Skin ADV
Domenica 24 Marzo 2019
Utente: Password: [REGISTRATI] [RICORDAMI]


 
    

 
 

MAGAZINE


LANDSCAPE


Giuliana Franchini, psicologa psicoterapeuta infantile, autrice di libri sulla relazione educativa e favole per aiutare i bambini a crescere bene.
Giuseppe Maiolo,  psicoanalista junghiano, scrittore e giornalista, si occupa di formazione dei genitori e di clinica dell’adolescente.
Officina del Benessere, Puegnago tel. 0365 651827
Nubi di primavera

Nubi di primavera

by Miriam

[Cosmo]





26 Marzo 2018, 10.05

Blog - Genitori e figli

L'odio online comincia dal cyberbullismo

di Giuseppe Maiolo
Lo chiamano Hate speech e vuol dire “incitamento all’odio”. La definizione abbastanza recente della giurisprudenza sta a indicare un fenomeno inquietante e allarmante, presente nelle chat e sui social  

Negli ultimi tempi sta prevalendo in rete un linguaggio offensivo e proliferano una quantità di immagini di inaudita violenza volte a provocare, denigrare, calunniare gli utenti della rete. E non c’è solo l’odio tradizionale violento e persecutorio, espressione di intolleranza razziale, politica, religiosa, di genere o di orientamento sessuale ma, con maggiore frequenza si diffonde l’odio ad personam, rivolto al singolo che la pensa o si comporta in maniera diversa. Assistiamo alla crescita di una cultura della violenza che si sviluppa in ogni dove, nel pubblico e nel privato e cresce precocemente negli atteggiamenti dei bambini e dei giovani. 
 
Il cyberbullismo è la prova tangibile di quanto i minori di oggi, sempre connessi in rete, si divertano a offendere e provocare, calunniare e perseguitare le vittime designate con la complicità di chi guarda senza intervenire né denunciare. Il bullismo virtuale non è per nulla diverso dal mobbing e dallo stalking. È, in ogni caso, persecuzione virtuale che poi si fa reale, concreta e micidiale. Spesso questo agire è ritenuto un gioco e un divertimento sia dai piccoli cyberbulli che dagli adulti, i quali non intervengono ma stanno a guardare, giustificando con il termine “ragazzata” le azioni offensive e, ancor più, senza intervenire né sanzionare o bloccare questo tipo di comportamenti. 
 
La portata delle azioni bulle in rete, invece, è grave, estremamente pericolosa, e possiamo considerarla come l’inizio dell’escalation dell’odio. Perché pure i gesti apparentemente lievi come le prese in giro, che sembrano divertire anche le vittime, possono essere l’inizio inarrestabile di quella violenza che in Internet sovente inchioda al muro della disperazione chi ne viene colpito. La vittima non può difendersi o proteggersi cambiando luogo di esistenza. Ancor meno farsi dimenticare, perché il diritto all’oblio non esiste.
 
A conferma di questo vale la pena ricordare gli studi di uno psicologo americano, Gordon Allport, che nel secondo dopoguerra, cercando di capire qual era il meccanismo che aveva alimentato lo sterminio di massa, mise appunto la Scala dell’odio nella quale indicava come al primo step vi fosse proprio il dileggio e la burla dell’altro, percepita in maniera lieve. Di seguito, secondo questo autore, l’azione messa in atto è l’isolamento della vittima e la sua esclusione, quindi la discriminazione e la negazione dei suoi diritti. Alla fine, nel quarto gradino vi è la vera propria violenza fisica della vittimae all’ultimo stadio l’eliminazione del gruppo perseguitato, che è stato nel frattempo disumanizzato e reso un mostro agli occhi della collettività.
 
La stessa dinamica sembra essere alla base dell’odierno Hate speech che alimenta le varie forme di cyberbullismo come il Sexting o il Revenge Porn, il Flamming, il Grooming e finanche le Fake news.
 
Ma non è la tecnologia che produce odio. Caso mai lo amplifica e lo rende redditizio. Prendere in giro sul web e postare materiale offensivo fa diventare popolari e i click fanno guadagnare. Questo lo sanno anche i ragazzini che incontro regolarmente nelle scuole e che sono a caccia di visibilità per mostrare cosa sanno fare e mostrano la loro forza e la loro crudeltà priva di empatia e di partecipazione emotiva. Internet ti assicura in un attimo e senza fatica tutto questo, perché è uno strumento potente, potentissimo che in modo virale diffonde le tue gesta, lasciandone traccia per sempre.

E poi l’anonimato, che in realtà sul web è solo un’impressione, diventa disinibizione e orgoglio, cioè devastante sentimento di fierezza che non ti fa cogliere la portata dell’odio o la pericolosità delle azioni dandoti, invece, l’idea di essere un potente supereroe.
 
Che fare? Sanzionare questi comportamenti in maniera severa? Non c’è dubbio che vi sia la necessità di una normativa adeguata all’emergenza odio nel web e la legge sul cyberbullismo ne è un prezioso esempio. Però bisogna che vi sia anche da parte degli adulti di riferimento, maggiore attenzione e presenza nella vita dei minori, così come maggiore coerenza educativa. E non potrà bastare finché non metteremo in atto seri e organizzati progetti di prevenzione da avviare presto in famiglia e nella scuola, a partire da quella dell’infanzia e dalla primaria.

La sfida educativa non può essere vinta fintanto che l’attenzione non sarà posta alla comunicazione affettiva ed emotiva. Ma anche il mondo dell’informazione dovrà fare la sua parte sostenendo, ad esempio, una trasformazione dei messaggi verbali con una controparola,come dice Giovanni Ziccardi, attento studioso del fenomeno, capace di veicolare l’uso più ampio di un linguaggio positivo e pacificatore.
 
Giuseppe Maiolo
Docente di Psicologia dello sviluppo
Università di Trento
 
 
Invia a un amico Visualizza per la stampa






Aggiungi commento:

Titolo o firma:

Commento: (*) ()





Vedi anche
29/07/2018 08:27:00
Adolescenti e social I social sono buoni o cattivi? Servono agli adolescenti o sono dannosi?  Domande insistenti che oggi riecheggiano ovunque e che, soprattutto i genitori, si pongono preoccupati dei pericoli che i figli possano correre frequentandoli assiduamente

04/03/2019 09:06:00
Fare i genitori al tempo dei social I bambini e gli adolescenti di oggi sono immersi nel mondo tecnologico e vivono come una “doppia vita” che influenza il processo di sviluppo e di individuazione: una reale dove fanno le esperienze comuni e si confrontano con il principio di realtà, e una virtuale che consente altre esperienze e rapporti con se stessi e con gli altri

10/03/2019 14:27:00
Il cyberbullismo non è un gioco
Le prepotenze e le aggressioni, le derisioni e le minacce che si sviluppano grazie alle nuove tecnologie di comunicazione sono comportamenti ancora poco conosciuti


11/11/2018 09:37:00
Le parole dell’odio Le parole dell’odio circolano realmente attorno a noi, oggi  più che mai in rete, e attraversano le relazioni, le contaminano e le feriscono

13/05/2018 08:00:00
Omofobia e cyberbullismo
La giornata mondiale contro l’omofobia, che si celebra il 17 maggio di ogni anno, dovrebbe servire a ricordare che la paura di chi ha un diverso orientamento sessuale è ancora ampiamente diffusa nella nostra società
 



Altre da Genitori e Figli
17/03/2019

Le emozioni in rete

E’ tempo ormai di domandarsi dove stiano le nostre emozioni quando siamo in rete e come vengono espresse.

10/03/2019

Il cyberbullismo non è un gioco

Le prepotenze e le aggressioni, le derisioni e le minacce che si sviluppano grazie alle nuove tecnologie di comunicazione sono comportamenti ancora poco conosciuti
(1)

04/03/2019

Fare i genitori al tempo dei social

I bambini e gli adolescenti di oggi sono immersi nel mondo tecnologico e vivono come una “doppia vita” che influenza il processo di sviluppo e di individuazione: una reale dove fanno le esperienze comuni e si confrontano con il principio di realtà, e una virtuale che consente altre esperienze e rapporti con se stessi e con gli altri (1)

27/02/2019

Costruire l'umano per combattere il bullismo

Sarebbe bello se le azioni bulle avessero anche una minima motivazione e il bullo o la bulla fossero soggetti riconoscibili a distanza. Dietro molte aggressioni, invece, e dietro la violenza ci sono dinamiche complesse ma spesso prive di una qualche specifica ragione

11/02/2019

Quando il bullismo diventa normale

Ci sono storie che si raccontano e altre, spesso quelle che parlano di prevaricazioni e violenze, che vengono tenute nascoste sotto il velo perverso dell’omertà. VIDEO


28/01/2019

Raccontare la memoria contro la banalità del male

La memoria è un magazzino, una sorta di “luogo” fisico di strutture nervose dove si accumulano esperienze e ricordi, storie e fatti del passato che appartengono a noi stessi o ad altri...

20/01/2019

Se le maestre picchiano i bambini

Le immagini delle maestre che maltrattano i bambini mettono in evidenza, una volta di più, come la violenza sui minori sia ancora una vergognosa piaga sociale (2)

14/01/2019

A che servono i castighi e le punizioni?

Le frustrazioni, i rimproveri, le limitazioni e anche le punizioni servono, hanno la loro funzione: quella di far sapere al bambino ciò che è bene e ciò che è male, quello che si può  e quello che non si può fare

23/12/2018

Se Babbo Natale non fa più sorprese

Viviamo, di questi tempi, più il Natale dello stress, delle cose da fare e dei regali da comprare, che quello dei riti.

16/12/2018

Nell'educazione parlare non basta

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Questa frase, ripetuta spesso per definire chi è volutamente distratto e sentita e in particolare dalle madri che lamentano di non essere ascoltate dai figli, non è solo un’impressione, è una verità 

Eventi

<<Marzo 2019>>
LMMGVSD
123
45678910
11121314151617
18192021222324
25262728293031



  • Valsabbia
  • Agnosine
  • Anfo
  • Bagolino
  • Barghe
  • Bione
  • Capovalle
  • Casto
  • Gavardo
  • Idro
  • Lavenone
  • Mura
  • Odolo
  • Paitone
  • Pertica Alta
  • Pertica Bassa
  • Preseglie
  • Prevalle
  • Provaglio VS
  • Roè Volciano
  • Sabbio Chiese
  • Serle
  • Treviso Bs
  • Vallio Terme
  • Vestone
  • Villanuova s/C
  • Vobarno

  • Valtenesi
  • Muscoline
  • Garda
  • Salò
  • Val del Chiese
  • Storo
  • Provincia