
Un’area per un eliporto diurno e notturno, mille metri quadri per ampli manto di servizi, seimila per la zona residenziale, altri seimila per una zona produttivo-artigianale e ulteriori 25 mila da destinare a un’area per le energie rinnovabili.
Questi essenzialmente i numeri che caratterizzano il Pgt del comune di Capovalle, adottato all’unanimità nella seduta consiliare del 14 ottobre scorso.
Numeri notevoli per il piccolo centro montano all’apice della Valle Sabbia che conta solo 416 residenti e non ha la presenza di nessun impianto produttivo industriale.
Nel Piano di Governo del Territorio appena confermato spicca la volontà di costituire un sito di sviluppo delle energie rinnovabili, per esempio un parco fotovoltaico, con cui creare nuova economia scommettendo su tecnologie eco-compatibili.
Si punta inoltre ad un vasto ambito di trasformazione, voluto fortemente dall’Amministrazione Graziotti e sostenuta dall’attuale sindaco Enrico Rizzi: «Il potenziamento dei servizi e delle infrastrutture – precisa il primo cittadino – prevede una zona destinata ad accogliere un ampliamento della sede municipale ed il nuovo museo, una struttura idonea ad ogni tipo di manifestazione, un nuovo eliporto sia per il traffico di soccorso dell’eliambulanza che per quello turistico».
«Il voto all’unanimità – afferma Rizzi – è un risultato sintomatico del buon lavoro di preparazione e di studio che ha visto coinvolti oltre a tecnici ed esperti, anche l’intera Amministrazione comunale che si è unita nel tentativo continuo di dare possibilità concrete di ripresa del paese a tutti i livelli».
Nella stessa seduta consiliare è stato approvato anche il Piano casa, la legge regionale che consente recuperi urbanistici concedendo aumenti di volume fino al 30%, se garantito l’utilizzo di tecnologie innovative per il risparmio energetico degli edifici.
Il comune di Capovalle, pur non concedendo diminuzioni della percentuale degli oneri applicati (sostanzialmente perché la tariffa non ha subito variazioni fin dagli anni Ottanta ed è quindi già i minimi storici), consente gli aumenti di volume su tutto il proprio territorio, comprese le zone artigianali e i centri storici.