Skin ADV
Domenica 31 Maggio 2020
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 
    

 
 

MAGAZINE


LANDSCAPE



17 Aprile 2019, 10.02

Blog - Maestro John

Notre-Dame e le sue sorelle

di John Comini
Quando io e mia moglie eravamo andati a Parigi con la 126 e la tenda, nel 1978, avevamo visitato la cattedrale di Notre-Dame...

Era il 7 agosto, stavano celebrando la Messa in suffragio di Paolo VI, che era salito in Paradiso la sera prima. Ricordo le magnifiche vetrate e il suono stupendo dell’organo, il più grande d’Europa.
 
Lunedì sera accendo la tele e guardo le immagini di Notre-Dame che brucia e crolla. Sono incredulo, sbigottito. Mio figlio mi chiede se è un attentato. Pare di no. È come se bruciasse il cuore antico non solo di Parigi, ma dell’Europa intera. Notre-Dame è un patrimonio dell’umanità, uno dei simboli della nostra civiltà, lo spirito e la memoria storica della cristianità.
 
Vedo la guglia cadere, le strutture in fiamme che paiono la scena dell’incendio in “Via col vento”. Vedo il coraggio dei vigili del fuoco che si impegnano a salvare il salvabile, in uno scontro impari. Vedo una ragazza in lacrime. Vedo lo sgomento dei turisti, atterriti e tristi.  
 
Alcuni pregano, altri cantano con le facce illuminate dai bagliori di un fuoco che non si estingue. Non è solo una chiesa in rovina, ma un intero pezzo di umanità. Un tesoro di intelligenza, arte, religiosità. Il monumento più visitato della capitale francese dopo la Torre Eiffel e la seconda chiesa più visitata d’Europa dopo San Pietro.
 
È la culla di fede dove si è fatta la storia, in cui Napoleone si fece incoronare imperatore. Durante la rivoluzione del 1789 si fecero fondere i reliquari, i candelabri, i crocifissi di bronzo e le campane che diventarono cannoni, e col piombo delle bare arcivescovili si fabbricarono palle d’artiglieria.
 
A ricostruire Notre Dame, prima ancora degli architetti, fu un romanzo storico pubblicato nel 1831: “Notre Dame de Paris”, di Victor Hugo. Lo scrittore inventò un amore impossibile tra il campanaro gobbo Quasimodo e la zingara Esmeralda, le due creature più disprezzate, che all’ombra delle guglie trovavano riparo dalla crudeltà del potere. 
 
Il successo fu immenso. Da lì nacque l’idea di salvare la cattedrale e anche le mostruose statue in pietra che si sporgono nel vuoto da altezze vertiginose.Victor Hugo promosse una petizione popolare perché quel luogo sacro tornasse al suo splendore.
 
Ora il fuoco si è spento. Sono rimaste le meravigliose torri. Papa Francesco ha scritto: “Notre-Dame è il gioiello architettonico di una memoria collettiva, il luogo di ritrovo per molti eventi importanti, la testimonianza di fede e preghiera dei cattolici in città. Auspico che Notre-Dame possa ridiventare, grazie al lavoro di ricostruzione e alla mobilitazione di tutti, splendido scrigno nel cuore della città, segno della fede di coloro che l’hanno costruita.”
 
Particolarmente toccante è il messaggio del teatro La Fenice di Venezia, due volte distrutta dalle fiamme per colpa di due elettricisti che non volevano pagare la penale (ma si può?!) e due volte risorta: “Noi siamo stati devastati dal fuoco e ogni volta siamo rinati. Accadrà anche a voi, non abbiate paura, amici!”.
 
Penso a tutte le chiese, anche a quelle piccole, anche a quelle sperdute sulle montagne o nelle valli. Non saranno magnifiche cattedrali, non saranno visitate da milioni di persone, ma sono luogo di preghiera come Notre-Dame, luogo dove si proclama ogni giorno il mistero dell’eucarestia. Ognuna è frutto di una fede immensa, ognuna è un luogo dello spirito, è il tramite tra l’uomo umile e l’infinità del cielo. 
 
Gli uomini di un tempo vivevano i drammi della malattia, della morte, del dolore, della passione, proprio come noi. Ma credevano nel sacro, nel mistero, erano coscienti di essere fragili e peccatori.Forse erano più vicini di noi sia al cielo sia alla terra.
 
Ci fu un tempo in cui la costruzione di chiese e di cattedrali divenne quasi una gara a chi riusciva a costruire la più grande ed imponente, così ogni città si impegnava a costruire la propria. “Grandi peccatori, grandi cattedrali” ha scritto Cesare Marchi. Ci fu un grande impegno da parte di tutto il popolo: la chiesa doveva essere grande, bella e ricca perché era la sua casa, oltre che la casa del Signore. 
 
In tempi difficili, dove tutto era precario, si voleva costruire una sfida che somigliasse all’eternità. Ogni chiesa, come ogni albero, come ogni fiore,  ha il suo profumo, la sua luce, il suo chiaroscuro, le sue ombre. Penso alla chiesa di Santa Maria a Gavardo, alla chiesetta di San Fermo a San Felice, alle chiese di San Rocco a Gavardo, a Limone, a Livemmo, a Bagolino... Ma tutte le chiese, a modo loro, sono stupende. Le chiese, tutte le chiese, sono segno di fede genuina, autentica, sono patrimonio comune di valori, di sentimenti, di emozioni e di profonda fede in Dio.
 
In ogni paese conserviamo un gioiello d’arte e di fede, che dobbiamo conservare e rinnovare. E non dimentichiamo che il Vangelo ci insegna che ogni uomo è sacro, ogni uomo, anche il più piccolo, anche il più povero, anche il più fragile, ha l’infinito nel cuore.
 
Notre-Dame è un monumento alla fede e alla speranza. Tutti dicono che, dopo una notte terribile di fiamme e di fuoco, Notre-Dame risorgerà. E lo speriamo tutti. Oggi le chiese hanno assunto scarsa importanza, non rappresentano più un elemento fondamentale per la vita e la cultura del popolo. Forse questa tragedia servirà a capire le nostre radici, a trovare un’unità di idee che sembra smarrirsi nella frenesia dei tempi che viviamo. Sarebbe bello tornare a credere ancora nell’uomo. 
 
Perché anche Notre-Dame ritorni ancora, più bella di prima!
 
Maestro John
 
Nelle foto:
- Notre-Dame (foto dell’amica Sara Ragnoli)
- Chiesa di San Rocco a Gavardo
- Chiesa di Santa Maria degli Angeli
- Chiesetta di San Rocco a Livemmo 
Invia a un amico Visualizza per la stampa






Aggiungi commento:

Titolo o firma:

Commento: (*) ()





Vedi anche
15/12/2017 08:50:00
«Notre Dame De Paris» Andrà in scena domani, sabato 16 dicembre, a Vobarno lo spettacolo teatrale con la regia di Fiorenzo Savoldi

02/06/2019 10:03:00
Le lezione del maestro Salvatore L’ho incontrato poche volte, Salvatore Filotico. Ma in quel breve tempo ho apprezzato il suo essere maestro, la sua voglia di costruire rapporti solidali, la sua profonda cultura accompagnata ad una grande dose di umorismo

08/04/2018 10:50:00
Le tasche piene di sassi Accadeva spesso. A ricreazione, in cortile. Un bambino correva verso di me esclamando “maestro John, guarda che bello!” E mi mostrava un sasso. Io esprimevo stupore. Ma non fingevo. Era stupore per la poesia che i bambini hanno nell’animo

31/03/2019 10:05:00
L'ora in più Un altro compleanno: 67! Ammazza! Ma da domani dirò 68, così mi abituo al tempo che passa e vola via 

12/05/2019 09:43:00
Dove sei stato mio bell'alpino? ...Ma a Milano, ovviamente, per festeggiare il centenario dell’Associazione! 



Altre da Maestro John
31/05/2020

Io, Chiara e i 2 Mauro

È un piacere ed un’emozione scrivere di Chiara Abastanotti. È un piacere perché le voglio bene...

24/05/2020

I tempi d'oro del bar Acli

Quand’ero bambino ed abitavo nel “grattacielo”, camminando sul ponte che passa sopra il Naviglio e sul Chiese (ah, il Chiese!) sentivo il juke-box del bar Acli che sparava a tutto volume la canzone di Caterina Caselli “Nessuno mi può giudicare”

17/05/2020

La bambina di mia nipote Barbara

Finalmente una bella notizia. È nata Angelica, la bambina di mia nipote Barbara Barovelli e di Giulio Del Bono. È nata domenica 10 maggio, proprio nella festa della mamma.
VIDEO


10/05/2020

Incontri sulla via Romana

Ci sarà gente sulla via Romana? La strada che collega Gavardo e Villanuova è un paradiso terrestre, accanto scorre il fiume Chiese (ah, il Chiese!). Adesso sto ancora chiuso in casa in casa, aspetto e spero…

03/05/2020

Manuela e le sue splendide bambine

Tra le belle persone che ho incontrato nella mia vita, c’è Manuela Bonacina. Vive a Sabbio Chiese, è sposata con Alberto ed ha due splendide bambine, Maria ed Aurora

26/04/2020

I ricordi del fotografo Buccella

Un tempo, se avevi la fortuna di possedere una macchina fotografica, dopo aver terminato il rullino dovevi recarti da un fotografo che ti avrebbe sviluppato le tue foto-ricordo. E a Gavardo quel fotografo è sempre stato il signor Domenico Buccella

19/04/2020

Tanti auguri a... tre!

Oggi ho tre auguri da fare. Comincio dal compleanno di mio fratello Dino.

12/04/2020

Gli auguri della signora Maria

In attesa di rivederci presto nei teatri e nelle piazze, la signora Maria (Paola Rizzi), con Andrea Giustacchini, Luca Lombardi, Peppino Coscarelli ed il sottoscritto vi augurano ogni bene
• VIDEO


05/04/2020

Il paese immaginario

Guardo fuori dalla finestra. Strade vuote. Silenzio irreale. Passa un uomo con due cani al guinzaglio. Sfreccia un ragazzo in motorino, porta il pane...

29/03/2020

Destinazione Paradiso

Quand’ero bambino in casa si respirava il profumo della fede. Sapevo chiaramente che i defunti non erano scomparsi nel nulla, ma vivevano per sempre nell’amore di Dio, in Paradiso.

Eventi

<<Maggio 2020>>
LMMGVSD
123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031



  • Valsabbia
  • Agnosine
  • Anfo
  • Bagolino
  • Barghe
  • Bione
  • Capovalle
  • Casto
  • Gavardo
  • Idro
  • Lavenone
  • Mura
  • Odolo
  • Paitone
  • Pertica Alta
  • Pertica Bassa
  • Preseglie
  • Prevalle
  • Provaglio VS
  • Roè Volciano
  • Sabbio Chiese
  • Serle
  • Treviso Bs
  • Vallio Terme
  • Vestone
  • Villanuova s/C
  • Vobarno

  • Valtenesi
  • Muscoline
  • Garda
  • Salò
  • Val del Chiese
  • Storo
  • Provincia