24 Settembre 2019, 07.05
Bagolino Valsabbia
Vabilità

Caffaro: fissata la data per inaugurare la rotonda

di val.

Nei giorni scorsi prove di passaggio con autobus ed autoarticolati, avrebbero messo la nuova ammnistrazione bagossa in grado di fare previsioni sulla conclusione dei lavori per la "rotonda quadrata" lungo la 237 del Caffaro al confine regionale


Teoricamente sarebbero sufficienti tre mesi di lavoro per sistemare il vecchio ponte, allargandolo di un paio di metri e finalmente dare efficienza alla “rotonda quadrata” sul Caffaro, lungo la Provinciale numero 237 al confine fra le regioni Lombardia e Trentino.

I lavori conclusi dalla ditta Pretti & Scalfi un paio di anni fa, infatti, per la realizzazione del “quarto lato” della rotonda rappresentato da un nuovo ponte, si sono dimostrati insufficienti a garantire una circolazione scorrevole e sicura.
Le prove effettuate a suo tempo avevano messo in evidenza ciò che il progetto non aveva previsto, cioè che autobus e camion non avevano spazio sufficiente per manovrare.

La nuova soluzione prevede, appunto, l’allargamento del ponte vecchio, mantenendone le caratteristiche paesaggistiche secondo i dettami della Sovrintendenza, migliorandolo dal punto di vista delle dimensioni, della robustezza e della staticità sismica.

La nuova amministrazione di Bagolino, visto che i lavori precedenti avevano riservato alla fine amare sorprese, ha deciso di anticipare in qualche modo le prove di scorrevolezza.
Così sabato mattina l’intera giunta col sindaco Gianzeno Marca in testa, hanno chiesto a Trentino trasporti e alla ditta Saad di Baitoni di effettuare una serie di prove con autobus (anche quello denominato “serpentone”) ed autoarticolati.

Una prova informale, che però ha registrato la presenza fra gli altri del direttore lavori della Pretti & Scalfi, ing. Ghizzi, del sindaco di Storo Luca Turinelli e, unico rappresentante della Provincia autonoma di Trento il 5Stelle Alex Marini.

«Non vogliamo avere sorprese, in mancanza di dati certi, vogliamo capire cosa può funzionare e cosa invece avrà bisogno di aggiustamenti, prima di spingere al massimo per risolvere in modo definitivo questa annosa questione» ha detto Gianzeno Marca.

Che poi ha indicato un preciso orizzonte temporale: «Abbiano già fissato l’inaugurazione del nuovo svincolo per sabato 18 maggio 2020. Ci riusciremo».

Per tutta la mattinata, col traffico gestito dalle forze di polizia locale di Bagolino e Storo, oltre che da una pattuglia di carabinieri, sono stati posizionati birilli, studiate traiettorie, disegnate fermate degli autobus ed isole del traffico.

Alla fine i punti che ancora presentano delle criticità per la svolta coi mezzi pesanti sono sostanzialmente tre: l’uscita dalla rotonda per girare verso Baitoni e per chi gira in direzione di Lodrone; l’ingresso per chi arriva dal Bresciano.
Nulla di insormontabile, con qualche accorgimento tecnico, sembra.

Se è vero, insomma, la conclusione di quest’opera per la quale sono stati impegnati 3 milioni e 800 mila euro dei fondi dei Comune di Confine, ha i mesi contati.




Commenti:
ID81954 - 24/09/2019 08:30:14 - (criticone) - segnamoci questa data.....

....non prendete impegni. Se si risolverà meglio (ma in pratica hanno fatto solo il loro lavoro ben pagati), se nulla sarà stato risolto allora vogliamo la testa di qualcuno. In merito alla politica, emblematico (per non dire altro) che ci sia stato un solo rappresentante provinciale (di zona) per verificare. Gli altri? Ah già, è sabato, saranno stanchi.

ID81955 - 24/09/2019 10:42:29 - (Venturellimario) -

Siamo nel 2019 ed ancora, nonostante i computer e i programmi di progettazione e simulazione, ancora sbagliano i progetti, ci sarebbe da ridere, ma non ci riesco

ID81956 - 24/09/2019 13:20:32 - (mauretta) - E CHI PAGA?

E CHI PAGA PER QUESTI ERRORI? CONFIDIAMO NELLA MAGISTRATURA, MA COME DA PRASSI I CITTADINI ITALIANI

ID81957 - 24/09/2019 13:34:33 - (Giacomino) - Negligenza, imperizia, inosservanza di norme

sono la caratteristica di un fatto colposo. l'ente che ha appaltato i lavori non ci venga a dire che non aveva il personale per verificare se la via Campini nel punto in cui si doveva innestare il ponte nuovo della rotonda aveva la necessaria larghezza per consentire il passaggio degli autoarticolati.

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