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Valerio Corradi, sociologo territorialista, nell'ambito di progetti europei, nazionali e locali si occupa di modelli di sviluppo locale; innovazione organizzativa e formazione al lavoro; buone pratiche di qualità della vita e bilanci di sostenibilità sociale.  

Tra le sue pubblicazioni:
Per uno sviluppo locale sostenibile (Milano, 2009);
Le incerte vie della sostenibilità (Milano 2011);
Nuove società urbane (Milano, 2013);
Solo chi sogna può volare (Mantova, 2016)
Il blog si propone di riflettere su alcuni temi emergenti che rendono evidente l’intreccio tra spazio dei flussi e spazio dei luoghi ovvero tra globalismo e localismo.
In un quadro segnato da crescenti squilibri sociali, effetti ecologici negativi, crisi di sviluppo, ma anche da nuove opportunità di “crescita” e da forme sociali emergenti diventa fondamentale saper coniugare l’azione locale con un modo di pensare globale.

 
 

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12 Febbraio 2018, 08.00

Blog - Glocal

Ritornare al servizio militare obbligatorio?

di Valerio Corradi
Alpini, Bersaglieri e Fanti lanciano un appello alle forze politiche per ritornare al servizio di leva obbligatorio

Il 7 febbraio scorso i vertici dell’Associazione Nazionale Alpini, dall’Associazione Bersaglieri e dall’Associazione dei Fanti, in maniera congiunta, sono tornati a sollecitare la politica a ripensare all’abolizione della naja entrata a regime oltre 13 anni fa. Le tre Associazioni, che contano insieme oltre 400.000 iscritti, hanno invitato i partiti che si presenteranno alle elezioni del 4 marzo ad esprimersi chiaramente su questa richiesta. Il ritorno della leva è invocato, prima di tutto, come soluzione allo smarrimento che vivono i giovani di oggi ai quali sarebbe data l’opportunità di sviluppare il sentimento di appartenenza alla Patria e senso di responsabilità civile e sociale.

Già negli anni che precedettero la sua abolizione, avvenuta nel 2005, il servizio di leva divise molto l’opinione pubblica italiana. Da una parte, i sostenitori, insistevano sull’importanza che esso aveva nella formazione del carattere dei giovani, sulla possibilità di favorire esperienze lontane dal contesto famigliare, sul supporto che poteva fornire alle forze dell’ordine, e sulla sua capacità di sviluppare spirito di corpo e forti legami di amicizia. Tra i critici si sottolineava il peso dell’elemento dell’imposizione, la scarsa professionalizzazione della leva e, in ragione di alcuni episodi di cronaca, si sosteneva addirittura che fosse controproducente o pericolosa.

Oggi il dibattito si sta riaprendo ma sotto una nuova luce e il possibile ritorno del servizio militare obbligatorio si misura con una serie di nuove questioni che non possono essere trascurate. La maggior parte degli osservatori concorda che una nuova naja non potrà occupare troppi mesi e che dovrà essere aperta sia a uomini che a donne.

Altra questione riguarda la necessità di raccordare i possibili nuovi militari di leva e le forze armate odierne ormai composte da soli professionisti dotati di competenze elevate/specifiche che si sono formati dopo appositi percorsi formativi. La stessa possibile coesistenza tra servizio militare e servizio civile (in vigore su base volontaria dal 2001) dovrà essere ripensata.

Da ultimo non sono da trascurare le questioni organizzative e i costi economici che potrebbero rendere complicata la gestione e l’estensione obbligatoria a tutti i giovani di un periodo di servizio. Anche alla luce di questi elementi, Ana, Anb e Anf concordano che la nuova leva non potrà essere una fotocopia di quella del passato ma dovrà essere un’esperienza formativa davvero utile per i giovani in modo da prepararli a vivere in un contesto sociale in continua trasformazione.
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Commenti:

ID75164 - 12/02/2018 12:24:30 (Tc) ...
Sono daccordo,visto poi la parita' dei sessi,servizio obbligatorio per tutti per 6 mesi,ma fatti bene,formando persone qualificate e preparate...anche in mansioni non prettamente militari,c'e' chi piace stare piu' a contatto con feriti,(persone in difficolta' per guerre,terremoti,alluvioni ecc.)che star al fronte...come dire piu' umanitario...


ID75166 - 12/02/2018 15:54:36 (bernardofreddi)
Sì, purché i nostri ragazzi non diventino gli schiavetti dei "professionisti".


ID75168 - 12/02/2018 16:26:09 (Giacomino) D'accordo per un periodo di qualche mese
con disciplina intelligente e istruttori adeguatamente formati che nel nostro esercito non mancano.


ID75169 - 12/02/2018 17:22:45 (Franz 59) Si subito
Condivido pienamente il commento del sig. TC, importante non meno di 6 mesi e reinserirlo dal prossimo nuovo Parlamento.


ID75170 - 12/02/2018 18:57:02 (delirio) No totalmente contrario
Al ritorno della leva


ID75171 - 12/02/2018 20:29:05 (Venturellimario)
In quali caserme che quelle rimaste sono tutte allo sfascio?


ID75174 - 13/02/2018 01:00:04 (Tc) Venturellimario
Basterebbe occupassero le numerose strutture confiscate alle mafie,alcune sono vere e proprie piccole citta'...daltronde che se ne fa lo stato?Si parla di milioni di euro comunque...


ID75190 - 14/02/2018 05:38:17 (doc)
Sono un antimilitarista convinto e ritengo l'abolizione del servizio militare obbligatorio una della poche conquiste da ascrivere a merito della nostra classe politica. Se ci sono soldi da buttare si usino per potenziare la nostra scuola, al limite del collasso economico e educativo. Si usino per inserire i giovani nel mondo del lavoro, si usino per favorire l'integrazione umana e per diffondere la cultura, visto che viviamo sempre più in un paese di Analfabeti di ritorno. Certi discorsi mi fanno proprio incazzare; le guerre le facciano i professionisti ma lascino fuori la gente comune. Io voglio la PACE, la pace a ogni costo.



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