Un mondo d'amore
di John Comini

Cari bambini e ragazzi, oggi compie gli anni mia sorella Rita. Perché ve ne parlo? Perché è una delle persone più buone che conosco (tutta mia mamma...)


Dal matrimonio tra mio papà Luigi e la mia mamma Caterina (ma tutti chiamavano Catina) sono nati i miei fratelli Franco, Dino, Rita, Mariangela (ora è un angelo tra gli angeli), poi io e mia sorella Valentina. Non vi dico quando è nata Rita (che ha il nome della nonna Margherita) perché per tutti è rimasta quella dolce e meravigliosa ragazza di sempre.

Ed è anche una persona mite e modesta, e questo “scherzetto” proprio non se l’aspettava. Me la immagino, ora, mentre sta leggendo queste parole. Sarà incredula, meravigliata e starà esclamando: “Nooo, ma cosa fa il John? Sergio, vé che a veder chél che el ghà scritt sö Vallesabbianews!!!” Sergio è suo marito, da bravo alpino dice sorridendo che ha l’aureola in testa per sopportare mia sorella, ma sa che è stato fortunato (nelle foto di Gioan Lavo le immagini di quando si sono sposati nel 1969).

Rita non lo sa, ma per me è stato un esempio costante. Io sono il contrario di lei, mi piace fare teatro, mi piace ridere e scherzare ad alta voce, mi piace cantare, con il morale vado su e giù, qualsiasi cosa negativa mi abbatte e mi getta nella disperazione. Rita è sempre modesta, riservata, gentile, disponibile con tutti.

Spesso, parlando della nostra mamma
, cita San Paolo che scrive ai Corinzi (adesso manderebbe un messaggio su WhatsApp): “La carità è paziente, è benigna la carità; la carità non invidia, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, ma si compiace della verità; tutto tollera, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta….”

Mia sorella, giustamente, dice sempre che la nostra mamma queste parole le viveva nella vita di tutti i giorni. Ecco, adesso Rita posso scrivertelo: anche tu, cara Rita, le vivi, da sempre. Come quando da ragazza eri vicino a me e a mia sorella Valentina, e ci coprivi di dolcezza.

Come quando aiutavi la mamma Catina nelle mille faccende di casa. Come quando passavi le domeniche a far compagnia alla zia Giulia, a starle vicino. Come quando regalavi la tua tenerezza al mio piccolo Andrea, insieme alle caprette. Come quando facevi compagnia al nonno Cecchino, e lui ti faceva ridere con i suoi racconti. Come quando stavi accanto al papà, negli anni della sua vecchiaia. Come quando hai cresciuto due splendidi figli, Marcello e Donata. Come quando segui i tuoi meravigliosi nipoti Francesco, Caterina ed Alessandra. Come quando hai aiutato Valentina nelle mille corse, con i suoi 6 bambini. A Valentina molti anni fa avevo dedicato questa canzone…

“Il circo più grande del mondo l’hai inventato tu
è un povero circo da niente ma vale un Perù
lo vedono solo i bambini e a volte anche i vecchi
lo riparano sette uccellini se ci piove a secchi
Per strada lo annuncia ululando il vecchio buon Fame
discende da artisti famosi ma lo chiamano cane…
Il circo più grande del mondo è il circo di Vale
è là sulla spiaggia del spiaggia del mare, è un circo speciale…
Su in alto sul filo Rosario fa sospirare la gente
fa i salti mortali e poi cade ma non si fa niente
Filippo non vuol esser da meno e per rompere il ghiaccio
inciampa nei pantaloni, è la gag di un pagliaccio
E chi è quella bella ballerina che calca la scena?
Dietro l’ombrellino colorato c’è Nazarena
È un circo che ride, che piange, che malinconia
la notte illuminato dalla luna lo vedi volar via.”

E poi sono arrivati Leonardo, Ludwig e Romualdo… Anche a loro, come a tutte le persone che hai incontrato, hai regalato un mondo d’amore.
E quando mi dici “le ingiustizie è meglio subirle che farle”, mi commuovi perché so che tu lo pensi davvero, nel profondo del tuo cuore.
Adesso mi fermo, perché mi accorgo che sto piangendo. Ma sono sicuro che lassù, in cielo, stanno festeggiando con una crostata buonissima, come quella che mi fai sempre. A proposito, quando me ne porti un’altra?

Auguri, Rita!!!
Ti voglio un mondo di bene (ma questo lo sapevi già)

Ci sentiamo la settimana prossima, a Dio piacendo

maestro John Comini
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