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Di notte ha raggiunto la casa del padre arrampicandosi sul terrazzo con una scala a pioli.
Ha recuperato un grosso coltello dalla cucina e con quello gli ha inferto 50 colpi, lasciandogli poi la lama conficcata nel cuore.
Ai poliziotti che poche ore dopo l'hanno rintracciato e arrestato mentre girovagava con lo sguardo assente, avrebbe riferito di "voci che gli hanno ordinato di ucciderlo, perché in lui si era incarnato il diavolo".
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Emergono particolari raccapriccianti e l'ombra pesante della follia sul delitto che, fra venerdì e sabato della scorsa settimana, ha insanguinato la notte in un villaggio fra Sântandrei e Simeria, nel distretto di Hunedoara, in Transilvania, Romania.
Vittima della furia omicida del figlio Marco, che ha 24 anni e che si trova ora nelle carceri rumene, Gianfranco Morelli, imprenditore 61enne che da sette anni, dopo aver chiuso l'attività di carpenteria in Valle Sabbia, si era stabilito in Romania dove noleggiava macchinari industriali.
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Marco aveva già manifestato qualche squilibrio psichico ed era stato visitato presso il Dipartimento di salute mentale dell'AoD a Gavardo.
Una strada tutta in salita la sua, difficile come per il resto della sua famiglia.
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Il cambio di marcia per i Morelli è avvenuto 14 anni fa, quando Gianluca, il fratello più grande di Marco, è rimasto ucciso in un incidente stradale lungo la A4 fra Brescia e Milano.
Su quel dolore la famiglia non ha retto e si è disgregata.
Gianfranco, dopo un periodo trascorso a Renzano di Salò e il tentativo di salvare la sua azienda, aveva deciso per la Transilvania, dove si era rifatto anche una vita sentimentale, con una nuova compagna dalla quale ha avuto una bimba che ora ha sei anni e mezzo, con nuovi amici che lo apprezzavano e gli volevano bene.
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Il ragazzo ha abitato invece a Villanuova sul Clisi con la madre fino ad alcuni mesi fa.
Poi la decisione di raggiungere papà , che gli aveva offerto un'occupazione nella sua azienda.
Avrebbe potuto essere l'occasione per recuperare almeno un barlume di serenità e ricucire un rapporto difficile.
I vecchi rancori, invece, dovevano essere ben vivi sotto la cenere e hanno avuto il sopravvento, nel modo più violento.
Marco, in particolare, riteneva il padre colpevole di aver abbandonato lui e la madre per fuggire all'estero.
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L'omicida viene tenuto ora sotto stretta osservazione per il timore che possa decidere di togliersi la vita.
La polizia rumena intanto sta indagando per capire se al momento del delitto il giovane fosse sotto l'effetto di sostanze stupefacenti.
Nei prossimi giorni un esperto dovrà stabilire anche se Marco fosse in grado di intendere e di volere, quando ha afferrato quel coltello e vibrato la serie infinita di fendenti.
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Da Villanuova è partito alla volta della Transilvania Bortolo Morelli, il fratello della vittima, gli toccherà seguire le pratiche per il funerale e la vicenda giudiziaria del nipote.
Con poche lacrime per piangere, sono rimaste a Villanuova mamma Rossella e la nonna 90enne di Marco.
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