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17 Novembre 2018, 15.29

Eppur si muove

Di contraddizione in contraddizione

di Leretico
Quando scrivo: “il rosso non rosso” cosa appare? Appare la contraddizione. Se dicessi che non appare nulla, negherei che “il rosso non rosso” sia stato scritto. Eppure, è lì da vedere, l’ho appunto scritto. Così anche in politica...

Che la contraddizione appaia non significa che il rosso sia il non-rosso (impossibile), ma che “contraddizione” significa qualcosa, ossia appare il suo significare l’impossibile.

In insiemistica esiste l’insieme vuoto, esso appunto esiste ma non contiene nulla. Tuttavia, esso non è un nulla perché non contiene nulla, e dunque appare quando scrivo “insieme vuoto”.

Scrivendo “insieme vuoto”,
non sto dicendo che il contenuto di tale insieme sia qualcosa.
Esiste anche il significato “zero” che ha la stessa struttura di “insieme vuoto”, oppure esiste il significato “nulla”.

Pensate se le contraddizioni non apparissero, come potrebbero gli investigatori capire chi gli sta mentendo durante gli interrogatori?
Se le contraddizioni non apparissero certi politici non farebbero le figuracce che fanno: è apparso che il nostro primo Ministro ha confuso in un discorso il 25 aprile 1945 con l’8 settembre 1943, e tale contraddizione è apparsa proprio perché il 25 aprile non è l’8 settembre, come il rosso non è il non-rosso.

È noto che la forza di un governo si misura sulla sua capacità di resistere, nonostante le contraddizioni che lo attraversano e che appaiono quando esso opera o quando prende posizione rispetto al mondo che lo circonda.

Il Governo oggi in carica in Italia ha un colore che non mi ispira molta fiducia.
È di un giallo-verde che mi ricorda quando da bambino mia nonna mi mandava a prendere le uova nel pollaio, e cercavo di scansare le produzioni deiettive di quegli animali ovulatori seriali che lo popolavano e che sì, producevano le desiate ovalità, ma producevano anche ben altro, e questo altro connotato da un gialloverde non molto simpatico per me, né per le mie calzature di allora.

Così per noi “governati”, ossia sudditi, è tutto uno scansare deiezioni di varia forma.
Più eclatanti, per le dimensioni, quelle in forma verbale. E ce ne sarebbero da raccontare per non lasciare da solo Medardo, il vis-Conte dimezzato che ci guida come Primo Ministro, che confonde l’Armistizio con la fine della Seconda guerra mondiale.

Poverino, diviso in due metà come l’eroe di Calvino, spesso non sa che pesci pigliare.
Lo hanno relegato a mediatore di gazzarre lombardo-avellinesi e lo mandano in giro per il mondo a far promesse, non fossero bastate quelle preelettorali, che puntualmente non può mantenere.

Politicamente è come una sogliola, si muove solo quando cerchi di calpestarla.
Tuttavia, come non comprenderlo? Il prestigio del ruolo e il potere che ne proviene, gli interessano di più che incidere positivamente sui destini italici. Quindi della dignità politica non sa proprio che farsene.

Se volessimo continuare nella saga delle contraddizioni, non dovremmo dimenticare che l’Ilva di Taranto avrebbe dovuto trasformarsi in parco acquatico, che il gasdotto Tap, sponsorizzato dagli americani, da sempre osteggiato e vituperato dai 5S come fluido del diavolo e che mai avrebbe dovuto toccare il sacro suolo italico, comunque arriverà sulle coste pugliesi, condito da arrabbiature bibliche che ormai importano a pochi.

Perché poi non aggiungere la recente approvazione dell’indecentissimo condono edilizio a Ischia?
Un condono mascherato che ha fatto arrabbiare De Falco (5S) più di quanto si fosse arrabbiato a suo tempo con il comandante Schettino, in fuga dalla naufragante Costa Concordia molto prima dei suoi passeggeri.

E altro ancora potremmo aggiungere, molto altro, che chiamare contraddizione, a questo punto, suona quasi come un complimento.

Insomma, di contraddizione si può ferire, ma, parafrasando alla meglio il famoso detto popolare, si potrebbe anche perire.
Le “manine” colpevoli potrebbero sferrare il colpo finale e sancire il recesso tombale dal “contratto di governo” tra lega e 5S.
E ci siamo davvero nauseati di questo “contratto”. “Questo non c’è nel contratto”, oppure “Questo c’è nel contratto”! Sembra una lite condominiale continua.
Ad ogni piè sospinto ci viene sbattuto in faccia il “contratto di governo” come risposta inappellabile alle nostre critiche.

Intanto si vedono i primi effetti delle intelligentissime manovre della “incompetenza fantasiosa al potere”: spread in rialzo, con aggravio dei costi di interesse per il paese, disoccupazione in aumento dopo l’approvazione del “Decreto dignità”, ponte Morandi e Genova in ginocchio nonostante i “selfie” al funerale delle vittime e le promesse di ricostruzione in sei mesi.

Quando finirà la propaganda? Probabilmente mai, essa è un mezzo per gestire il potere e soprattutto per mantenerlo.
Tutto rimandato, quindi, a dopo le elezioni europee del prossimo maggio 2019, in cui i penta-legati (o meglio i lega-stellati) promettono sfracelli.
Attila sarà considerato un bambino che giocava all’asilo in confronto a quanto si aspettano i penta-legati-stellati, e potrebbe anche andare come loro si aspettano.

In quel momento tutto potrebbe cambiare davvero
.
Non dimentichiamoci che è in arrivo un periodo di recessione economica che inasprirà i toni e i temi delle elezioni europee. Potrebbe accadere che la Lega risulti vincente e abbia poi la possibilità di andare a nuove elezioni interne e quindi costituire un nuovo governo di centro destra con i rimasugli di Forza Italia e di Fratelli d’Italia.

Oppure potrebbe accadere che la vittoria dei 5S sia ancora più eclatante di quella del 4 marzo scorso.
D’altronde, se è vero (ed è vero purtroppo) che più ti mostri al balcone del potere con il pugno alzato più i sondaggi ti danno vincente, se è vero che se mostri il pugno alzato in Parlamento il popolo si scalda e ti premia maggiormente, allora è altrettanto vero che il potere, in questo momento storico, dicendo tutto e il contrario di tutto, non incorre in nessun danno.

Non serve più nascondere le proprie crasse contraddizioni, al contrario: il metterle in mostra diventa motivo di vittoria elettorale.
Suggerirei al Medardo nazionale, sull’onda di questa tristissima consapevolezza, Medardo che ci guida con impalpabile presenza, di supportare l’onda che ci sta sommergendo con una campagna per la semplificazione totale dei programmi scolastici: troppo impegnativi al momento, troppo alta l’asticella per gli studenti, troppo poco lo scempio delle menti dei giovani coltivato finora.

L’ignoranza e l’incompetenza non sono ancora pienamente accettate come mezzo imprescindibile della mobilità sociale verso l’alto; bisogna che lo diventino in modo assoluto.
Occorre proprio un colpo mortale all’Istruzione, perché si adegui alla corrente di insipienza integrale che sta “spopolando” di questi tempi. Il successo ormai passa da lì.

Tempi magri, purtroppo, magrissimi.
E adesso meditate: ogni volta che gli ignoranti si mettono in cattedra, la contraddizione, come la gramigna, infesta ed avvelena tutti i campi del vivere in comunità e prima di tutti la cultura, l’acqua in cui nuotiamo senza accorgerci, l’aria che respiriamo senza mai curarcene seriamente.
La vigna si riempie di erbacce e non produce più il buon vino a cui eravamo avvezzi, solo acqua sporca.

Quando l’ignoranza è al potere è ancora peggio: l’arroganza e la prepotenza diventano lecite e anche la democrazia diventa oggetto in discussione.
Da qui alla cancellazione dei diritti costituzionali il passo è molto breve.

Leretico
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Commenti:

ID78346 - 17/11/2018 17:32:58 (Dru)
accidia


ID78348 - 17/11/2018 19:36:35 (Tc) ...
quando c'erano gli altri colori,c'era sempre chi trovava in quei colori,la merd@...ora che ce ne sono altri di colori,cambia il tipo di gente,ma la merd@ per taluni l'e' semper chela...e non e' che i colori di prima brillavano molto in intelligenza,anzi,forse anche meno, l'e' prope accidia...


ID78350 - 18/11/2018 08:17:56 (Dolcestilnovo)
Contraddizione è anche firmarsi Leretico quando ci si dovrebbe firmare Ilconformista.


ID78351 - 18/11/2018 08:57:19 (Dolcestilnovo)
... O meglio dovrei dire "defensor fidei".


ID78353 - 18/11/2018 09:19:35 (Leretico) Dunque
Anche per te la contraddizione appare...


ID78354 - 18/11/2018 09:30:17 (Leretico) Defensor fidei
Se è vero che siamo individui che non possono non volere, allora siamo tutti “defensores fidei”. Sul conformismo di questa mia posizione non sono d’accordo. Di solito chi supporta il potere si “conforma” ad esso e ai suoi dettami. Non mi sembra di essere “conforme” al potere di oggi, anzi.


ID78356 - 18/11/2018 09:43:48 (Dolcestilnovo)
Tutti defensores fidei? E sia. Ma nessuno tranne lei si autoproclama eretico.


ID78357 - 18/11/2018 10:05:46 (Leretico) Defensor propriae fidei
Leretico, contro la dottrina di un’altra fede, ma credente nella propria. Non si può non credere, e anche il credere a nulla è un credere. Se vuoi Leretico ha anche una connotazione di soccombente rispetto al potere in atto, alla dottrina vincente. Ma è anche un ribelle che non si piega e denuncia le contraddizioni, non accetta l’imposizione dell’illogico che il potere (per il potere) vorrebbe imporre e impone. Insomma Leretico crede in alcuni valori e per questo è ancora più eretico.


ID78359 - 18/11/2018 11:21:08 (Dru)
cazzate


ID78361 - 18/11/2018 11:37:23 (Dru)
Leretico è il tipico italiano che preso possesso di qualche libro pensa di averlo letto... no, il tipico italiano disfattista non sa e solo per arroganza e censo crede di sapere. Una bella libreria qualche autore per la bocca e via che si monta la testa e crede di capire.I libri non insegnano a capire, soprattutto se non li si legge, e non ci fanno intelligenti.. poi si scrivono queste cose sopra pensando che qualcuno gli dia anche retta.


ID78363 - 18/11/2018 11:44:49 (Dru)
Quando scrivi: “il rosso non rosso” cosa appare? Appare che hai scritto "il rosso non rosso". Se dicessi che non appare nulla, affermeresti che “il rosso non rosso” sia stato scritto ma non pensato. Poeta.


ID78364 - 18/11/2018 11:46:15 (Dru)
non sai cosa sia la contraddizione, perché non la leggi, come i libri che ho detto...


ID78365 - 18/11/2018 12:05:46 (Leretico) Non si capisce cosa intendi
A me sembra che tu a volte faccia finta di non capire, e poi altre volte che tu non capisca proprio. La contraddizione appare scritta, lo scrivi tu stesso. E il pensare che ciò che è contraddizione non lo sia accade (appare) molto spesso. Per esempio hai scritto che non appare scritta, invece APPARE scritta. Insomma non si capisce mai cosa intendi. Sei ambigui, non espliciti. In compenso però insulti: “si monta la testa... e crede di capire”. Non sai fare altro che insultare. Smettila per favore. Se vuoi stare al tema, tutto bene. Altrimenti non aggiungere offese alla persona.


ID78367 - 18/11/2018 12:47:26 (Dru)
Per esempio hai scritto che non appare scritta, invece APPARE scritta.. dove?


ID78368 - 18/11/2018 12:48:00 (Dru)
dove scrivo che non appare scritta?


ID78369 - 18/11/2018 12:52:35 (Dru)
lo dico io stesso che appare scritta e dico che non appare scritta.. mi sai i dicare dove qui ho scritto che non appare scritta? Sempre a me appare che tu distorci le parole degli altri a tuo consumo... ti prego stai al tema e smettila di insultarmi...


ID78370 - 18/11/2018 12:53:16 (Dru)
impara ad essere onesto


ID78371 - 18/11/2018 12:54:01 (Leretico) Rileggiti
Hai scitto tra virgolette “rosso non rosso”. Citando, lo hai scritto tu stesso. Oppure non lo hai scritto?


ID78372 - 18/11/2018 12:56:07 (Dru)
rileggi bene dove ho scritto che la contraddizione non apoare scritta?


ID78373 - 18/11/2018 12:57:01 (Dru)
per fare le analisi del testo bisogna avere la pazuenza e l'onesta di nom distorcere le parole degli altri


ID78374 - 18/11/2018 12:57:53 (Dru)
dove ho scritto che la contraddizione non appare scritta? lo hai detto tu che l'ho scritto? dove?


ID78375 - 18/11/2018 12:58:13 (Dru)
disonesto, dove?


ID78376 - 18/11/2018 12:59:34 (Dru)
capisci quanto sei disonesto?


ID78377 - 18/11/2018 13:17:20 (Dru)
Comunque e lasciando perdere chi non legge chi e chi è presuntuoso: chi scrive il “rosso non rosso” scrive qualcosa che non è contraddizione se il non rosso è rosso e che non è contraddizione se il rosso non è il non rosso, ma è contraddizione subito negata dal saper la differenza se chi ha scritto vuole che l’uno sia l’altro. L’uno non può esser l’altro e mai potrà esserlo, si che la contraddizione non può apparire che come subito negata. Dunque non può mai apparire.


ID78378 - 18/11/2018 13:19:45 (Dru)
Leretico, hai una mente troppo elementare per me...


ID78379 - 18/11/2018 13:24:41 (Dru) Questo ho scritto. Dove ho scritto qui che non appare scrittà? Bugiardo?
Quando scrivi: “il rosso non rosso” cosa appare? Appare che hai scritto "il rosso non rosso". Se dicessi che non appare nulla, affermeresti che “il rosso non rosso” sia stato scritto ma non pensato. Poeta.


ID78380 - 18/11/2018 13:26:28 (Dru)
Scrivere una contraddizione significa negarla con il pensiero, sciocco. Fin tanto che il pensiero non la nega, nessuna contraddizione è scritta.


ID78381 - 18/11/2018 14:13:13 (Leretico) Basta insulti e più ragionamenti
Innanzi tutto vorrei che smettessi di insultare. Disonesto è chi come te nenache legge prima di rispondere, poi si accorge di aver inteso male e corregge il tiro. Poeta nel senso dispregiativo di persona che non è adatto alla filosofia, tienilo per te, uomo massimamente contraddittorio in molti campi.Ho affermato che tu citandomi hai scritto "rosso non rosso", la quale è affermazione contraddittoria ossia è una contraddizione che appare. Mentre cerchi di negare che possa apparire, scrivendo e citando "rosso non rosso" sei costretto a farla apparire. E perché questa contraddizione appare? Perché per affermare che non appare sei costretto elenchicamente a fare apparire il significato di contraddizione. Negando il suo apparire essa appare. Non accusare me di essere sciocco (altro insulto), quando non ti avvedi dell'evidenza!


ID78382 - 18/11/2018 14:25:09 (Leretico) Dove sta la tua ambiguità
Inoltre continui a confondere la contraddizione pura (che non può apparire) con la contraddizione normale (che invece appare). Sono mesi che la meni e la rimeni con questa ambiguità perché hai sbagliato e non vuoi ammetterlo. Togliamo questa ambiguità: diciamo che la contraddizione normale appare (quando scrivi citandomi "rosso non rosso", mentre ciò che non appare è il suo contenuto, ossia che tesi E antitesi possano apparire insieme. Cerca di essere chiaro quando scrivi cosa non appare, altrimenti le persone, che già fanno fatica a capire le tue tortuosità, non capiscono cosa intendi del tutto. Non serve confondere sempre le acque per celare il tuo errore. Rimedia in questo modo, farai del bene a te stesso e agli altri.


ID78385 - 18/11/2018 15:56:52 (Tc) ...
ora si capisce perche' in Italia i processi durano decenni...pieni di contraddizioni e contradittori...leggendo voi 2 che battibeccate su 'quisquiglie' non oso immaginare se sareste parte di un processo...


ID78386 - 18/11/2018 16:50:43 (Dru) Prima scrive
Per esempio hai scritto che non appare scritta, invece APPARE scritta...


ID78387 - 18/11/2018 16:51:41 (Dru) Poi rettifica
hai scritto "rosso non rosso", la quale è affermazione contraddittoria ossia è una contraddizione che appare.


ID78388 - 18/11/2018 16:53:21 (Dru)
E sapendo che questo è il suo tipico comportamento lo imputa a me, se non è disonestà questa ditemi voi cosa lo sia.


ID78389 - 18/11/2018 16:57:30 (Dru)
No, se chi scrive rosso non rosso scrive per dire qualcosa e comprende qualcosa non ha nemmeno scritto una contraddizione. Scrive una contraddizione come negata (dal pensiero stesso che conosce la differenza) chi sa che rosso non è non rosso eppure cosi scrive, il rosso non rosso.


ID78390 - 18/11/2018 16:59:12 (Dru)
Ma questo Leretico è un poco complicaro, non è in questo che accuso accidia, in questo accuso atupidità allo stato puro.


ID78392 - 18/11/2018 17:09:30 (Dru)
Tu Leretico accusi a me tutti i tuoi difetti, non abituato a leggere per capire cosa l’altro dice e scrive, ma innamorato della tua immagine dipinta da te, non leggi solo me ma non leggi Severino o la filosofia e mai potrai d’altra parte comprenderla se non la leggi. Dunque ogni volta che scrivi banalità invece di riferirti onestamente a cosa l’altro dice, smacchiati, sii umile, cerca di non storpiarne le parole perché così ti sembra di aver capito, non soprassedere ma concentrati sull’altro che facilmente è più intelligente di te in quello che scrive.. questa è l’umiltà che non hai mai conosciuto...


ID78393 - 18/11/2018 17:11:47 (Leretico) Ha ragione Tc
Alla fine il Dru arriva sempre, dico sempre, a battibeccare solo su quisquilie. Se fossimo in un processo, non potrebbe mai concludersi perché se si decide di negare a prescindere, si continuerà a negare sempre e comunque. Anche contro l'evidenza più chiara. Lo scopo del negare ad ogni costo non è quindi il dialogare ma il dire "none è così" ad ogni costo, appunto. E' una tecnica: si chiama "logoramento dell'interlocutore". Tecnica infantile che si basa sulla continua reiterazione di una tesi e della negazione puntuale e maniacale delle sue argomentate e logiche negazioni. Alla fine l'interlocutore risponde: "Ok, hai ragione. Basta che la smetti". Ma questo non basta comunque. Per mesi e mesi continuerà a scrivere e a dire la medesima stupidaggine, pensando che la ripetizione trasformi la stupidaggine in verità. Questo il cuore di tale tecnica, che anche qui è in bella mostra.


ID78394 - 18/11/2018 17:19:51 (Leretico) La contraddizione appare scritta, lo scrivi tu stesso.
Cito dal mio post: "La contraddizione appare scritta, lo scrivi tu stesso." significa non che tu hai scritto "La contraddizione appare scritta", ma che hai scritto tu stesso citando me: "Quando scrivi: 'il rosso non rosso' cosa appare?" ossia hai dovuto scrivere anche tu "rosso non rosso" e questa contraddizione è apparsa mentre la citavi. Anche questa volta hai messo su un mulino solo perché non hai capito quanto scritto. Come al solito direi, capisci sempre al contrario. Possibile? Sì, purtroppo è così. Non sono io il disonesto, grave accusa infamante, ma tu che non riesci a cogliere.


ID78395 - 18/11/2018 17:28:43 (Dru)
Colto che storpi e ti avviti su te stesso piuttosto di ammettere l’errore, scrivere una contraddizione significa negarla subito con il pensiero: la contraddizione si costituisce tra quello che il pensiero scrive e quello che il pensiero nega di ciò che ha scritto. Dunque nessuna contraddizione appare se non negata. Se anche il pensiero pensasse che rosoo non rosso è qualcosa di senso, nessuna contraddizione sarebbe scritta, se è scritta è perché il pensiero la nega.


ID78396 - 18/11/2018 17:35:25 (Dru) Il realismo dell’identità.
L’identità, ottuso, è ciò che non conosce differenze. Se rosso non rosso è pensata come un’identità allora non è una contraddizione perché si afferma che l’identità è identità, se in rosso non rosso vi sono riconosciuti nel pensiero elementi differenti, allora pensare rosso non rosso è impossibile il pensarla come identità ma come contraddittoria identità o contraddittorietà: certo a questo punto il pensiero la rifiuta come identità e la nega subito. Chi affermi l’impossibile riconoscimento dell’errore lo fa sul presupposto idealista negando la differenza tra pensiero e pensato.


ID78397 - 18/11/2018 17:42:22 (Dru)
... a proposito di quisquilie, cosa è quella tua antipatia per il giallo e il verde? Viene da un ragionamento? Insultare e beffeggiare, credendo di essere anche intelligenti e ragionevoli è un mestiere delicato e che solo pochi possono esercitare, quando ormai hanno ricevuto una credibilità spendibile anche in queste sciocchezze... non credo che ti si addica.


ID78398 - 18/11/2018 17:55:54 (Leretico) Certo che è colta dal pensiero
Tralascio l'offesa alla persona che hai inserito, che denota solo la tua volgare attitudine all'approccio all'interlocutore. Non solo volgare ma anche offensiva e indecente. Non ti vergogni? Dovresti! Nel merito: chi mai ha negato che la contraddizione è colta dal pensiero! E' ovvio! Ma appare (nella coscenza, ossia nel pensiero) nel momento in cui scrivi, dici una contraddizione. Apparire significa: si manifesta. La negazione del pensiero non è separata, come la separi tu, dalla manifestazione della contraddizione. Paragrafo 14, capitolo IV della Strutura originaria. Ma che ne sai tu di separato e distinto? Sembra proprio nulla! Torna a rivedere quelle pagine, fai uno sforzo. Ristudiale per altri sette anni se sette anni già passati non sono stati sufficienti, come vedo, a farti capire la differenza tra distinzione dalla separazione.


ID78399 - 18/11/2018 18:18:10 (Dru)
Lascia perdere di cercare appigli inutili, la coscienza non può essere negata significa appunto che la contraddizione appare come negata. Cioè non appare. Sei ottuso e presuntuoso. Due mali esplosivi.


ID78401 - 18/11/2018 18:38:45 (And75)
No, mi permetta. No, io; eh scusi noi siamo in quattro. Come se fosse antani anche per lei soltanto in due, oppure in quattro anche scribai con cofandina; come antifurto, per esempio. Ma allora io le potrei dire anche per il rispetto per l'autorità che anche soltanto le due cose come vicesindaco, capisce? Attenzione! antani secondo l'articolo 12 abbia pazienza, sennò, posterdati, per due, anche un pochino antani in prefettura, senza contare che la supercazzola prematurata, ha ha perso i contatti col tarapia tapioco.


ID78402 - 18/11/2018 20:02:04 (ubaldo) X dru
Dacci un taglio con le offese e coi giudizi sulla persona. Che non portano nulla alla ragione. Qui non è consentito.


ID78403 - 18/11/2018 20:15:29 (Pseudosofos) Sul livello non verbale di un articolo
Caro Leretico, tu hai fede nel fatto di esser compreso, ma, ahimè, pare ti si fraintenda continuamente. Vieni preso troppo sul serio da chi ti legge. Per questo vieni attaccato con toni non sempre educati. Devo dire che il tuo modo di scrivere è apprezzabile a livello di capacità comunicativa: mostri sempre grande perizia nello scrivere. Penso che se ci si concentrasse sul tuo stile, oltre che sul livello letterale di ciò che affermi, molte polemiche potrebbero essere lasciate cadere. In effetti, c'è uno stile poetico nel filosofare: lo stile di chi indica con le parole ciò che in esse non può esser imprigionato: la verità. E sebbene Dru non sia d'accordo, la poesia rivela la verità molto più di quanto egli non immagini. Del resto, quando la filosofia si auto-pone come unico modo per dire il vero, diventa la tirannia del linguaggio. Essere scettici verso chi pensa alla filosofia come esercizio di potere linguistico


ID78404 - 18/11/2018 20:20:32 (Pseudosofos) Sul livello non verbale di un articolo
è un dovere che kantianamente sento collegato alla mia povera esistenza. Anche se io stesso correrò il rischio di essere considerato un pensatore da quattro soldi, visto che mi capita di non leggere per filo e per segno tutti i libri che compro. Mi piace tenermi la libertà di fare scorribande fra le pagine, senza quel rigore che nasce da un unico desiderio: voler dominare le menti altrui esercitando riflessione. Evviva il dialogo.



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