«Ho espresso al prefetto le mie perplessità»
di Ubaldo Vallini

Via i 34 richiedenti asilo da Serle, ne sono arrivati 25 di "nuovi". E ha i giorni contati anche la gestione della società Medica srl di Marco Sarzina. Parla il sindaco Paolo Bonvicini. VIDEO


Ci vuol tempo, per individuare un altro gestore per il Cas di Serle e per permettergli di stabilire le doverose convenzioni con la prefettura e coi proprietari della palazzina di via Panoramica.
Nel frattempo, fino a fine luglio così come era già stato stabilito prima che sul Centro serlese scoppiasse la bufera, la società Medica Srl continuerà ad occuparsi di richiedenti asilo lì ricoverati.

Ora sono 25 e sono tutti “nuovi”, arrivati direttamente o quasi da Brindisi, mentre i “vecchi” sono finiti 28 al “Pampuri” di Brescia, sei al nuovo Cas di Barghe.
Ieri a parlare è stato il sindaco di Serle, Paolo Bonvicini, che dice di aver chiarito col prefetto Annunziato Vardè tutti i contorni della vicenda e manifestato le sue perplessità in merito ad alcune scelte:

«Fin da settembre dello scorso anno, quando a Serle è stato imposto di accogliere questi richiedenti asilo – ci ha detto -, abbiamo cercato di essere collaborativi. Non capisco come mai ad un certo punto la prefettura ha permesso che da 23 presenze si arrivasse a più di 30, senza che non ne sapessimo nulla. Ad avvisarci sono stati i vicini di casa».

Altro punto il trasferimento in blocco di tutti i richiedenti per sostituirli con altri: «Per le informazioni da noi raccolte ci pare che a creare problemi non fossero stati i ragazzi, ma il gestore. Anzi, i richiedenti asilo avevano tessuto in questi mesi relazioni con alcuni cittadini e in ogni caso mai ci sono stati problemi di tipo comportamentale nel rapporto con la cittadinanza».

Poi il sindaco di Serle ha voluto commentare
alcune affermazioni rilasciate dal gestore del Cas ad alcuni quotidiani: «Dice che gli abbiamo creato problemi fin dall’inizio, ma non è vero, i problemi il signor Sarzina che li ha avuto con la legalità: vale con la pretesa che sistemasse il condotto fognario che scaricava tutto nella proprietà del vicino; vale per il permesso di ospitare un massimo di 23 rifugiati, cifra ottenuta applicando gli stessi standard abitativi di tutte le abitazioni di Serle, oltre che la normativa regionale».

«E’ vero invece che fin dall’inizio, come Amministrazione comunale, ci siamo spesi perché il tutto il paese desse loro fiducia e la stessa cosa abbiamo fatto quando la sindaca di Roè Volciano ci ha chiesto un parere sulla loro affidabilità – ha aggiunto Bonvicini -. Poi, per quanto abbiamo potuto vedere tutti in questi giorni, ci siamo dovuti ricredere». 

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