Skin ADV
Sabato 23 Giugno 2018
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 
    

 
 

MAGAZINE


LANDSCAPE


Arcobaleno che unisce il cielo...

Arcobaleno che unisce il cielo...

di Gianfranco Fenoli

[Estate]


22.06.2018 Bagolino

22.06.2018 Vestone Anfo Lavenone

22.06.2018 Valsabbia

22.06.2018 Vestone

21.06.2018 Mura

22.06.2018 Casto

21.06.2018 Valsabbia

22.06.2018 Vestone

21.06.2018

22.06.2018 Roè Volciano Salò Garda





09 Ottobre 2017, 05.39

RAcconti del Lunedì

In medio stat virtus

di Ezio Gamberini
E’ quasi mezzanotte, squilla il telefono: “Ciao Rigoberto, sono Giacomino, non hai per caso un’elettrovalvola servoazionata a due vie da prestarmi? …Ah, ce l’hai? Allora passo subito a prenderla? Va bene, grazie, arrivo”…

Rigoberto era fatto così, non era capace di dire no a nessuno; possedeva una generosità smisurata e un cuore immenso.
Ti occorreva qualcosa di strano, o un attrezzo da utilizzare una sola volta nella vita? Chiedevi a Rigoberto, e se per caso anche lui ne era sprovvisto, ti rispondeva:

“Mhhh, sai che anch’io potrei averne bisogno, un giorno? Domani andrò a comprarlo, ripassa dopodomani…”.

Una sera, anni e anni fa (figuriamoci, non c’erano neppure i telefonini), il suo amico Alfio gli chiese in prestito la macchina che teneva in garage, quella vecchia come il cucco, ma da utilizzare quando c’era bisogno, e comunque revisionata e con gomme e batteria nuove.

“Te la riporto domani”, lo rassicurò l’amico.

Il giorno dopo, di pomeriggio, Alfio si presentò a casa di Rigoberto e gli consegnò una busta in mano.
Quando il padrone della macchina la aprì, apprese che quella lettera era l’unica cosa rimasta della sua autovettura: si trattava della dichiarazione di rottamazione, eseguita al mattino!

Ancora oggi la faccenda è un mistero…

Sua moglie Erica era disperata: la casa, enorme, straripava di oggetti e articoli di genere elettrico, idraulico, meccanico, elettronico, macchinari per la lavorazione del ferro e del legno, per le misurazioni, ispezioni, riparazioni, attrezzature di ogni genere, e se questo non bastasse, Rigoberto era pure un collezionista.

“Di che?” direte voi.

Di ogni cosa: dai libri ai dischi, dai cd-dvd alle enciclopedie di vario genere, dalle monete ai francobolli, dai tappi alle bustine di zucchero, dagli strumenti musicali alle scatole di fiammiferi, dalle fotografie ai poster, dai microfoni ai sottobicchieri, il tutto procurato direttamente nei negozi, fiere, esposizioni varie o acquistata via internet.

Ci fu un periodo, che trascorse a casa in seguito a un infortunio, in cui tutto il giorno al computer poteva seguire le aste di ogni genere, e acquistava tutto ciò che gli avrebbe potuto servire in futuro (a lui, o agli amici, ovviamente).

Tra le altre cose, comprò la sua settima serie di cacciaviti speciali, ma questi erano proprio caratteristici, perché mentre avvitavano, rilasciavano un profumo di violetta e suonavano l’inno dell’Inter!
I corrieri gli consegnavano la merce anche tre o quattro volte il giorno, e in Comune era sorta l’esigenza di far installare nelle vie del paese una segnaletica stradale con l’indicazione “Casa di Rigoberto”.

Lui scherzava con gli altri collezionisti:

“Sono capaci tutti a collezionare bolli o monete… volete vedere la mia collezione di elettrodi speciali, o quella dei fusibili, oppure quella dei relais?”.

Erica glielo aveva detto un milione di volte:

“Quando muori, tutta la tua roba finirà in discarica!”, e Rigoberto rideva di gusto, e ribatteva:

Ma perché devo proprio essere io il primo ad andarmene?”.

“Ah no, questa poi no”, replicava Erica, convinta delle sue ragioni, che trovavano una qualche lecita giustificazione nella minore età e un’aspettativa di vita maggiore riservata alle donne.

E poi si rivolgeva agli amici:
“Giuratemi, giuratemi che se si avverasse ciò, sulla mia lapide applicherete una foto della mia mano”.

“Aperta?”.

“No, col pugno chiuso e un solo dito levato!”.

Erica, ho un’idea – esclamò uno degli amici – che ne diresti se facessimo un buco sia nella bara sia sulla lapide, per lasciar passare l’avambraccio col pugno levato, che resterebbe così a imperitura memoria delle tue volontà?”.

Primo Finale

Rigoberto, vecchio vecchio, proprio alla fine dei suoi giorni, tira le cuoia.
Folle oceaniche partecipano alle sue esequie, con i familiari e i vecchi amici (quelli rimasti) in prima fila, a rendere omaggio. Partecipano al lutto, commosse, le maestranze dei corrieri Bartolini, DHL, SDA Express, Fedex e UPS.

Si uniscono al cordoglio, con messaggi toccanti, i Consigli di Amministrazione di Milano Expo, Fiera di Ponzaga, Fiera Radiantistica di Collinescure, il negozio di strumenti musicali Puledri, e altri due o trecento fornitori di vario genere.

Terminato il doveroso periodo di lutto (48/72 ore), Erica convoca una ditta di traslochi che in sole otto settimane, con tre camion e sei viaggi ogni giorno, trasporta tutta la roba di Rigoberto in discarica.

Sulla sua tomba, accanto ai fiori, un microfono, due fusibili e un relais….

Secondo Finale

Erica, vecchia vecchia, proprio alla fine dei suoi giorni, tira le cuoia. Folle oceaniche partecipano alle sue esequie, con i familiari e i vecchi amici (quelli rimasti) in prima fila, a rendere omaggio.
Tra gli altri, partecipa al lutto, commossa, la ditta di traslochi che ha portato in discarica la roba di Rigoberto…

Sulla sua tomba, accanto ai fiori, spunta il suo avambraccio con pugno chiuso e dita apribili: quando vai a trovarla puoi alzarle l’indice, a indicare, lassù, il cielo, oppure l’indice e il medio, a suggerire la vittoria, oppure l’indice e il mignolo, oppure… oppure “In medio stat virtus”, la virtù sta nel mezzo.

Ah, che saggezza, che invito a ricercare l’equilibrio!

Epilogo

In Anno Domini duemilasessanta, Rigoberto ed Erica sono vicini ai cento e non ne vogliono sapere di lasciare questo mondo, mentre chi ha raccontato la loro storia se n’è andato già da qualche lustro, ed è ormai polvere nella polvere.

Ma non fa paura la morte, “sorella morte”, perché i minuti e gli anni trascorsi insieme sono più forti della morte; le carezze e i sorrisi, i sospiri e le tenerezze, il bene che abbiamo dato e ricevuto sono più forti della morte; tenersi per mano e guardarsi negli occhi, anche senza parole, sono più forti della morte, e per sempre resteranno, anche fra un miliardo di anni.

E’ eterno anche un minuto, ogni bacio ricevuto dalla gente che ho amato”
(Lucio Dalla)

Ezio Gamberini


Invia a un amico Visualizza per la stampa






Aggiungi commento:

Titolo o firma:

Commento: (*) ()





Vedi anche
24/08/2015 06:53:00
So distruta! No, il titolo non è in lingua straniera. Si tratta di comunissimo, dalle nostre parti, dialetto bresciano

03/03/2014 06:30:00
La scopa leopardata Gilda era una bidella volenterosa e tenace, infaticabile nel suo lavoro, ma un po’ “strana”, diciamo così...

21/09/2015 08:00:00
Ci vediamo domani Quando all’ora di pranzo usciamo dal lavoro, nel breve tragitto che ci separa da casa, Grazia ed io, in macchina, ascoltiamo le notizie del radiogiornale...

19/10/2015 06:43:00
Nuovo spiedo, nuova vita Con i miei fratelli e sorelle, che hanno abbandonato il paese natale da decenni, durante l’anno ci vediamo in più occasioni...

11/05/2015 07:00:00
Un amico straordinario Dopo aver cenato ci sediamo sul divano, e comincio a parlare. Tu mi ascolti, mi ascolti, senza interrompermi mai. Che rabbia mi fai venire! Sei fin troppo accomodante…



Altre da Racconti del Lunedì
18/06/2018

La tintoria

La signora Maria considerò come un miracolo, il nuovo colore dei pantaloni di Adelmo, l’amato marito, anche se burbero e scontroso. Osvaldo, il padrone della tintoria, era proprio un mago nella sua arte…

04/06/2018

L'influencer

Io pensavo che l’influencer fosse una brutta malattia, e invece si tratta di una persona in grado di condizionare, influenzare, soprattutto attraverso i social e i media in generale…

21/05/2018

Racconto per telepatici

Questo è un racconto per telepatici… (1)

07/05/2018

Quest'anno niente Nobel

Nooooooo! Per il Maestro John e il sottoscritto nessuna possibilità di vincere il premio Nobel per la Letteratura, quest’anno, infatti, nel 2018 non sarà assegnato!

23/04/2018

La sindrome di Capitan Uncino

Grazia una mattina mi fa vedere il braccio sinistro. Lo alza, solleva la manica e, sorridendo sorniona, si batte sul polso, dove dovrebbe esserci l’orologio, ma non c’è!…

09/04/2018

Potenza di un vanghetto

Tu dalle in mano un vanghetto, due fiorellini, un metro quadrato di terra e non sai più neanche di averla. Trascorrono ore, ma lei sembra non accorgersene!...

26/03/2018

Una previsione sbagliata

Avevo otto anni quando il mio maestro mi disse, esasperato: “Tu da grande sarai un delinquente!”. Ed io gli risposi, altrettanto furibondo: “E lei sarà il primo che ammazzerò!”(3)

12/03/2018

Buone notizie

Soltanto da pochi giorni è terminata la “sbornia elettorale”, ma le buone notizie apprese in questa settimana m’invogliano a parlare solo di queste ultime…

19/02/2018

Mozart fa russare?

Possibile che il grande, l’immenso Wolfang Amadeus Mozart, considerato trai i più grandi geni della storia della musica, faccia russare? Lo scopriremo alla fine del racconto…

05/02/2018

Due minuti di ritardo

“Due minuti di ritardo, si dimette il ministro Bates. Facce incredule: è shock alla Camera dei Lord. Bates, dopo le scuse, ha preso le sue carte e lasciato l’aula”...

Eventi

<<Giugno 2018>>
LMMGVSD
123
45678910
11121314151617
18192021222324
252627282930



  • Valsabbia
  • Agnosine
  • Anfo
  • Bagolino
  • Barghe
  • Bione
  • Capovalle
  • Casto
  • Gavardo
  • Idro
  • Lavenone
  • Mura
  • Odolo
  • Paitone
  • Pertica Alta
  • Pertica Bassa
  • Preseglie
  • Prevalle
  • Provaglio VS
  • Roè Volciano
  • Sabbio Chiese
  • Serle
  • Treviso Bs
  • Vallio Terme
  • Vestone
  • Villanuova s/C
  • Vobarno

  • Valtenesi
  • Muscoline
  • Garda
  • Salò
  • Val del Chiese
  • Storo
  • Provincia