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10 Gennaio 2019, 09.47
Bagolino
Recensione

«Storie da suonatori»

di Marisa Viviani
È stato presentato a Bagolino il libro a cura di Daniele Richiedei, che racconta la tradizione musicale del carnevale di Bagolino e Ponte Caffaro 

Il carnevale di Bagolino e Ponte Caffaro non ha bisogno di essere pubblicizzato, ma di essere conosciuto nella sua essenza profonda da chi vi assiste provenendo da altri paesi, e si accosti così con il rispetto dovuto alla particolare espressione di un'antica comunità, perpetuatasi fino ai giorni nostri per il forte radicamento tra la sua gente.
 
Questo libro segna una tappa significativa per l'approfondimento di tale conoscenza.
 
Lo studio della tradizione musicale legata al carnevale apre uno squarcio interessantissimo e rivelatore sul mondo dei Bälärì e su chi li fa ballare, cioè i Sonadùr, l'anima imprescindibile del carnevale, anche se non conchiudibile in un'unica rappresentazione di questo evento, in quanto il carnevale è una festa totale per le persone e per la comunità: "Fa carnaàl (...) sottintende il coinvolgimento totale di un individuo nel periodo di carnevale, specialmente nei due giorni finali, indipendentemente dal ruolo svolto: balarì, mascher, sonadùr, o partecipante alla festa ad essi interrelato. Fra i pochi motivi validi per non far carnevale ci può essere un lutto, una grave indisposizione, o un impegno eccezionale di studio o lavoro (la maggior parte dei bagossi si libera dal lavoro per i giorni di carnevale)." (nota 7, pag. 48).

Scopo di questo libro, pur se centrato sulle figure dei suonatori e sulla musica, è quindi di "riunire in un unico racconto l'esperienza complessa del carnevale". Il libro apre infatti con brevi saggi di carattere storico-economico ed etno-antropologico, curati da Italo Sordi, Roberto Tombesi e Giancarlo Marchesi, che configurano lo scenario su cui si è innestato e cresciuto, nel corso di almeno cinque secoli, il carnevale di Bagolino.
 
Altri contributi di carattere esperenziale, calati nel proprio vissuto di questa tradizione, rispettivamente di Daniele e di Nerio Richiedei, introducono all'atmosfera psicologica e sociale del carnevale, mentre uno stralcio dal grande saggio antropologico di Francesca Cappelletto, delinea i protagonisti e la funzione sociale e simbolica dei rituali di ballo e di mascheramento. Tratte dall'Archivio Storico di Bagolino infine notizie sul carnevale, curate da Nerio Richiedei (vedi anche Appendice Documentaria dello stesso estensore, idem per l'archivio fotografico).
 
L'inquadramento generale sul carnevale introduce a questo punto il tema specifico del libro, le "Storie da Suonatori", raccontate dagli stessi protagonisti attraverso una serie di interviste. Attualmente nel comune di Bagolino, sono presenti una cinquantina di suonatori soltanto per il carnevale (a fronte di una popolazione di 3.845 residenti al 13/12/2018, comprensiva di Bagolino e Ponte Caffaro; altri numerosi suonatori extra-carnevale confermano la connaturata predisposizione di questa comunità alla musica). 
 
I sonadùr intervistati sono stati scelti in ordine alle fasce di età (80, 60, 40, 20 anni), alla partecipazione al carnevale (qualcuno lo fa da 60 anni), allo strumento suonato, all'appartenenza a Bagolino o a Ponte Caffaro. Emerge da queste interviste una grande passione per la musica e un fortissimo senso di appartenenza alla Compagnia dei Sonadùr, che è orgoglio di partecipazione, sentimento di amicizia, rispetto generazionale, dignità del ruolo sociale rivestito, un mix di idee, comportamenti, emozioni, affetti, riflessioni che delineano la figura umana del sonadùr oltre gli aspetti tecnici e significanti delle musiche interpretate.
 
Il libro esamina poi gli aspetti tecnici del repertorio musicale del carnevale. È questo il capitolo cruciale per la storia di questa tradizione, che Daniele Richiedei affronta dirimendo con equilibrio la problematica delle trascrizioni musicali. 
 
Il repertorio delle sonàde del carnevale di Bagolino e Ponte Caffaro avviene infatti per trasmissione orale; ciò comporta che l'apprendimento da parte dei giovani avvenga attraverso l'ascolto e l'insegnamento dei vecchi suonatori, dai quali si impara non soltanto a suonare lo strumento e ad interpretare le sonàde, ma anche, e soprattutto, ad appartenere alla Compagnia con la serietà e il rispetto dovuto alla figura e al ruolo del sonadùr.
 
La trasmissione orale della musica del carnevale va infatti di pari passo con una forma di educazione sociale e storica di cui è compenetrato il sonadùr, calato nella più ampia tradizione della stessa comunità bagossa.
 
L'autore ha deciso pertanto di trascrivere soltanto cinque sonàde, a scopo di analisi della materia musicale: "La scelta di selezionarne e trascriverne soltanto cinque è dovuta alla precisa volontà di non fissare sulla carta il completo repertorio del Carnevale, lasciandovi così attorno un alone di imponderabilità. (...) Ho percepito l'alto rischio che una tale operazione generasse uno spartiacque tra il tempo dell'esclusività della trasmissione orale – circa mezzo millennio! - e un nuovo tempo, segnato dalla futura esistenza di un vero e proprio testo musicale di riferimento per i prossimi suonatori della Valle del Caffaro; di conseguenza, ciò avrebbe tolto le nuove generazioni dalla condizione necessaria – e sufficiente – di dover imparare a orecchio, dai "vecchi". (pag. 105)
 
L'analisi tecnica musicale prosegue con uno studio di Giuliano Grasso sulle relazioni con fonti storiche, alle quali si siano ispirate o siano state influenzate le sonàde del carnevale di Bagolino e Ponte Caffaro. 
 
I dati emersi sono interessantissimi e documentano precise relazioni con la tradizione musicale della zona subalpina del Nord Italia, concordanze tardo-rinascimentali e soprattutto veneziane; con l'area veneta in particolare sono ben individuabili relazioni e influenze musicali, documentate anche da alcuni manoscritti settecenteschi di musiche da ballo, la cui linea melodica appare pressoché identica a quella delle corrispettive suonate della Valle del Caffaro. 
 
Riguardo alla tradizione musicale di questa vallata è attribuibile "la sua marcata omogeneità alla secolare pratica violinistica locale e al suo stile fortemente caratterizzato che avrebbe adattato e uniformato melodie di diversa natura e origine." (pag.133)
È infatti dedicato alla Liuteria Popolare nella Valle del Caffaro l'ultimo capitolo del libro; il saggio è redatto da Lorenzo Pelizzari, già curatore nel 2014 di una grande mostra dall'omonimo titolo a Bagolino.
 
Un’attenta ricerca documentaria indotta dall'analisi di antichi e vecchi strumenti costruiti in loco, induce "a ipotizzare che la tradizione oggi presente nella Valle del Caffaro discenda direttamente da quella quattro/cinquecentesca riscontrata nei documenti." (pag. 164) Così violini, viole, chitarre, bassetti, mandolini sono stati costruiti fin da tempi remoti a Bagolino e a Ponte Caffaro per suonare a carnevale; si trattava di suonatori improvvisatisi liutai, quasi mai persone dotate di cultura musicale, che suonavano a orecchio secondo l'uso locale. 
 
"Per capire il fenomeno della liuteria locale della Valle del Caffaro è indispensabile guardare al profondo legame della popolazione con il suo carnevale; lì troviamo lo stimolo che ha spinto a sviluppare l'amore per la musica, la voglia di suonare, ballare e capiamo perché la povertà, le guerre e le calamità non hanno mai fermato la musica a Bagolino." (pag. 163) E ancora oggi si continuano a costruire strumenti per fa carnàal.
Le presenti considerazioni, pur se piuttosto articolate, possono fornire soltanto una vaga idea della complessità della tradizione musicale e del carnevale di Bagolino e Ponte Caffaro; il libro curato da Daniele Richiedei porta in superficie ciò che è sedimentato nella profondità della storia di una comunità: l'identificazione collettiva in una cultura della musica e delle sue espressioni del ballo e della partecipazione, tanto salde da configurarsi come una forma archetipica ancestrale che accomuna la gente di queste due comunità, Bagolino e Ponte Caffaro, origine e sviluppo di una stessa vicenda umana. 
 
Un libro da leggere, una tradizione da vivere. 
                                                                                                           
La presentazione del libro "Storie da suonatori. La tradizione musicale del carnevale di Bagolino e Ponte Caffaro" sarà ripetuta prossimamente anche in Valle Sabbia. Il CD allegato al libro comprende cinque sonàde in più versioni, interpretate da sonadùr di Bagolino e sonadùr di Ponte Caffaro, per un totale di tredici interpretazioni in varie modalità; si tratta di un supporto audio a scopo di studio e analisi musicale.
 
Nelle foto, di Luciano Saia: 
- Balàrì di Ponte Caffaro
- Carnevale 2018: Sonadùr di Ponte Caffaro
- Sonadùr di Bagolino 
- Il violinista Daniele Richiedei presenta il suo libro "Storie da suonatori. La tradizione musicale del carnevale di Bagolino e Ponte Caffaro"
 
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