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Specchi riflessi

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20 Maggio 2018, 09.03
Gavardo
Blog - Maestro John

È, l'amico è...

di John Comini
Quando frequentavo le magistrali a Brescia, facevo il viaggio in pullman insieme al mio amico Deni, cioè Andrea Giustacchini. Eravamo nella stessa classe e nel pomeriggio andavo spesso a trovarlo

Deni amava il mondo degli insetti, amava leggere e scrivere poesie (le scrive ancora adesso, ma non le pubblica…peccato!). La sera, spesso, andavo da lui a parlare di poesia. Non eravamo un club di poeti maledetti, semplicemente lui mi leggeva i suoi bellissimi componimenti oppure le poesie dei poeti francesi, ed io ascoltavo incantato. Poi tornavo a casa verso le 10-10 e mezza (a quei tempi era orario da sballo). Mia mamma mi aspettava sulla porta e mi diceva “Fa piano che el papà l’è envers”.

Allora mio papà mi compariva, con le mutande di lana, e mi diceva “Mè dise nient…mé dise nient!” e si andava a dormire… Passavamo ore e ore a chiacchierare, fantasticando davanti ai cartelloni del cinema Salone. Spesso incrociavamo anche l’amico Beppe Venturelli, anche lui appassionato di cinema. Con Deni e con gli amici Mauro Abastanotti, Paolo Goffi (ora sacerdote a San Vito di Bedizzole) ed altri nel 1968 abbiamo realizzato lo spettacolo “Pronto, chi spara?” presso il teatrino delle Suore di Casa San Giuseppe, dove c’era suor Anna che ci incoraggiava fare queste cose. Da lì è nata la nostra passione per il teatro, passione che perdura…fino a quando scampiamo!

“È l’amico è una persona schietta come te
che non fa prediche e non ti giudica
fra lui e te divisa in due la stessa anima…
Però lui no, l’amico no
per niente al mondo io lo perderò
litigheremo sì e lo sa lui perché
eppure il mio migliore amico è…
L’amico è qualcosa che più ce n'è meglio è
è un silenzio che può diventare musica
da cantare in coro io con te…”
(Dario Baldan Bembo)

Secondo le statistiche (ah, le statistiche!) nel corso dell’intera esistenza, ognuno di noi ha circa 400 amici. Ma ci sono amici di vari tipi: i compagni di scuola e quelli con cui vai hai un hobby, i colleghi di lavoro e i vicini del campeggio, gli amici che durano una sola stagione e quelli di cui non si perde mai il ricordo, gli amici che si vedono spesso e quelli che non si vedono quasi mai. Ma i grandi amici, gli amici veri, coloro che rimarranno sempre al nostro fianco, pare siano soltanto sei. Gli amici del cuore non sono necessariamente quelli che si incontrano più spesso o con cui si trascorre più tempo. Spesso gli amici del cuore si vedono di rado. Al miglior amico ci unisce il senso dell’umorismo simile, il gusto per le stesse cose (film, libri, sport), una grande passione in comune (politica, religiosa). Anche se non manca la regola degli “opposti che si attraggono”, il timido con l’estroverso, il progressista con il conservatore, il maniaco dell’ordine con l’inguaribile casinista, come nel celebre film “La strana coppia” con Jack Lemmon e Walter Matthau.

Sempre secondo la statistica,
ci sono quattro categorie di amicizie: 1) i “coltivatori”, coloro che tengono molto agli amici e cercano di avere incontri molto frequenti. 2) i “potatori” che hanno la tendenza a fare amicizia assai in fretta e a porvi fine altrettanto rapidamente. 3) i “mietitori” che hanno una ristretta cerchia di amici fidati, pur trascorrendo lunghi periodi senza mettersi in contato con loro 4) I “raccoglitori” che fanno amicizia facilmente con tante persone, ma poi fanno poco per approfondire il rapporto. Gli uomini sarebbero più spesso “mietitori” o “raccoglitori”, le donne “coltivatori” o “potatori”. Negli amici non c’è invidia, ma lealtà. È bello sapere che l’amico c’è, esiste, ma senza nutrire esasperate aspettative (a differenza dell’amore, coniugale o meno, che è assai più assolutista). E infatti agli amici puoi dire “Scusa, ma devo andare!”…ma alla moglie quando lo puoi dire? Ahi ahi ahi!

C’è sempre dolore, rimpianto e nostalgia per gli amici perduti. L’amicizia è un bene fondamentale e prezioso, da custodire, rispettare, ricordare quando scompare. Ci sono vuoti incolmabili, e sono quelli che solo un amico può riempire.

Io penso che si possano avere anche amici di carta, o di cinema, o di pittura. Nel senso che quando leggo un bel libro, è come se entrassi in empatia con il suo autore. È come se fosse lì, accanto a me, a raccontarmi cose che mi fanno pensare.  Mario Rigoni Stern, Camilleri, Leopardi: che volete farci, sono amici miei! E anche Battisti, Battiato, Baglioni. In questi giorni, ci ha lasciati un grande amico, Ermanno Olmi. Ha scritto: “Siamo dentro la catastrofe, non sull’orlo. Questo è un momento storico in cui non dobbiamo accelerare, ma rallentare le nostre pulsazioni, per renderci conto di ciò che sta accadendo. Bisogna volere che il mondo non sia più quello di prima. Solo così potremo salvarci…Vogliatemi bene, quando sarò morto. Se guardo la morte con questa richiesta d’amore, significa che quest’amore è la mia garanzia di sopravvivenza. Se ho lasciato una buona memoria nelle persone a cui ho voluto bene, tutti costoro mi vorranno bene e io avrò dato un significato alla mia vita.” Grande Ermanno!

C’è un piccolo gioiello
, il film “Le conseguenze dell’amore” di Paolo Sorrentino, che parla di amicizia in modo commovente. “Dino Giuffré era mio amico da piccolo. Il mio migliore amico. Non lo vedo e non lo sento da vent’anni. Quando si è amici una volta lo si è per tutta la vita… Una cosa sola è certa. Io lo so. Ogni tanto, in cima a un palo della luce, in mezzo a una distesa di neve contro un vento gelido e tagliente, Dino Giuffré si ferma. La malinconia lo aggredisce. E allora si mette a pensare. E pensa che io, Titta di Girolamo, sono il suo migliore amico.”
Camminando sulla Via Romana, ho conosciuto bellissime persone che io, nel mio cuore, considero amiche. Una è Lavo Giuseppe, un uomo con una cultura profonda ed una squisita sensibilità, che ascolto incantato. Legge moltissimo, da don Milani a Manzoni, ed ha un nipote molto bravo nello storytelling. Si chiama Pietro Macdonald ed ha ideato uno spettacolo dal titolo “I Tre Capelli d’oro del Diavolo”. Cercatelo su youtube, merita! E poi spesso mi fermo a parlare con Pierangelo Damiani, una persona incredibilmente generosa. Grande camminatore, amante della natura, mi ha fatto leggere molti libri che ci aiutano a rendere migliore questo pazzo pazzo mondo. Con lui condividiamo molte cose, oltretutto ha un figlio della stessa età del mio.
Sempre camminando, in questi ultimi tempi ho conosciuto altre bellissime persone.

Un giorno ho scoperto che il mio amico d’infanzia Ciottolo (al secolo Claudio Lauro) stava bevendo il caffè insieme a sua moglie Tina (al secolo Battistina Cattaneo). Erano ospiti della sorella di Tina, Ceci (Cesarina) moglie di Aldo Cobelli, una bellissima persona (il loro vulcanico figlio Paolo canta nella Staghenout cover band).
Pian piano, tra una battuta ed un caffè con i biscotti, ho scoperto che la loro è la casa dell’accoglienza e del sorriso. E ho saputo che Tina e Ceci avevano una sorella, Maria Teresa, che è andata in Paradiso a soli 38 anni, lasciando il figlio Moreno che aveva solo 9 anni. Ho scoperto che il genero dipinge delle icone stupende…Ho scoperto che Ceci scrive benissimo, tant’è che alle avviamento a Gavardo aveva vinto ad un concorso la bellezza di 60 mila lire con un tema, e quei soldi non li aveva usati per se stessa, ma per acquistare cose utili alla famiglia. Ho scoperto che la grande Ceci aveva dedicato all’amica Nerina Neroni queste struggenti parole quando è mancata…

“Il filo di lana dai mille colori,
che tu usavi per i maglioni dei tuoi cari è quello che ci ha fatto conoscere. Ti abbiamo apprezzato per le tue sortite originali e simpatiche. Il filo di speranza che ti ha accompagnato nella dura e lunga lotta contro il male che ti ha strappato a tutti noi, ci ha svelato una Nerina forte e tenace. Il filo di voce delle ultime telefonate, flebile per la sofferenza, ti ha tenuta legata a noi che pregavamo perché non si arrivasse al momento doloroso del distacco. Ora il filo che speriamo tu tenderai a noi è quello che fa da collegamento con il cielo. Da lassù dove ti trovi, aiuta i tuoi cari, ma anche tutte noi a ricordarti sempre con amore e simpatia. Pregheremo, te lo assicuriamo, ma tu stacci vicino e dal Paradiso proteggici.
Ciao Nerina, le tue amiche del per-corso di filato.”

Oggi, domenica, compie gli anni Tina, mamma della bellissima Claudia e di Andrea (è in Bretagna dove lavora per un’Associazione culturale). A lei ed ai suoi familiari vorrei dedicare alcuni pensieri di Antoine de Saint-Exupéry sull’amicizia…

“Nulla vale il tesoro di tanti ricordi in comune, di tante ore brutte vissute insieme, di tanti screzi, rappacificamenti, slanci del cuore.  Se differisco da te, non ti offendo, ti accresco. Un sorriso è spesso l’essenziale. Si è ripagati da un sorriso. Si è ricompensati da un sorriso. Si è animati da un sorriso. Può darsi che la vita ci stacchi dai compagni, c’impedisca di pensare molto a loro, ma da qualche parte, non si sa bene dove, essi esistono, silenziosi e dimenticati e tuttavia talmente fedeli! E se incrociamo il loro cammino, ci danno manate sulle spalle con belle esplosioni di gioia!” Auguri, Tina!

Ci sentiamo la settimana prossima, a Dio piacendo

maestro John Comini

Nelle foto:
1)Tina Cattaneo e Claudio Lauro (ufficiale nel “Genio”)
2) Pierangelo Damiani
2) Il sottoscritto dietro l’amico Paolo Goffi
3) Deni Giustacchini, Beppe Venturelli ed io (40 chili fa) in una foto di Gioan Lavo nel 1974







 

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Commenti:

ID76105 - 20/05/2018 14:12:22 (Iva) sempre bravissimo
COMPLIMENTI SEMPRE CARO MAESTRO


ID76107 - 20/05/2018 14:48:08 (Geppo1950) una boccata di ossigeno
Ciao, per mè leggere i tuoi racconti, è come sentire una ventata di aria fresca, siamo quasi coetanei, nonostante tutto gli amici sono comuni al 80 % e quando leggo di Ciotolo mi viene da ridere, appena lo vedo voglio vedere la sua facciona simpatica, per l'articolo sei u.n fulmine, alle 09.00 "ancora niente???""arriva arriva" e via continua a Dio piacendo, perchè a Beppe piace.buona domenica



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