Fondi ai Comuni per buoni spesa
di Redazione

Il governo ha assegnato dei fondi ai Comuni per l'emergenza alimentare per sostenere le famiglie rimaste senza possibilità di fare la spesa. Il riparto dei fondi in Valle Sabbia



L'emergenza sanitaria scatenata dal Coronavirus, con il conseguente stop dell'Italia intera, ha già fatto sentire la prima mazzata economica e sociale: dipendenti finiti in cassa integrazione, famiglie rimaste senza reddito, attività che hanno dovuto chiudere, negozi, bar, ristoranti, lasciando i titolari con le casse vuote.

È a rischio la tenuta sociale del Paese: ci sono famiglie, già in difficoltà da una crisi endemica, che non riescono a soddisfare il bisogno primario: quello del cibo.

Nuclei familiari che non riescono più a fare la spesa. È a loro, prima di tutto, che sono indirizzate le misure «contro l'emergenza alimentare» previste dal nuovo decreto Conte, firmato e annunciato sabato sera dal premier in una conferenza stampa.

Le risorse andranno direttamente ai Comuni. Si tratta di 4,3 miliardi di euro che anticiperanno il Fondo di solidarietà comunale (il 66% di quest'ultimo). A questa somma si aggiungono altri 400 milioni destinati ad aiutare quei cittadini che in questi giorni di emergenza «non hanno soldi per fare la spesa».

Con una ordinanza della Protezione civile «tale somma sarà incrementata con una anticipazione, a valere sulle risorse del secondo acconto del FSC», pari a 400 milioni «da destinare a misure urgenti di solidarietà alimentare per consentire alle persone in stato di bisogno di soddisfare i bisogni più urgenti ed essenziali, reintegrando il Fondo in sede di emanando nuovo decreto legge».

Alla fine nel Bresciano arriveranno 7 milioni e 352mila euro.

Ciascun Comune, è scritto nel documento, è autorizzato «all’acquisizione di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun Comune nel proprio sito istituzionale» e «di generi alimentari o prodotti di prima necessità».

Per l’acquisto e la distribuzione dei bonus i Comuni «potranno avvalersi degli enti del Terzo Settore». La platea dei beneficiari sarà individuata dall’Ufficio dei Servizi sociali di ciascun Comune «tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico». Anche «il relativo contributo» sarà individuato dagli uffici comunali.

Questo il riparto dei fondi per i ciascun Comune della Valle Sabbia:

AGNOSINE  9.044,81

ANFO 3.203,89

BAGOLINO  23.620,96

BARGHE  6.234,64

BIONE  7.802,12

CAPOVALLE  2.452,34

CASTO 9.226,82

GAVARDO 74.680,91

IDRO  10.492,11

LAVENONE 3.265,90

MURA 4.691,57

MUSCOLINE  14.202,89

ODOLO  10.924,79

PAITONE  13.237,01

PERTICA ALTA 3.233,98

PERTICA BASSA  3.794,47

PRESEGLIE
8.738,87

PREVALLE 47.767,18

PROVAGLIO VAL SABBIA  5.387,81

ROÈ VOLCIANO  23.936,56

SABBIO CHIESE 22.492,98

SERLE 20.436,04

TREVISO BRESCIANO 3.696,03

VALLIO TERME  8.499,56

VESTONE  24.150,56

VILLANUOVA SUL CLISI 34.069,48

VOBARNO  52.823,69
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