Ma che belli questi preti! È mai possibile che questi bei ragazzi vadano sacerdoti e non si sposino?! Io ho pensato: “Ciamei stüpecc te!”

Ad multos annos, don Lorenzo! (è latino, non spagnolo!) E ricordati, tu che tieni alla Juve: ci sono molti milanisti e interisti da convertire!

maestro John (ma c’è solo un Maestro, eh!)







 

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