09 Maggio 2020, 08.14
Banche

Dopo 31 anni Donati lascia la sua Rurale

di val.

La decisione era nell’aria da tempo, anche se all’interno di quella che a detta di tutti è “la sua creatura”, ovvero la Rurale Giudicarie valsabbia Paganella, speravano che cambiasse idea


Davide Donati lascia a malincuore, spinto da motivi di salute, la Cassa Rurale Giudicarie Valsabbia Paganella, dopo quasi 31 anni di servizio, 25 dei quali trascorsi nel ruolo di direttore generale.
A fine maggio il suo ruolo verrà assunto dal vice Michele Pernisi.

Entrato in banca nel 1989,
quando si chiamava Cassa rurale di Darzo e Lodrone e disponeva solo di tre sportelli con sedici dipendenti, Davide Donati si congeda avendo saputo far cogliere alla sua «creatura» risultati di assoluto rilievo.

Il personale,
«costituito oggi da una squadra molto affiatata di giovani capaci di esprimere al tempo stesso grande professionalità ed umanità» per dirla con le parle dello stesso Donati, ha raggiunto la soglia di 150 dipendenti.

Gli sportelli sono 25, dieci dei quali nel Bresciano.
I soci sono passati da 555 a 8. 249 e la raccolta è schizzata da 24,5 milioni (convertendo le lire di allora) a 1,223 miliardi di euro, con i prestiti che sono cresciuti da 8 a 620 milioni di euro.

Numeri che indicano una grande crescita in termini bancari, che però non sono sufficienti a dare indicazioni su ciò che in questi lunghi anni Davide Donati ha trasmesso alla Cassa in termini di attenzione per il territorio e per i bisogni dei suoi abitanti.
Si badi bene: bisogni e non solo richieste.

Questo ha permesso all’istituto da lui guidato di espandersi e di diventare un assoluto protagonista dell’economia e della società nella zona compresa tra la Valle Sabbia e il Basso Trentino, quando altre realtà bancarie chiudevano sportelli.

Non è stata certamente una scelta semplice
, quella di lasciare la Cassa, Donati ha dichiarato di aver computo questo passo con grande senso di responsabilità, anche in vista dell’impegnativo progetto di fusione con la Cassa rurale Adamello, intrapreso sul finire del 2019, che porterà alla presenza di una sola banca di credito cooperativo nella zona delle Giudicarie trentine e nell’alta e media Valle Sabbia, quanto a fine anni Ottanta se ne contavano ben 18.

Davide Donati ha 58 anni e non è certo la pensione ad accoglierlo.
«Non so cosa farò: mi occuperò di qualche cosa che sia in grado di darmi il gusto stimolo intellettuale, dove servano ricerca e progettualità, ma su dimensioni più contenute e meno stressanti. Perché no, magari nell’ambito del sociale».



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