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Fiori di montagna

Fiori di montagna

di Maria Rosa Marchesi


03 Aprile 2020, 08.02
Sabbio Chiese
Lettere

I nostri eroi

di Leyla e Sofia
Cari professori, speriamo con questa lettera di farvi arrivare il nostro messaggio. in questo periodo in cui la nostra vita è cambiata improvvisamente una delle poche cose che possiamo fare è pensare...

Questo virus ci ha colto di sorpresa, ed è riuscito a dividerci tutti ma non completamente è entrato nelle nostre vite cambiando le nostre abitudini, mettendoci davanti a una realtà difficile da accettare.

Oggi corre l’anno 2020 e per fortuna la tecnologia fa parte della nostra società, grazie ad essa infatti la vita non si è fermata del tutto.
Dobbiamo però dire che è cambiata molto, i professori sono ritornati studenti, e in certi casi gli alunni sono diventati professori, i medici sono diventati guerrieri, gli ospedali campi di battaglia, le strade diventate deserti infiniti, le città si sono trasformate in luoghi bui e desolati, le famiglie finalmente riescono a stare tutte unite anche se spesso la paura le divide, e talvolta, la morte di un famigliare, le lascia svuotate.

Molto spesso gli adulti si lamentano della nostra “immaturità”  ma questo virus ci aiuta a dimostrare il contrario.
Con più consapevolezza, forse, stiamo rispettando le regole.
Le nostre parole in questo mondo sono piccola cosa, ma possono contribuire ad un cambiamento per l’umanità.

La realtà che stiamo vivendo ci fa sentire soli ma, dobbiamo restare uniti anche stando lontani, costretti a stare a casa tutto questo è molto più difficile; non possiamo rifugiarci tra le braccia dei nostri amici, non possiamo lamentarci dei nostri problemi con i professori o ancora non possiamo sfogarci praticando gli sport che più ci piacciono, tutte quelle cose che fisicamente ci fanno sentire al sicuro in momenti brutti ora ci sono vietate e questo di sicuro non piace a nessuno di noi, dobbiamo essere pazienti e stare distanti oggi per riabbracciarci più forte domani.

Vorremmo ringraziare i professori che oltre a combattere contro il virus stanno combattendo contro la tecnologia, cercando di capire come si gestisce una classe quando gli studenti sono un’icona sul computer, come attirare la loro attenzione quando ti stanno seguendo in pigiama dal letto oppure mangiando dei crackers.
Tutto questo è surreale anche per i professori che nonostante ai nostri occhi appaiano come supereroi della cultura hanno ancora molto da imparare.

Vogliamo ringraziarli anche perché stanno in tutti i modi cercando di aiutarci a continuare nei migliori dei modi questo breve tratto della nostra vita che è stato interrotto da un ostacolo.
Un grazie sincero a loro che in questo momento sono per noi come degli eroi, e che da sempre ci aiutano a rialzarci quando cadiamo.

Un grazie anche a tutto il personale delle istituzioni scolastiche che da dietro le quinte si adopera per rendere possibile la vicinanza nella lontananza facendo della tecnologia un alleato in questa “battaglia”.

Un ultimo grazie va a medici, infermieri e a tutto il personale sanitario che sono i veri “guerrieri” che si battono per salvarci.
In un batter d’occhio si sono ritrovati coinvolti in una “battaglia” dove non si sentono colpi di cannone bensì battiti di cuore che aumentano al pensiero di non poter intervenire in questa “guerra”.
Speriamo che tutto questo finisca molto presto cosi da poterci riabbracciare tutti quanti.

Ricordiamoci che l’unione fa la forza
, e che in fondo al tunnel c’è sempre la luce.
Sembra strano detto da noi ragazzi ma ci manca molto la scuola; solo ora, forse, ci rendiamo conto dell’importanza di un’escursione, di una mattinata passata sui banchi o di un semplice abbraccio che d’ora in poi durerà qualche secondo in più, secondi per pensare a chi un abbraccio non potrà darlo mai più. Solo quando ci manca qualcosa scopriamo la sua vera importanza.

Ricordiamo che a noi è stato chiesto di stare in casa, mentre ai nostri nonni è stato imposto di andare in guerra. Con una differenza: noi se usciamo di casa abbiamo la paura di prendere il virus, ma sappiamo di poter ritornare dalla nostra famiglia; loro invece avevano paura di non poterci più ritornare, a casa.
Ogni battaglia va combattuta insieme non dobbiamo scordarci però di ringraziare chi ci aiuta maggiormente a combattere facendoci sentire al sicuro.

Dobbiamo ritenerci fortunati perché al momento c’è chi la guerra la sta combattendo davvero a colpi di cannone, chi a causa di sbagli altrui non potrà più riavere la propria vita.
Non vediamo l’ora che tutto torni come prima di poterci riabbracciare  e continuare il percorso della nostra vita insieme.

In quel momento tutto sarà finito e la “guerra” sarà vinta.
#andràtuttobene  #stiamoacasa #rimaniamouniti
                                                      
Vi vogliamo bene,
Leyla, Sofia
(con il contributo di Hind e Alice)
(classe 3B – Istituto Comprensivo “A. Belli” di Sabbio Chiese)

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