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Prima neve a Faserno di Storo

Prima neve a Faserno di Storo

di Gianni Cortella



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07.12.2019 Bione

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09.12.2019

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04 Dicembre 2015, 09.12
Valsabbia
Il contributo

La strada e i suoi utenti

di Dolcestilnovo
Sui vezzi degli Italiani quando sono sulla strada si potrebbero scrivere pagine e pagine, come ha fatto magistralmente Beppe Severgnini sugli Italiani viaggiatori. Limitiamoci però a pochi spunti, categoria per categoria

La prospettiva è quella comica perché non vogliamo addentrarci nella questione se lo stare al volante risveglia la nostra aggressività o altre interpretazioni psicologiche che lasciamo volentieri agli specialisti del ramo.
Nessuno studio si cela dietro questo scritto, solo l’osservazione di quello che accade ogni giorno  sulla strada e di cui anche chi scrive si rende protagonista. Non essendo senza peccato, non scagliamo nessuna pietra perché potremmo autocolpirci.

Non ci addentreremo nell’analisi di come guidano i non italiani. Sorvoleremo dunque sugli automobilisti teutonici che in patria viaggiano come il vento e nel Bel Paese sembrano andare a pedali.
Non indagheremo sulla evidente contraddizione tra la lentezza bradipesca degli olandesi e il fatto che dalla loro terra  provengano i Flying Dutchman.
Non ci spingeremo a capire perché extracomunitari neopatentati insistano nel voler guidare su tangenziali e superstrade alla folle velocità di 50Kmh e non scelgano invece le comuni statali più consone al loro incedere.

Camionisti

Di loro in verità si può dire assai poco, essendo di gran lunga i migliori guidatori in assoluto, obbligati come sono a barcamenarsi con bestioni da superstrade americane in budelli cittadini ed extraurbani costruiti nel Medioevo per carrozze e cavalli, vedasi il toboga di Lavenone City e la stretta di Nozza, tanto per rimanere in stretto ambito valsabbino.
Tralascio l’imbuto della Marianna di Idro, dimostrazione fattuale della teoria secondo la quale il troppo tragico diventa comico e viceversa.

Però, amici camionisti, cos’è quella moda di fermare il vostro mezzo sul ciglio della strada ove più vi aggrada e scendere per chiedere informazioni, e vaffanbagno a chi segue?
Inoltre, dopo tanti Km percorsi, dovreste sapere che la strada più breve che vi indica il GPS non è quasi mai quella più adatta ai TIR.

Se infine vi accorgeste che siete capofila di una lunga processione di auto, sarebbe opera di alta carità lasciarle passare fermandosi un attimo alla prima piazzola: coloro che vi seguono accantonerebbero il proposito di usare il crick per fini non istituzionali e, come d’incanto, le bestemmie si tramuterebbero in laudi a nostro Signore.
 
Automobilisti

E’ come sparare sulla croce rossa.
Già vi sarebbe da questionare sul fatto che, con il limite massimo di 130 kmh, si consenta alle case automobilistiche di sfornare mezzi che quel limite lo superano in seconda marcia.

Dru direbbe che questo è contradditorio, quasi al pari del fuoristrada usato quasi esclusivamente su strada: l’auto che non è, ovvero un calcio all’ontologia parmenidea.

Di fatto gli automobilisti, tra gli utenti della strada, sono quelli che dimostrano i comportamenti più bizzarri.
Così, a braccio:

- Le rotonde non sono chicane di Formula 1. Quando sono sufficientemente larghe per marciarvi a file parallele, non si taglia da una corsia all’altra stringendo il malcapitato che vi affianca.

- Mettere la freccia, sulle rotonde specialmente, non è un disonore né comporta esborsi monetari o tantomeno può essere causa di pellagra. Parrebbe invece che il suo uso sia semplice, gratuito e intuitivo.

- Conversare al cellulare mentre si guida è vietato e pericoloso.
Inviare SMS è da incoscienti.
Consultare what’s app e Facebook è da criminali.

- Se vi trovate dietro a una 500 non è obbligatorio sorpassarla.

- Se guidate una Panda 4x4 preferibilmente vecchio modello, avete una certa età e il cappello in testa, evitate di guidare nelle ore di punta, tanto, essendo probabilmente in pensione, di tempo ne avete.
Vi allungherete la vita evitando le madonne di coloro che, per una ragione o per l’altra, hanno più fretta di voi.
Per esempio perché devono recarsi al lavoro.

- Può darsi che se guidate un SUV, esso rappresenti per voi quello che la ruota rappresenta per il pavone o, più freudianamente, la magnificazione del vostro organo sessuale.
Però sappiate che non ve ne derivano precedenze particolari, maggiori diritti o priorità di sorta.

- Se vi sorpassano, non accelerate, anche se la manovra del sorpassante vi appare incauta e in qualche modo lesiva del vostro onore.

- Se un pedone attraversa la strada sulle strisce pedonali, rassegnatevi, ha la precedenza e dovete fermarvi e non fargli la barba alla punta delle scarpe con le ruote o alla rotula con la portiera.
I pedoni che, incauti, attraversano la strada non sulle strisce pedonali (ne parleremo dopo), benchè in torto, non sono birilli del bowling e non bisogna puntare allo strike.

- L’auto andrebbe parcheggiata diritta e non di sbieco e possibilmente al centro dello spazio.
Ebbene sì, un'altra auto potrebbe essere parcheggiata di fianco alla vostra e il suo padrone troverebbe scomodo uscire o entrare dal portellone posteriore.

- La moda che sembra imporsi ultimamente, e cioè occupare la corsia con la propria auto quando si esce da uno stop e si gira a sinistra, bloccando di fatto i veicoli che sopraggiungono da quella parte, è da tamarri al cubo.

- Avete una confluenza a destra mentre marciate su tangenziali e superstrade? Beh, aspettatevi che i veicoli confluenti cerchino di immettersi nel flusso senza rallentare (fatti vostri se dovete rallentare voi) sfruttando ogni pertugio e sfidando le leggi della fisica sulla impenetrabilità dei solidi.

- I parcheggi per i disabili sono per i disabili: se disabili non siete e li usate (anche solo per il famoso attimino), non stupitevi se vi trovate il simbolo del disabile disegnato col chiodo sulla carrozzeria della vostra auto.
Meritereste ben di peggio.

Motociclisti

E’ come mitragliare la croce bianca.
Tutti presi dal #iostoconvale, i centauri nostrani si lanciano in ogni forma di imitazione pistaiola, ebbri di emulare anche solo per una curva il noto e conclamato evasore fiscale.

- Le strade non sono Phillip Island e, strano ma vero, i limiti valgono anche per le moto

- Capitolo code. Capisco che uno può avere orgasmi a raffica superando i poveri automobilisti che soffrono in coda, ma:
a) dall’altra parte arrivano altri autoveicoli che non sono tenuti a rischiare di uscire di strada per evitare le moto che arrivano contromano;
b) la linea continua, come diceva un vigile di Napoli, è o’muro, dunque se la si oltrepassa è come spaccare o’muro. La multa serve per acquistare mattoni e cemento e ricostruirlo;
c) non è detto che tra due auto vi sia sempre lo spazio sufficiente per rientrare senza obbligare il sopravveniente a frenate inconsulte che provocano l’allungamento stile Elvis del ciuffo dei suoi passeggeri.

- Impennare durante i sorpassi fa figo ma è un buon viatico per l’ospedale

- Lo slalom è una nobile disciplina sportiva che ha avuto tra i suoi massimi interpreti Stenmark, Thoeni, Tomba.
Si svolge con gli sci ai piedi su pendii innevati più o meno ripidi e consiste nel girare intorno a dei paletti e non nell’inforcare una moto e zigzagare tra le auto sull’autostrada.

- Accendere il faro è opportuno per rendersi meglio visibili anche in pieno giorno, ma spianare luci a LED da 3000W è una vigliaccata nei confronti delle rétine chi vi incrocia.

Ciclisti
E’ come cannoneggiare la croce verde.

Siamo d’accordo che il ciclista è l’utente debole della strada, debolezza acuita dalla mancanza cronica di piste dedicate, ma i novelli Francesco Moser, sventolando impavidi il vessillo dell’ecologia, ne combinano di cotte e di crude nel senso di arrogarsi diritti che non hanno o di mostrare cattiva educazione, stradale e non.

- Stare affiancati  in due o in tre mentre si pedala non è un modo efficiente per salvare il mondo dall’inquinamento, ma, come l’autista della Panda di cui sopra, è la maniera migliore per collezionare giaculatorie avverso la vostra lunga vita.

- Se siete in gruppo e vi state allenando, vi assicuriamo che l’ammiraglia non è obbligata a seguirvi perché:
a) non siete al Giro d’Italia né al Tour de France anche se montate una bicicletta al titanio-oro che manco i professionisti;
b) siete grandi abbastanza e non vi smarrirete; 
c) non siete nel deserto e neppure nella giungla tropicale e non morirete di sete;
d) se bucate potete aspettare che l’ammiraglia torni indietro, il mondo non cadrà;
e) la strada non è vostra riserva privata di allenamento e su di essa, udite udite, circolano altri veicoli che potrebbero non voler procedere alla vostra velocità

- Al semaforo rosso ci si ferma, anche si è senza targa.

- Pedalare e tenere la destra comporta la stessa fatica che pedalare e stare al centro della corsia.

- Non è il caso, ancorché vietato, di andare in bicicletta su superstrade e tangenziali.

- Le precedenze vanno rispettate.

Pedoni
Se i ciclisti sono l’utente debole della strada, che dire del povero pedone?
Quando attraversa sulle strisce è guardato con odio malcelato dall’automobilista che, obtorto collo, si deve fermare. In questa circostanza non è nobile rallentare il passo a bella posta.

Quando non attraversa sulle zebre, il pedone è tenuto a muoversi in senso rettilineo e non diagonalmente, dato appunto che è un pedone e non un alfiere.
Inoltre è pregato di sostenere un’andatura spinta durante tutta la traversata e non buttarsi in strada con  due passi di scatto alla Usain Bolt e terminare la traversata al ralenti.

Schiacciare il pulsante del semaforo e poi passare senza aspettare l’avanti è una mezza carognata.


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Commenti:

ID62937 - 04/12/2015 10:42:10 (Spark) pedoni e alfieri
..."che è un pedone e non un alfiere."Fantastica :-)) Complimenti


ID62946 - 04/12/2015 19:55:14 (gianchi68) pura verità
questa è la pura verità


ID62947 - 04/12/2015 20:06:02 (Tc) ...manca...
manca una categoria: Mezzi agricoli...ora non ci son quasi piu' trattori stile Oto c40...ma mezzi che con botti e o aratri al seguito occupano più della corsia in larghezza e voglio vederli a superarli e via con code a tutto spiano,finch'e' non svolta per l'agognato prato...inserirei questo testo come prefazione di tutti i libri di scuola guida...bellissimo.



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