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27 Marzo 2017, 10.23

Eppur di muove

Hasta la victoria siempre

di Leretico
Quando ho letto che D'Alema ha dato a Renzi dell'arrogante, sbattendo la porta del PD e aprendo quella di Mdp, ho cominciato a pensare che il famoso proverbio che mette in scena il bue e l'asino abbia un fondo di verità filosofica

Fuor di metafora, nonostante dare dell'asino a Renzi possa riempirci di una certa soddisfazione, le cose per noi non vanno molto bene perché abbiamo assistito nostro malgrado all'ennesima scissione a sinistra del partito di centro sinistra.
Risultato: insulti come non mai, instabilità politica, finale fantozziano in arrivo.

Cominciarono a Livorno nel 1921 a scindersi a sinistra, proseguirono con Rifondazione comunista nel 1991, lo confermano oggi nel 2017: volevano allora, lo vogliono ancora, un partito comunista.
Marco Rizzo afferma di averlo già nuovamente e adeguatamente ri-fondato ma nessuno gli crede, gli mancano i soldi e poi è un vero idealista.

Nel centro destra, ovviamente, si fregano le mani soddisfatti
e qualcuno rischia per le risate concitate di perdere le dentiera, ma non bastano, infatti, questi segni di decadenza dell'avversario a ringiovanire politicamente chi è già incartapecorito.
La senescenza incombe come un mantra e la gerontocrazia, sognata e realizzata dai conservatori italioti, non riesce a governare più come prima i processi veloci di cambiamento in atto.
Anche Salvini e la Meloni sono vecchi, benché non anagraficamente.

Certo è strano vedere quanto siano cambiate le cose da quando Nanni Moretti, in una scena del  suo film "Aprile" del 1998, guardando nervosamente la televisione che trasmetteva una puntata di "Porta a Porta", chiedeva a D'Alema che dicesse qualcosa di sinistra mentre sedeva di fronte a un Berlusconi aggressivo e petulante, all'ombra di un Bruno Vespa visibilmente soddisfatto.

Finalmente D'Alema, dopo qualche anno di meditazione, sempre lungo in certe cose, ha detto una cosa di sinistra: "Adiòs companeros".
E con lui hanno detto "hasta luego" anche Pierluigi Bersani, Guglielmo Epifani, Miguel Gotor, Enrico Rossi, Roberto Speranza e tutti i nostalgici maoisti, stalisinsti-leninisti, quartinternazionalisti, cheguevaristi, entristi e hastalavictoriasiempristi.

Capanna ha mandato un messaggio
lamentandosi che Democrazia Proletaria l'avrebbe fondata lui e nulla è servito a spiegargli che Mdp non vuol dire movimento di democrazia proletaria.
Sembra che Capanna si sia risentito: in fondo un po' di proletariato in mezzo a smacchiatori di leopardi e a rivoluzionari in abito firmato, non avrebbe fatto male a nessuno.

Una cosa è certa: ormai anche all'estrema sinistra hanno il dubbio di Colombo: a furia di andare a sinistra potrebbero ritrovarsi, una mattina di ottobre (ottobre caldo come si dice a sinistra) completamente a destra.
Il mondo infatti non è piatto, ma guai a dirlo in certe stanze: si rischia il rogo come eretici.

Ora, non so se Giachetti abbia azzeccato
a definire la faccia di Speranza con metafore gluteali così dirette, ma veramente la faccia di Speranza non è all'altezza del suo cognome.
Tutti insieme questi signori pensano che a sinistra troveranno il 10% dei voti, persi dal PD da quando guida Renzi. Non hanno capito però che quei voti non sono scappati a sinistra, ma si sono da tempo trasformati in consensi per la destra.
Se li cercano a sinistra si troveranno a mani vuote come Marco Rizzo alle ultime elezioni, come quegli strani personaggi di Samuel Beckett, Estragone e Vladimiro, che attendevano Godot e ancora lo attendono.

Gli operai-massa, quelli delle manifestazioni torinesi in Piazza Statuto, non ci sono più e Speranza non ha la "speranza" di capirlo, come non lo aveva capito Rizzo a suo tempo.
Quegli operai  non sono più quelli degli anni Settanta, nel 2013 hanno votato Grillo, Salvini, Meloni e addirittura Berlusconi.
Sono gli stessi operai che in America hanno votato Trump e non torneranno a votare comunista. Non era chiaro se fossero veramente comunisti negli anni Settanta, è chiarissimo che non lo sono ora.

Gli scissionisti vivono ancora delle grandezze basse del passato.
È per questo che da "rottamati" hanno voluto trasformarsi nel vecchio "nuovo PCI", staccandosi dalla vituperata balena DC targata Renzi.
Soprattutto D'Alema non sopportava quell'aggettivo che inneggiava troppo alla nave rugginosa abbandonata, proprio lui che ama le Tod's e la barca a vela. Non voleva starci ad essere eliminato.

Così, con il piglio di una rediviva Adelaide Antici Leopardi, chiavi alla cintola, ha chiuso a doppia mandata in faccia a Renzi la porta della cassaforte degli ex-PCI, poi PDS, poi DS: un patrimonio di 2400 immobili e 400 quadri.
Pochi sanno che, nonostante la fondazione del PD nel 2007, i patrimoni delle anime comunista e catto-comunista del partito non si sono mai uniti.
Ed ecco allora possibile una scissione, molto meno idealista di quella che Rossi, Governatore della Toscana, ha voluto dipingere, molto più beffarda di quanto sembri, in vero stile dalemiano.

Forse Giacchetti in qualche modo, con le sue ardite similitudini
, aveva davvero ragione: Speranza è un porta fortuna, è uno che "ha culo" anche se non localizzato proprio nel posto giusto.
Che ci volete fare, così come le ciambelle non escono sempre con il buco così Speranza non riesce bene agli occhi degli avversari. Solo Picasso lo avrebbe potuto vedere nel modo giusto.

Una domanda però rimane inevasa: la vita interna del PD è stata sempre conflittuale, PCI e DC vivevano al suo interno come due inconsci in continua lotta che non riuscivano a produrre una coscienza comune.
Nel bene o nel male, fin quando il gruppo dirigente era per la maggior parte espressione della vecchia guardia comunista non si era mai parlato di scissione.

Dopo la sconfitta di Bersani alle elezioni del 2013, in cui l'anima comunista era risultata perdente, si è cominciato a parlare di scissione e tanto hanno fatto da realizzarla.
Civati e Fassina sono usciti quasi subito, gli altri hanno aspettato i soldi di D'Alema, ma tutti insieme, mano nella mano, sapranno accettare una potenziale deflagrante sconfitta alle prossime elezioni?
E in quel momento avranno ancora la forza di cantare "hasta la victoria siempre"?
Ai posteri l'ardua sentenza.
 
Leretico
 
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Commenti:

ID71559 - 27/03/2017 19:17:48 (genpep)
bella l'esposizione di Leretico, purtroppo realistica. non la capiranno solo i tifosi del PD. tifosi, perchè al pari dei calciofili la loro squadra ha sempre ragione.


ID71561 - 27/03/2017 21:25:30 (Dru) Io penso il contrario
Penso che le società, come volute dalle sinistre europee sono tramontate a scapito delle destre progressiste e destrutturanti. Penso che le sinistre si fanno destre e che Renzi è un Craxi del nostro tempo, Craxi troppo avanti e Renzi già troppo vecchio. Penso che Renzi vince perché simpatico e affatto democratico, ma perderà perché in Italia vince il movimento5stelle. Pensco che Bersani mi è molto più simpatico di Renzi, non sopporto l'incoerenza di chi porta certi nomi e altri cont'in banca.. Renzi vuole essere più di destra di Berlusconi, lo dimostri anche cambiando il nome e smettendola di fingere sinistre posizioni. Questo penso.


ID71562 - 27/03/2017 21:28:19 (Dru) Bersani in qualche modo
Può ancora e davvero cantare Hasta la victoria siempre comandante, in qualche modo dico... certo non può farlo Renzi e i Renziscoti...


ID71563 - 27/03/2017 21:33:26 (Dru) Qualcuno in politica è simpatico
Perché mostra di comprendere la verità del suo tempo. Per questo il moviment5stelle è più simpatico ancora di Renzi.


ID71564 - 27/03/2017 21:45:04 (Dru) Penserete:dru è incoerente
Prima dice che Renzi è simpatico e poi dice che Bersani "gli" è simpatico e infine dice che in politica qualcuno è simpatico se mostra di comprendere la verità del suo tempo. Ora, la verità non combacia con la coerenza o la sua permanenza. La coerenza e la permanenza sono caratteri della verità antica, non moderna. Nella verità moderna conta mostrare di esser capaci e non di esser coerenti.. il farabutto capace è più simpatico in politica dell'onesto e coerente, molto più simpatico, cioè vero. Bersani "mi" è simpatico perché mi stanno sulle balle quei finti e ipocriti sinistroidi che un'ora prima cantano al comandante e sempre in quell'ora festeggiano i farabutti capaci come Renzi. (Dove per farabutto intendo colui che adopera come leva le emozioni altrui per scopi diamettralmente opposti)


ID71565 - 27/03/2017 21:49:43 (Dru) Non sopporto
I farabutti..


ID71566 - 27/03/2017 21:54:35 (Dru) E i tonti (perché mostrano di non capir nulla)
Che gli son simpatici.


ID71567 - 27/03/2017 22:53:49 (Dru) D'Alema?
Solo un Renzi un poco più vecchio.



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