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13 Maggio 2019, 07.00

Racconti del lunedì

Caro Macron...

di Ezio Gamberini
Approfittando del ponte del 25 aprile, con tutta la famiglia abbiamo visitato Parigi e le sue straordinarie magnificenze, ma con una sorpresa! Perciò ho deciso di scrivere a Macron… 

L’organizzazione è partita circa tre mesi fa, in occasione di un incontro conviviale con le famiglie riunite attorno a un tavolo: 
 
“Andiamo a Parigi?”.
 
“Ok”, rispondiamo in dieci: Grazia ed io, i nostri tre figli con nostra nuora e il fidanzato della secondogenita, mia sorella, mia nipote e il suo figlioletto undicenne. 
 
Che entusiasmo!
 
I ragazzi si occupano immediatamente delle prenotazioni: i musei del Louvre e D’Orsay, la Saint Chappelle, una gita in battello sulla Senna, ma soprattutto due cabine intere sul “Thello”. 
 
Mercoledì 24 aprile alle nove e un quarto di sera partiamo da Brescia e in capo a dodici ore, alle nove di mattina del 25 aprile, dopo aver riposato (!?) nelle nostre confortevoli (!?) cuccette, arriviamo alla Gare de Lyon, la stazione parigina. 
 
Parigi è bella, grande, affascinante… e ce la gustiamo, senza poterci avvicinare troppo a Notre Dame, ancora piantonata dopo il terribile incendio che l’ha devastata poche settimane fa, dopo aver consegnato i bagagli in hotel. Il primo giorno è riservato alla visita dello strepitoso Museo D’Orsay e alla Tour Eiffel.
 
La sorpresa di cui parlavo all’inizio si riferisce alla mattina successiva, quando entriamo al Louvre: prima di accedere alle sale mi avvicino al desk e cerco, tra le altre, colorate e invitanti, la guida in italiano. Non c’è! Deve esserci qualche errore; chiedo all’addetto, ma quando pronuncio:
 
“Italiano?”, scuote la testa.
 
Sono desolato, ma non solo. Mi sento offeso e umiliato: ma com’è possibile? 
 
Guardate la foto: oltre al francese, c’è la guida in inglese, spagnolo, russo, cinese, giapponese, coreano…
 
E poi l’entrata, sulle scale all’ingresso, è segnalata in francese, inglese, spagnolo e cinese.
 
No… io scrivo al presidente Macron e gli voglio ricordare che: 
 
“Il pezzo più pregiato del Louvre è la Gioconda del fiorentino Leonardo, incommensurabile genio italiano, ed è inutile rammentarLe che le sale maggiormente apprezzate, sono quelle in cui vengono esposte le opere del nostro Rinascimento e degli altri geni italiani che successivamente hanno creato fior di capolavori. 

Il due maggio ha ricevuto la visita del nostro presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in Francia per i cinquecento anni dalla morte di Leonardo, e Lei ha affermato che:

‘Il legame tra i nostri due Paesi e i nostri cittadini è indistruttibile ed è molto più forte e profondo di quanto non lo sia al nostro livello. Leonardo è il simbolo di quanti hanno creato un legame tra i nostri due Paesi nel Rinascimento. Il meglio dei nostri due Paesi, quello che hanno saputo mettere insieme è l’intelligenza’.
 
E allora, caro Presidente Macron, la dimostri immediatamente, questa intelligenza: inviti i responsabili del Museo più visitato al mondo (oltre dieci milioni di visitatori nel 2018!), a stampare una guida introduttiva in italiano, e ad imprimere sulle scale ‘Entrata’, per accontentare, ma soprattutto per non deludere, le centinaia di migliaia di visitatori italiani che ogni anno si mettono in coda, perché, nonostante tutto, sono amanti del bello, convinti che il bello sia assolutamente necessario per vivere una vita migliore”.
 
 
 
 
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Commenti:

ID80535 - 13/05/2019 08:18:42 (Ernesto)
stessa cosa a me,,,ma pure nei ristoranti fanno lo gnorry,,,,allora il primo francese che mi chiede informazioni qui da noi lo mando dalla parte opposta,,,son proprio macaron,,,,


ID80536 - 13/05/2019 13:09:39 (Iva) E' assolutamente inconcepibile
Come fa un museo che ospita "la Gioconda" ed opere prestigiose Italiane a non avere una guida in Italiano, siamo passati dopo i coreani (specifico che non ho niente contro i coerani), io chiederei una petizione per il ritiro subito dei quadri italiani.


ID80537 - 13/05/2019 15:30:41 (Giacomino) Certo che è inconcepibile,
Lo sarebbe per tutti ma non per i francesi ricordo che vissi la cosa con un senso di sgradevolezza e faticai a darmi una spiegazione poi capii che non si trattava di una svista quando mi accorsi che lo stesso si ripeteva sui menu del ristorante, e in tutto quello che riguardava una qualsiasi segnalazione di cortesia nell'albergo. Non scherzo se mi dico ancora convinto che il ricordo di quella dichiarazione di guerra da parte del duce quando la Francia era morente, per i nostri cugini rappresentò un vergognoso colpo alle spalle imperdonabile.


ID80539 - 13/05/2019 19:20:58 (mauretta)
Evitiamo la Francia! Andiamo in vacanza altrove, ci sono tanti bei posti al mondo!


ID80542 - 13/05/2019 22:04:10 (Tc) ...
Sono stato una sola volta in Francia,ora non e' per parlar male,ma a me son sembrati un po' con la puzzetta sotto il naso e anche un po' tiracul@,eppure il francese lo parlicchio un pochino,certo e' che a fronte di questa lettera,la mia idea di non ritornaci si avvalora sempre piu'...e come dice mauretta,ci son tanti posti con musei e storia da visitare l'Italia in primis,per visitarla tutta come si deve credo non sia sufficiente nemmeno 1 anno...poi pero' qui sul lago,noi abbiamo anche i menu' in tedesco...a capila...;-)


ID80543 - 13/05/2019 23:13:16 (Denis66) ...
Fancesso la Francia


ID80547 - 14/05/2019 09:56:52 (genpep)
mi sa che l'analisi più approfondita sia quella di Giacomino e ci fa anche capire la considerazione che abbiamo in Europa. Considerazione che è calata con atteggiamenti clowneschi del recente passato e che non aumenterà di certo con gli atteggiamenti di certi Capitan Fracassa degli ultimi tempi


ID80552 - 14/05/2019 12:42:56 (Domenico69)
Lasciamo la Francia ai francesi e evitiamola. Punto.



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