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Giuliana Franchini, psicologa psicoterapeuta infantile, autrice di libri sulla relazione educativa e favole per aiutare i bambini a crescere bene.
Giuseppe Maiolo,  psicoanalista junghiano, scrittore e giornalista, si occupa di formazione dei genitori e di clinica dell’adolescente.
Officina del Benessere, Puegnago tel. 0365 651827


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08 Novembre 2017, 09.18

Blog - Genitori e figli

Inganna il maiale: un nuovo bullismo in rete

di Giuseppe Maiolo
Si tratta di un "gioco" che non adrebbe per nulla chiamato tale e che arriva a provocare devastazione psicologica nelle vittime

Oggi tutto cambia in continuazione. Il bullismo si trasforma e  nella realtà virtuale ci vuole poco perché le parole o le immagini e i comportamenti diventino virali e si diffondano come uno di quei virus invernali che inchiodano una quantità di persone a letto con la febbre influenzale. 
Sta accadendo da qualche settimana con un “gioco” spaventoso, che non andrebbe per nulla chiamato “gioco”.

Inganna un maiale è un comportamento bullo e  perverso che umilia e offende le teenager e le ferisce intenzionalmente e con crudeltà. 
Pull a pig si dice in inglese per definire il divertimento dei nuovi adolescenti che usano la rete per ingannare una ragazza e prenderla in giro, deriderne on line l’aspetto fisico, ferirne la dignità mettendola alla berlina.

Non “gioco” ma azione violenta e perversa di cyberbullismo.
Non è nemmeno  un comportamento nuovo. Anzi è conosciuto e si basa sulla seduzione e sull’inganno da sempre appartenuto all’universo dei comportamenti spavaldi e prepotenti di quei maschi capaci solo di far emergere il loro violento machismo e la povertà relazionale in cui gravitano.

Lo si è sempre visto in adolescenze problematiche che mascheravano insicurezza e disagio per i rapporti affettivi.
Lo esprimevano quei ragazzi, ma anche certi adulti, che volevano  fare i gradassi e gli  sbruffoni per nascondere défaillance e paure. 

Nulla di nuovo dunque, ma ora con le potenzialità della rete, quella specie di divertimento è diventato un fare sadico e perverso molto simile allo stalking, peraltro protetto dal l’anonimato del web.
Chi lo pratica prende di mira una ragazza magari un po’ bruttarella o con qualche difetto fisico, spesso in sovrappeso e per questo apostrofata come pig-maiale da ingannare.
E il divertimento del cyberbullo di oggi è quello di mostrare con video e foto al pubblico vasto della rete le sue imprese seduttive e le abilità con cui cattura e imbroglia la sua preda.

Inganna un maiale, pertanto, è un brutto inganno di cui è necessario mettere al corrente gli adolescenti perché non lo sentano come un divertito passatempo e le teenager non ne diventino vittime. 

Per proteggere le femmine è necessario che conoscano la sequenza del “gioco” che è sempre la stessa: il bullo identifica su un social una ragazza e la riempie di complimenti facendole credere di essere interessato o addirittura innamorato.
La coccola e la lusinga, la fa sentire importante e desiderata.

Ma non è così: la considera un pig e le tende un’esca.
Lei ci casca. Si fida e si affida. E alla fine, catturata e prigioniera del suo adulatore, non sa riconoscere l’imbroglio e fa tutto quello che lui le chiede: selfie in pose intime o nuda in cam, la malcapitata accetta ogni cosa e alla fine, magari anche affrontando un viaggio, incontra lo sconosciuto per  farci sesso.

Un copione perverso che vede il cyberbullo dominare la scena e alla fine svelare l’inganno quando dice alla vittima designata che si trattava di uno scherzo.

Un orribile scherzo violento di manipolazione psicologica dei sentimenti  e della fiducia.
Purtroppo di solito all’imbroglio si accompagna la derisione e l’umiliazione pubblica. Non solo perché gli altri hanno seguito quel gioco sadico sui social di turno, ma soprattutto perché le immagini o i video, le parole e le foto intime di lei, postate come umilianti trofei, fanno rapidamente il giro della rete e, devastanti, producono nella vittima vergogna e angoscia, rabbia e disperazione da cui è difficile venirne fuori.

Giuseppe Maiolo
psicoanalista 
www.officina-benessere.it

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Commenti:

ID74030 - 08/11/2017 13:21:07 (Tc) ...
ma io dico...sono cosi fragili i nostri giovani? Li vedi fuori,in gruppo la cantano alta e poi da soli nelle loro 4 mura della cameretta (o anche no) diventano delle pecore facilmente malneabili...e' cosi difficile per i genitori capirne i loro problemi?Fortunatamente non e' il mio caso,ma penso che lo e' per altri,e allora come riprendere contatto con i nostri figli,come aiutarli,come discuterci,come fargliela capire...ai miei tempi,i miei genitori mi stavano sotto mica male,ora forse li accontentiamo troppo materialmente,ma non gli si da l'affetto necessario,che non e' solo coccole e nanne,ma indirizzamento al mondo fuori,che deve essere dato e ragionato in base all'eta' del giovane...e' un mondo strano la societa' di oggi,e nemmeno noi genitori a volte siamo in grado di confrontarcisi...



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