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Crete senesi

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di Marina Dotti



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06 Dicembre 2016, 17.05
Gavardo
Lettere

Interpellanza cava, ecco la risposta


Il vicesindaco gavardese Sergio Bertoloni ci ha inviato il testo della risposta data in Consiglio comunale alla interpellanza sulla cava del Tesio. Pubblichiamo integralmente
 
Colgo l’occasione per contribuire ad un’ulteriore chiarezza dopo avere pubblicato già sul “Gattopardo” un articolo nel quale si evidenziavano, anche in materia dettagliata, i contorni della situazione.
In questa risposta, all’interpellanza, cercherò di approfondire la questione anche da un  punto di vista tecnico e normativo.

La cava del monte Tesio, già attiva negli anni novanta, è inserita nel Piano Cave datato 21/12/2000, in seguito, dopo poco tempo, viene predisposta una rettifica del piano, con l’introduzione di nuovi quantitativi scavabili, sono trascorsi 3 anni e ciò avviene da parte della Giunta Provinciale, in data 9 dicembre 2003 con durata ventennale.

Per l’occasione nel Comune di Gavardo è sindaco il signor Gaetano Mora
e delegato del settore è il signor Giuseppe Cenedella.
Quest’ultimo dato deve essere però considerato del tutto ininfluente e viene da me citato per una questione meramente storica e per meglio e più concretamente inquadrare il problema, dato che il Piano Cave è un atto sovracomunale.

Ciò significa che qualsiasi opposizione da parte dell’Ente locale sarebbe superato da Provincia ed ora più propriamente da Regione, a cui spetta la decisione definitiva.
Mi sembra utile piuttosto sottolineare che ciò che avveniva allora è la stessa e medesima cosa di ciò che avviene ora …

Del resto è facile comprendere come nessuno nel proprio territorio vorrebbe, discariche, centrali ed appunto cave…
Si tratta perciò di tenere in equilibrio la questione e contemperare, per quanto possibile, le esigenze del territorio ed i diritti delle imprese di estrarre i minerali : pietre ornamentali, sabbia, pietrisco, ghiaia,  minerali con cui si produce cemento eccetera…
Va da sé che ci piacerebbe tanto lo facessero altrove, ma poi se dobbiamo costruire casa e ci serve il cemento o il marmo per i pavimenti lo dobbiamo chiedere alle aziende del settore. O dovremmo sfruttare paesi in via di sviluppo o territori senza regole, per allontanare da noi ogni tipo di problema ?

Ma torniamo a noi. Storicamente nel comune di Gavardo, loc. Costa Strubiana (leggi Tesio) si è scavata una Breccia Oniciata con pietrisco, derivato come residuo di lavorazione.
L’attività di coltivazione della cava è stata gestita da diverse ditte, oggi solo da Fassa ed ha avuto varie autorizzazioni, regolarmente rilasciate dalla Provincia di Brescia, sempre in scrupoloso riferimento alle indicazioni del piano cave.

Così va rimarcato che nel procedimento delle nuove concessioni tutti gli enti territoriali, le associazioni, i privati, possono inviare osservazioni, all’epoca e cioè dopo la data del 9 dicembre 2003, nessuno presentò osservazioni a quel piano cave e dagli atti risulta che solo il Comune di Nuvolera fece osservazione negativa, beninteso per quanto riguardava il proprio territorio comunale.
Con questo non voglio dire che se il Sindaco di allora o l’Assessore del tempo si fossero opposti, sarebbe cambiato qualcosa, ma tant’è…

Ricordiamo il principio basilare a cui dobbiamo attenerci e cioè che la decisione non ci spetta ed è sovracomunale
.
Mi viene da immaginare, salvo chiederlo ai protagonisti dell’operazione che è forse per la chiarezza delle disposizioni che gli amministratori di quel tempo non mossero un dito…

In questi ultimi anni
ci siamo trovati a gestire una situazione intermedia, dove un piano cave ventennale già approvato nel 2003 aveva esaurito la sua cubatura assegnata ed era necessaria una nuova autorizzazione, ripeto non vincolante per il privato, secondo la Legge Regionale 14/98.
Avevamo però la possibilità come Amministrazione Comunale, di stipulare con la ditta proponente delle mitigazioni ambientali per limitare, quanto possibile criticità legate all’attività estrattiva.

Nel caso della cava in località Strubiana
, è stata da sempre evidenziata la viabilità, come problema meritevole di attenzione, ed è per questo che abbiamo dedicato oltre un anno per verificare se vi fosse stata la possibilità di creare un percorso alternativo a via degli Alpini.
Quindi fu affidato ad uno studio del settore, la ditta Planiter, l’ipotesi di un percorso diverso.
La somma di 2.500.000 euro, in effetti troppo ingente e non realizzabile anche per l’impatto ambientale ad esempio approvazione da parte della Comunità Montana e quindi della Provincia per il  vincolo idrogeologico e trasformazione del bosco, poi sarebbe stato necessario il parere della Sovrintendenza, un nostro PGT e le Valutazioni Ambientali Strategiche.

Quindi in ultima analisi restava solo il percorso di via degli Alpini, abbiamo insistito per un limite giornaliero dei transiti, per l’istallazione di barriere pedonali ed il miglioramento dell’illuminazione di un tratto di strada.
A questo punto è logico chiederci quale sarebbe stato l’esito se il Comune si fosse opposto comunque e non si fosse presentato ad alcuna trattativa per significare il suo diniego.

Esiste una varia letteratura in proposito e la legge è assai chiara, il Comune avrebbe perso tutte le possibilità di ottenere compensazioni legate alla convenzione condivisa e la ditta Fassa non avrebbe sostenuto oneri ulteriori previsti per l’escavazione, ai sensi della L.R. 14/98 già richiamata.
In sintesi il privato avrebbe avuto il solo obbligo di versare la somma al mq del materiale scavato ed il riassetto dell’area come recupero ambientale alla fine dell’estrazione.

Il quadro della situazione credo avrebbe portato qualsiasi amministratore a “miti consigli”…
La pressione della provincia, dopo anni di tergiversare si faceva sempre più stringente, tanto che era imminente una decisione d’ufficio con l’esito ed il contenuto già specificato.

La convenzione stipulata con la Fassa contiene regole chiare, non permetteremo che vengano disattese: numero camion, pulizia delle strade, calendario dei giorni di estrazione saranno fatti valere scrupolosamente.
Va da sé che il 2023 scade il piano cave, il privato ci ha già confermato che comunque stenta a trovare, per ora, cavatori interessati; inoltre c’è bisogno di tempo per riorganizzare quella cava e per l’appunto il tempo passa.
Anzi promette un margine di trattativa per diminuire i volumi, sempre non prima del 2023, toglierli cioè dal Tesio e portarli al Budellone, tanto da ridurre significativamente l’estrazione in quel luogo.

Tutto sommato nel corso della trattativa la Bortolo Fassa, si è dimostrata Azienda di buonsenso è stata una lunghissima trattativa, dove le parti hanno messo sul tavolo le proprie valutazioni ed i propri interessi.
Chi ha approfondito la materia sa però quali sono i limiti della nostra azione amministrativa, in questo caso sono molti.

Spero vivamente che il disagio sia assai minore di quello paventato da alcuni cittadini e dai comitati ambientalisti.
Ripeto l’Amministrazione sarà comunque ancora e sempre presente perché tutto avvenga secondo la convenzione.
 
Vicesindaco Assessore Alle Cave del Territorio di Gavardo
 Sergio Bertoloni
 
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Commenti:

ID70112 - 06/12/2016 18:19:35 (turk182) ecco
nella stessa risposta del Vicesindaco, gi definita a ragione, inutile, c' tutto il vulnus della questione.."...perch tutto avvenga secondo la convenzione" E' PROPRIO LA CONVENZIONE CHE E' SBAGLIATAAAAAAAAAAAAAsvegliaaaaaaaaaaaaaaa come dire "vigileremo perch tutto avvenga a favore del privato" non male per essere il nuovo Sindaco di Gavardo...


ID70114 - 06/12/2016 18:31:52 (Tc) ...
Gia' finire con : ''Spero che il disagio sia assai minore di quello paventato...'' fa rabbrividire...Che vuol dire ''spero''...cioe' la roba l' e' mia sicura?...Partom prope be...entat i 70.000 euri ie' en saccoccia...dopo...''spero''...


ID70115 - 06/12/2016 18:48:00 (minkia) "Per l'occasione nel comune di Gavardo è sindaco il signor Gaetano Mora"
ma che cavolo di frase è? "Per l'occasione"?????? ma come scrive l'ex professore di italiano? E poi chissenefrega di chi era sindaco nel 2003? Purtroppo invece ora sindaco è il signor Emanuele Vezzola che con le sue genialate è in queste ore sulla bocca di tanti in tutta la provincia, e rende proprio un bel servizio al nome di Gavardo, c'è proprio di che vergognarsi. E per via della sua sospensione pronunciata dal tribunale, il sostituto è adesso proprio lo stesso ex professore. Som prope mitich be !P.S.: Complimenti per la convenzione “negoziata” con la Fassa B., un’altra vera genialata.


ID70116 - 06/12/2016 19:08:43 (skyrunner968) ecco la risposta
questa risposta è esattamente lo stampato letto in consiglio, ove io ero presente.quindi niente di nuovo dopo 10 giorni. Probabilmente il sig.Bertoloni non ha ancora capito che sta continuando a rimettere un disco rotto che non piace a nessuno.Azienda di buon senso?......sigh!


ID70131 - 07/12/2016 12:03:50 (ste88gv) Io non capisco, spiegatemi
La lettera del vicesindaco mi sembra chiara: l'assegnazione della cava è di competenza REGIONALE, e l'ente locale (Comune in questo caso) può sì opporsi, ma se la Regione autorizza il piano cave (come in questo caso, valido dal 2003 al 2023) allora non si può più fare niente, se non cercare di "mitigare" le conseguenze dell'attività di estrazione. Io capisco questo, mi sono forse perso qualcosa? Perchè se fosse così non vedo cos'altro avrebbe potuto fare il Comune di Gavardo in questo caso.


ID70132 - 07/12/2016 12:26:08 (Tc) ste88gv
se la regione ti espropriasse la casa per darla ai profughi...che faresti?...Non e' che se la regione delibera il piccolo comune fa...azz...che siamo in un dittatura? Se il comune non e' d'accordo ci si siede a tavolino e si cercano le soluzioni...certo e' che se il comune ha gia' preso quei 70.000 eurini allora e' inutile anche andare avanti...


ID70141 - 08/12/2016 13:56:45 (ste88gv)
Non è questione di dittatura, ma di competenze: se la competenza delle cave è regionale e la regione decide, il Comune può solo cercare di mitigare (che è quello che è ha provato a fare, ottenendo degli interventi e dei contributi, se capisco bene). Quello che proprio non capisco è cosa si possa pretendere che facesse il Comune di Gavardo: se comunque non può evitare la decisione regionale, anche opponendosi, cosa poteva fare? Ma lo chiedo con sincera voglia di capire, non vorrei che io mi stessi perdendo qualche pezzo della storia. Grazie.


ID70146 - 08/12/2016 19:12:31 (turk182) se cali le braghe
L'amministrazione comunale di Gavardo stava trattando con l'impresa che aprirà la cava delle misure compensative che sono alla base della convenzione e questa è una prerogativa del Comune, poi ad un certo punto, dai 2.500.000 euro previsti per la cava, non si sa come mai, il Comune si "accontenta" di 63.000 euro in 20 anni (forse) e qualche miseria per metter pezze all'asfalto..come mai?? sarà forse per quello che, come dice il futuro Sindaco Bertoloni Sergio, la Fassa Bortolo è stata così collaborativa?? forse ste88gv ti manca questo passaggio che è emerso molto bene nell'assemblea pubblica fatta sull'argomento..


ID70164 - 11/12/2016 12:05:20 (astrolabio)
perche' non dare mandato ai capi comitato contro cava,di trattare la quota di pecunia recuperabile con la ditta.almeno la realta' entrerebbe a fare parte del loro mondo...



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