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16 Gennaio 2019, 08.40

Terza pagina

Sentinella, a che punto è la notte?

di LoStraniero
“Dietro le nubi d’oro/ scende l’occiduo sol”
Così, da piccolo, recitavo cantando questi versi nel “Menestrello della morte”, una piccola opera lirica per ragazzi...

Era quell’ “occiduo” che mi turbava un po’ non conoscendone allora il significato.

Più tardi seppi che si tratta di un aggettivo che significa “occidentale” e che, a volte si usa anche come sostantivo per designare l’occidente cioè la parte di mondo dove il sole tramonta.

Il termine Occidente, (scritto con l’iniziale maiuscola) è però un’altra cosa.


Leggo da Internet:
“Come termine storico: l'Occidente, l'ambito definito dall'appartenenza alla civiltà e cultura europea, precisamente romano-germanica e cristiana, contrapposta a quella dei popoli del Medio ed Estremo Oriente; nel periodo della guerra fredda, i paesi a democrazia parlamentare e a economia liberistica in contrapposizione ai paesi comunisti dell'Europa orientale e dell'Asia e ai loro caratteri culturali, economici e sociali”.

Insomma, i termini occiduo, occidentale, occidente e Occidente e direi anche occaso, hanno un minimo comune multiplo che è “tramonto” o “Tramonto”, che in questo scritto può essere declinato come “il tramonto del Tramonto” o più chiaramente il “tramonto dell’Occidente”.

Ogni giorno si registrano accadimenti di varia natura che confermano che questa parte di mondo è afflitta da una crisi che sembra ormai irreversibile e che forse lo è davvero.

Eventi catastrofici,
in prevalenza imputabili direttamente all’uomo o provocati dal suo dissennato comportamento, allarmano e rattristano il mondo occidentale.

Femminicidi, omicidi di massa, suicidi, stupri di gruppo, bullismo diffuso, stragi nelle vie, nelle piazze, nelle scuole, nelle chiese, attentati, incendi devastanti, cicloni, tornado, frane, nubifragi, trombe d’aria, esondazione di corsi d’acqua, alluvioni di paesi e città, naufragi, crollo di ponti e di edifici, eccetera, eccetera, eccetera.

Il tutto con una frequenza tale che ci si domanda se questo non sia l’inizio della fine del mondo.
A fronte di questa catastrofica prospettiva vengono convocate riunioni, raduni, assemblee, conferenze, convegni, meeting di responsabili dei vari paesi.
Risultato? Un immenso cincischio.

Mi viene il sospetto che
i vari partecipanti, prima di intervenire a queste sceneggiate, abbiano forse frequentato qualche corso di apprendimento del perfetto cincischio.

Quali sono o possono essere le cause di queste sciagure?
Enumero un piccolo, non esaustivo, elenco.

Essiccamento delle virtù cristiane e loro graduale sostituzione con i vizi.

Oggi i vizi sono stati promossi al rango di virtù.
Così la superbia, l’avarizia, la lussuria, l’invidia, la gola, l’ira e l’accidia hanno preso il sopravvento sulla fede, sulla speranza e sulla carità, nonché sulla prudenza, sulla giustizia, sulla fortezza e sulla temperanza.

Questo fenomeno è molto preoccupante perché riguarda il tessuto profondo della struttura sociale.
Esso genera una proliferazione ossessiva ed opprimente di norme tendenti a regolamentare ogni comportamento della vita umana.

La proliferazione di provvedimenti legali e amministrativi provoca però la loro generale inosservanza con tutte le conseguenze negative sulla nostra vita di ogni giorno.

Aumento delle differenze sociali


I trend caratteristici del nostro tempo sono: pochi ricchi, molti poveri e pauroso assottigliamento del ceto medio che tende a sparire del tutto.

I sistemi fiscali non funzionano

Non riescono a tassare i ricchi, non possono tassare i poveri per mancanza di imponibile, allora, con una mostruosa intelligenza, tassano il ceto medio.

Gli occidentali non fanno figli a sufficienza

Questo è risaputo da tempo e le statistiche confermano continuamente la tendenza negativa.
Basterebbe solo questo punto per decretare inesorabilmente la definitiva decadenza del mondo occidentale.

Gli occidentali rivendicano sempre solo diritti, ma negligono sistematicamente i doveri.


Potrei continuare ulteriormente il triste elenco, ma non voglio infliggervi ulteriori tormenti.
Leggendo la Storia si scopre però che i nemici della nostra civiltà in effetti siamo noi.

I germi della disgregazione non provengono da fuori, ma sono generati all’interno e minano gradualmente tutte le strutture di base sulle quali si regge la società.

Dalle ceneri dell’Impero Romano, dopo una lunga notte, spuntò un’alba che scoperchiò solamente macerie.
Roma, che nei migliori anni dell’impero contava un milione di abitanti, negli anni successivi alla caduta finì per contarne solo ventimila.

In Occidente il sole è tramontato da tempo. Siamo in piena notte.
Però, da che mondo è mondo, dopo la notte spunta sempre l’alba.
Spunterà anche stavolta? 

Facciamo un salto all’indietro.
Vi porto alla fine dell’8° secolo a.C.
Siamo ai tempi di del profeta Isaia
Alleati dei Filistei, sconfitti da Sargon II, gli Edomiti subiscono a loro volta il gioco assiro.

Dal libro di Isaia riporto la Profezia contro Edom o Duma:

Mi si grida da Seir:
«Sentinella, a che punto è la notte?
Sentinella, a che punto è la notte?»
La sentinella risponde:
«Viene la mattina, e viene anche la notte.
Se volete interrogare, interrogate pure;
tornate un'altra volta»
. (Isaia 21,1-12)
Seir è l’antico nome di Edom.

In questo passo la sentinella risponde e praticamente rassicura che la notte passerà e che verrà il mattino.
Ma la notte dell’Occidente passerà?
Quanti patimenti si devono ancora sopportare?

Per avere un filino dell’ormai reietta speranza occorrerebbe un nuovo umanesimo.
Allora, nel buio della notte, aguzzo gli occhi verso oriente per scoprire qualche chiarore, anche tenue, anche lieve, qualche flebile segno, uno spiraglio, lo spiraglio dell’alba.

Ciò mi ricorda una poesia di Cesare Pavese.
Eccola
 In the morning you always come back
Lo spiraglio dell'alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.

Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell'alba
sulle colline scure.

Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell'alba
sommergono le case.

La città rabbrividisce,
odorano le pietre
sei la vita, il risveglio.

Stella sperduta
nella luce dell'alba,
cigolio della brezza,
tepore, respiro
è finita la notte.

Sei la luce e il mattino


Cari lettori senza il ritorno alla poesia non si potrà mai realizzare un nuovo umanesimo.

.LoStraniero

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ID79216 - 16/01/2019 19:00:09 (delirio) Shomèr ma mi llailah
https://www.youtube.com/watch?v=EnULVmq_NE4



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