Un Carnevale da bere... con moderazione
di Giancarlo Marchesi

Tutto è pronto a Bagolino, per ripetere il rito del Carnevale, anche quello più nobile dei balarì. Con qualche preoccupazione di fondo per taluni ingiustificati eccessi.

 
A Bagolino tutto è pronto per l’uscita dei ballerini che avverrà questo lunedì mattina e sarà suggellata dalla partecipazione alla messa delle 6.30 nella parrocchiale.
Per il Carnevale bagolinese – che vanta partecipazioni a importanti manifestazione folkloristiche in Germania, Francia e Austria - si rinnova un antico rito.
Luca Ferremi, presidente dell’Associazione culturale «Habitar in sta terra», ci conferma che «per gli abitanti della Valle del Caffaro il Carnevale è sempre stato e continua ad essere un momento forte di aggregazione.
 
Durante i giorni di Carnevale – prosegue Ferremi – i rapporti di amicizia e solidarietà vengono rafforzati grazie a frequenti visite nelle case da parte dei protagonisti della festa: il ballerini e i “màscar”».
Accanto a questo positivo spirito comunitario che lega i partecipanti, Ferremi, non nasconde, da osservatore attento, che nell’ultima fase «si assiste ad una interpretazione distorta dello spirito del Carnevale bagosso.
 
Non pochi visitatori, ma purtroppo anche qualcuno del posto, pensano di poter festeggiare questa ricorrenza comportandosi in modo licenzioso e trasgressivo, complice l’abuso di sostanze alcoliche».
«Sul finire degli anni settanta, quando il Carnevale di Bagolino divenne una manifestazione nota ben oltre i confini della Valle del Caffaro, la Biblioteca civica – ricorda Ferremi – fu costretta ad esporre in paese cartelli che invitavano i visitatori a tenere un comportamento decoroso e rispettoso».
 
«Successivamente gli eccessi sembravano essere dimenticati. Ma negli ultimi anni, purtroppo, alcuni sono tornati a tenere comportamenti che nulla hanno in comune con la festa».
A fronte di questo, richiamandosi allo spirito più genuino, Ferremi auspica che «tutti possano godere la gioia del Carnevale nel rispetto di una tradizione che non era vissuta certo per abusare di alcol o lasciarsi andare a comportamenti scorretti».
 
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