Nuove regole per demanio lacuale e concessioni


Approvato dal Consiglio regionale un progetto di legge che riforma l'utilizzo della aree demaniali sui laghi con tariffe più basse nelle zone di confine

Demanio lacuale e concessioni: la Regione rivede le regole. Le aree demaniali lombarde potranno essere concesse anche a soggetti che operano a scopo di lucro, se la loro attività rivitalizza le caratteristiche turistiche di una zona lacuale. Non solo. Diminuiscono i canoni di concessione delle aree, nelle zone di confine. Sono questi due dei punti qualificanti del progetto di legge, sulla gestione del demanio lacuale e del trasporto, approvato ieri in Consiglio regionale.

Il provvedimento ha un valore molto elevato per la nostra provincia, nella quale sono centinaia i casi di concessione che potranno essere rivisti, grazie alla presenza di importanti bacini quali il Garda, il lago d’Iseo e l’Eridio. Tutti i soggetti interessati hanno mostrato grande apprezzamento per le nuove norme contenute nel documento.
«Una presa di posizione - ha sottolineato il consigliere regionale e presidente della commissione ambiente, Margherita Peroni - che dimostra quanto l’obiettivo primario del Progetto di legge è stato compreso dagli addetti ai lavori: generare un processo di riforma che sviluppi nuove opportunità relative all’utilizzo del demanio da parte delle realtà che gestiscono il trasporto lacuale e fluviale in Lombardia».

In particolare, ha raccolto consensi la decisione di abbassare i canoni di concessione nelle aree che si affacciano su acque di confine quando nelle sponde opposte, appartenenti ad altre regioni, i canoni sono sensibilmente più contenuti (è il caso del Garda). Un’altra importante innovazione consiste nella possibilità offerta alla Giunta regionale di stabilire concessioni di terreni del demanio anche per soggetti privati che abbiano scopo di lucro, quando questi dimostrino di impegnarsi per la valorizzazione ambientale, paesaggistica, culturale e turistica delle aree interessate. Il provvedimento prevede inoltre una rimodulazione delle sanzioni per gli eventuali mancati pagamenti dei canoni di concessione, che potrà portare a una riscossione coatta degli importi alla scadenza dei termini.

«Un provvedimento - ha concluso Peroni - che oltre a promuovere la valorizzazione dei bacini lombardi, intende favorirne le aree che oggi non hanno particolare vocazione turistica, permettendo al contempo il recupero da parte del demanio di grossi crediti, maturati ormai da troppo tempo».

Dal Giornale di Brescia